Indignazione in Irlanda dopo la morte di Yves Sakila, cittadino originario del Congo, ma cresciuto e residente da anni a Dublino. Venerdì 15 maggio l’uomo, 35 anni, è stato fermato e immobilizzato a terra dal personale di sicurezza di un centro commerciale perché sospettato di furto. Le immagini, girate con il telefono da un testimone oculare sul posto, mostrano almeno cinque guardie che trattengono a terra il ragazzo, premendo con forza su testa e collo. Il 35enne è stato bloccato così per circa cinque minuti, nel corso dei quali ha perso i sensi. Chiamati i soccorsi, per lui non c’è stato nulla da fare: all’arrivo in ospedale era già morto.
Le modalità del decesso e in generale tutta la scena ha ricordato i fatti di Minneapolis del 2020, quando un poliziotto uccise l’afroamericano George Floyd tenendogli un ginocchio premuto sul collo. Proprio come accaduto negli Stati Uniti, anche in seguito alla morte di Yves Sakila si sono innescate proteste: centinaia di manifestanti hanno denunciato il loro dissenso davanti al parlamento di Dublino.
