25 Aprile, a Milano i pro-Pal bloccano il corteo. Tensione e insulti alla Brigata ebraica: “Siete solo saponette mancate” – La diretta

25 Aprile, a Milano i pro-Pal bloccano il corteo. Tensione e insulti alla Brigata ebraica: “Siete solo saponette mancate”  – La diretta
Le tensioni al passaggio della Brigata Ebraica a Milano (Foto Claudio Furlan/LaPresse)

Cortei in tutta Italia ma non mancano le tensioni. Colpi ad aria compressa a parco Schuster, ferita coppia iscritta all’Anpi

All’Altare della Patria si rinnova il rituale della deposizione di una corona di alloro in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione. Insieme al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presenti anche la premier Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Su X, intanto, Matteo Salvini posta il suo messaggio: “Contro ogni dittatura e ogni regime. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite”.

Un’evidente presa di distanza, quella del leader della Lega, da Roberto Vannacci, che nei giorni scorsi aveva affermato che avrebbe festeggiato San Marco e non la Liberazione.

Festa delle Liberazione – La diretta
Inizio diretta: 25/04/26 09:00
Fine diretta: 25/04/26 20:00
Casellati: "Vergognoso quello che è successo nelle piazze"

“Quello che è successo in questo 25 aprile 2026 in diverse piazze italiane è vergognoso. Solidarietà a chi è stato insultato, aggredito o escluso: dalla Brigata ebraica ai cittadini con bandiere ucraine, fino a chiunque si sia visto negare il diritto di partecipare a una giornata che dovrebbe unire e non dividere”. Lo scrive sui social il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati. “È inaccettabile che qualcuno venga messo a tacere in una ricorrenza come il 25 aprile, che celebra la libertà. È una deriva che va fermata. Quando la storia viene piegata a bandiere di parte e il dibattito si riduce a uno scontro tra curve opposte, si svilisce il significato più profondo di questa giornata. La libertà è anche rispettare quella degli altri. Il 25 aprile deve tornare a essere questo: una giornata di tutti, non contro qualcuno”, aggiunge.

Piantedosi: "Vergognosi attacchi a Comunità ebraica, gravissimi i fatti di Roma"

“Trovo vergognoso e inaccettabile che si registrino ancora episodi di intolleranza e attacchi contro la comunità ebraica, come avvenuto a Milano. Quanto accaduto, nella sua assoluta gravità, conferma la necessità di isolare e perseguire quelle frange di estremisti e antagonisti che da troppo tempo ancora trovano atteggiamenti accondiscendenti o inconsapevoli da parte di alcuni. Gravissimo anche quanto avvenuto a Roma con alcuni spari di proiettili di gomma contro manifestanti per la Liberazione, un episodio inquietante su cui ho chiesto di fare piena luce e ogni sforzo per individuare il colpevole. Prendersela, poi, con chi portava le bandiere di un paese come l’Ucraina, che da tempo combatte per difendere la propria integrità e dignità, rappresenta un’altra autentica vergogna”. Lo dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “In questa giornata di celebrazioni dell’ottantunesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo meritano come sempre gratitudine e apprezzamento le nostre forze di polizia per come hanno gestito l’ordine pubblico nelle oltre 60 manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia”, spiega. “Sono stati impegnati 3280 agenti di rinforzo a tutti i reparti territoriali per garantirne lo svolgimento e assicurare quella libertà di manifestare che proprio i regimi oppressivi del novecento avevano negato. A loro rivolgo il mio plauso per la consueta professionalità dimostrata. Ancora una volta hanno dimostrato di essere una delle componenti migliori della nostra società, in una giornata che, nonostante celebrasse i valori fondanti della nostra Repubblica, non ha mancato di evidenziare alcune iniziative di violenti e facinorosi che vanno stigmatizzati con fermezza”, sottolinea Piantedosi. 

Fratoianni: "Meloni dimentica spari di Roma, abbiamo un problema"

“Con le parole sgrammaticate, fuori misura, strumentali di questa sera la Presidente del Consiglio conferma che con i valori del 25 aprile continua ad avere ben poca dimestichezza. Abbiamo un problema. Ricapitolando: si è pure dimenticata degli spari ai militanti dell’Anpi a Roma”. Così sui social Nicola Fratoianni di Avs.

Fontana: "Condanna per episodi di odio e violenza"

“Condanno con forza gli insulti e le parole agghiaccianti rivolti alla Brigata ebraica e ad altri esponenti nel corso del corteo per il 25 Aprile a Milano e i gravi episodi accaduti oggi nel corso delle manifestazioni: un atteggiamento di stampo totalitario, in aperto contrasto con i valori di questa giornata. Ai componenti della Brigata ebraica, agli iscritti Anpi feriti e a tutti coloro che sono stati violentemente attaccati, offesi ed esclusi, rivolgo la mia solidarietà”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. 

Fadlun: "Con abominevoli insulti antisemiti superata linea rossa"

“Cacciare la Brigata Ebraica dal corteo di Milano, lanciare abominevoli insulti antisemiti come ‘saponette mancate’ a chi porta il vessillo di chi ha realmente combattuto per la Liberazione, addirittura sostenere come ha insinuato il Sindaco Sala che c’era da aspettarselo, astenendosi da una vera condanna, tutto questo è superare la linea rossa. Se non ci sarà una netta presa di posizione dei leader di tutte le forze politiche con la precisa individuazione delle responsabilità e la condanna di un antisemitismo uscito platealmente allo scoperto, in pericolo non saranno solo gli ebrei in Italia ma la stessa democrazia”. Lo dichiara Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma. “E non basta più condannare: occorre applicare la legge e reprimere gesti e azioni che sono reati e sono abietti”, spiega. “È inaccettabile che la Brigata Ebraica, proprio la Brigata Ebraica, non abbia potuto sfilare oggi. La Comunità ebraica di Roma non ha partecipato alle manifestazioni del 25 Aprile solo perché quest’anno coincide con Shabbat, ma ieri avevamo detto che proprio il nostro silenzio era partecipazione. Occorre ripensare questo appuntamento che è totalmente snaturato dal fanatismo Pro-Pal e antisemita. Non dev’essere un terreno per battaglie dell’oggi, con la pretesa di rovesciare, distorcere o negare la verità e la Storia, se non addirittura trasformare vittime ed eroi in carnefici, come purtroppo dimostra la presenza nei cortei delle bandiere di un’organizzazione terroristica come Hezbollah”. “Ci appelliamo al Presidente Mattarella, sempre inflessibile nella difesa dei valori fondamentali della nostra Costituzione, perché ristabilisca la verità e ribadisca la ferma condanna dell’antisemitismo. E lo ringraziamo per essere andato per il 25 Aprile a San Severino Marche, uno dei luoghi simbolici della Resistenza e poi della Liberazione”, conclude. 

La Russa: "Episodi gravi in giornata che dovrebbe unire"

“Esprimo vicinanza e solidarietà alla Brigata ebraica che è stata vergognosamente esclusa dal corteo di Milano, ai giovani di Forza Italia a cui è stato impedito di sfilare, ai due iscritti all’ANPI feriti a Roma e ai tanti a cui oggi è stato negato il diritto di manifestare perché con sé avevano bandiere dell’Ucraina. Episodi gravi che non possono essere tollerati e offendono il significato di una giornata che dovrebbe unire gli italiani nel segno di una generale auspicata concordia”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato. 

Pd Liguria: "Richiamo a impegno quotidiano per democrazia e libertà"

“Il Partito Democratico della Liguria e il Gruppo Pd in Regione, partecipando oggi alle iniziative organizzate su tutto il territorio ligure in occasione del 25 aprile, rinnovano ancora una volta una presenza che non è solo simbolica, ma rimarca una profonda condivisione di quei valori che erano alla base della lotta di Resistenza e che hanno contraddistinto l’impegno di chi, attraverso il proprio sacrificio, in nome della democrazia, ha assicurato un futuro di libertà a noi e a tutte le generazioni future”. Lo affermano dal Partito Democratico della Liguria e dal gruppo PD in Regione in merito all’81esimo anniversario della Liberazione. “Valori che – sottolineano – ancora oggi, attraverso la Costituzione nata da quella lotta, ci guidano per affrontare le sfide attuali e quelle future. La Resistenza non è una pagina chiusa, ma un’eredità viva che chiama ciascuno di noi a fare la propria parte. I principi per cui tanti giovani, donne e uomini hanno lottato – libertà, giustizia, partecipazione – non possono essere dati per acquisiti. La festa di Liberazione è un momento di riflessione su quanto mai sia necessario tenere alta l’attenzione su quei valori che ci devono vedere impegnati ogni giorno nella nostra azione politica e di governo”. 

Meloni: "Aggressioni e insulti da chi dice di difendere libertà, abbiamo problema"

“Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

Bernini: "Violenze tradiscono valori libertà e democrazia"

“Escludere la Brigata ebraica e i giovani di Forza Italia dal corteo di Milano, così come il ferimento di due iscritti all’Anpi a Roma, sono una vergogna che tradisce i valori di libertà e democrazia che onoriamo nel giorno della Festa della Liberazione. A loro va la mia sincera vicinanza, insieme all’augurio di una pronta guarigione ai feriti. Il 25 aprile è e deve continuare a essere una giornata di unità nazionale e di piena adesione ai valori della nostra Costituzione”. Così, in una nota, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. 

Ambasciata ucraina a Roma: "Aggressioni ai cortei inaccettabili"

“Gli episodi di aggressione e discriminazione contro persone con bandiere ucraine durante le celebrazioni odierne sono assolutamente inaccettabili”. Lo scrive su X l’ambasciata ucraina in Italia. “La bandiera ucraina è oggi simbolo della lotta per la libertà, l’indipendenza, la democrazia e la vita umana — contro la brutale guerra della Russia, la più grande guerra dalla Seconda guerra mondiale”, spiega. “Siamo sinceramente grati al Governo italiano e a tutti gli italiani che sostengono l’Ucraina e il popolo ucraino nella lotta per la vita e il futuro. La violenza contro chi si oppone alle uccisioni quotidiane di persone innocenti, alla deportazione dei bambini e ai tentativi della Russia di distruggere uno Stato indipendente e il suo popolo suscita profonda indignazione e totale incomprensione. Questo non deve ripetersi”, sottolinea l’ambasciata.

Rixi: "Solidarietà a sindaco Ventimiglia, contestazioni inaccettabili"

“Solidarietà al sindaco Flavio Di Muro e alla sua amministrazione. Le contestazioni andate in scena a Ventimiglia sono inaccettabili e lontane dallo spirito del 25 aprile”. Lo dichiara il deputato e viceministro al Mit Edoardo Rixi, segretario della Lega in Liguria. “Trasformare una giornata di unità nazionale in un’occasione di scontro – prosegue – con slogan ideologici e provocatori dimostra come una certa sinistra continui ad alimentare tensioni con toni e categorie fuori dal tempo. Chi si proclama democratico ma sceglie la provocazione dovrebbe ricordare figure come Aldo Gastaldi, considerato il primo partigiano d’Italia, che combatté senza mai cedere allo spirito di vendetta”. “Il 25 aprile appartiene a tutti coloro che credono nella libertà e nella democrazia. Chi non rispetta le istituzioni democratiche ne tradisce il significato più profondo”, conclude. 

Zangrillo: "Antisemitismo e violenza oltraggiano valore di questo giorno"

“Oggi in alcune piazze italiane abbiamo assistito a un oltraggio inaccettabile del valore e dello spirito del 25 Aprile”. Lo dichiara Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, che prosegue: “I cori antisemiti rivolti a Milano alla Brigata Ebraica, il ferimento di due esponenti dell’Anpi a Roma e le immagini del ministro Giuseppe Valditara rappresentato a testa in giù durante una manifestazione a Napoli, sono uno sfregio alla memoria dei caduti e alla libertà che questa giornata rappresenta. Siamo di fronte a espressioni di odio, incompatibili con i principi fondanti della nostra Repubblica: fatti gravissimi che mostrano un clima di intolleranza e violenza che deve essere respinto con assoluta fermezza”. “Chi utilizza il 25 aprile per riesumare simbologie di odio, dimostra di non aver compreso nulla dello spirito di questa ricorrenza, che nasce per unire e non per dividere. Oggi e sempre, è dovere di tutti contrastare, senza esitazioni, ogni forma di antisemitismo, violenza e intolleranza, difendendo con determinazione i valori della libertà, del rispetto e della nostra democrazia”, conclude il ministro Zangrillo.

 

Fiano: "In Questura ho parlato con Piantedosi e Pisani"

“Ho parlato con il ministro degli Interni Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Vittorio Pisani. Abbiamo molto brevemente commentato l’accaduto, con la consapevolezza che ci siamo trovati davanti a qualcosa diverso dal passato: un fenomeno di massa, di avversione, di odio verso quella parte di corteo di c’era la Brigata Ebraica e Sinistra per Israele, molto difficile da gestire per la dimensione che ha avuto. Migliaia di persone che volevano impedire che questo corteo passasse, ho detto al ministro che non possiamo permetterci una cosa del genere perché il diritto di manifestare in Italia è per tutti. Ho chiesto al ministro di fare un ragionamento ampio sulla cosa, credo ci incontreremo nei prossimi giorni”. Così a LaPresse Emanuele Fiano dopo l’incontro con il questore di Milano Bruno Megale al termine del corteo del 25 Aprile nel quale la Brigata Ebraica è stata cacciata. “La Brigata è stata posizionata alla testa del corteo per preservarla dai problemi degli anni scorsi, facendola partire per prima per non essere compressa tra due parti come le altre volte. È stato fatto per evitare problemi, ma nessuno di noi era pronto a una dimensione tale di odio. Non è un fenomeno legato a delle sigle dei centri sociali, e quindi è molto più complicato da gestirlo e trattarlo. È una notizia molto amara che si traduce in una grande difficoltà di gestione”, ha concluso Fiano.

Craxi: "No festa dell'estremismo e dell'esclusione"

“Quanto accaduto anche quest’anno nei cortei del 25 aprile è grave e inaccettabile. Nel giorno della Liberazione è stato negato il diritto di commemorare il contributo eroico della Brigata Ebraica alla sconfitta del nazifascismo, da parte di chi pretende di arrogarsi il monopolio della memoria, della storia e dello spazio pubblico. Intolleranza che ha poi colpito anche altre comunità e cittadini, tra cui iraniani e ucraini, anch’essi bersaglio di ostilità e insulti. Siamo di fronte a una negazione evidente dei valori fondativi della Repubblica e dello spirito inclusivo e unitario che il 25 aprile dovrebbe rappresentare, con una ricorrenza che anno dopo anno qualcuno vorrebbe pericolosamente far scivolare nella festa dell’estremismo e dell’esclusione”. Così Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia. “A questo clima infame si aggiunge il fatto gravissimo avvenuto a Roma, dove due iscritti all’Anpi sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa. Un episodio allarmante che impone una riflessione collettiva e richiama tutti a un’assunzione di responsabilità, a partire dall’uso di toni adeguati e dal rifiuto di ogni forma di demagogia e radicalizzazione”, aggiunge.

Bonelli: "Insulti antisemiti Milano e spari a Roma da condannare"

“Gli insulti antisemiti di oggi a Milano vanno assolutamente condannati. Ma venire al corteo del 25 aprile con la bandiera di Israele e la foto di Netanyahu è una provocazione inaccettabile, scientificamente pianificata da chi voleva bloccare il corteo, riuscendoci. Decine di migliaia di persone non sono riuscite a raggiungere piazza Duomo a causa di questo blocco e di un comportamento irresponsabile e provocatorio. Il governo di Netanyahu si è reso responsabile di un genocidio a Gaza e di una pulizia etnica in corso in Cisgiordania. Netanyahu ha un mandato di arresto dalla Corte Penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Venire in piazza portando la sua foto è stata una provocazione ben studiata e disgustosa. A Roma militanti dell’Anpi sono stati colpiti da colpi di pistola ad aria compressa: un fatto molto grave. Ai due feriti va la mia più totale solidarietà e vicinanza”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde.

Nahum (Azione): "Incontrato questore, gestione ordine pubblico inadeguata"

“Ho appena partecipato a un colloquio, insieme a una delegazione, con il Questore di Milano, al quale ho rappresentato che la gestione dell’ordine pubblico è stata del tutto inadeguata. Ho ribadito chiaramente che non ci è stato garantito il diritto costituzionale di manifestare. Pur comprendendo le ragioni di sicurezza che hanno portato alla deviazione del percorso, considero una sconfitta per le istituzioni il fatto che la Brigata Ebraica sia stata costretta a cambiare tragitto a causa della violenza di questi ‘fascisti rossi’. Non accadeva dal 1938 che a cittadini ebrei venisse impedito di manifestare in quanto tali. Il clima che si è creato è vergognoso: l’antisemitismo è diventato un’urgenza nazionale. Di certo non piegheremo la testa e non ci faremo intimidire”. Lo scrive in una nota il consigliere di Azione a Palazzo Marino, Daniele Nahum, dopo che la Brigata Ebraica è stata costretta ad abbandonare il corteo del 25 Aprile.

