Segretaria di Bersani indagata per truffa alla Regione Emilia Romagna

Roma, 24 ott. (LaPresse) - Secondo quanto si apprende da fonti del Pd, Zoia Veronesi, collaboratrice del segretario del partito, Pierluigi Bersani, avrebbe ricevuto dalla procura di Bologna un invito a rendere interrogatorio per l'ipotesi di truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna. Veronesi è indagata dalla procura di Bologna con l'ipotesi di reato di truffa aggravata ai danni della Regione Emilia Romagna. L'inchiesta culminata con l'iscrizione della Veronesi nel registro degli indagati, condotta dal pm Giuseppe Di Giorgio, nasce da un esposto datato 2010, del deputato di Fli (allora Pdl) Enzo Raisi, in cui si prefigurava la creazione di un incarico ad hoc per consentire alla donna che lavorava ancora per la Regione di continuare a seguire l'attività di Bersani. La Veronesi, dipendente in regione fino al 2010, aveva ricevuto un incarico per tenere i rapporti con le istituzioni centrali e con il Parlamento. Secondo l'ipotesi accusatoria non vi sarebbero prove delle prestazioni lavorative per la Regione da parte della donna per circa un anno e mezzo nel periodo compreso tra il 2008 e il 2009.

"Non abbiamo nessun timore perché la situazione è assolutamente trasparente". Così l'avvocato Paolo Trombetti, legale della segretaria storica di Pierluigi Bersani, raggiunto telefonicamente da LaPresse. "Il dottor Di Giorgio (Giuseppe, pm della procura di Bologna, ndr) - spiega - ci ha invitato a rendere interrogatorio e ci andremo senz'altro perché abbiamo interesse a chiarire che non c'è stata nessuna irregolarità da parte della signora Veronesi". Trombetti respinge l'ipotesi di truffa ipotizzata dal pubblico ministero e si dice "sicuro che tutto verrà chiarito" perché "la mia assistita non ha nulla da farsi rimproverare".

"La signora Veronesi - sottolinea l'avvocato - ha sempre svolto le sue mansioni di dipendente della Regione e per un brevissimo periodo, al di fuori delle mansioni ha parzialmente seguito l'attività dell'onorevole Bersani e lo ha fatto senza violare suoi doveri di funzionario della Regione". "Da parte nostra - conclude Trombetti - non abbiamo nessun timore perché la situazione è assolutamente trasparente".

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