Rischio carenze di farmaci a partire dall’estate, il monito di Lucia Aleotti

Rischio carenze di farmaci a partire dall’estate, il monito di Lucia Aleotti

Con il conflitto in Iran il settore dei farmaci rischia di incappare in carenze, l’analisi e l’impatto della guerra sul Pil.

Con il conflitto in Iran il settore dei farmaci rischia di incappare in carenze. “La supply chain e le forniture a livello globale sono tutte connesse e i fornitori di principi attivi sono energivori, mentre i materiali di confezionamento come l’alluminio sono già esplosi con costi aumentati del 25%, come ha affermato il presidente di Farmindustria. Quindi il rischio è che ci possa essere una limitazione delle forniture. Non attualmente o nei prossimi mesi, ma diciamo a partire dall’estate”. È il monito di Lucia Aleotti, vice presidente per il Centro studi Confindustria, che ne ha parlato con la stampa di settore a margine dell’incontro sull’industria farmaceutica come asset prioritario del Made in Italy. 

Il prezzo dell’energia

Per Aleotti sarà “cruciale il tipo di risposta che il Paese e la Commissione europea sapranno dare in questa situazione. Il punto fondamentale – ha sottolineato – è che se il petrolio diventa una risorsa scarsa, al di là dell’impatto sui prezzi ci sono comunque alcuni settori che dovranno fare i conti con la scarsità di energia. E, quindi, anche una limitazione nelle produzioni che potranno essere realizzate”.

E quello dei farmaci

Quanto all’impatto dell’aumento dei costi sul prezzo dei farmaci, “si tratta di un tema molto peculiare, perché – ha ricordato l’imprenditrice – il prezzo di vendita del farmaco non è deciso liberamente dall’impresa ma fissato dai governi. Abbiamo prezzi fissati magari 10 anni fa che non hanno mai avuto un tipo di aggiornamento, quindi è logico che più i costi aumentano, quindi la marginalità si avvicina all’azzeramento, più è necessario fare qualcosa per rivedere i prezzi di vendita. Si tratta di un ragionamento che va fatto nelle sedi competenti – ha detto Aleotti – però è un elemento su cui è necessario porre attenzione, perché l’insostenibilità industriale di alcune produzioni rischia di materializzarsi a breve”.

Se la crisi Golfo continua grave impatto sulla crescita in Italia e Ue

I dati del Centro studi Confindustria “proiettano una situazione molto grave per l’economia europea alla luce della guerra del Golfo. Una crescita che non era già brillante nel 2025 (1,5%) passerà, se la crisi finirà rapidamente, all’1,1% e allo 0,4% se la crisi continuerà. Il nostro Paese, che è più esposto, passerebbe dallo 0,7% a una crescita zero se il conflitto continuerà fino a giugno e addirittura a una recessione con un -0,7% se il conflitto dovesse arrivare al quarto trimestre di quest’anno”, ha evidenziato Aleotti.

“L’esplosione dei costi energetici, le disruption nelle forniture, le difficoltà e i costi di trasporti delle materie prime, i materiali, sono una vera bomba per il sistema industriale italiano“, ha chiarito Aleotti. Per la farmaceutica “qualcuno potrebbe pensare che il problema non sia così bruciante, perché magari non viene individuato come un settore energivoro. Ma questo è un enorme errore, perché le conseguenze sono gravissime, come accennava giustamente il presidente di Farmindustria: l’intera filiera di fornitori della farmaceutica è energivora e quindi i prezzi dei beni intermedi della produzione delle materie prime esplodono”, ha detto Aleotti.

L’impatto sui cittadini. ‘No imprese, no welfare, no farmaci’

“Che cosa importa al cittadino comune, che non ha un’impresa, che il Paese lavori per mantenere le proprie imprese a galla?”, si è chiesta Aleotti nel suo intervento. La risposta è molto concreta, e passa per il welfare.

“La competitività delle imprese è fondamentale, perché sono le imprese con più di 10 dipendenti, che sono solo il 5,5% di quelle presenti in Italia, insieme ai loro dipendenti che finanziano l’83% del welfare. Mi verrebbe da dire: no imprese, no ospedali, no imprese, no pensioni, no imprese, no scuole, no asili, no imprese, no farmaci”, ha chiarito Lucia Aleotti.

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