Anche un carabiniere di 104 anni questa mattina all'Altare della Patria

C’era anche il maresciallo maggiore aiutante Giovanni Ante, 104 anni, tra i più anziani Carabinieri d’Italia “e autentica memoria vivente della nostra gloriosa storia”, questa mattina all’Altare della Patria alla cerimonia per il 25 aprile con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Lo fa sapere il sindacato Usmia Carabinieri. Una presenza, quella di Ante, spiega il segretario generale Carmine Caforio, “fortemente voluta dal comandante generale dell’Arma, Salvatore Luongo, che lo ha definito uno tra i tanti eroi – insieme ai fratelli caduti, il cui sacrificio resta fondamento dei nostri valori – a cui noi italiani dobbiamo il bene più prezioso della nostra esistenza: la libertà”.

Calenda: "Liberare piazze da violenti, se sinistra fa finta di nulla è complice"

“Solidarietà e sdegno profondo per questa vergogna. Le piazze del 25 aprile vanno liberate dal ricatto dei violenti, dei razzisti e degli estremisti. La sinistra quando fa finta di nulla è complice di questo scempio”. Lo scrive sui social il leader di Azione Carlo Calenda.

Magi: "Clima inquietante, unità forze democratiche contro fascismo e violenza"

“Gli atteggiamenti intolleranti nei confronti della delegazione di +Europa che portava bandiere dell’Ucraina in onore della Resistenza di Kiev all’invasore Putin, gli spari a Roma contro una coppia che stava partecipando alla festa del 25 Aprile al parco Schuster e le azioni intimidatorie a Milano contro la Brigata ebraica macchiano la festa della Liberazione. Proprio ora che l’Europa e il mondo sono minacciati dalle guerre causate dai nazionalismi, c’è bisogno di unità tra le forze democratiche sui principi di democrazia, libertà, ripudio della violenza e sull’antifascismo”. Lo afferma il Segretario di +Europa Riccardo Magi.

Fiep: "Traditi i valori della Resistenza"

La Federazione Italiana per l’Ebraismo Progressivo (FIEP) esprime profonda preoccupazione per quanto accaduto oggi a Milano, durante il corteo del 25 aprile, che ha visto i gruppi ebraici – tra i quali Hashomer Hatzair, Brigata Ebraica e Sinistra per Israele – allontanati dopo essere stati oggetto di insulti, fischi e tentativi di aggressione.
Partiti da via Boschetto e diretti verso piazza Duomo, i partecipanti sono stati bloccati dopo poche centinaia di metri da cori ostili che chiedevano la cacciata dei “sionisti” e urlavano insulti antisemiti, come “siete saponette mancate”.
Dopo oltre un’ora di tensione si è aperto un corridoio, e sono stati scortati dalla polizia fuori dal corteo.
“Da italiano, figlio di partigiano ed ebreo, è stata un’esperienza traumatica. Il corteo del 25 aprile, simbolo della Liberazione dal nazifascismo, è stato stravolto e ha calpestato i valori della Resistenza,” dichiara il presidente della FIEP, Carlo Riva.
“Mi sono sempre richiamato a valori progressivi e sono allarmato dalla deriva antisemita che appare ormai trasversale nel panorama politico.” La FIEP denuncia con forza quanto accaduto: escludere cittadini ebrei da una manifestazione che celebra la liberazione dal fascismo rappresenta una contraddizione inaccettabile e un segnale grave per la tenuta democratica del Paese.

 

Gualtieri: "Spari fatto grave, sia fatta piena luce"

“È gravissimo l’episodio che ha coinvolto due persone rimaste ferite da colpi di pistola ad aria compressa mentre si accingevano a celebrare la Festa della Liberazione del 25 aprile. Si tratta di un fatto inquietante, che colpisce una giornata simbolo per i valori democratici del nostro Paese. Mi auguro che venga fatta piena luce al più presto su quanto accaduto e che i responsabili di questo gesto vile e vigliacco siano assicurati alla giustizia”. Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Conte: "Episodi intolleranza vanno condannati assolutamente"

“Vanno condannati assolutamente gli episodi di intolleranza, addirittura gli insulti per impedire a Milano di manifestare alla Brigata Ebraica, e va fermamente condannata l’aggressione folle a Roma da parte di una persona che va assolutamente subito identificata e assicurata alla giustizia che addirittura ha assalito dei manifestanti”. Così il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in un punto stampa ad Avellino.

Feriti parco Schuster escono da commissariato: "Siamo molto scossi"

La coppia di manifestanti colpita da spari, presumibilmente ad aria compressa, al Parco Schuster durante la festa per il 25 aprile è uscita dal commissariato di Via Colombo a Roma. Andando via, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Hanno però confermato che al momento dell’aggressione avevano il fazzoletto dell’Anpi al collo. La donna, al momento di entrare in macchina, ha detto: “Come ci sentiamo? Molto scossi”.

Salvini: "Contro Brigata Ebraica parole inaccettabili, Pd rifletta"

“Parole inaccettabili. Totale solidarietà a chi è stato aggredito, minacciato, e offeso dai soliti violenti di sinistra. Che il Pd rifletta sui propri compagni di piazza”. Lo scrive sui social il leader della Lega Matteo Salvini commentando gli insulti del corteo di Milano alla Brigata Ebraica.

De Monte (FI): "Cacciata Brigata Ebraica vergognosa"

“Quello che è successo a Milano al corteo ufficiale del 25 aprile è letteralmente vergognoso. Cacciare la Brigata Ebraica è un oltraggio alla stessa Resistenza e al senso più profondo della festa della Liberazione. Altrettanto incredibili le parole del presidente dell’Anpi Pagliarulo: veramente una pagina da dimenticare”. È il commento della deputata di Forza Italia e vice responsabile del dipartimento Esteri Isabella De Monte.

Fratoianni (Avs): "Spari a Roma fatto grave, individuare responsabile"

“Che due persone con il fazzoletto dell ‘Anpi al collo vengano colpite da colpi di pistola, anche se ad aria compressa, come è avvenuto a Roma è di una gravità assoluta. Ai due feriti la nostra solidarietà. Siamo certi che le forze dell’ordine individueranno al più presto il responsabile di questo gesto”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs appena appresa la notizia di quanto accaduto nella Capitale. “Si tratta – prosegue il leader rossoverde – di un ulteriore episodio di una lunga serie di intimidazioni, minacce, atti di violenza di segno fascista che da troppo tempo si stanno verificando nel Paese. Nessuna impunità, nessuna sottovalutazione – conclude Fratoianni – può essere accettata in uno Stato democratico”.

Roccella: "Anche quest'anno violenza e antisemitismo"

“Come ci ha ricordato in questa giornata il presidente Mattarella, il passato non passa, e quindi è importante che dalla storia si traggano lezioni per interpretare ciò che accade oggi anche alla luce di ciò che è accaduto ieri. E invece, ancora una volta, ci troviamo di fronte alle solite scene: violenza, insulti, antisemitismo mascherato da geopolitica, frasi irripetibili, anti-occidentalismo, intolleranza. Un rito feroce ed escludente che ogni anno si ripropone da parte di coloro che si ergono a paladini della democrazia, della pace e della libertà, e che, invece di riflettere sul passato, sembrano congelati in una eterna coazione a ripetere”. Lo dichiara Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.

Hallisey: "Abrasione alla cornea per spray urticante a corteo Roma"

“Sono appena uscito dal pronto soccorso oftalmico di Roma dove hanno verificato un’abrasione alla cornea in seguito allo spray urticante che ci hanno spruzzato i gruppi di estrema sinistra di cambiare rotta. Ecco in questi cortei dovrebbero essere loro a non marciare perché violenti, perché contro il 25 aprile. Quella dovrebbe essere la piazza di Tino, che è stato allontanato perché aveva la bandiera dell’Ue e dell’Ucraina, della comunità ucraina che è stata allontanata, ecco è quella la nostra piazza, i gruppi violenti dovrebbero essere allontanati immediatamente”. Così Matteo Hallissey, presidente di Radicali italiani, in un video sul suo profilo Facebook.

 

Marattin: "Fascismo si è fatto vivo, con bandiera rossa contro ebrei"

“E’ come la favola di ‘al lupo, al lupo’. Per decenni ci siamo illusi di vedere il fascismo ovunque, anche quando si trattava semplicemente di opinioni diverse. Ora invece il fascismo sì è fatto vivo, solo che ha la bandiera rossa. Ma fa sempre la stessa cosa: inveisce contro gli ebrei e aggredisce fisicamente chi non la pensa come loro”. Così il deputato Luigi Marattin, Segretario del Partito Liberaldemocratico, in relazione agli episodi di Milano, dove i dirigenti del Pld sfilavano insieme alla Brigata Ebraica, cacciata dal corteo a causa dell’ostilità dei manifestanti pro Pal.

Malpezzi (Pd): "Aggressioni e slogan antisemiti, così si tradisce Liberazione"

“Quanto accaduto oggi durante il corteo del 25 aprile a Milano è di una gravità che non può essere sottovalutata né archiviata come un episodio marginale. In una giornata che dovrebbe unire il Paese nel ricordo della Liberazione e nella celebrazione dei valori democratici, abbiamo assistito invece a scene inaccettabili: frange antidemocratiche hanno impedito alla Brigata ebraica e a cittadini che sventolavano bandiere dell’Unione europea e dell’Ucraina di partecipare liberamente alla manifestazione. Si tratta di un fatto che colpisce al cuore il significato stesso del 25 aprile. La Festa della Liberazione non può trasformarsi in uno spazio in cui l’intolleranza, le intimidazioni e le esclusioni prendono il sopravvento su chi manifesta pacificamente. Non è ammissibile che qualcuno decida chi può o non può sfilare, né che simboli di democrazia e solidarietà vengano contestati.
Il 25 aprile è il giorno in cui celebriamo la riconquista della libertà e della democrazia. Difendere quei valori significa garantire che ogni cittadino possa esprimersi senza paura. Quanto visto oggi va nella direzione opposta. E questo, semplicemente, non è accettabile”. Così dichiara Simona Malpezzi, senatrice del Pd, dal corteo bloccato a Milano.

Casini: "Inaccettabile respingere bandiere Ucraina e Brigate Ebraiche"

“Respingere dai cortei del 25 aprile le bandiere delle brigate ebraiche e dell’Ucraina è una vergogna assoluta, inaccettabile per chi ha a cuore la Costituzione e la Repubblica. I silenzi e le complicità non sono ammissibili.” Lo dice in una nota Pier Ferdinando Casini.

 

Renzi: "Clima odio inaccettabile, politica lo respinga unita"

“Il 25 aprile dovrebbe essere la festa della democrazia, la festa di tutti. È invece quest’anno è stata segnata da episodi di intolleranza e violenza. A Milano, dove cori razzisti e vergognosi sono stati rivolti contro la Brigata ebraica.
A Roma, dove due esponenti dell’ANPI sono stati colpiti da colpi di pistola ad aria compressa. E ancora, l’aggressione intollerabile ai militanti e dirigenti di Più Europa, l’allontanamento di un nostro iscritto al corteo di Bologna, colpevole di portare una bandiera ucraina. Un clima di odio inaccettabile. La politica sia unita nel respingerlo”. Lo scrive sui social il leader di Iv Matteo Renzi.

Roma, testimone: "Feriti sotto choc, Anpi condanna agguato Parco Schuster"

“Circa un’ora fa due nostri compagni, un signore e una signora con il fazzoletto dell’Anpi, mentre stavano arrivando qui sono stati colpiti con una pistola ad aria compressa, una scacciacani, si pensa. La signora era molto scioccata, ferita a una spalla, il marito alla gola e a una mano perché evidentemente ha tentato di ripararsi. Sono venuti subito qui perché loro sapevano che c’era il presidio medico, sono stati medicati. Stanno comunque in buona salute, ma sono estremamente scioccati”. Così Marina Pierlorenzi, presidente dell’Anpi provinciale di Roma, racconta quanto avvenuto poco fa al Parco Schuster di Roma. Tutto è avvenuto “in maniera estremamente veloce – aggiunge – loro erano in piedi che stavano parlando e si stavano girando per venire verso qua e si sono sentiti i colpi addosso. Hanno visto questo motorino, questo ragazzo, dai movimenti pensano sia giovane, ma aveva il casco integrale e la signora ha detto una una mimetica probabilmente verdina. Dopodiché i due signori si sono messi al riparo perché hanno avuto paura, hanno visto che eravamo qua e sono corsi qua. Sono andati a sporgere denuncia e anche noi denunciamo con forza quello che che è successo”.

“Siamo tutti scioccati perché sono compagni e compagne che sono venuti qui per stare insieme a noi in un momento di grande festa e noi siamo quel popolo che celebra la Resistenza della guerra di liberazione parlando di pace, di stare di stare bene – sottolinea la presidente Anpi provinciale di Roma – La festa è stata pensata in questo parco perché anche bambini e persone anziane potessero stare con noi tutto il giorno, pensare che ci sia stato un agguato di questo tipo è una cosa che veramente condanniamo con tutta la nostra fermezza come Anpi provinciale di Roma e che pensiamo sia un segnale inquietante, come lo fu quando spararono alla fine dello scorso anno contro una sede della della CGIL”.

“Quando si spara e si comincia a sparare non va mai bene – insiste – c’è qualche cosa di cui bisogna profondamente preoccuparsi e bisogna che questo governo che fa decreti Sicurezza che non servono a niente dia invece la sicurezza a tutti i cittadini e le cittadine di poter stare tranquillamente in una piazza come questa a festeggiare quella che è la festa di tutti gli italiani e che ha consentito anche a loro di poter governare in Italia”.

“Oltre che la ferita fisica, il problema di queste persone è stato di uno shock incredibile, perché non puoi mai pensare che in una situazione del genere ti capiti che ti sparano perché c’hai un fazzoletto che praticamente poi è il nostro orgoglio. Questa è la bandiera italiana. L’Anpi ha la bandiera italiana nel suo fazzoletto con scritto Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Noi siamo i veri patrioti, gli antifascisti, i partigiani, le partigiane. Gli altri sono fascisti, vigliacchi come sempre”, conclude Pierlorenzi.

Nahum (Azione): "Tornati negli anni '30 dove ebrei non potevano manifestare"

“Siamo tornati agli anni del ventennio fascista, siamo tornati negli anni ’30 dove gli ebrei non possono manifestare, in cui vengono cacciati dalla piazza. Sono i degni eredi dei fascisti, non ho mai visto un odio antiebraico di questo genere qua”. Così il consigliere di Azione Daniele Nahum a Palazzo Marino, dopo l’allontanamento della Brigata Ebraica dal corteo del 25 Aprile a Milano.

Fiano: "Manifestante ci ha urlato 'siete saponette mancate'"

“Siamo stati cacciato perché abbiamo sui nostri striscioni la Stella di David e perché difendiamo il diritto dello stato di Israele ad esistere, perché chiediamo due popoli e due stati, o perché difendiamo il diritto della Brigata Ebraica a sfilare nel corteo: un signore passando ci ha detto ‘siete solo saponette mancate’”. Così Emanuele Fiano, dopo l’allontanamento della Brigata Ebraica dal corteo del 25 Aprile a Milano.

Quartapelle (Pd): "Chiederemo conto a Piantedosi gestione piazza Milano"

“Penso che sia una ferita profondo, c’è una responsabilità del Governo che non ha garantito una corretta gestione dell’ordine pubblico. Nella città medaglia d’oro alla Resistenza, non possono sfilare in sicurezza le persone che portano i simboli ebraici, la Stella di David 81 anni dopo la Liberazione. È gravissimo che il Governo non abbia predisposto un vero dispositivo per permettere la sfilata in sicurezza. Ne chiederemo conto al ministro Piantedosi”. Così la deputata dem Lia Quartapelle dopo l’allontanamento della Brigata Ebraica dal corteo del 25 Aprile a Milano.

Brigata Ebraica scortata fuori da corteo a Milano

Dopo che per oltre un’ora centinaia di manifestanti e attivisti pro Pal hanno bloccato il corteo del 25 Aprile, lo spezzone della Brigata Ebraica è stato scortato dalle forze dell’ordine fuori dalla manifestazione.

Colpi ad aria compressa a parco Schuster a Roma, coppia ferita

Da quanto apprende LaPresse, circa un’ora fa due persone, partecipanti alla manifestazione del 25 aprile, entrambi con fazzoletto al collo dell’Anpi, sono stati raggiunte da tre colpi, probabilmente ad aria compressa, l’uomo al collo e alla mano, mentre la donna alla spalla destra. L’aggressore sarebbe arrivato in motorino, con casco integrale e mimetica chiara.
La coppia è stata prontamente medicata dal presidio medico dell’Anpi e si è recata a fare denuncia dopo che la polizia è giunta sul posto.

