Sull’accordo con i medici di medicina generale nelle Case di comunità “sono sempre stato molto ottimista. Sarà che sono un ottimista di natura, ma ho sempre pensato che i medici di famiglia non si sarebbero potuti tirare indietro di fronte a un’opportunità e anche a una responsabilità come questa. Quindi sono contento che ci saranno i medici di medicina generale all’interno delle Case di comunità”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, commentando l’intesa siglata ieri sera, a margine di un incontro sul futuro dell’Istituto nazionale oncologico Candiolo. “Questo è il primo passo per poi avere anche altri specialisti” nelle Case di comunità, ha aggiunto il ministro. L’obiettivo è quello di “far diventare la medicina territoriale più forte, per una presa in carico dei pazienti cronici più accurata e, dall’altra parte, anche di ridurre un po’ quelle che sono le pressioni sui pronto soccorso”, ha auspicato Schillaci. “È stato fatto un grande lavoro con le Regioni e questo è importante, soprattutto per i cittadini. Noi raggiungeremo i target europei” sulle Case di comunità, “che non sono però solamente un target: avere delle infrastrutture senza gli operatori sanitari dentro sarebbe servito a poco”, ha aggiunto il ministro, sottolineando che questo “è un passo decisivo per andare verso una sanità più moderna, che dia la giusta importanza alla medicina territoriale, mancata per esempio durante Covid-19 e che è un po’ l’anello debole del nostro Servizio sanitario nazionale”.
Seguici su
