Sergio Mattarella celebra il Primo maggio con una visita allo stabilimento Piaggio di Pontedera, in provincia di Pisa. Nel suo intervento all’auditorium della fabbrica, alla vigilia della Festa dei lavoratori, il capo dello Stato è tornato sul dramma degli incidenti e i morti sul lavoro, “un tributo inaccettabile”, sottolinea, e sul lavoro femminile e dei giovani, definite “criticità su cui concentrarsi”.
“La modernità modifica i ruoli propri al lavoro nella società contemporanea. La velocità nell’innovazione è sempre più cifra di questo nostro tempo. L’accelerazione tecnologica, peraltro, non conduce alla eliminazione del lavoro, ma alla sua trasformazione. Una trasformazione che, in questo cambiamento d’epoca, rischia di condurre anche a forme di una sua sottovalutazione, da prevenire e scongiurare”, ha sottolineato il presidente della Repubblica nel suo intervento all’auditorium dello stabilimento.
“Il lavoro plasma il futuro, realizza obiettivi solidarietà sociale”
“Il lavoro plasma il nostro essere e il nostro futuro. Contribuisce a far mettere radici, a renderci artefici, protagonisti, responsabili della società che lasciamo a figli e nipoti. Domande e bisogni – ha sottolineato Mattarella – segnano le fisionomie delle società. La produzione di ricchezza e la sua distribuzione alimentano la qualità della vita, il benessere della comunità, realizzano i valori a cui si ispirano la nostra convivenza e la nostra cultura, caratterizzano la sostenibilità sociale del nostro modo di essere. Il lavoro è attore preminente nella realizzazione degli obiettivi di solidarietà sociale assegnati dalla Costituzione”.
“Piena e buona occupazione è obiettivo della Repubblica”
“Il lavoro è presidio della società. E’ espressione della libertà della persona e delle comunità. E’ dignità. E’ strumento di partecipazione, di costruzione. L’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia. E’ il messaggio dei Costituenti che hanno voluto che la Repubblica – di cui stiamo per festeggiare l’ottantesimo compleanno – fosse ‘fondata sul lavoro’ proprio per dare alla democrazia, alla libertà, all’uguaglianza – finalmente conquistate – un contenuto più forte e impegnativo. Per sottolineare che la Repubblica sarebbe stata il tempo delle opportunità”, ha detto ancora il capo dello Stato. “Fu una scelta coraggiosa e lungimirante quella dell’articolo 1 della Costituzione, che definì, con magistrale brevità, un insieme assai denso di valori, nei quali si sono riconosciute tutte le forze e le culture dell’Italia liberata”, aggiunge il Capo dello Stato.
“Lavoro donne e giovani criticità su cui concentrarsi”
“Potremmo intendere i punti maggiormente critici del nostro mercato del lavoro come potenzialità ancora inespresse, come riserve a cui attingere per dare nuovo impulso alla società e all’economia italiana. Certamente la prima di queste leve su cui concentrarsi è il lavoro delle donne. L’occupazione femminile in Italia è anch’essa cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato. Tuttavia – ha aggiunto – resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea. Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni: sui fattori strutturali e sui contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi per favorire la conciliazione con gli altri impegni di vita”.
“Sistema reclama manodopera, riflettere su migrazione”
“Nostri giovani lasciano l’Italia, altri arrivano. Il sistema produttivo reclama manodopera: c’è di che riflettere. Il tema delle migrazioni è rilevante in tutta Europa. L’impoverimento demografico da un lato, la crescita delle domande di lavoro che non trovano risposta dall’altro, pongono le nostre società di fronte al bisogno di misurarsi con questi problemi usando razionalità e saggezza, sollecitando cooperazione con i Paesi di origine. In questo ambito – ha spiegato – si colloca il Piano Mattei, varato e sviluppato dal Governo”.
“Morti sul lavoro tributo inaccettabile”
“Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno. Nel ricordarle, rinnovando la vicinanza alle famiglie delle vittime, ribadiamo che si tratta di un tributo inaccettabile. La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti. Sono le cronache a intimarci che ciò che facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora. Imprenditori, lavoratori, istituzioni, società. Deve migliorare l’organizzazione, il rispetto delle regole, la cultura della sicurezza comune”, ha detto Mattarella.
“A Pontedera per celebrare lavoro, fondamento convivenza”
“Rivolgo il saluto più cordiale a tutti i presenti. Un augurio particolarmente intenso alle lavoratrici e ai lavoratori della Piaggio, ai loro familiari, a quanti operano nelle aziende della filiera, a tutti coloro che lavorano in questo territorio storicamente ricco di attività produttive e di creatività. Un esempio di connessione tra conoscenza e produttività. In queste contrade viene da citare il grande storico dell’economia Carlo Cipolla: ‘Gli italiani sono abituati – diceva – fin dal Medio Evo, a produrre, all’ombra dei campanili, cose belle che piacciono al mondo’. Siamo a Pontedera per celebrare, oggi, con la presenza del ministro del Lavoro, il lavoro italiano, fondamento essenziale della nostra convivenza, del nostro progredire, della nostra vita democratica”, ha spiegato Mattarella.
“La Vespa tra i simboli della creatività dell’Italia nel mondo”
“Ne sono espressione gli scooter che hanno caratterizzato un’epoca nella ricostruzione italiana del secondo dopoguerra, segnando lo sviluppo di una società contraddistinta dalla mobilità e dalla libertà di azione che da essa derivava. Piaggio, con la Vespa, e Innocenti con la Lambretta, hanno imposto a livello internazionale un modello che persiste. La Vespa è, tutt’ora, nel mondo, uno dei simboli della creatività e della industriosità dell’Italia”, ha sottolineato il presidente.