Romano (Pd): "Vergognosi insulti contro la brigata ebraica"

“È gravissimo assistere agli insulti contro la Brigata Ebraica, molti dei quali chiaramente antisemiti. La Brigata Ebraica ha combattuto il nazifascismo e rappresenta i valori della libertà, della pace e della dignità umana. Mai, mai, mai confondere le azioni terrificanti di Israele e il genocidio che sta portando oggi avanti come Governo e come Stato, con le persone di fede ebraica che hanno storie e idee diverse e che hanno fatto, in questo caso, la storia del nostro Paese”. Lo dichiara Paolo Romano, consigliere regionale del Partito democratico in Lombardia, già a bordo, la scorsa estate, della scorta democratica della Global Sumud Flotilla, in merito a quanto sta avvenendo a Milano al corteo nazionale per la festa della Liberazione.

Pellicini (FdI): "Grida shock contro Brigata ebraica"

“Oggi al corteo del 25 aprile a Milano vi sono state manifestazioni inaccettabili di vero odio nei confronti della Brigata ebraica, attaccata con grida del tipo ‘siete solo della saponette mancate’ con evidente riferimento ai fatti dell’olocausto. Tutto ciò non ha nulla a che fare con la legittima critica al governo israeliano, ma dimostra invece come alcuni settori della sinistra siano in perfetta simbiosi con ambienti islamisti nel manifestare un fortissimo antisemitismo. Solidarietà pertanto a tutti coloro che hanno sfilato con la brigata ebraica e a tutti i cittadini ebrei che ogni giorno rischiano di subire atti di violenza fisiche e verbale”. Lo dichiara Andrea Pellicini, Deputato di Fratelli d’Italia.

Tajani: "Seme dittature non muore mai, difendere libertà ogni giorno"

“Ricordare il 25 aprile e celebrare la Festa della Liberazione significa guardare al futuro, perché il seme maligno delle dittature non muore mai, per questo la libertà deve essere difesa ogni giorno. Noi abbiamo costruito sulle cene della Seconda guerra mondiale un’Italia democratica libera abbiamo costruito un’Europa unita e vediamo che purtroppo ancora nel mondo ci sono troppe dittature, troppe autocrazie che soffrono la libertà delle persone”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Celebrare il 25 aprile significa inviare anche un messaggio in Italia e nel mondo che non accada mai più ciò che è accaduto in passato”, ha detto ancora Tajani.

Ruffini rende nota lettera padre, 'grazie per aver difeso libertà'

Ernesto Ruffini, promotore del Movimento civico Più Uno, ha reso noto sui propri social una missiva che il padre Attilio, rinchiuso dalle S.S. nel Forte San Leonardo di Verona, scrisse alla famiglia.
“Papà – scrive Ernesto Ruffini – ancora una volta grazie anche a te per aver creduto nella libertà e per averla difesa! Allora avevi solo vent’anni”.

Attilio Ruffini partecipò attivamente alla Resistenza, cooperando con i partigiani delle Brigate cattoliche delle Fiamme Verdi e facendo parte del Comitato di Liberazione Nazionale (C.L.N.). Di seguito la lettera datata il 3 dicembre 1944: “Carissimi, ieri l’altro mattina sono giunto a Verona e lì sono stato fino a ieri mattina nel carcere delle S.S. Di là sono poi stato trasportato qui al forte. Alla mattina si esce a prendere aria. Posso scrivere ogni 14 giorni. Non preoccupatevi assolutamente per me. Il morale è alto e il fisico è forte. Qualsiasi cosa debba accadere abbiate sempre fiducia e conservatevi sereni. Non allarmatevi di nulla. Non createvi perciò degli altri pensieri e delle altre preoccupazioni oltre alle normali. Pensate per voi e fate quanto è possibile per prevenire qualsiasi evenienza bellica. Vi penso spesso e sono sempre unito a voi. Prego molto. Spero che papà non si abbatta e che, al contrario, sostenga tutti voi e stia oltremodo calmo. Siate forti e fiduciosi. Dio non ci abbandonerà. E tu, mamma, non piangere. Io sto molto bene. Mando infinite affettuosità e baci a tutti.
Presto saremo tutti riuniti e ci vorremo tanto bene. Bacioni dal vostro Attilio”. Attilio Ruffini, dopo la Liberazione, fu eletto parlamentare più volte e nominato ministro in vari governi della Repubblica.

 

Casu (Pd): "Liberazione è di tutti, nessuno ne tradisca valori"

“Le notizie di tensioni e aggressioni avvenute a margine del corteo del 25 aprile a Roma devono essere condannate e non devono in alcun modo sporcare la straordinaria partecipazione democratica di cittadini in una giornata così significativa per il nostro Paese. È fondamentale ribadire con forza che proprio grazie al 25 Aprile oggi possiamo difendere sempre in Italia il diritto di manifestare di tutti, nel rispetto dei valori della Costituzione e della Liberazione. Il 25 aprile rappresenta l’unità antifascista, la democrazia e la libertà: principi che devono continuare a unire e mai dividere. Saremo sempre insieme e dalla parte di chi manifesta democraticamente mai di chi semina violenza e intolleranza”. Così il deputato democratico Andrea Casu.

Braga (Pd): "Senza antifascismo non c'è Repubblica, difendiamo Costituzione"

“Quello che celebriamo oggi è un patto solenne tra cittadini scritto nella nostra carta costituzionale. È un patto che si fonda sull’antifascismo. Dobbiamo dirlo chiaramente l’antifascismo non è una scelta politica, non è una bandiera di parte. È il valore fondante su cui poggia la nostra democrazia. Senza l’antifascismo, non avremmo la Repubblica. Per questo dobbiamo difendere la nostra Costituzione anche e soprattutto dalla destra che oggi governa e dimostra di non aver mai fatto i conti con il passato, con il fascismo e le sue responsabilità storiche. Dobbiamo essere grati a chi 81 anni fa ebbe coraggio di scegliere da che parte stare, di abbandonare la vita di sempre per combattere e liberare l’Italia. A loro va il nostro ringraziamento e alla loro memoria vogliamo rendere merito. Ricordare la Resistenza significa ricordare che la democrazia si costruisce ogni giorno. Con la partecipazione e il coraggio della coerenza. Di fronte a un mondo sconvolto dal ritorno dei nazionalismi quel grido di libertà del 1945 deve essere la nostra bussola. Difendiamo quel patto, difendiamo la costituzione”. Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, in un video per i social.

Salis: "E' festa di tutti ma non di chi schiaccia popoli indifesi"

“Per onorare tutto questo non possiamo e non dobbiamo avere paura di dire che il 25 aprile è la festa della Liberazione, è per tutti ma non è di tutti. Non può essere la festa di chi scelse la parte sbagliata della storia e ancora oggi fatica a dire da che parte sta.
Non può essere la festa di chi ancora oggi usa la forza per schiacciare popoli indifesi o di chi sostiene chi lo fa. Non può essere la festa di chi fa del sopruso e della sopraffazione del più debole il suo stile di vita.
Non può essere la festa di chi stupra, picchia, insulta le donne”. Così la sindaca di Genova Silvia Salis, nel suo intervento da piazza Matteotti alla cerimonia istituzionale al termine del corteo del 25 Aprile.

Salis. "Antifascismo e Liberazione patrimonio per cui lottare ogni giorno"

“La resistenza non è stata solo frutto del coraggio di migliaia di uomini, ma anche di migliaia di donne. Un coraggio non nato dall’attesa, dall’abitudine e dalla rassegnazione, ma dalla voglia di metterci la faccia a tutti i costi. E anche la vita”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, nel suo intervento da piazza Matteotti alla cerimonia istituzionale al termine del corteo del 25 Aprile. “Prima – ha proseguito – dicevano che parlare di antifascismo, celebrare e parlare di Resistenza, era divisivo. Ora è addirittura diventato ‘anacronistico’. Sarà un caso che queste considerazioni arrivino sempre da quella parte politica che vuole mettere sullo stesso piano chi è morto per conquistare la libertà e chi ha ucciso per reprimerla. L’antifascismo e la Liberazione non sono anacronistici, sono un patrimonio per cui vale la pena lottare ogni giorno. Perché non basta dire che la festa della Liberazione è tutti i giorni, bisogna avere il coraggio di essere partigiani ogni giorno. Di scegliere da che parte stare. E Genova lo sa fare”.

Pro-Pal bloccano corteo a Milano

Diverse centinaia di attivisti pro-Pal hanno bloccato il corteo milanese in corso Venezia, all’angolo di via San Donato, chiedendo agli esponenti di Brigata Ebraica di uscire dal corteo.

Salis: "Nel momento più buio la città seppe lottare insieme"

“Ciao Genova, come sei bella oggi. E’ un onore essere qui davanti a voi oggi, lo dico con profonda commozione, con questa fascia tricolore. Essere la sindaca di questa città è un privilegio ogni giorno, ma oggi lo è un po’ di più”. Accolta da un lungo applauso, ha esordito così la sindaca di Genova Silvia Salis, nel suo intervento da piazza Matteotti alla cerimonia istituzionale al termine del corteo del 25 Aprile, il primo vissuto da prima cittadina. “Voglio iniziare con un grazie – ha proseguito – a tutte le partigiane e i partigiani, che ci hanno permesso di essere qui oggi. Grazie a chi ci ha consegnato un orgoglio unico, essere la città in cui un intero corpo d’armata tedesco si è arreso al popolo e al Cnl prima ancora dell’arrivo degli alleati. Il 25 aprile ci ricorda che la libertà non è arrivata con una concessione dall’alto ma con una conquista, per cui nel momento più buio della storia questa città ha saputo lottare insieme. E quando una città decide di salvarsi da sola cambia per sempre la sua coscienza”.

Fratoianni al corteo di Milano: "La più bella festa della Repubblica"

“Il 25 aprile è il giorno più bello, è la più bella festa della Repubblica, è la festa della liberazione dal nazifascismo. E mi auguro sempre che questa festa possa essere celebrata e vissuta come una pratica quotidiana”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs giungendo a Porta Venezia e parlando con i cronisti prima della partenza del corteo di Milano.

Serracchiani: "Difendere sacrificio dei combattenti per la libertà"

“La lotta di Liberazione è memoria viva, continua ispirazione e pietra di paragone per ogni combattente contro tutti i fascismi, contro tutte le oppressioni e le violenze. Queste sono le radici e il carattere distintivo della nostra democrazia, sorta dal sangue di caduti che scelsero di rischiare tutto, anche la propria vita, per consegnare al Paese un futuro migliore. E come quel pugno di combattenti difese allora gli ideali per tutti, oggi tutti noi difendiamo la loro memoria e il senso del loro sacrificio”. Così la deputata e responsabile nazionale Giustizia del Pd Debora Serracchiani, oggi a Udine in piazza Libertà per le cerimonie in occasione dell’81/o anniversario della Liberazione, con il sindaco del capoluogo friulano Alberto Felice De Toni, autorità religiose, civili e militari, enti, associazioni e cittadini. “La storia non è una tavola piatta su cui si può scrivere di tutto ma – ha aggiunto la deputata dem – è la carne dolente e incisa della Nazione, il sangue versato senza ricompensa, il dovere compiuto dalle persone più comuni, la profezia nascente di un’Europa unita e in pace”. 

De Maria (Pd): "Atti di intolleranza sono contrari ai valori della Resistenza"

“La cacciata delle bandiere ucraine dai cortei, del 25 aprile, anche nella mia città Bologna, i cartelli che equiparano sionismo e fascismo, gli atti di intolleranza che si sono manifestati rappresentano il contrario dei valori della Resistenza. Chi crede nella Costituzione e nell’ Antifascismo è chiamato ad isolare qualunque tentativo di strumentalizzare il 25 aprile per promuovere l’ estremismo e l’ intolleranza”. Così Andrea De Maria, deputato PD.

Contesta la Brigata Ebraica a Milano

Attivisti dei movimenti pro Pal hanno contestato la Brigata Ebraica all’interno del corteo del 25 Aprile a Milano. “Fuori i sionisti dal corteo”, “Assassini”, gli slogan urlati dai filo palestinesi ai manifestanti che sfilavano sotto il vessillo della Brigata. Le forze dell’ordine sono intervenute separando le parti e in precedenza per sgomberare il blocco che un gruppo di militanti del Carc aveva fatto per impedire il passaggio alla Brigata.

Pagliarulo (Anpi): "Parole di Meloni sul fascismo arrivano dopo 4 anni"
Gianfranco Pagliarulo, presidente di Anpi, in un precedente incontro con la stampa (Photo Michele Nucci / LaPresse)

“Le elezioni si sono tenute il 25 settembre 2022, poche settimane dopo si è formato il governo. Per ascoltare queste parole della presidente del consiglio della repubblica antifascista nata dalla Resistenza abbiamo dovuto aspettare quattro anni, mi sembra francamente grottesco”. Lo ha detto il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo al corteo del 25 aprile a Milano, riferendosi alle parole della premier Giorgia Meloni che questa mattina ha parlato dell’anniversario della Liberazione come della “fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia”. Ai cronisti che gli chiedono un commento sulla eventuale condanna del fascismo da parte del presidente del Senato Ignazio La Russa, Pagliarulo risponde: “Il problema è che La Russa deve decidere: o fa il presidente delal Camera o fa il presidente di Fratelli d’Italia, secondo me è ancora convinto di essere solo il secondo. Bisogna parlargli”.

Todde a Nuoro: "Frutto della liberazione è la Costituzione antifascista"

“Il 25 aprile è la giornata della Liberazione, ha sancito la dignità e il ritorno alla democrazia da parte di un popolo che ha saputo reagire. Noi abbiamo un frutto di questa Liberazione, che viviamo quotidianamente, che è la nostra Costituzione, una Costituzione antifascista: non bisogna avere paura di dire che è una Costituzione antifascista, bisogna avere il coraggio di difendere la nostra Costituzione”. Con queste parole la presidente della Regione Alessandra Todde ha celebrato a Nuoro, nel Sacrario Militare del Cimitero Comunale, la giornata del 25 aprile, ricorrenza dell’81° Anniversario della Liberazione e ha deposto una corona di alloro ai caduti insieme alle altre autorità del territorio. “C’è un filo rosso che ci lega, dal 25 aprile di 81 anni fa ad oggi, che è la difesa della democrazia. Ce l’hanno dimostrato i ragazzi ultimamente – ha sottolineato la Presidente, facendo riferimento al voto dell’ultimo referendum sulla giustizia – quando si sono resi conto che la difesa della Costituzione era una cosa importante, quando si sono resi conto che la difesa di quei principi per cui le persone che vediamo qua oggi, coloro che hanno lasciato il sangue, tutti i partigiani – che erano di diverse appartenenze: c’erano cattolici, c’erano liberali, c’erano comunisti, c’erano azionisti – perché in quel momento l’ideale del nostro Paese, l’unità del nostro Paese, della democrazia del nostro paese andava difesa”. Poi, la presidente Todde ha concluso: “Allora noi oggi dobbiamo certo ricordarci del 25 aprile, ma tutti i giorni dobbiamo ricordarci che abbiamo uno strumento importante che è la Costituzione. Viva la Costituzione antifascista, viva il 25 aprile, viva la Liberazione!”.

A Genova fischi all'intervento di Bucci, che conclude senza interruzioni

Qualche fischio in piazza Matteotti all’indirizzo del governatore ligure Marco Bucci nel corso del suo intervento durante la celebrazione ufficiale dell’81° anniversario della Liberazione a Genova. Dopo i fischi, partiti da un lato della piazza, Bucci ha invitato a proseguire senza interrompere il suo intervento. “I vergognosi e immotivati fischi rivolti contro il presidente della Regione Liguria Marco Bucci sono soltanto uno dei molti segnali dell’intolleranza e della censura di sinistra, che stona profondamente con i valori di libertà”, attaccano i consiglieri regionali liguri della Lega Sara Foscolo, Sandro Garibaldi e Armando Biasi. “Nel discorso del presidente Bucci non c’è stata ambiguità né spazio per le divisioni. Chi strumentalmente vuole dividere i liguri manca di rispetto a chi, sul nostro territorio, ha combattuto e sacrificato la vita per la libertà, dimostrando di non avere nemmeno imparato la lezione del partigiano Bisagno”.

Maiorino (M5S): "In piazza per presidiare i valori della Costituzione"
Senato, convegno per discutere Ddl che prevede multe e carcere per i clienti delle prostitute

“Dal corteo partecipatissimo di Roma, dove le generazioni si mescolano e si ritrovano nel nome Resistenza, non celebriamo solo il passato, ma rinnoviamo il giuramento di cittadinanza attiva che ci vede ogni giorno in prima linea. La Liberazione è la madre delle nostre libertà: da quella lotta nasce il dovere di proteggere i diritti civili di tutte e di tutti e di contrastare ogni rigurgito di intolleranza. Essere qui in piazza, con l’Anpi e tutte le altre realtà civiche e politiche che si riconoscono nei valori dell’antifascismo, significa presidiare i valori di una Costituzione che non accetta passi indietro sulla dignità umana e sull’uguaglianza di tutte le persone. Occorre incarnarli ogni giorno, nei nostri atti e nelle nostre azioni, per potere passare alle nuove generazioni il testimone di un’Italia democratica, antifascista e fermamente proiettata verso l’uguaglianza”. Lo dichiara Alessandra Maiorino, parlamentare del M5S. 

