“È fuorviante parlare di spesa farmaceutica fuori controllo”. Non si placa il dibattito sulla spesa farmaceutica in Italia. Dopo l’intervento del presidente di Farmindustria Marcello Cattani, è la volta di Stefano Collatina, presidente di Egualia, l’associazione che riunisce le industrie produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e value added medicines.
Dopo aver sfogliato i quotidiani il manager sottolinea tutta la sua “incredulità per analisi parziali e talvolta fuorvianti sui dati reali di spesa, che hanno trend e composizione molto diverse se si guarda la convenzionata e l’ospedaliera”. Ma anche “amarezza per il rischio che dinamiche che poco hanno a che vedere con l’accesso alle cure possano mettere in discussione la tenuta di un comparto, quello dei farmaci fuori brevetto, essenziale per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”, insieme alla “preoccupazione che approcci ideologici finiscano per comprimere diritti che oggi sono ancora garantiti ai pazienti”.
Si fa presto a parlare di spreco
La spesa farmaceutica cresce, ma l’invecchiamento della popolazione e l’accesso ai farmaci innovativi “costituiscono componenti strutturali e in larga parte incomprimibili della spesa sanitaria. Si tratta di dinamiche che rappresentano un segnale di progresso e di civiltà del sistema, non certo di spreco”, ragiona Collatina.
Piuttosto che ipotizzare nuovi tagli lineari dei prezzi o ulteriori riduzioni dei livelli di rimborso, “una governance responsabile della sanità pubblica – afferma Collatina – dovrebbe concentrarsi su strategie capaci di evitare la progressiva scomparsa di farmaci fondamentali per le terapie croniche e di valorizzare pienamente il ruolo di equivalenti e biosimilari. Questi strumenti sono indispensabili per ampliare la platea dei pazienti che accedono alle cure e, al tempo stesso, per liberare risorse da destinare in modo appropriato anche ai farmaci innovativi, necessariamente più costosi, che rispondono a bisogni terapeutici prima insoddisfatti”, evidenzia il presidente.
Affrontare il tema della spesa farmaceutica ricorrendo a misure di riduzione lineare dei prezzi o introducendo principi come la sostituibilità automatica dei biosimilari “significherebbe indebolire uno dei pochi strumenti realmente in grado di garantire la sostenibilità del sistema”, conclude il numero uno di Egualia, auspicando un confronto “serio e responsabile con le istituzioni nazionali e regionali, nel solco del dialogo costruttivo finora mantenuto”. Intanto la questione continua a tenere banco.

