Legge elettorale, governo battuto per un voto alla Camera sulle preferenze: caccia ai franchi tiratori

Legge elettorale, governo battuto per un voto alla Camera sulle preferenze: caccia ai franchi tiratori
Camera dei Deputati, esultanza delle opposizioni dopo la bocciatura dell’ emendamento sulla legge elettorale (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Meloni: “Ha vinto la palude, serve una riflessione”. Opposizioni all’attacco: “La maggioranza non c’è più”

Un solo voto basta a mandare sotto la maggioranza alla Camera sull’emendamento del centrodestra alla legge elettorale che introduceva le preferenze. Lo scrutinio segreto si conclude con 188 voti contrari e 187 favorevoli, facendo emergere una frattura all’interno della coalizione di governo nonostante, poche ore prima, fossero arrivate rassicurazioni da Forza Italia, Lega e dall’area vicina a Roberto Vannacci. Secondo le prime stime, alla maggioranza sarebbero mancati tra i 30 e i 40 voti.

L’esultanza delle opposizioni e l’attacco a Meloni

Alla proclamazione del risultato, l’Aula esplode nell’esultanza delle opposizioni. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, invita la presidente del Consiglio ad aprire la crisi di governo: «Ora che siete andati sotto vi rimane un’unica cosa da fare: andare a casa». La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, parla di «fallimento» della maggioranza, mentre Angelo Bonelli sostiene che Giorgia Meloni sia stata «sfiduciata» dall’Aula. Matteo Renzi chiede le dimissioni della premier e il ritorno alle urne, escludendo l’ipotesi di governi tecnici.

La replica della premier: «Ha vinto la palude»

Dopo aver invitato le opposizioni a non chiedere il voto segreto, Giorgia Meloni affida ai social la sua risposta. «Ha vinto di nuovo la palude», scrive la presidente del Consiglio, rivendicando il tentativo di reintrodurre le preferenze dopo oltre trent’anni di liste bloccate. La premier accusa le opposizioni di aver voluto il voto segreto, ma riconosce anche che nella maggioranza «sono mancati diversi voti» e ammette la necessità di «una riflessione».

Caccia ai franchi tiratori

Dopo il voto si apre immediatamente la ricerca dei cosiddetti franchi tiratori. Il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, osserva che con il voto segreto è impossibile individuare i responsabili. Forza Italia respinge ogni addebito, mentre i deputati dell’area vicina a Roberto Vannacci diffondono un video registrato in Aula per dimostrare di aver votato a favore dell’emendamento. Anche Fratelli d’Italia esclude, almeno per il momento, che i voti mancanti provengano dal partito della premier.

Tensione in Aula e lavori fino a mezzanotte

Dopo la bocciatura dell’emendamento, la tensione si sposta anche fuori dall’Aula, con la manifestazione organizzata dalle opposizioni in piazza Montecitorio. La Conferenza dei capigruppo decide di proseguire i lavori della Camera fino a mezzanotte, mentre il centrosinistra chiede più volte la sospensione della seduta. Intanto, nella maggioranza prosegue il confronto interno per capire le ragioni della sconfitta e valutare le conseguenze politiche del voto.

Opposizioni ritirano emendamenti per protesta: “Legge farsa”

Le opposizioni ritirano tutti gli emendamenti in segno di protesta contro la legge elettorale. Resta solo quello per i fuorisede. Lo annunciano i capigruppo M5S, Pd e Iv, Riccardo Ricciardi, Chiara Braga e Maria Elena Boschi, Filiberto Zaratti di Avs e il segretario di Più Europa Riccardo Magi.”Ritiriamo tutti i nostri emendamenti e vi lasciamo discutere da soli questa legge elettorale. La farsa deve finire“, dice Braga.

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