Hallissey: "Aggrediti da Cambiare Rotta perché portavamo bandiere Kiev"

“Siamo stati aggrediti brutalmente al corteo del 25 aprile da militanti di Cambiare Rotta. Ci hanno spruzzato spray al peperoncino negli occhi e strappato e tolto le bandiere dell’Ucraina, che avevano portato in piazza come ogni anno insieme a quelle della Palestina. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine e un’ambulanza per soccorrere me, l’inviato di Pulp Podcast Ivan Grieco e altri compagni radicali, tra cui il Segretario Filippo Blengino. In una festa come quella della Liberazione è inammissibile ci sia spazio per questi gruppi violenti e incapace di tollerare la diversità in una piazza che dovrebbe essere inclusiva e aperta, nel ricordo dei partigiani e a sostegno di tutti i popoli che ancora oggi si difendono”. Lo dichiara Matteo Hallissey, Presidente di Radicali Italiani e +Europa.

Il partigiano Angelo Nazio: "Auguri ai giovani, il futuro è vostro"

“Io ho lasciato tantissimi amici e compagni. A loro va il mio pensiero oggi e auguri giovani. Coraggio, siete voi i protagonisti del vostro futuro. Evviva la libertà, evviva il 25 aprile 1945”. Questo l’augurio di Angelo Nazio, partigiano di 101 anni, salutando i medaglieri dell’ANPI, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il segretario della CGIL Maurizio Landini all’arrivo a Parco Schuster del corteo per il 25 aprile di Roma. 

Zampa: "Solidarietà a comunità ucraina, vergogna per fatti Bologna"

“Esprimo la mia solidarietà alla comunità ucraina e a chi con loro oggi è stato allontanato dal corteo del 25 aprile. La battaglia che il popolo ucraino sta combattendo è per la libertà come fu quella dei nostri partigiani. È una vergogna che accada a Bologna città medaglia d’oro della resistenza”. Così la senatrice del Pd Sandra Zampa.

Boccia (Pd): "Festa della pace, no a violenze in piazze della democrazia"

“Oggi è la festa di tutte e di tutti: per questo gli episodi di violenza registrati oggi in alcune piazze sono inaccettabili e non devono offuscarne il significato unitario. Il 25 aprile è il fondamento della nostra Repubblica e della nostra democrazia. È la giornata in cui ricordiamo la liberazione dal nazifascismo e rinnoviamo il significato di quella scelta collettiva di libertà, dignità e giustizia che ha dato origine alla nostra Costituzione. È un giorno che unisce il Paese nel nome della libertà riconquistata e dei valori costituzionali che ci tengono insieme. Le piazze, oggi come allora, sono il luogo in cui questa memoria si fa viva, si rinnova e si trasmette alle nuove generazioni. Proprio per questo, episodi di tensione e violenza, come quelli registrati oggi a Roma, sono inaccettabili e vanno respinti con fermezza. Ricordare il 25 aprile non è un esercizio retorico: è e deve essere un impegno quotidiano. È una responsabilità che riguarda tutti, ogni giorno. La memoria serve per ricordare e per costruire il futuro. E ricordare il 25 aprile, la Resistenza, la lotta di Liberazione dai nazisti e dai fascisti, la fine della guerra, è non solo nobile e doveroso ma ancor più necessario oggi, visto che la guerra è ancora all’ordine del giorno e le spinte autoritarie e le forme di sopraffazione sono, purtroppo, molto forti. Da quel 25 aprile di 81 anni fa veniva forte un appello: pace, libertà e democrazia! Sono valori che dobbiamo continuare a ricordare, a coltivare, a far vivere”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.

Boldrini: "Resistenza oggi per pace e contro autoritarismi"
Laura Boldrini davanti ai microfoni della stampa (Foto Cecilia Fabiano/LaPresse)

“Il 25 aprile è la festa nazionale più bella e più importante perché è la festa della Liberazione frutto della Resistenza. E non si può, però, come vorrebbe il Presidente del Senato, equiparare i partigiani ai repubblichini in nome di non so quale pacificazione. I partigiani ci hanno dato la libertà, i repubblichini ci volevano servi dei nazisti e schiavi della dittatura. Non sono affatto sullo stesso piano, Presidente La Russa, e che lo dica la seconda carica dello Stato è aberrante ed è il sintomo di una tendenza pericolosa a riscrivere la storia.Noi continueremo a ricordare l’orrore della dittatura fascista, dell’occupazione tedesca che qui in Toscana fu particolarmente feroce, e a conservare l’orgoglio della Resistenza e della Liberazione, come fa a San Miniato il Museo della Memoria”. Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, durante il discorso pronunciato in piazza del Duomo a San Miniato (Pi) in occasione delle celebrazioni ufficiali del Comune toscano per il 25 aprile.”È festa oggi, ma il nostro animo non è affatto sereno, perché il mondo intorno a noi è in fiamme, con conflitti che si moltiplicano, migliaia di morti, bambini a cui viene negato il futuro, milioni di persone costrette a lascare le loro case o a vederle ridotte in macerie a causa di un feroce genocidio, come succede a Gaza – sottolineato Boldrini-. Non è questo il mondo per il quale hanno lottato e dato la vita le partigiane e i partigiani.Dobbiamo essere preoccupati per questa situazione. Preoccupati, ma non pessimisti. Non sono pessimista quando vedo milioni di ragazzi e di ragazze che in ogni parte del mondo scendono in piazza per gridare “Free Palestine” e invadono pacificamente le strade delle città per dire “No Kings”.”C’è un legame strettissimo tra guerre e totalitarismi come dimostra la Storia, a cominciare dalla Seconda guerra mondiale, provocata proprio dal nazismo e dal fascismo. Per questo nacquero l’Onu e l’Unione europea: per garantire la pace. Un sistema che oggi viene messo in discussione da chi pensa che a guidare il mondo non debba essere il diritto internazionale ma i più potenti militarmente ed economicamente – ha incalzato -. Oggi la Resistenza continua per difendere la democrazia contro ogni autoritarismo e per il raggiungimento della pace”.”Non si fermerà né si attenuerà il nostro impegno per la pace, per la giustizia sociale, per la libertà di tutte e di tutti.Viva il 25 aprile! Viva la Resistenza! Viva l’Italia antifascista!”, ha concluso Boldrini.

Bonelli: "Grazie a chi ci ha liberato da fascismo e dato democrazia"

“Buon 25 aprile. Grazie a chi ci ha liberato dal fascismo e ci ha dato la democrazia. Grazie a Sandro Pertini, Alcide De Gasperi, Umberto Terracini, Teresa Noce, Nilde Iotti, Aldo Moro e tante/i altre/i. Ricordare per non dimenticare gli orrori del nazifascismo. O bella ciao”. Così su X Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

+Europa: "A Bologna vergognosa censura delle bandiere Ucraina e Ue"

“È inaccettabile che alla manifestazione di Bologna sia stata ostacolata la partecipazione di cittadini che portavano con sé la bandiera ucraina e quella europea. Sui social circola il video di un signore di ottant’anni allontanato dal corteo proprio per questi simboli”. Lo dichiara Arcangelo Macedonio della Segreteria Nazionale di +Europa. “Mentre io e altri compagni abbiamo sfilato senza subire ripercussioni, ad altri è stata negata la piazza per aver manifestato solidarietà a un popolo che oggi resiste contro l’invasore fascista Putin. È un paradosso democratico che tradisce il senso stesso della Liberazione. Chi si scaglia contro i colori dell’Ucraina e dell’Europa dimostra di non aver compreso il valore della Resistenza. Non permetteremo che a Bologna esistano manifestanti di serie B solo perché scelgono di stare dalla parte della democrazia”, conclude Macedonio.

Nevi (FI): "Liberazione da celebrare tutti i giorni"

“Il 25 Aprile è festa da celebrare tutti i giorni, una data che unisce tutto il Paese nel segno della libertà e della democrazia. Dobbiamo ricordarci ogni giorno, e non solo il 25 Aprile, il prezzo di questa libertà, il sacrificio a cui si sono prestati italiane e italiani per dire no all’occupazione nazifascista e regalare la libertà alle generazioni successive. Per questo la Costituzione e la democrazia nate dalla Liberazione sono le pietre fondanti della nostra Repubblica. Per questo, il 25 Aprile unisce tutti indistintamente”. Lo afferma il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi.

Benzoni (Az): "Solidarietà a Radicali per la vergognosa aggressione"

“Esprimo solidarietà ai Radicali italiani e a tutti coloro che sono stati aggrediti in maniera vigliacca durante il corteo del 25 aprile a Roma solo perché portavano bandiere dell’Ucraina e dei popoli oppressi. Il presidente Matteo Hallissey è finito in pronto soccorso e questi atti testimoniano un clima semplicemente vergognoso che nulla ha a che fare con i valori della giornata odierna. Quanto accaduto è inaccettabile”. Lo dichiara Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera.

Lorefice (M5S): "Niscemi simbolo di resistenza civile"

“Oggi la Resistenza è nelle comunità che chiedono la presenza dello Stato nei propri territori e che mentre aspettano, resistono. Niscemi, colpita da una delle più grandi frane mai registrate, è il simbolo di chi non si arrende, non si piega e pretende sicurezza, tutele, verità e futuro”. Lo afferma il senatore M5S Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato.

Radicali: "Se l'Anpi tace, è complice"

“Questa mattina abbiamo subito una vergognosa aggressione: calci, sputi e spray al peperoncino, solo per aver scelto di partecipare alla manifestazione del 25 aprile a Porta San Paolo con le bandiere ucraine e dei popoli oppressi. Mentre noi venivamo allontanati dalla Polizia per evitare il linciaggio, il gruppo che ci ha attaccato con violenza e metodi squadristi ha continuato a marciare indisturbato, fianco a fianco con l’ANPI e con i partiti della sinistra. A ore di distanza, il presidente dell’ANPI, Gianfranco Pagliarulo, non ha ancora preso le distanze da un’aggressione squadrista contro chi, da sempre, partecipa al 25 aprile con la consapevolezza di cosa sia davvero l’antifascismo. Se l’ANPI non prenderà le distanze, senza ambiguità e senza tentennamenti, da questi violenti, la sua complicità sarà evidente” – lo dichiarano Filippo Blengino e Patrizia De Grazia (Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani) e Mateo Hallissey (Presidente di +Europa e Radicali Italiani).

A Milano Forza Italia Giovani in corteo: "Antifascismo valore di tutti"

L’antifascismo è un valore che appartiene a tutti, se oggi siamo qui a fare politica e perché siamo liberi, per cui dobbiamo festeggiare il 25 Aprile. Lo sbaglio è stato non esserci negli anni passati, l’antifascismo è di tutti e noi siamo qua fieramente”. Lo dice a LaPresse Vincenzo Piazza, segretario di Forza Italia giovani Milano, a margine del corteo del 25 Aprile a cui la giovanile azzurra partecipa. Sulle parole fondatore di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, che aveva detto di non celebrare la Liberazione ma San Marco, Piazza ha detto: “Io sono molto contento da quando Vannacci è uscito dalla coalizione. Io come tutti i ragazzi di Forza Italia, giovani sono molto distante da quelle idee che consideriamo antidemocratiche e irrispettose”.

Rojc (Pd): "Libertà è atto di coraggio collettivo"

“Oggi festeggiamo la scintilla vitale che ha vinto il gelo dell’odio. Il 25 Aprile è la celebrazione di un risveglio umano e civile, è il giorno in cui l’Italia ricorda a se stessa che la libertà è un atto di coraggio collettivo, la democrazia è un sentimento attivo da alimentare ogni giorno con la stessa passione di chi, ottantuno anni fa, scelse di stare dalla parte della luce”. È la riflessione della senatrice Tatjana Rojc (Pd), oggi alla Risiera di San Sabba di Trieste, alla cerimonia per il 25 Aprile. “Le guerre che infuriano intorno a noi – ha osservato Rojc – travolgendo milioni di persone indifese sono un enorme monito a ricordare l’orrore che fu tra noi e che abbiamo cacciato. Non dimentichiamo il tempo in cui l’oppressore e l’invasore era nelle nostre case, era straniero oppure anche italiano, dramma nel dramma”. “Dietro ogni scelta partigiana – ha continuato la senatrice – dietro ogni gesto di ribellione c’era una passione vitale travolgente, non solo fede politica, rabbia o sete di giustizia. C’era chi fece una scelta ed ebbe la forza di dire ‘no’ quando era più facile obbedire. Diciamo grazie a chi disse ‘sì’ alla dignità e alla vita, a chi si oppose ai cultori della morte, dei teschi e dei pugnali, e vinsero per noi”.

Della Vedova: "Solidarietà per aggressione, quella ucraina è resistenza"

“Voglio esprimere la mia solidarietà a Matteo Hallissey e ai militanti e dirigenti di +Europa e Radicali Italiani che sono stati aggrediti a Roma, alla manifestazione per il 25 aprile, perché avevano con sé le bandiere Ucraine (insieme a quelle palestinesi) e portavano uno striscione con la scritta “No Kings, No Zar”. Ad Hallissey è stato spruzzato in faccia dello spray al peperoncino ed è stato trasportato in ospedale, alcuni sono stati allontanati dalla manifestazione, altri hanno potuto proseguire grazie alla solidarietà di coloro che sfilavano pacificamente. Episodi simili sono accaduti stamattina anche a Perugia, dove Arianna Ciccone, fondatrice del festival del giornalismo che si tiene ogni anno in quella città, è stata allontanata dal corteo per la stessa ragione. Incredibile che i simboli del popolo che oggi resiste in Europa contro un invasore fascista vengano banditi con la forza dalle celebrazioni della Resistenza italiana, incredibile che chi mette in atto queste azioni violente e squadriste possa ancora intestarsi il monopolio della memoria e trovare cittadinanza in una piazza che dovrebbe celebrare la vittoria della libertà e della democrazia sulla violenza anche politica”. Lo dichiara il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova.

Contestatrice a Gualtieri: "Fascista"

Una contestatrice ha interrotto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri durante il suo intervento dal palco al termine del corteo per il 25 aprile. La donna, in prima fila tra il pubblico, ha urlato più volte ‘fascista, fai schifo’ al sindaco, ‘stai vendendo la città, infame’ e ‘lobbista, vergogna’. La contestatrice è stata criticata dagli altri presenti e invitata ad allontanarsi, cosa che ha fatto pacificamente. Nel riprendere la parola, Gualtieri ha ricordato ‘sono cose che succedono, a noi le piazze piacciono vere, di assemblee ne abbiamo fatte’

Gualtieri: "Roma sente i valori della lotta per la Liberazione"

“C’è una grandissima partecipazione, questo è molto bello. Roma sente profondamente i valori che hanno animato la lotta di Liberazione, l’antifascismo, il coraggio dei partigiani che rischiano la vita per riscattare l’onore per l’Italia, per consentire al Paese non solo di liberarsi ma di cambiare, di diventare un Paese più giusto, con una Costituzione avanzatissima che noi dobbiamo continuare a difendere come è stata difesa anche con al referendum”. Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine delle celebrazioni per il 25 aprile. “C’è un amore per la Costituzione, per la libertà e per i valori che sono quantomai più validi, a partire da quello della pace, del tributo della guerra, quello che la democrazia deve basarsi su tutti i diritti di cittadinanza, civili, politici e sociali. Questi valori sono sempre più attuali e quindi è bello che tanti giovani li riaffermino con tanta passione e tanta partecipazione”.

Cattaneo (FI): "Festa di tutti gli italiani, di libertà"

Il 25 aprile ci ricorda quanto sia preziosa la libertà, quanti giovani si siano esposti al sacrificio più alto, quello della vita, per darci questa libertà. Giovani partigiani di ogni colore, di ogni provenienza, giovani delle forze alleate, americani, inglesi, canadesi, giovani che non si sono voltati dall’altra parte e ci hanno liberato dal nazifascismo per darci poi la Costituzione e quindi la nostra Repubblica, che dobbiamo conservare come un bene prezioso, conservarla significa dare tutte le garanzie possibili alle minoranze, ma significa anche il rispetto delle maggioranze che in Parlamento prendono delle decisioni in quanto maggioranze che derivano dal voto espresso dal popolo. Spiace che si pensi come il 25 aprile sia la festa solo di qualcuno, deve essere la festa di tutti. Noi di Forza Italia lo pensiamo da sempre e infatti sono già stato in piazza con i miei figli a Pavia perché voglio insegnare loro quanto sia importante il 25 aprile, ricordare quando la libertà non ce l’avevamo e anche insegnare loro che oggi è la festa di tutta l’Italia e di tutti gli italiani”. Così il deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo a RaiNews24.

