Nonostante l’inciampo di ieri in Aula alla Camera, quando l’emendamento alla legge elettorale sulle preferenze voluto da FdI, Udc e Nm e appoggiato, sulla carta, anche da FI e Lega, è stato bocciato, e la conseguente richiesta delle opposizioni alla premier Giorgia Meloni di dimettersi, il governo andrà avanti. Lo conferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani: “Non intendiamo concludere questa esperienza di governo. Noi non abbiamo pensato a un sistema elettorale che premia la nostra coalizione ma la volontà dei cittadini. Il centrodestra ha lavorato bene per quattro anni, c’è stato questo episodio di ieri che intendiamo superare”, ha detto Ciriani a SkyTg24.
Oltre alla legge elettorale, “il Parlamento si sta occupando di altre cose importanti. C’è il riordino delle professioni, la legge delega sulla polizia locale e sull’energia nucleare. Abbiamo nei prossimi giorni le intese” sull’autonomia. “Ci sono tante cose utili da fare. Occuperemo tutto il tempo necessario fino alle elezioni, quando saranno, ad aprile o in autunno”, ha sottolineato.
“Una ventina di franchi tiratori per fare propri interessi”
“Noi, la presidente Meloni e FdI abbiamo voluto mantenere le promesse elettorali. Con la complicità delle tenebre del voto segreto, le opposizioni e una ventina, 25 parlamentari” di centrodestra “mossi da un istinto di autoconservazione hanno pensato di fare i propri interessi”, ha spiegato Ciriani. “L’emendamento portava la firma di FdI e rivendichiamo questa battaglia, era un’occasione buona. Abbiamo perso per un voto, siamo convinti di aver fatto la scelta giusta, ci abbiamo messo la faccia e siamo andati fino in fondo”, ha aggiunto. Franchi tiratori? “Ovviamente qualcuno ha votato diversamente rispetto a quanto indicato dalla maggioranza”, ha sottolineato Ciriani.
“Perso partita ma andiamo a testa alta, sinistra grottesca”
“Quello che è grave è che la sinistra e i Cinquestelle hanno votato contro la possibilità per i cittadini di eleggere i propri rappresentanti e hanno festeggiato come” una vittoria ai Mondiali: “una scena grottesca, una sconfitta per i cittadini e per gli elettori”, ha aggiunto Ciriani. “Abbiamo perso una partita politica, però noi andiamo a testa alta, perché abbiamo fatto quello che avevano promesso, altri hanno tradito quello che dicevano in campagna elettorale”, ha aggiunto.
“Priorità chiudere alla Camera, a settembre in Senato”
“Il programma prevedeva la conclusione del voto domani sera, vedremo come lavora la Camera. La priorità è chiudere questa legge elettorale, che andrà al Senato senza preferenze” ed “è un peccato. È essenziale che la Camera voti questa legge, che non è per la Meloni, ma chi ha un voto in più governa” e rappresenta “la logica opposta a quella che abbiamo visto ieri delle trappole, degli inciuci e del voto segreto. Ci dispiace che qualcuno abbia ragionato per difendere i propri interessi, noi andiamo avanti per la nostra strada. Chiudiamo tra domani e al massimo venerdì alla Camera, al Senato si può naturalmente modificare. Sicuramente a settembre sarà uno dei primi argomenti, se non il primo che affronterà il Senato”.
“Questa legge è un inizio di premierato”
“Il premierato è in Parlamento, è difficile pensare di poterlo approvare entro la fine della legislatura. La legge elettorale è un inizio di premierato, perché del premierato condivide il principio” secondo cui “chi vince” le elezioni “ha il diritto democraticamente di poter governare con una maggioranza sicura. Una maggioranza che non intacca i principi costituzionali, perché abbiamo ridotto il premio di maggioranza”, ha spiegato Ciriani. “Il premierato non riusciremo a farlo molto probabilmente, ma la legge elettorale è un principio per passare dall’oscurità degli accordi nelle segrete stanze alla trasparenza”, ha concluso.

