Farmaci e guerra in Iran, che è successo al Tavolo sulle carenze

Farmaci e guerra in Iran, che è successo al Tavolo sulle carenze

La rassicurazione del sottosegretario alla Salute: sui farmaci la situazione è sotto controllo

In questi giorni si sono moltiplicati gli alert delle imprese produttrici di farmaci sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente. Ebbene, “non ci sono al momento criticità legate alla guerra e non si intravedono all’orizzonte aumenti di prezzo dei farmaci”. Usa toni rassicuranti il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato a margine del Tavolo tecnico sull’approvvigionamento dei farmaci.

Farmaci: situazione sotto controllo

All’incontro – ospitato dalla sede di Lungotevere Ripa del ministero della Salute – hanno partecipato i principali operatori e stakeholder del comparto, tra cui Farmindustria, Sifo, Adf, Egualia e Federfarma. L’impatto delle turbolenze geopolitiche sull’approvvigionamento dei farmaci è dunque finora limitato. 

“Le criticità che si registrano al momento sono quelle storiche, legate alla carenza di alcune molecole che vengono sostituite da molecole di farmaci biosimilari o in alternativa importate da altri Paesi europei”, chiarisce Gemmato.

Gianni Petrosillo, presidente di Federfarma Sunifar, ha invece ricordato “l’importanza del ruolo delle farmacie nella gestione delle carenze, con confronti con il medico curante per l’adozione delle migliori soluzioni alternative”, sottolineando l’opportunità di “rendere più flessibili le regole sulla sostituzione per garantire continuità assistenziale”.

La dipendenza da India e Cina

Oggi circa l’80% dei principi attivi necessari per i farmaci sono prodotti in India e in Cina. “Nel Testo unico sulla legislazione farmaceutica introduciamo la possibilità di riappropriarci della grande tradizione della chimica farmaceutica di base in Italia, per evitare che in momenti come questo possano determinarsi delle carenze”, ricorda il sottosegretario. 

Ma quali esigenze hanno espresso gli operatori del settore presenti alla riunione del tavolo tecnico? “Le loro principali preoccupazioni riguardano i costi di produzione di alluminio, vetro e principi attivi, che pesano sull’intera filiera produttiva”, spiega Gemmato. 

E mentre i prezzi dei farmaci sono “negoziati con l’Aifa al momento dell’autorizzazione all’immissione in commercio e restano fissi per anni – prosegue – i costi stanno aumentando, anche a causa della contingenza internazionale. Su questo punto si potrebbero individuare delle soluzioni, se la questione dovesse diventare rilevante”. 

Scenari futuri

Ma se il tavolo convocato da Gemmato ha affrontato le questioni contingenti, allargando la sguardo, il sottosegretario non esclude che in futuro i Paesi del Nord Africa possano accogliere dei siti produttivi per ridurre la dipendenza da India e Cina. 

“Sono politiche di medio e lungo periodo che si possono mettere in campo in linea col Piano Mattei, che individua in questi Paesi degli interlocutori privilegiati. Al  momento però – conclude Gemmato – ricordo che l’Italia è il primo produttore europeo di farmaci, con esportazioni per 70 miliardi di euro. È un valore che va difeso e messo a sistema”.

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