Gribaudo (Pd): "Non solo memoria ma responsabilità, viva la Liberazione"

“Il 25 aprile non è solo memoria, è responsabilità. È una chiamata a continuare quel processo di liberazione, ogni giorno, nelle nostre comunità, nelle istituzioni, nella vita quotidiana”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, durante le celebrazioni per il 25 aprile a Pietra Ligure. “Oggi, mentre provano a trasformare il 25 aprile in una generica festa della libertà, dobbiamo ribadire con chiarezza che è la festa della Liberazione. Di una scelta di campo. Di una rottura netta con il nazifascismo – ha proseguito la deputata dem – Il Parlamento della Repubblica italiana nasce da quella lotta. È figlio della Resistenza e per questo non può e non deve mai essere uno spazio neutro rispetto a chi richiama, anche solo simbolicamente, ideologie che quella storia ha sconfitto. Anche per questo ho impedito l’ingresso in luoghi istituzionali a esponenti del mondo neofascista e sono stata sanzionata: sono colpevole di antifascismo e lo sono fieramente”. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a un tentativo di confondere, di riscrivere, di attenuare. Si parla di “ragazzi di Salò”, si evocano pacificazioni che rischiano di mettere sullo stesso piano chi lottava per la libertà e chi difendeva una dittatura. In un Paese che non ha avuto una Norimberga capace di fare pienamente i conti con il proprio passato, queste ambiguità diventano ancora più pericolose. Ecco perché dico, ora e sempre, viva la Liberazione, viva la Resistenza e la Repubblica antifascista”, ha concluso Gribaudo.

Siracusano: "Festa della libertà, radici della nostra democrazia"

“Il 25 aprile è la festa dell’Italia unita, la festa della libertà riconquistata. È il giorno in cui il nostro Paese ha scelto la democrazia, lasciandosi alle spalle l’oppressione del nazifascismo. Una data che ci ricorda quanto siano preziosi i diritti e le istituzioni che oggi a volte diamo per scontati. Celebrare questa ricorrenza significa rafforzare il senso di appartenenza e la responsabilità verso il futuro. Nel ricordo di chi ha combattuto per liberarci, troviamo le ragioni per restare uniti e difendere ogni giorno la libertà”. Così Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia.

Scalfarotto (Iv): "Ferma condanna violenze Roma contro Radicali e +Eu"

“Condanno fermamente le violenze subite dai Radicali italiani al corteo di Roma. Una vera e propria aggressione fisica che non può essere tollerata. La distruzione delle bandiere ucraine dimostra che certe persone non hanno capito nulla del senso profondo del 25 aprile. Solidarietà, sostegno e vicinanza a Matteo Hallisey, Patrizia De Grazia, a tutta la delegazione dei Radicali e a quella di +Europa, anch’essa vittima di vili atti di violenza”. Lo dice il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto

Salvini: "Ancora divisioni e scontri, sia giornata di pacificazione"

“Oggi si festeggia la Liberazione figlia di tanti ragazzi e di tante ragazze che hanno dato la loro vita, più di 300mila alleati, da tutto il mondo, quasi centomila dagli Stati Uniti, siamo qua anche grazie a loro. E’ una giornata di tutti, per tutti, in onore e in gratitudine di tutti e spero che non passino ancora troppi anni perché sia una giornata di riconciliazione e pacificazione nazionale perché dopo ottanta anni ancora polemiche, divisioni, scontri ai cortei, fischi in una giornata che dovrebbe festeggiare la risorgenza fanno male”. Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini parlando a Tavarnuzze (Firenze), al Florence american cemetery.

Genova, in 10mila al corteo celebrativo per la Liberazione

Almeno in 10mila in piazza oggi al corteo di Genova per il 25 Aprile nell’81esimo anniversario della Liberazione. Sono iniziate nella prima mattinata le celebrazioni istituzionali promosse come ogni anno dal Comune in sinergia con Regione Liguria, Città Metropolitana e Comitato Permanente della Resistenza nei luoghi simbolici del centro cittadino. Partite dal cimitero monumentale di Staglieno con la deposizione di corone ai monumenti dedicati agli Internati e ai Deportati nei lager nazisti e poi al Sacrario Trento e Trieste e la messa in suffragio. Da lì il corteo partito da piazza della Vittoria con le istituzioni fino a piazza Matteotti con gli interventi ufficiali e l’orazione della storica Benedetta Tobagi. ‘Senza memoria non c’è futuro’ il filo conduttore dell’edizione 2026, un motto che sottolinea il valore della storia come fondamento della vita democratica.

Magi: "Aggrediti da chi sostiene Putin invasore fascista"

“Solidarietà ai dirigenti e militanti di +Europa aggrediti al Corteo della Liberazione a Roma da alcuni facinorosi sostenitori di Putin, un invasore fascista e imperialista che sta costringendo gli Ucraini a una lotta per la resistenza, esattamente come i partigiani italiani si armarono 81 anni fa per resistere e combattere l’oppressione nazi-fascista. Chi oggi ha bruciato le bandiere dell’Ucraina che avevamo portato in Corteo dovrebbe interrogarsi sul fatto che non ha affatto capito il valore della Resistenza, che doveva esserci allora, c’è ora e ci sarà sempre contro l’oppressore”. Lo afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

Decine di migliaia sfilano a Roma

Sono decine di migliaia le persone che hanno sfilato in piazza a Roma da Porta San Paolo a Parco Schuster in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile. Ad aprire il corteo l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI), seguita da tantissime altre sigle politiche e della società civile che hanno affollato le strade della capitale. Slogan antifascisti e cori contro la guerra sono stati intonati nel corso della manifestazione, che si è svolta pacificamente. A Parco Schuster si sono susseguiti gli interventi istituzionali che hanno quindi concluso la manifestazione.

Rotondi: "Intolleranza comunista da sempre guasta nostra festa"

“Anche quest’anno si segnalano episodi di intolleranza in alcune manifestazioni che dovrebbero essere celebrative del 25 aprile, una festa ‘nostra’, voluta da de Gasperi per unire il Paese liberato dal fascismo. Da sempre l’intolleranza comunista guasta la nostra festa, trasformata in alcune occasioni in un comizietto contro l’avversario del momento. Ma la nostra reazione deve essere quella di festeggiare con forza e sempre con maggiore convinzione la festa della liberazione del Paese”. Così Gianfranco Rotondi, presidente Dc e deputato di FdI.

Mulè: "Festa di libertà e democrazia"

“Oggi celebriamo il 25 aprile: è la festa della libertà e della democrazia, è l’esaltazione di un popolo che nel senso e nell’orgoglio dell’appartenenza seppe ritrovarsi e unirsi dopo lo smarrimento e il buio del nazifascismo. Per questo il 25 aprile è ‘festa’: è la festa del popolo italiano nel ricordo di chi sacrificò la propria vita per quell’ideale di comunità che ci fa essere oggi questa grande, meravigliosa e unica Italia”. Così il vicepresidente della Camera e deputato di FI Giorgio Mulè

Riformisti Pd: "Solidarietà ai militanti con bandiere di Kiev aggrediti"

“Solidarietà ai militanti e attivisti che hanno provato a portare le bandiere dell’Ucraina alle manifestazioni per il 25 aprile, a Roma e Bologna, e sono stati aggrediti, insultati, picchiati e allontanati dal corteo. Un comportamento intollerante e fascista, tanto più grave nel giorno della Liberazione dal fascismo. Non sentire la causa dell’Ucraina come una grande battaglia di liberazione dalla dittatura restituisce la cecità, per fortuna soltanto di frange minoritarie e violente che non sporcheranno il 25 aprile. Resta la macchia della vergogna per gli aggressori che si nascondono sotto le bandiere di una causa che dovrebbe unirci tutti, quella della lotta contro la tirannia e per la libertà dei popoli”. Così in una nota i riformisti del Pd

Conte: "Patto fondativo della Repubblica, no eversivi rigurgiti revisionisti"

“25 aprile, sempre. Perché la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo non è una semplice ricorrenza ma la viva memoria del patto fondativo della nostra Repubblica, della consapevole scelta compiuta da giovani donne e uomini che hanno piantato i semi di una nuova e duratura libertà per la nostra Nazione. Celebrare il 25 aprile significa valorizzare la faticosa conquista della convivenza democratica, rinnovare il riscatto morale e sociale dalla repressione cupa e violenta della dittatura. Significa, soprattutto, scongiurare che il ricordo di chi si è sacrificato per liberare l’Italia venga diluito nelle bassezze di nuovi ed eversivi rigurgiti revisionisti. Viva l’Italia democratica, viva la Costituzione antifascista, viva la Liberazione!”. Lo scrive sui social il leader M5S Giuseppe Conte.

Tajani: "Festa di tutti gli italiani, nessuno escluso"

“Oggi alle Fosse Ardeatine, su delega del Governo, per le celebrazioni del 25Aprile. Di fronte all’orrore della guerra e all’occupazione nazifascista molti seppero accantonare le differenze tra loro e unirsi per riscattare l’onore della Patria in nome della libertà. Donne e uomini, soprattutto giovani che diedero la vita per la Libertà. Ecco perché il 25aprile è la festa di tutti gli italiani, nessuno escluso”. Lo ha scritto in un messaggio su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani

Pozzolo (Fn): "Non solo Liberazione, ma apice della guerra civile"

“Il 25 aprile, celebrato come Festa della Liberazione, rappresenta certamente un passaggio fondamentale nella storia nazionale. Ma per chi conosce davvero i fatti storici, esso segna anche l’apogeo della guerra civile italiana”. Lo dichiara l’onorevole Emanuele Pozzolo, esponente di Futuro Nazionale, che sottolinea come “mentre una parte del Paese, già sotto controllo degli Alleati, viveva una fase di relativa cessazione del conflitto e celebrava il crollo definitivo del regime fascista, nel Nord Italia la violenza non si esauriva affatto, ma anzi si intensificava”. “Tra la primavera del 1945 e gli anni immediatamente successivi — prosegue — il Nord fu teatro di regolamenti di conti, esecuzioni sommarie e violenze politiche diffuse. Le stime storiche parlano di diverse migliaia di vittime nel periodo compreso tra il 1945 e il 1947, in quella che a tutti gli effetti fu una prosecuzione della Guerra civile italiana 1943-1945, anche oltre la fine ufficiale del secondo conflitto mondiale”. “Questo è un dato storico, non un’opinione. Raccontare la complessità di quegli eventi non significa sminuire il valore della libertà, ma rafforzarlo. Chi ama davvero la libertà deve avere il coraggio di amare anche la verità, tutta la verità”. “E forse — aggiunge — nelle piazze italiane, prima di intonare ‘Bella Ciao’, bisognerebbe conoscere fino in fondo tutte le pagine della nostra storia, anche quelle meno raccontate o volutamente strappate”. “Solo su una piena consapevolezza storica — conclude Pozzolo — si possono costruire valori condivisi che uniscano davvero il nostro popolo, senza rimozioni né semplificazioni.”

Schillaci: "Custodiamo valori della democrazia"
Convegno di Federterme ‘Le terme salute e benessere senza tempo’

“Il 25 aprile è un momento in cui tutti possiamo ritrovarci uniti attorno ai valori della democrazia, della libertà, del rispetto dei diritti fondamentali. Principi mai scontati, che vanno custoditi e difesi ogni giorno, con responsabilità e impegno”. Lo dichiara il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Standing ovation del teatro Feronia per salutare Mattarella

Una standing ovation durata qualche minuto per salutare calorosamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che poco fa ha lasciato il teatro Feronia di San Severino Marche (MC), dove si è tenuta la celebrazione dell’81esimo anniversario della Festa della Liberazione.

Mattarella: "Popolo unito si oppose a invasore"

“La stretta relazione tra forze partigiane e popolazione scatenava la rabbia nazifascista con eccidi gratuiti contro la popolazione civile: oltre trecento saranno i civili uccisi per rappresaglia. Gli eccidi si succedevano: Fragheto di Casteldelci, Fabriano, Morro, Pozzuolo e Capolapiaggia, Valdiòla, Matelica, Ponte Chigiano, Pozza e Umito di Acquasanta Terme, Arcevia, Filottrano e la Val Musone. Era un popolo unito quello che si opponeva all’invasore. I tanti Bruno Taborro di cui ci ha parlato il Sindaco Piermattei. Persone comuni, come Mario Fattorini – Verdi il suo nome di battaglia – presidente del Comitato nazionale di Liberazione di Macerata o come don Gaspare Morello, sacerdote di Mazara del Vallo – nella mia regione – formidabile suscitatore di energie giovanili, unico religioso ad avere presieduto un Cln, quello di Fermo. La sua città natale gli ha dedicato il Liceo Artistico”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata).

Mattarella: "Antistoriche velleità indebolire Onu e Ue, fiducia a istituzioni pace"

“Fu per rispondere a questo accorato appello” alla pace “che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente. In questi ultimi anni stiamo assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi. Dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno tanto più indispensabile ora”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata). “Così come per quella opera di costruzione della pace attraverso la cooperazione che gli italiani e i popoli europei hanno realizzato sulle ceneri del nazifascismo e sulle rovine del comunismo sovietico”, ha aggiunto.

Mattarella: "Passato non è morto, ora e sempre Resistenza"

“L’Italia, raccolta intorno alla sua Costituzione, guarda con fiducia alle sfide del futuro, insieme agli altri popoli europei. Lo scrittore statunitense, William Faulkner – premio Nobel per la letteratura nel 1949 – ammoniva, nel suo ‘Requiem per una monaca’ che ‘il passato non è mai morto, non è neanche passato’. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata).

Mattarella: "San Severino segnata da alluvioni, ma volontà risorgere"

“Da San Severino Marche, segnata dalle prove del sisma di dieci anni or sono, dalle recenti alluvioni, si conferma la volontà di risorgere. La Repubblica è grata alla gente delle Marche per il contributo che ha dato alla sua fondazione e al suo svilupparsi. Viva la Liberazione, viva la Repubblica!”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata).

Mattarella: "Libertà e giustizia non hanno confini, no a indifferenza"

“A combattere con quelli italiani – come abbiamo ricordato – c’erano partigiani di molte nazioni, perché libertà e giustizia sono cause che non conoscono confini. E a esse e con tutte le altre popolazioni non possiamo essere indifferenti a queste ragioni e obiettivi”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata).

Mattarella: "Pace è senso della Resistenza, contro la retorica della guerra"

“Così come, a unire popolazioni e Resistenti, in ogni Paese, era la comune aspirazione alla pace. Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava – e si leva – una sola invocazione: pace. Pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese. Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche

Mattarella: "Resistenza ci donò Dalla Chiesa, Mattei, Pertini"

“La Resistenza fu esperienza che ebbe a donare alla Repubblica personalità e classi dirigenti di spessore. Eminenti figure ebbero a compiere in queste terre scelte che, segnando la loro vita, avrebbero, nel contempo, segnato quella dell’Italia. Il sottotenente dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che operò, in quegli anni, a San Benedetto del Tronto e a Porto D’Ascoli. Un eroe della Repubblica. Enrico Mattei, protagonista dell’indipendenza economica e dello sviluppo nel dopoguerra della nuova Italia. La sua scelta avvenne proprio qui vicino, a Matelica, per entrare a far parte, successivamente, del Comando del Corpo Volontari della Libertà e, in questa qualità, sfilare, insieme ad altri comandanti, alla testa dei partigiani vittoriosi il 5 maggio 1945 a Milano. E nelle Marche, nell’entroterra maceratese, ebbe modo di operare Sandro Pertini, settimo presidente della nostra Repubblica, dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli di Roma – compiuta insieme a Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata). “Spiccano, a conferma delle virtù patriottiche dei marchigiani, le Medaglie d’oro al valor militare conferite nel 1975 alla Provincia di Ascoli Piceno e alla Città di Ascoli Piceno. La Medaglia d’argento al valor militare alle Città di Camerino e di Tolentino, le Medaglie di bronzo ad Arcevia, Fabriano, Urbania; la Croce al valor militare a Cessapalombo. La Medaglia d’oro al valor civile alla Città di Ancona, alla Provincia di Fermo e, come è noto, a Sanseverino. Le Medaglie d’argento al merito civile a Casteldelci e Pesaro, alla Provincia di Pesaro e Urbino, le Medaglie di bronzo al merito civile a Chiaravalle”. 

Mattarella: "'Zone libere' e 'Repubbliche' Marche embrioni di democrazia"

“Gli avvenimenti in queste terre, con la decisiva avanzata delle truppe alleate, segnarono la ricongiunzione all’Italia libera delle province centro-settentrionali cadute sotto il dominio hitleriano con i suoi zelanti complici fascisti. Anche in questa regione, anche qui a San Severino, a Castel Raimondo, a Matelica, la Liberazione anticipò l’arrivo delle truppe alleate, nel luglio del 1944. Così come le Marche furono partecipi dell’esperienza di ‘zone libere’, di centri amministrati dalle forze partigiane per periodi più o meno lunghi, ‘Repubbliche’ modellate su principi inediti nella storia italiana, mai sperimentati, esempi embrionali di vita democratica”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata). “Fu così a San Leo, allora in provincia di Pesaro, con protagonisti i partigiani della Banda Mazzini. Fu un’esperienza inedita quella della autodefinitasi Repubblica autonoma di Cerrato d’Esi, così ben descritta in un suo libro da un autorevole parlamentare che vi aveva avuto i natali: Bartolo Ciccardini”, ha aggiunto.

