Allarme morbillo in Usa ed Europa: “È come il canarino nelle miniere”

Allarme morbillo in Usa ed Europa: “È  come il canarino nelle miniere”
Photo/Libor Sojka (CTK via AP Images)

“La disastrosa politica Usa sui vaccini non fa male solo negli Stati Uniti”. L’epidemiologo e i casi di morbillo.

Non solo in Italia, dove a gennaio i casi di morbillo sono stati ben 84 (contro i 34 dello stesso mese del 2025): questa malattia “è in aumento dappertutto a partire dagli Usa, dove nel 2026 sono stati segnalati 1.362 casi. Un brutto segnale, perché quando le infezioni da morbillo, che è la malattia più contagiosa in assoluto, cominciano a moltiplicarsi, significa che si sta aprendo la strada al ritorno di altre malattie infettive che credevamo superate”. Parola di Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico, per il quale il morbillo è un po’ come “il canarino giallo nelle miniere. Non dobbiamo sottovalutare il suo segnale”.

La storia dei canarini nelle miniere

Entrare con gabbie di canarini nelle miniere di carbone era una pratica comune nei secoli scorsi: gli uccellini, infatti, erano utilizzati come una sorta di sistema di allarme vivente per rilevare la presenza di gas tossici letali.

Morbillo, i casi nel mondo

Ma che cosa sta succedendo? In questi mesi sono stati segnalati importanti focolai in Usa e GB, mentre solo in Messico “siamo a circa 9.500 casi nel 2026. Insomma, l’inizio dell’anno è stato segnato da diverse svolte in negativo che hanno interessato le Americhe e sei Paesi in Europa – segnala Ciccozzi a LaSalute di LaPresse – con Spagna e Gran Bretagna che hanno dato l’addio allo status di ‘Paesi liberi dal morbillo’”.

Colpisce il caso del Regno Unito, dove da gennaio si sono registrati 294 casi e nella zona a Nord di Londra il Consiglio di Enfield –  come si legge sulla Bbc – ha inviato una lettera a tutti i genitori del distretto, informandoli che i loro figli, se non vaccinati, potrebbero essere allontanati per 21 giorni da scuola. 

Il morbillo e la politica Usa anti-vaccini

“Negli Usa, dove la politica scriteriata anti vaccino dei responsabili della sanità americana ha portato a scenari che non si vedevano da decenni – riflette l’epidemiologo – l’ultimo alert ha interessato addirittura un aeroporto, quello internazionale di Philadelphia. 

Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie statunitensi, la scorsa settimana una persona infetta da morbillo è transitata dal Terminal E nell’aeroporto di Philadelphia, giovedì 12 febbraio. In seguito a questo caso, il Dipartimento di Sanità pubblica “ha avvisato i viaggiatori del rischio di una possibile esposizione al virus, incoraggiando le persone a verificare il proprio stato vaccinale e a stare attente ai sintomi”.

Il rischio legato ai viaggi

Insomma, ormai sono davvero molti i Paesi alle prese con focolai di morbillo. “Quindi il rischio di casi legati ai viaggi è una realtà. Per quanto riguarda il Messico, secondo l’ultimo rapporto epidemiologico, nel corso del 2026 sono stati registrati un totale di 9.487 casi, con un incremento di 410 nuove infezioni rilevate solo nell’ultima settimana di monitoraggio. Le autorità hanno inoltre confermato un totale di 31 decessi legati alla malattia dall’inizio dell’anno. La diffusione del virus riguarda quasi tutto il territorio, ma colpisce con maggiore intensità le regioni del Sud-Est”, puntualizza lo specialista.

Ciccozzi non ha dubbi: “La disastrosa politica Usa sui vaccini non fa male solo negli Stati Uniti: dobbiamo ragionare in termini di Global health e pensare che, con i viaggi intercontinentali, il virus può cambiare continente in poche ore. Essendo il morbillo il virus più contagioso che esiste in natura, basta poco per cancellare tutti gli sforzi che il mondo ha fatto fino ad ora”. Ecco perché dovremmo prestare ascolto al canarino giallo, prima che sia troppo tardi.

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