Spesa farmaceutica fuori controllo? Per Aleotti (Menarini) è “un falso storico” 

Spesa farmaceutica fuori controllo? Per Aleotti (Menarini) è “un falso storico” 

Secondo Lucia Aleotti i dati dimostrano che parlare di una spesa farmaceutica in crescita incontrollata in Italia non corrisponde alla realtà.

Le polemiche sulla spesa farmaceutica arrivano fino a Firenze, alla presentazione dei dati 2025 del Gruppo Menarini. “Dire che la spesa farmaceutica è fuori controllo è un falso storico enorme” scandisce Lucia Aleotti, azionista e membro del board di Menarini, entrando nel dibattito al termine della presentazione a Firenze dei dati 2025 del Gruppo.

“Se prendiamo la spesa farmaceutica territoriale pagata dallo Stato vent’anni fa – ha spiegato – vediamo che era di circa 12 miliardi di euro. Oggi è a circa 8 miliardi. Quindi la domanda è: dov’è la crescita della spesa farmaceutica di cui si parla?”. Secondo Aleotti il trend dimostra che descrivere una spesa farmaceutica in crescita incontrollata non corrisponde alla realtà dei dati. Un’analisi già condivisa dai leader di Farmindustria ed Egualia, ma vediamo meglio il ragionamento.

Per l’azionista del gruppo farmaceutico fiorentino, il tema della crescita della spesa riguarda soprattutto i farmaci innovativi ospedalieri: nuove molecole e terapie avanzate frutto della ricerca. “L’innovazione arriva soprattutto in ospedale e lì sì, c’è un aumento della spesa. Ma bisogna essere chiari: un paziente che muore è un paziente che non costa nulla. Un paziente che vive grazie all’innovazione è un paziente che comporta investimenti e spesa farmaceutica”.

C’è poi un altro tema. “Molte aziende oggi lavorano con prezzi medi ex factory molto bassi, spesso inferiori ai 5 euro per un mese di terapia, mentre devono affrontare aumenti significativi dei costi: energia, materie prime, materiali di confezionamento e salari”. L’Italia, tutto sommato, “riesce a dare accesso a un grandissimo numero di farmaci innovativi, molto più di altri Paesi (anche se sui tempi ci sarebbero elementi di miglioramento). E lo fa negoziando in maniera molto serrata i prezzi dei farmaci, quindi è assolutamente falso, e io direi veramente un falso storico, che ci sia un problema di spesa farmaceutica in in Italia”, chiarisce l’imprenditrice.

“Non solo, ma – aggiunge parlando con LaPresse – i prezzi dei farmaci della parte convenzionata in Italia sono i più bassi d’Europa, con differenze che possono anche essere del 200-300% rispetto ad alcuni Paesi. Nella parte della diretta c’è una crescita della spesa legata all’innovazione, ma questo è logico perché se si vuole dare una risposta a patologie che erano totalmente irrisolte fino a qualche anno fa, è necessario che la spesa aumenti. Questo però sta avvenendo in una maniera assolutamente armoniosa con le finanze dello Stato”, conclude.

© Riproduzione Riservata