Mattarella: "Uniti e determinati a difesa libertà, giustizia e pace"
Mattarella

“Da San Severino, intendiamo sottolineare – insieme al carattere della nostra ferma unità – la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace” Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata).

Mattarella, "Festa di tutti italiani amanti della libertà"

“E’ questo che celebriamo il 25 aprile: la festa di tutti gli italiani amanti della libertà. La celebriamo da una terra allora attraversata da una linea che divideva l’Italia, dall’Adriatico al Tirreno. Che divideva gli italiani. Una terra segnata dalle distruzioni della guerra”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata).

Mattarella: "Grati all'eroismo delle truppe polacche che operarono nelle Marche"

“In questa regione, le Marche, territorio di scontri pagati a caro prezzo dalle popolazioni. Un’area in cui fu protagonista – e va rinnovata gratitudine nei loro confronti – l’eroismo delle truppe polacche guidate dal gen. Anders e del Corpo Italiano di Liberazione, con le ricostituite formazioni dell’Esercito italiano”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata).

Mattarella: "Valori della Resistenza raccolti nella Costituzione, tanto cara agli italiani"

“Questo è stato il portato di ottant’anni di pace, di sviluppo, di progresso, segni distintivi dei valori raccolti nella Costituzione del nostro Paese, tanto cara agli italiani”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata).

Mattarella: "Repubblica nata su macerie regime e su orrori guerra"

“Siamo qui perché, sulle macerie di un regime dittatoriale, anche in questo luogo si trovano le radici della Repubblica. Nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata). “E le popolazioni delle tante città e dei tanti borghi della penisola seppero dar vita a una nuova Italia, verso un Paese in cui ‘buongiorno vuol dire davvero buongiorno’ per usare le parole con cui Vittorio De Sica concluse ‘Miracolo a Milano’”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

Mattarella: "No celebrazione di maniera, a muoverci è l'amor di Patria"
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, poco prima di deporre la corona d'alloro all'Altare della Paria in occasione dell'81esimo anniversario della Liberazione. (Foto: Mauro Scrobogna/LaPresse)

“Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, in corso a San Severino Marche (Macerata). “Quello – ha aggiunto Mattarella – che, con immenso sacrificio, ebbero a testimoniare i militari lasciati allo sbando, in assenza di ordini dopo l’8 settembre 1943. I giovani che fuggivano i bandi della sedicente Repubblica Sociale Italiana e che si unirono nelle formazioni partigiane. I contadini che venivano strappati alla terra per essere comandati a lavorare alla cosiddetta Linea Gotica, ultimo tentativo del Reich hitleriano di ritardare la disfatta. Le donne, le famiglie verso cui si scatenò, anche in queste contrade, una cieca violenza. I sacerdoti trucidati per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni, Medaglia d’oro al Merito civile, parroco di Braccano di Matelica. I Carabinieri che dettero la vita, come il vice brigadiere Glorio Della Vecchia, Medaglia d’argento al valor militare, al quale fu intitolata la Caserma dei Carabinieri di San Severino e il maggior Pasquale Infèlisi, Medaglia di bronzo al valor militare, al quale è intitolata la Caserma della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise a Chieti. Questa la storia, scritta con la loro vita. Da questi italiani”, ha concluso.

Gentilucci: "Terra di chi ha perso tutto ma ha scoperto la Resistenza"

Signor presidente Mattarella, concittadini. La sua presenza è testimonianza di uno Stato vicini a comunità in sofferenza per i ben noti eventi sismici che li hanno colpito. 81 anni fa l’Italia sceglieva la via della Libertà, queste montagne che Leopardi chiamava i monti azzurri, tanti giovani di allora combatterono per riaffermare la dignità di un popolo e per riappropriarsi di quel futuro che sembrava un desiderio irraggiungibile”. Così il presidente della provincia di Macerata Alessandro Gentilucci sul palco del teatro Feronia a San Severino Marche. “Oggi come allora riviviamo quei valori di resistenza, di unità nazionale – aggiunge – Questa è la terra di chi ha perso tutto, ma ha scoperto una resistenza e un coraggio antichi che ci hanno condotto verso la Rinascita. La casa dei sindaci, ovvero la provincia, che oggi ho l’onore di rappresentare è quel punto di equilibrio tra le grandi istituzioni dello Stato e le piccole comunità, un presidio di prossimità a garanzia dei servizi di sicurezza delle infrastrutture. Ricordare il 25 aprile significa onorare il sacrificio di costo della propria vita democratica sull’inutilità delle guerre, della democrazia. Ho conosciuto un partigiano del bene, dell’eguaglianza, della giustizia e del rispetto della vita. Quel partigiano in tempi difficili salvò la vita a un ragazzo che come lui aveva scelto di stare dall’altra parte, e aiutò un partigiano che poi sarebbe divenuto il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Quando questi tornò in visita nelle nostre zone, venne ad esprimere in assemblea il desiderio di salutare quei partigiani che lo avevano aiutato. Uno di questi insieme a suo figlio, ma non si mostrò: “Babbo sta parlando di te”, lui non rispose ma è giusto così”.

Tajani alla cerimonia della deposizione di una corona d'alloro al Mausoleo Fosse Ardeatine
Tajani

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha preso parte alla cerimonia di deposizione di una corona d’alloro al Mausoleo delle Fosse Ardeatine in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione. Successivamente è prevista la partecipazione del ministro alla Festa della Liberazione di Ferentino.

Lombardo (Az): "Solidarietà a Radicali, violenza inaccettabile"

“Questa mattina in Piazza di Porta San Paolo a Roma durante le celebrazioni della Liberazion Matteo Hallissey, è finito in ospedale per essere stato colpito agli occhi da spray urticante. Prima ancora che il corteo partisse, militanti di Cambiare Rotta, Potere al Popolo e altri gruppi antagonisti lo hanno assalito strappando le bandiere ucraine. Dopo il primo intervento delle forze dell’ordine e del personale sanitario sul posto, Halkissey è stato trasferito al centro oftalmico di Piazzale degli Eroi per accertamenti. Ora in ospedale. Un atto di violenza inaccettabile da punire con forza e fermezza. Chi oggi celebra il 25 aprile e non sa riconoscere nella bandiera dell’Ucraina un simbolo della resistenza di oggi non ha compreso il valore della parola Resistenza”. Così in una nota il senatore di Azione Marco Lombardo.

Giacchetti (Iv): "Solidarietà a Radicali per grave aggressione subita"

“L’aggressione subita dai radicali a porta San Paolo è di una gravità inaudita, ancor più perché perpetrata nella ricorrenza del 25 aprile, che è il giorno della libertà. Esprimo tutta la mia solidarietà ai militanti radicali ed in particolare al loro segretario Hallissey che ha avuto bisogno delle cure dei sanitari del 118”. Lo dichiara Roberto Giacchetti, deputato di Italia Viva

A Napoli rimosso lo striscione con la scritta "Io festeggio San Marco"

È stato rimosso questa mattina dagli operatori di Napoli Servizi uno striscione affisso su una balaustra dell’Albergo dei Poveri con la scritta “Io festeggio San Marco”. L’intervento è stato disposto dal sindaco Gaetano Manfredi per garantire che le celebrazioni del 25 aprile si svolgessero nel rispetto della Festa della Liberazione dal nazifascismo.

Acquaroli: "La giornata non va limitata a esercizio della memoria"

“Come presidente della regione, ma soprattutto come figlio di questa terra sono molto felice di dare il personale bentornato nelle Marche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi siamo qui per celebrare insieme una delle pagine più significative della nostra storia: la fine dell’occupazione nazista, delle persecuzioni antiebraiche, dei bombardamenti, delle immani sofferenze subite dal nostro popolo durante la Seconda guerra mondiale”. Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sul palco del teatro Feronia a San Severino Marche. “Celebriamo la nostra libertà e riaffermiamo la centralità di quei valori, di quei principi democratici che sono scolpiti nella nostra costituzione – continua – e che in questi decenni hanno fortificato la nostra democrazia e hanno consentito all’Italia di prosperare diventando una nazione forte, autorevole protagonista in Europa in Occidente. Siamo richiamati necessariamente ad una riflessione sulla difficile epoca che stiamo attraversando, nella quale riemergono aspetti del passato che pensavamo definitivamente scacciati. In cui la forza del diritto internazionale è messa in discussione dagli stessi che per primi dovrebbero difenderla. Democrazie fanno i conti con minacce sempre più invidiose, le guerre, i conflitti, lo spirito di sopraffazione, i comportamenti contro civili sono tornati temi prepotentemente di attualità e tutto questo sta accadendo ormai da più di quattro anni anche nel cuore d’Europa, non molto lontano dai nostri confini. Ecco perché penso che la giornata odierna non vada limitata ad esercizio della memoria, ma debba essere uno strumento vivo e concreto di testimonianza. L’occasione per rinnovare un impegno e una responsabilità condivisa, non dobbiamo dimenticare mai che l’amore e la passione per la democrazia e la libertà rappresenta l’unico vero antidoto ad ogni forma di totalitarismo. I valori della costituzione hanno garantito pace, solidarietà, libertà e democrazia, crescita e uguaglianza, sono valori che appartengono al DNA del popolo italiano e che ci impegniamo ogni giorno a tutelare per difendere il presente e per costruire un futuro di pace e prosperità. Continueremo a fare ogni giorno la nostra parte per non vanificare il sacrificio di chi ci ha preceduto e per consegnare alle generazioni che verranno una nazione libera”.

Radicali: "Aggrediti con spray al peperoncino e picchiati"

“Oggi, durante la nostra partecipazione alla manifestazione del 25 aprile a Roma, siamo stati aggrediti da fascisti con le bandiere rosse: ci hanno picchiati e ci hanno spruzzato addosso spray al peperoncino. Il nostro Presidente, Matteo Hallissey, in questo momento è in ambulanza, soccorso dal personale del 118. Insieme a militanti radicali e a Ivan Grieco, siamo stati poi allontanati dal corteo solo perché avevamo con noi bandiere ucraine e di altri popoli oppressi. Un gesto vergognoso contro chi, da sempre, partecipa alle lotte antifasciste. Esigiamo una netta presa di distanza da parte dell’ANPI: il diritto di manifestare alla Festa della Liberazione appartiene a tutti. Questa vergogna non ha precedenti. Il fascismo è qui”. Lo denunciano in una nota Filippo Blengino e Patrizia De Grazia, Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani.

Craxi (FI): "25 Aprile spazio condiviso in cui riconoscersi"

“L’anniversario della Liberazione è una ricorrenza che intreccia memoria e futuro. È il filo invisibile che lega generazioni diverse, esperienze lontane e voci presenti, nel nome di una libertà conquistata insieme. La resistenza nasce dall’incontro e dall’impegno di donne e uomini, civili e militari, culture politiche differenti e dal contributo decisivo degli alleati che, pur provenendo da paesi e storie diverse, condivisero un orizzonte comune. Non è quindi una data da usare per dividere ma uno spazio condiviso in cui riconoscersi che richiama i valori fondanti della libertà, della democrazia e della dignità umana, nati dal dialogo e dalla collaborazione tra differenze, non dalla loro negazione. È questo il giorno in cui l’Italia deve ritrovarsi come comunità, consapevole che solo custodendo una memoria plurale e viva può continuare a camminare libera nel domani”. Lo dichiara la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi.

Gelmini (Nm): "Festa di libertà e democrazia, voluta da De Gasperi"

“Sono trascorsi 81 anni dalla Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista. Il 25 aprile è una giornata di memoria e di riconoscenza verso le donne e gli uomini che, nel 1945, hanno restituito al Paese la libertà. Una pagina fondamentale della nostra storia, che va trasmessa alle giovani generazioni come patrimonio condiviso di democrazia. Nel 1946 fu Alcide De Gasperi ad istituire questa data come festa nazionale, connotando la Liberazione come un momento unificante, in cui tutti potessero riconoscersi. Un anniversario che ci richiama alle nostre radici, alla Costituzione e ai valori che ci uniscono. Il 25 aprile va celebrato con rispetto, evitando ogni strumentalizzazione politica”. Così la senatrice di Noi Moderati, Mariastella Gelmini, partecipando alle celebrazioni a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano.

Magi: "Il 25 Aprile ti obbliga a scegliere da che parte stare"
Roma, conferenza stampa dell'intergruppo parlamentare cannabis legale

“Alle Fosse Ardeatine il silenzio pesa più delle parole: 335 italiani sono stati assassinati dalla ferocia nazifascista. È impossibile restare indifferenti davanti a questo luogo: ti obbliga a scegliere da che parte stare. Il 25 aprile, la Resistenza, la Liberazione non sono retorica. Sono il testimone che passa di generazione in generazione, la responsabilità di difendere ogni giorno la democrazia, contrastare l’odio, difendere il Diritto dove prevale la prepotenza. La libertà non è garantita per sempre. E qui lo si capisce fino in fondo. mai come oggi in un mondo in cui nazionalismo, autocrazia e barbarie si riaffacciano come attualità è importante celebrare il 25 aprile nel ricordo di chi ha perso la vita per recuperare libertà e democrazia per tutti”. Lo afferma il segretario di +Europa Riccardo Magi.

+Europa: "Aggrediti al corteo a Roma per le bandiere dell'Ucraina"

“Stamattina una delegazione di +Europa guidata dalla vicesegretaria Antonella Soldo e dalla tesoriera Carla Taibi ha partecipato alla manifestazione del 25 aprile a Roma. Il gruppo è arrivato in piazza con uno striscione che recitava “No Kings No Zar” e le bandiere di Europa, Ucraina, Iran, Palestina, Venezuela, Rojava. A ricordare la lotta contro ogni regime. All’inizio del corteo un gruppo di violenti ha aggredito il gruppo, incendiando la bandiera dell’Ucraina e provando a strappare quella europea. Spintoni anche alla vicesegretaria da parte di un uomo non identificato. Tra coloro che hanno provato a cacciare gli esponenti di +Europa anche uno degli organizzatori, Alberto Fazolo”. E’ quanto si legge in una nota di Più Europa. “Purtroppo la lotta per la democrazia continua ad avere le sue difficoltà, ma pochi facinorosi e violenti non bastano a mettere in discussione la nostra presenza a una commemorazione così importante nella storia del nostro Paese. Ringrazio il segretario della CGIL che in piazza ci ha invitati a stare vicino a lui per tutelare la nostra presenza. Sicuramente procederò con una denuncia nei confronti dell’uomo che mi ha messo le mani addosso e ha provato a sferrarmi un pugno confidando che le autorità possano identificarlo dai numerosi video”, ha detto Soldo

Il sindaco di San Severino: "La nostra popolazione non si piegò all'occupazione"

“Presidente della Repubblica, autorità politiche civili, militari e religiose. È con emozione profonda e l’orgoglio di un’intera comunità che le rivolgo a nome della città di San Severino Marche e mio personale il più caloroso benvenuto. Desidero innanzitutto esprimere la mia gratitudine sincera per il conferimento alla nostra città della medaglia d’oro al merito civile. Non solo un fregio sul nostro gonfalone, ma il sigillo solenne sul passato di sacrificio e altruismo. Esso riconosce il valore di una popolazione che all’occupazione non si piegò, ma scelse la via della dignità, offrendo assistenza ai combattenti e protezione ai perseguitati, pagando un prezzo altissimo in termini di vita e sofferenze di memoria. Il nostro pensiero va a chi è stato custode infaticabile e desidero ricordare davanti a lei con commozione innanzitutto la figura di Bruno Taborro, scomparso il 26 aprile 2014. Il battaglione Mario rappresentò un qualcosa di unico per l’Italia intera. Questi uomini ci hanno insegnato che la libertà è universale e che la solidarietà e l’arma più potente contro ogni forma di odio. Ogni 25 aprile e ogni giorno dobbiamo ricordarlo e fare in modo di tramandarlo. La nostra terra signor Presidente ha saputo essere anche un rifugio sicuro. Signor Presidente, la sua visita oggi restituisce centralità a questi valori in un momento storico complesso e la sua guida costante ci ricorda che la costituzione, nata dalla resistenza, è la nostra giusta direzione”. Così il sindaco di San Severino Rosa Piermattei sul palco del Teatro Feronia.

