Def, ok dal Cdm: Pil allo 0,2% nel 2019 e flat tax per ceto medio. Palazzo Chigi: "No manovre correttive e nuove tasse"

Esulta Salvini: "Nessun aumento dell'Iva". Soddisfatto anche Di Maio: "Andiamo avanti così, facendo ripartire il Paese"

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di Economia e Finanza. Il Def fissa la crescita per il 2019 allo 0,2%, confermando dunque i dati della bozza circolata in mattinata. La presidenza del Consiglio sottolinea inoltre che non ci saranno né nuove tasse né manovre correttive.

Esulta Matteo Salvini: "Giudizio positivo sul Documento. La flat tax si farà, nel documento se ne parla in due passaggi". E ancora: "Non si torna indietro su quota 100, nessun aumento dell'Iva". 

Soddisfatto anche Luigi Di Maio: "Con l'inserimento della flat tax nel Def indirizzata al ceto medio come avevamo chiesto, e non solo ai ricchi, vince il buonsenso. Andiamo avanti così, facendo ripartire il Paese, spingendo sulla crescita e sostenendo le famiglie che hanno veramente bisogno, senza sventolare false promesse come è stato fatto in passato". 

La bozza del Def

PIL. La crescita per il 2019 si ferma al 0,2%, dal 1% stimato in legge di bilancio. In realtà la previsione di crescita media del Pil in termini reali per il 2019 scende allo 0,1 per cento, cui si aggiunge però un altro 0,1% per effetto dei decreti sblocca cantieri e crescita. Si sale allo 0,8% nei tre anni successivi. Per effetto del reddito di cittadinanza il Pil si accrescerebbe di un ulteriore 0,2% nel 2019 e di 0,4 punti percentuali nel 2020. Nessun effetto invece da quota 100.

DEFICIT/PIL. Dal 2,04% della manovra si arriva per il 2019 al al 2,4%, per poi scendere al 2,1% nel 2020 e all'1,8% nel 2021. . Il deficit strutturale scenderebbe dall'1,6% del PIL di quest'anno allo 0,8% nel 2022, convergendo verso il pareggio strutturale. "Il programma del Governo condivide l'enfasi sulla riduzione del debito - si legge - ma opta per un miglioramento del saldo strutturale più graduale rispetto alla Raccomandazione del Consiglio, in base alla considerazione che un aggiustamento strutturale di 0,6 punti percentuali di PIL l'anno, unito all'effetto della chiusura dell'output gap, implicherebbe un'eccessiva restrizione di bilancio. Il Governo ritiene, infatti, che considerazioni di carattere sociale debbano ricevere altrettanta attenzione dei saldi di bilancio nella definizione della politica economica".

DEBITO/PIL. Il debito pubblico sale nel 2019 al 132,6% del Pil, dal 132,2% del 2018, per poi scendere al 131,3% nel 2020, al 130,2% nel 2021 e al 128,9 nel 2022.

UE. Nel testo si legge che il saldo strutturale, in peggioramento, "risulterebbe in lieve miglioramento al netto della clausola per eventi eccezionali". Ma Palazzo Chigi assicura che "il documento conferma i programmi di governo della legge di bilancio e il rispetto degli obiettivi fissati dalla commissione europea".

FLAT TAX. "Il Governo, in linea con il contratto di governo, intende inoltre continuare, nel disegno di Legge di Bilancio per il prossimo anno, il processo di riforma delle imposte sui redditi ("flat tax") e di generale semplificazione del sistema fiscale, alleviando l'imposizione a carico dei ceti medi. Questo nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Programma di Stabilità". La flat tax sarà coperta da una riduzione delle spese fiscali, salvaguardando quelle destinate al sostegno della famiglia e delle persone con disabilità. 

IVA. La lettura della previsione tendenziale deve tenere conto del fatto che la legislazione vigente, come modificata dalla Legge di Bilancio 2019, prevede un aumento delle aliquote IVA a gennaio 2020 e a gennaio 2021, nonché un lieve rialzo delle accise sui carburanti a gennaio 2020, si legge nel testo. Per disattivare le clausole servono nuove misure in autunno. "Nessun aumento Iva", chiude Salvini.

LAVORO. Il tasso di disoccupazione sale nel 2019 al 11%, dal 10,6% del 2018, e al 11,1 nel 2020, per poi riscendere al 10,7 nel 2021 e al 10,4 nel 2022. Per effetto del reddito di cittadinanza l'occupazione nel 2022, risulterebbe maggiore di 1,1 punti percentuali rispetto ai livelli dello scenario base, con un numero maggiore di occupati pari a circa 260 mila unità. Inoltre a fronte di una cessazione nel 2019 di 100 mila dipendenti pubblici, concentrata negli ultimi cinque mesi dell'anno, l'ipotesi di turn-over nella Pa con quota 100 "sarebbe pari 35 per cento" DISMISSIONI. Nel triennio 2019-2021 il programma di dismissioni immobiliari prevede un ammontare di 1,25 miliardi, oltre agli 1,84 già previsti.

FAMIGLIE. In arrivo sgravi e nuove risorse per le famiglie, in particolare per quelle numerose e con componenti in condizione di disabilità. Iniziative future verteranno prioritariamente sul riordino dei sussidi per la natalità e la genitorialità, la promozione del welfare familiare aziendale e il miglioramento del sistema scolastico e sanitario e delle relative infrastrutture.

SPENDING REVIEW E SGRAVI. Già nella legge di bilancio 2020 arriveranno misure di spending review e di revisione delle agevolazioni fiscali.

BANCHE. In arrivo un piano che faciliti lo smaltimento dei crediti deteriorati ma non ancora in sofferenza La riforma delle banche popolari è in fase di attuazione, con solo marginali modifiche alla tempistica, mentre quella del credito cooperativo è sostanzialmente conclusa. L'accesso ai finanziamenti per le PMI sarà ulteriormente migliorato con il sostegno ai fondi di venture capital e un maggiore orientamento dei Programmi individuali di risparmio (PIR) verso le PMI.

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