Calenda: "Basta fascisti rossi e putiniani contro bandiere Ucraina"

“Fascisti rossi a Roma cacciano dal corteo le bandiere ucraine. Vergogna! 650 tra droni e missili russi hanno colpito l’ucraina ieri. Siete indegni di parlare di resistenti e partigiani. Chiedo un’immediata presa di distanze della sinistra parlamentare. Basta piazze governate dai fascisti putiniani”. Lo scrive sui social il leader di Azione Carlo Calenda dopo quanto accaduto al corteo di Roma.

Renzi: "Felice di aver festeggiato a Firenze, viva la libertà"
Evento in sostegno del candidato per la lista Azione-Italia Viva alle elezioni regionali del Lazio Luciano Nobili

“Felice di aver partecipato alle cerimonie per la Festa della Liberazione nella mia Firenze. Viva il 25 aprile, viva la memoria, viva la libertà! Viva l’Italia!”. Lo scrive sui social il leader di Iv Matteo Renzi.

Carfagna (Nm): "Festeggiamo l'Italia libera, sia giornata di unità"
Mara Carfagna

“Oggi festeggiamo l’Italia libera e democratica, nata dal sacrificio di quanti, pur nelle diversità, seppero unirsi contro la dittatura nazifascista e nella lotta per restituire al nostro Paese dignità, libertà e diritti. A ottant’anni dalla scrittura della nostra Costituzione, nella quale tutti ci riconosciamo, è giunto il momento di fare del 25 aprile una giornata di condivisione dei valori della democrazia, contro ogni forma di intolleranza, di odio e di barbarie. Chi, al contrario, pensa di utilizzare questa data come un’occasione per riportare divisione, odio e settarismo offende le conquiste della nostra democrazia, che è forte e stabile non soltanto all’interno delle Istituzioni ma anche e soprattutto tra le persone, nella partecipazione popolare. Onoriamo allora la Liberazione nello spirito di chi ha combattuto pensando ad un’Italia unita, libera e democratica e non certo divisa in fazioni, tenendo viva la memoria delle conquiste dei nostri padri, dei nostri nonni, delle nostre madri, delle nostre nonne. Viva la Repubblica e buon 25 aprile a tutti”. Lo scrive su X Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati.

Costa (FI): "Libertà e unità valori da custodire"

“Non c’è valore e diritto più grande della libertà, che appartiene a ogni uomo e a ogni popolo. Il 25 Aprile riafferma questo principio, che è di tutti e che è costato la vita a migliaia di persone: partigiani, cattolici e liberali che, insieme, liberarono l’Italia dall’oppressione nazifascista. Oggi più che mai, di fronte ai conflitti che attraversano il mondo, libertà e unità sono valori da custodire, per lasciare ai nostri figli un mondo libero e in pace”. Così, in una nota, Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia.

Bettini (Pd): "Inquieto per l'assuefazione a tutto ciò che accade"

“Il 25 aprile del 1945 significò la libertà. Una libertà sostanziale e di popolo. Il 25 aprile fu libertà, per cominciare una nuova storia. Fu libertà patriottica, nazionale, democratica. Fu libertà per scrivere cose nuove, inedite sulla lavagna del futuro. Togliatti, rivolgendosi ai giovani di Salò, disse che con loro vi era stato un ‘fraintendimento’. Capite? Un ‘fraintendimento’. Ecco il 25 aprile fino a qualche anno fa: fino alla scomparsa (nella realtà della vita) di tante parole che oggi risultano vuote, prive di riferimento, suoni che rimbalzano in modo casuale. In questo 25 aprile, nel mio 25 aprile, non sono preoccupato di qualche saluto romano che ritorna, delle sceneggiate a Predappio, di poche orride bandiere nere che sventolano ancora. Sono sgradevoli. Ma sono marginali e vogliono confondere e nascondere ciò che davvero ci deve allarmare. Il mio 25 aprile lo vivo inquieto e come inestinguibile appiglio interiore, per resistere a qualcosa di nuovo, di inquietante e ormai diffuso: l’assuefazione alla perdita di ciò che ci ha tenuto in piedi nella ricerca del senso della vita”. Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del PD e direttore di Rinascita, in un editoriale pubblicato in occasione della Festa della Liberazione dalla rivista da lui diretta. “Sono i vuoti che fanno male. Il pulviscolo che ci rende piume al vento. Le parole maledette; vale a dire mal dette, come rivoluzione, riformismo, liberalismo, diritti, forza e denaro che ognuno se le tira come vuole. C’è una assuefazione a tutto, che attraversa ‘dentro’ anche noi democratici. È sdoganata la parola guerra. Se un tempo persino Craxi e Andreotti furono capaci di alzarsi in parlamento e giustificare la lotta armata dei palestinesi, oggi non riusciamo neppure a riconoscere l’esistenza di quel popolo martoriato, massacrato dalla follia nazionalista di Netanyahu. Se un tempo si cercava come obiettivo la pace, il compromesso, l’equilibrio persino del ‘terrore’: oggi i ‘volenterosi europei’ si entusiasmano per la guerra. Se un tempo l’America interveniva nel mondo, anche attraverso la forza, ma capace ancora di esprimere un’egemonia ideale e culturale, oggi quel grande Paese, più fragile di quanto si pensi, disunito, scontento e violento, fa la guerra per ribadire un potere calante, un dominio in declino, una politica di pura forza connessa agli affari”, aggiunge.

“Se un tempo intervenire sulla Costituzione italiana era cosa riflettuta, aperta alla collaborazione di tutti, nell’interesse nazionale, oggi è diventato un (fallito!) tentativo politico di parte, un colpo di mano, una tigna neo-autoritaria. Se di continuo muoiono i migranti in mare, non c’è motivo umanitario per salvarli, piuttosto un bonus economico per gli avvocati che convincono quelli sbarcati a ritornare indietro. Non c’è più indignazione – aggiunge Bettini – Il nostro 25 aprile è riaprire i rubinetti dell’umano, dell’empatia, della fraternità, della solidarietà, della redistribuzione delle ricchezze, della partecipazione delle persone, dell’uso della tecnica e della scienza per il miglioramento dei popoli e non per il profitto di piccole élite, ricchissime e solitarie. Il mio 25 aprile è diradare quella ‘linea d’ombra’ che ci costringe a combattere su un terreno tremendamente arretrato. La libertà nel secondo Novecento l’abbiamo consumata voracemente, rompendo gli ostacoli che intendevano ingabbiarla. Ma oggi, il mio 25 aprile, concerne una libertà che ci attraversa dentro. La libertà di sottrarsi, appartarsi, reagire alla condanna di essere solo consumatori e non cittadini, dispersi, disorientati e sofferenti. È la libertà dello spirito. La libertà di essere moderni e pragmatici (un altro po’?) e nello stesso tempo coltivare una scissione tra noi e il presente, un appartarsi, uno spazio insindacabile e non disponibile. Lo spazio per salvaguardare non soltanto una continuità democratica che pure va messa a riparo. Non solo quel 25 aprile che ci diede la libertà. Non solo la considerazione serissima degli esiti che possono scaturire da una vittoria dell’odierna destra, che se prevalesse avrebbe anche la possibilità di eleggere un Presidente della Repubblica sradicato dalla storia costituzionale del Paese; ma anche la libertà di non manomettere la continuità biologica della nostra specie, che, sotto la superficie della storia, abbiamo saputo conservare nella vicenda umana. Quella continuità biologica che ha in sé l’apertura all’altro, la necessità della collaborazione, l’amore per il gratuito e il bello, la sorpresa innocente verso la grazia della vita, con il suo mistero, il suo incerto destino, e la sua unicità e autenticità”, conclude.

L'Anpi depone una corona a Porta San Paolo a Roma

Una delegazione dell’Anpi, l’Associazione nazionale dei partigiani, ha deposto una corona di alloro in omaggio ai caduti della Resistenza alla lapide di porta San Paolo a Roma in occasione del 25 Aprile. Dopo un momento di raccoglimento, conclusosi tra gli applausi dei presenti, la delegazione è rientrata all’interno del corteo, che poi ha iniziato la sua marcia in direzione di Parco Schuster.

Tensioni a Roma durante il corteo, usato spray urticante

Momenti di tensione a Porta San Paolo durante la fase di raduno dei partecipanti al corteo per la festa della Liberazione. Un gruppo di attivisti, tra cui il presidente di +Europa Matteo Hallissey, è arrivato in piazza esponendo bandiere dell’Ucraina, ma ha incontrato l’opposizione di esponenti dell’area comunista e dei movimenti dell’estrema sinistra già presenti sul posto. Nel confronto si sono registrati momenti di scontro e, secondo quanto riferito, sarebbe stato utilizzato anche spray urticante.

Lepore: "La giornata più bella del nostro paese"
Bologna - Conferenza Stampa presentazione della Casa dell’ incontro e del dialogo tra religioni e culture

“La grande partecipazione popolare ad iniziative come questa e anche al Referendum sulla Giustizia di un mese fa ci ha ricordato, che il popolo italiano è più unito che mai quando si tratta di difendere la Costituzione e questo ci rende ancora una volta un paese, più democratico, più unito e capace di includere idee differenti. E’ infatti la Partecipazione a questi momenti il nostro collante, diciamolo chiaro a chi tentenna sui finanziamenti ai progetti della memoria per le scuole o a chi chiede di dimenticare o archiviare l’antifascismo. Il 25 aprile è la giornata più bella del nostro Paese e della nostra storia, per tutti noi è una bella giornata di Festa avvolta nella bandiera tricolore, piena di musica, di impegno e riflessione, ma non possiamo iniziare senza ricordare che in questo momento nel mondo perdurano circa 100 conflitti armati, che nel 2025 hanno prodotto 100 milioni di sfollati e un numero imprecisato di morti, per un 90% civili”. Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore intervenendo alle celebrazioni dell’81° anniversario della Liberazione in piazza Nettuno. “Nel mondo è di nuovo in atto una strategia di distruzione e tentativo di cancellazione di interi popoli da parte di alcune élite politiche, militari e finanziarie. Regimi nazionalisti, religiosi o con smanie imperiali”.

 

Mattarella arrivato a San Severino per celebrare la Liberazione

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a San Severino Marche (Macerata) per partecipare alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione. Il Capo dello Stato, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, è stato accolto dagli applausi dei presenti; poi ha deposto una corona d’alloro in memoria dei caduti. Alle finestre delle case sventolano le bandiere tricolori e sono diversi i cartelli “Benvenuto presidente”.

Meloni: "Amore per la libertà unico antidoto ai totalitarismi"

“Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del dell’81° anniversario della Liberazione

Meloni richiama le parole di Mattarella: "Sia momento di coesione nazionale"

“Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del dell’81° anniversario della Liberazione.

Meloni: "Celebriamo valori della Carta dopo la sconfitta dell'oppressione fascista"

“Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia. Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del dell’81° anniversario della Liberazione.

Locatelli: "Libertà e dignità valori essenziali per una società inclusiva"

“Oggi, 25 aprile, riflettiamo ancora di più sul senso della libertà di un popolo e della sua storia. Oggi in un mondo sempre più complesso e travolto da conflitti, ingiustizie e incertezze pensiamo a quanto vale la vita di ogni Persona. La dignità, la vita indipendente, l’autonomia, il diritto di tutti alla piena cittadinanza, sono elementi essenziali per una vita libera per tutti, senza lasciare indietro nessuno”. Così Alessandra Locatelli, ministro per le disabilità su X.

Landini: "Democrazia la difendi praticandola"

La democrazia la difendi praticandola e siccome nel mondo e anche da noi è in atto un tentativo di rovesciare la democrazia e cancellare la Costituzione credo che mai come oggi sia importante difendere la Costituzione. La democrazia esiste perché è stato sconfitto il nazismo e il fascismo, se siamo qui è perché c’è la democrazia”. Così il segretario Cgil Maurizio Landini parlando a margine della manifestazione di Roma

Marco Meloni (Pd): "Liberazione è di tutti, ricordare per onorare la Repubblica"

“Una staffetta che pedala nella nebbia con un messaggio cucito nell’orlo della gonna. Un operaio che incrocia le braccia davanti alla catena di montaggio. Una suora che apre la canonica a chi è braccato. Un professore universitario che scrive a sua moglie e a sua figlia: ‘il mondo migliorerà, siatene certe, e se per questo è stata necessaria la mia vita, sarete benedette’. Il 25 aprile del 1945 fu il culmine della Resistenza, fu la Liberazione dalle atrocità della dittatura fascista e dalla barbarie dell’occupazione nazista: uomini e donne, cittadini e cittadine, fecero una scelta coraggiosa. Avevano deciso – molti di loro in giovinezza – che valeva la pena rischiare tutto, anche la vita, perché noi potessimo non rischiare niente. Da quel giorno, fu libertà e democrazia. Nacque la Costituzione, democratica e antifascista, che scolpisce parole e valori su cui, ancora oggi, poggia la nostra Repubblica, che tutela la libertà e i diritti di tutte e tutti. Anche di chi – anche oggi, ancora oggi, oltre 80 anni dopo – quella scelta coraggiosa ha deciso di non riconoscerla per non meglio precisate ragioni di bassa propaganda politica, assimilandola alla viltà di chi combatteva accanto ai nazisti a Salò”. Così sui social il senatore Pd, Marco Meloni, che ha partecipato alle manifestazioni per la Festa della Liberazione a Quartu Sant’Elena, con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, per la posa di una corona d’alloro. “La Festa della Liberazione appartiene a tutte e a tutti e ci chiede di custodire ciò che ci è stato consegnato. Di ricordare e raccontare, pronunciando le parole per le quali molte italiane e molti italiani, come quella staffetta, quell’operaio, quella suora e quel professore, oltre 80 anni fa, hanno pagato un caro prezzo, in molti casi la loro stessa vita: libertà, democrazia, dignità, pace”, ha aggiunto

Polizia ricorda Medaglia d'oro al merito civile

Nella giornata dedicata alla liberazione dell’Italia, la Polizia di Stato ricorda la Medaglia d’oro al merito civile, concessa lo scorso anno in occasione del suo 173° anniversario, dal Presidente della Repubblica alla Bandiera della Polizia con la seguente motivazione: “All’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, in un momento tra i più difficili della storia d’Italia, gli appartenenti alla Pubblica Sicurezza con diversi gradi, ruoli e responsabilità, divisi nelle azioni, ma uniti negli ideali di libertà e di giustizia, operarono nei reparti e negli uffici di Polizia, opponendosi al regime di occupazione ed alla legislazione razziale. Le non comuni virtù di coraggio e abnegazione, anche sino all’estremo sacrificio, determinarono 164 caduti, a testimonianza del loro valoroso contributo alla Guerra di Liberazione, consegnandolo così alla memoria eterna della Patria”.

Battistoni (FI): "Significato storico va onorato tutti i giorni"

“Il 25 aprile porta con sè due significati fondamentali: la libertà conquistata, la costruzione della democrazia dopo l’incubo nazifascista. È una ricorrenza che ci richiama, oggi più che mai, al valore concreto e non scontato della libertà, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, anche alle porte dell’Europa. Rendiamo omaggio a tutte le donne e gli uomini che, provenendo da storie e culture diverse, seppero unirsi per restituire al nostro Paese dignità e futuro. Il loro sacrificio ci affida una responsabilità precisa: custodire ogni giorno la democrazia e renderla ancora più forte con il rispetto nelle differenze, il dialogo e il senso delle istituzioni”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia e segretario di Presidenza della Camera Francesco Battistoni.

Schlein: "Non solo memoria, dobbiamo far vivere la Costituzione"

Il 25 aprile “non è soltanto un momento in cui commemorare le stragi nazifasciste e commemorare chi ha fatto la Resistenza per consentirci di vivere in libertà e democrazia ma è anche un momento in cui chiederci cosa possiamo fare noi per essere all’altezza di questo ricordo e di questa memoria che va tramandata e preservata, deve passare dalle scuole, dalla cultura”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti a Sant’Anna di Stazzema, sulle Apuane, dove partecipa alle celebrazioni per la festa della Liberazione. “Il frutto del 25 aprile è la nostra Costituzione antifascista, questo lo ha ricordato anche il presidente Mattarella, e allora dobbiamo fare vivere quella Costituzione, ancora oggi, anche nelle parti in cui non è ancora attuata, in cui ancora alcuni cittadine e cittadini la sentono distante perché sentono che il diritto alla salute non è garantito, che il diritto al lavoro e a una retribuzione equa e dignitosa non è garantito – ha aggiunto – Questo è il lavoro che dobbiamo fare per essere all’altezza di quella memoria. Assicurare che i diritti sanciti dalla nostra meravigliosa Costituzione, nata dalla Resistenza, arrivino a tutti, perché il 25 aprile è la festa fondativa della Repubblica ed è di tutti gli italiani”. “Per me è una grande emozione e un grande onore essere qui, ringrazio il sindaco di Sant’Anna di Stazzema per l’invito a commemorare l’eccidio brutale compiuto qui da nazisti e da fascisti ai danni della popolazione civile inerme – ha ricordato la leader dem – 560 persone sono state uccise con una premeditazione brutale e nel modo più efferato, tra questi 130 bambini, abbiamo incontrato anche dei superstiti”.

Bergamini (FI): "Fondamento della nostra vita democratica"

“Il 25 aprile è una data che appartiene a tutti gli italiani e rappresenta il fondamento della nostra vita democratica. È il simbolo di un popolo che seppe restituirsi un domani dopo la tragedia del nazifascismo. È il simbolo del sacrificio di tante donne e tanti uomini per riannodare il filo della libertà. È il simbolo di quei ragazzi delle truppe alleate partiti da lontano, per dare all’Italia un futuro. Molti di loro persero la vita per farlo. Per tutto questo la Liberazione costituisce un monito potente, valido per tutti e che tutti hanno il diritto di fare proprio. Lo ricordò Silvio Berlusconi a Onna nel 2009. Lo ricordiamo noi oggi”. Lo ha detto Deborah Bergamini, vice segretario di Forza Italia, alla celebrazione del 25 aprile a Lucca.

Rocca: "Memoria condivisa e impegno a riaffermare valori comuni"

“Celebriamo l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione dal nazifascismo che segnò l’avvio del cammino che portò alla nascita della Repubblica e della Costituzione, fondamento della nostra democrazia”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. “Il 25 aprile è una ricorrenza che, oggi più che mai, non può essere terreno di divisione, ma deve elevarsi a momento di memoria condivisa perché espressione di valori che sono patrimonio comune e che guidano ancora oggi la nostra convivenza civile. In un tempo attraversato da nuovi conflitti, richiama l’impegno a riaffermare con forza quegli ideali perché continuino a vivere nelle giovani generazioni”, conclude Rocca.

A Roma la nuova opera di Laika, "Senza memoria non c'è futuro"

In occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo, la street artist Laika firma una nuova opera apparsa nella notte tra il 24 e il 25 aprile nel quartiere della Garbatella, a Roma, luogo simbolo della Resistenza capitolina. Il lavoro, realizzato in collaborazione con i collettivi Join the Resistance e Artivismo, si intitola “Senza memoria non c’è futuro” e ritrae un nonno partigiano che regala un fiore rosso alla sua nipotina. Il poster è accompagnato da un estratto di Oltre il Ponte, brano scritto da Italo Calvino nel 1959: “E vorrei che quei nostri pensieri, quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri, o ragazza color dell’aurora”. L’artista ha dichiarato: “Quel fiore è un passaggio di testimone. I nostri nonni hanno combattuto, e spesso sacrificato la propria vita, per la libertà e per la democrazia. Le loro storie e i loro gesti sono la memoria storica su cui si fonda la nostra Italia antifascista. Oggi è il giorno per ricordarli, ringraziarli, custodire le loro testimonianze e per continuare a lottare con sempre maggiore determinazione, a difesa della nostra libertà e di quella delle generazioni future”. L’artista ha sottolineato come il Governo Meloni abbia abituato i cittadini a numerosi tentativi di normalizzazione del fascismo, anche attraverso una retorica di pacificazione che non reggerebbe al confronto con la storia. Ha citato come ultimo esempio le dichiarazioni del Presidente del Senato Ignazio La Russa, che aveva tentato di equiparare i fascisti della Repubblica di Salò ai partigiani. Di fronte a simili tentativi di riscrivere la storia, Laika ha ribadito come sia fondamentale “conservare e soprattutto diffondere la memoria storica del Paese, affidando alle generazioni future il compito di apprenderla e, a loro volta, preservarla e diffonderla, affinché certe atrocità non abbiano mai più a ripetersi. Viva l’Italia antifascista”.

Casini: "Lotte di Liberazione e Resistenza sono elementi costituenti Repubblica"
Rai, trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespa

Celebrando il 25 aprile nel comune di Modigliana (Forlì-Cesena) l’ex Presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha ricordato le lotte di Liberazione e la Resistenza come elementi costituenti della Repubblica italiana. “Questa giornata – ha detto – non appartiene a una parte politica ma a tutti gli italiani perché, superate le contrapposizioni ideologiche del Novecento, tutti noi ci riconosciamo nella Costituzione e nella lotta antifascista. Nostalgie e malintesi su questo punto non sono possibili: d’altronde la destra italiana, dalla svolta di Fiuggi in poi, ha superato gli equivoci del passato riconoscendo che, nella storia, tutti meritano rispetto ma non tutti hanno le stesse ragioni”.

Lupi (Nm): "Non separare la Liberazione dalla pace"

“Il 25 Aprile è una data importante per tutti gli italiani, e deve quindi essere la festa di tutti gli italiani. La memoria del giorno della Liberazione deve essere l’affermazione della libertà per tutti. Per questo è festa nazionale. Perché unisce, perché non esclude. Perché così la pensò Alcide De Gasperi quando la istituì ottant’anni fa. Nel contesto internazionale di oggi il 25 Aprile si arricchisce di un significato particolare, perché il 25 Aprile è una pagina della storia d’Italia che si intreccia con quella dell’Europa, devastata dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Vorrei oggi allora ricordare le parole di Papa Giovanni XXIII, drammaticamente attuali: ‘Non si deve permettere che la sciagura di una guerra mondiale con le sue rovine economiche e sociali e le sue aberrazioni e perturbamenti morali si rovesci per la terza volta sull’umanità’. La memoria della Liberazione serva ad aumentare questa consapevolezza che ci viene autorevolmente richiamata anche dall’attuale Pontefice: ‘La pace si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica’”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.

Calenda: "Libertà non si conserva stando fermi, si difende"

“Buon 25 aprile. Nella speranza che questa ricorrenza restituisca a tutti noi il vero senso la parola ‘resistenza’. Che non è uno slogan da esibire una volta l’anno. È una lezione precisa: la libertà non si conserva stando fermi, non si ottiene chiedendo gentilmente pietà a chi vuole toglierla. Si difende. Con coraggio, con scelte difficili, spesso a un costo altissimo. I partigiani lo sapevano come lo sanno gli Ucraini”. Lo scrive sui social il leader di Azione Carlo Calenda.

Ruotolo (Pd): "Messaggio della Resistenza è più che mai attuale"

“Sono passati 81 anni da quando l’Italia si è liberata dal nazifascismo, ma quel messaggio resta vivo. Ci parla oggi, qui, adesso. Le parole del Presidente Sergio Mattarella ci ricordano che libertà e pace non sono conquiste definitive: possono arretrare, possono essere messe in discussione, possono essere travolte dalla ‘legge del più forte’, cioè dalla barbarie. Oggi, mentre nel mondo tornano guerre, nazionalismi e violazioni del diritto internazionale, il messaggio della Resistenza è più che mai attuale. Difendere la democrazia significa contrastare ogni deriva autoritaria, ogni tentazione di riscrivere la storia, ogni indebolimento dei diritti. Il 25 aprile è questo: è la scelta, ogni giorno, tra la forza del diritto e il diritto della forza. Perché la libertà non è mai garantita per sempre. Va difesa. Ogni giorno”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare.

De Poli (Udc): "Dedichiamo festa della Liberazione al popolo ucraino"

“Il 25 aprile è una ricorrenza che appartiene all’Italia e agli italiani, a coloro che si riconoscono nella nostra Costituzione antifascista. I valori che ispirano la nostra convivenza civile fanno parte del nostro Dna culturale: oggi abbiamo il dovere di trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni affinché, in un momento in cui il modello del più forte appare sempre più attraente, prevalga la cultura della democrazia e della libertà contro la deriva della prevaricazione. In questa giornata il mio pensiero affettuoso va al popolo ucraino che, da oltre 4 anni, è protagonista di un’eroica resistenza”. Lo afferma il senatore e segretario nazionale Udc Antonio De Poli in occasione della Festa della Liberazione.

In Germania il St. Pauli celebra la Festa della Liberazione

La squadra del St. Pauli, storico club di Amburgo, celebre per la sua identità progressista, antifascista e antirazzista, celebra il 25 aprile. Al Clubheim del Millerntor Stadion andrà infatti in scena la Festa della Liberazione, appuntamento dedicato al 25 aprile italiano e alla liberazione dal nazifascismo, si legge in una nota del sito dedicato al club, tuttostpauli.com. “L’iniziativa, – si legge – sostenuta da realtà antifasciste e associative italiane e tedesche, rappresenta un momento importante anche per chi vive ogni giorno lo spirito del Fc St. Pauli: memoria storica, solidarietà internazionale, rifiuto di ogni forma di odio e discriminazione”. Il programma inizierà alle 19:10 con i saluti istituzionali e gli interventi di rappresentanti della Vvn (l’organizzazione tedesca formata da perseguitati e resistenti al nazismo), dell’Anpi Europa e di altre organizzazioni impegnate nella difesa della memoria resistenziale. Alle 19:30 spazio a un racconto storico particolarmente significativo: la vicenda di due soldati tedeschi che durante l’occupazione nazista decisero di passare dalla parte della Resistenza, scegliendo il coraggio invece dell’obbedienza. Alle 20:30 la serata proseguirà con musica dal vivo grazie a Mari & the Looper, per chiudere l’evento in un clima di partecipazione popolare e condivisione. “Per il mondo St. Pauli, – conclude la nota – da sempre vicino ai valori dell’antifascismo militante e della giustizia sociale, sarà un appuntamento da vivere e sostenere. Perché il 25 aprile non è solo memoria del passato, ma impegno presente”. 

Centinaio: "Liberazione grazie a chi superò le divisioni"

“Uomini e donne. Civili e militari. Liberali, azionisti, repubblicani, socialisti e comunisti. Cattolici ed ebrei. Italiani, inglesi e americani. Grazie a tutti loro, è stato possibile liberare l’Italia da fascismo e nazismo. Chi oggi vorrebbe il 25 aprile come la festa di una sola parte, dovrebbe ricordare il loro esempio, il loro coraggio di mettere da parte le divisioni per un obiettivo comune. La pace, la libertà. Chiunque creda in questi valori, oggi ha il diritto di festeggiare. Buon 25 aprile!”. Lo scrive in una nota il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.

Fratoianni (Avs): "In partenza per Milano, grande corteo di popolo"

“E oggi, come ogni anno, in partenza per #Milano: fra poche ore un grande corteo di popolo per il #25Aprile!”. Lo scrive su X Nicola Fratoianni di Avs postando le foto della partenza in treno e il manifesto di Avs per la Festa della Liberazione ‘… una mattina mi son svegliata’.

Consegnata corona d'allora all'ambasciata cubana a Roma

In occasione del 25 aprile un corteo di alcune centinaia di persone è partito dalla sede romana della FAO e si è diretto sotto l’ambasciata cubana in segno di supporto contro il blocco statunitense imposto all’isola: “Resistere all’imperialismo, opporsi al riarmo, dalla parte dei popoli che resistono”. I manifestanti, aderenti, tra gli altri, alle sigle di Potere al Popolo, OSA e Cambiare Rotta, USB, Movimento per il diritto all’abitare e rappresentanti di alcuni movimenti palestinesi in Italia, hanno sfilato su viale Aventino intonando cori antifascisti. Ad accoglierli l’ambasciatore cubano in Italia Jorge Luis Cepero Aguilar, che ha tenuto un breve discorso, al termine del quale i manifestanti hanno consegnato una corona d’alloro in ricordo dei 32 cubani rimasti uccisi durante la cattura del presidente venezuelano Maduro, posizionandola sotto un busto di Josè Marti all’interno del cortile dell’ambasciata. Dopo l’omaggio all’ambasciata cubana, il corteo si è diretto verso porta San Paolo, dove ha deposto un’altra corona sotto la lapide dedicata ai caduti della Resistenza, per poi sciogliersi.

La Russa: "Ad Altare della Patria per celebrare doverosamente la Liberazione"
Ignazio La Russa (Foto Claudio Furlan/LaPresse)

“Oggi all’Altare della Patria con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le Alte Cariche dello Stato per celebrare doverosamente la ricorrenza del 25 aprile”. Lo scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Fumarola (Cisl): "Non c’è democrazia solida senza lavoro dignitoso"

“Ci sono parole che attraversano il tempo senza perdere significato. Libertà, dignità, democrazia. Il 25 aprile le restituisce alla loro verità più profonda. Non come memoria distante, ma come responsabilità viva”. Così in un intervento sul quotidiano cattolico ‘Avvenire’, la leader della Cisl , Daniela Fumarola sull’ottantunesimo anniversario della Liberazione. “La storia della Liberazione è fatta di scelte. Donne e uomini, spesso giovanissimi, decisero di non voltarsi dall’altra parte. Di opporsi alla violenza, di difendere la dignità della persona, di rischiare tutto per un’idea di Paese libero. In quelle scelte c’è il fondamento della nostra Repubblica- aggiunge Fumarola- Eppure, ciò che rende davvero grande quella stagione non è solo il coraggio individuale. È la capacità collettiva di costruire unità. Donne e uomini diversi per cultura, fede, orientamento politico seppero riconoscere ciò che contava di più. Seppero scegliere insieme. È questa la lezione più attuale della Resistenza: non l’assenza di differenze, ma la forza della coesione”, annota la Segretaria Generale della Cisl che oggi parlerà a nome dei tre sindacati confederali nella manifestazione dell’Anpi prevista nel primo pomeriggio a Milano. “Le trasformazioni economiche e tecnologiche, le tensioni internazionali, le disuguaglianze che crescono mettono alla prova la tenuta della democrazia. Non basta ricordare. Serve ritrovare lo stesso spirito costruttivo, la capacità di convergere su obiettivi condivisi. Abbiamo bisogno di una nuova stagione di responsabilità comune. Non per replicare il passato, ma per rilanciare un progetto capace di tenere insieme crescita e giustizia. Perché anche oggi esistono priorità che devono venire prima delle convenienze di parte: la qualità del lavoro, la coesione sociale, uno sviluppo inclusivo e socialmente sostenibile», sottolinea ancora Fumarola.«Non c’è democrazia solida senza lavoro dignitoso, senza giuste retribuzioni, senza sicurezza e prospettive. Ma non basta. Serve anche più partecipazione. Come ci ricorda l’esperienza del movimento sindacale, la partecipazione non è solo un diritto: è uno strumento che rafforza la qualità stessa della libertà”, aggiunge la numero uno Cisl.

Lorenzin (Pd): "Ricordiamo chi pagò prezzi altissimi per la nostra libertà"

“L’antifascismo non fu soltanto una reazione ai crimini del regime di Benito Mussolini. Fu una scelta coraggiosa, rischiosa, necessaria. Fu il seme da cui nacque uno dei frutti più importanti della nostra storia repubblicana: la Costituzione italiana. Donne e uomini, spesso giovanissimi, lottarono per immaginare un Paese diverso: più giusto, più libero, più democratico. Lo fecero pagando prezzi altissimi, perché la libertà che oggi viviamo non era scontata. Andava conquistata. Il 25 aprile ricordiamo quella scelta. E ricordarla significa anche rinnovarla. Buona Liberazione. Viva la Resistenza antifascista”. Lo scrive sui suoi social Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd.

Ascani: "È storia del riscatto morale dell'Italia"

“La Resistenza è anzitutto la storia del riscatto morale dell’Italia, della dignità riconquistata con la lotta al nazifascismo. Fare memoria è una responsabilità, significa difendere la verità, rifiutare ogni ambiguità, custodire ciò che con sangue e sofferenza è stato conquistato. Ancora oggi da quell’eccezionale deposito di valori umani e civili attingiamo ispirazione e forza per chiedere democrazia, libertà e pace per tutti i popoli. Viva il 25 aprile. Viva la Repubblica. Viva la pace”. Così su X Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera.

Brunetta: "Divisi perdiamo tutti"
Renato Brunetta - ministro per la Pubblica Amministrazione

“Se oggi respiriamo aria di libertà, non dobbiamo pensare che sia una cosa scontata. Lo confermano la crisi geopolitica e i venti di guerra che soffiano alle porte dell’Europa. La data del 25 aprile, mai come quest’anno, tra bombe che cadono e crisi energetica, diventa per tutti gli italiani un forte invito all’unità. Divisi perdiamo tutti. Per le polemiche politiche ci sarà tempo; oggi è il momento più giusto per mostrare tutta la nostra sincera gratitudine a chi, nel 1945, donò la propria vita per liberare l’Italia dalla dittatura e la immaginò come patria dei diritti. Il 25 aprile 2026 celebri la rinnovata libertà e l’ansia di pace, e sia un’occasione da non perdere per esaltare il principio fondamentale della tolleranza”. Lo ha dichiarato il presidente del Cnel, Renato Brunetta, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.

Croce Rossa: "Oggi l'umanità non si arrende e lotta per difendere la dignità"

“La giornata odierna ci ricorda l’impegno di quanti sacrificarono la propria vita per riconquistare la libertà e la pace, e per gettare le basi di un domani possibile, fatto di Umanità e rispetto reciproco. Questo anniversario arriva in un momento davvero difficile. Quella libertà e quella pace, tanto difficilmente conquistate dagli italiani, sono infatti messe in dubbio in aree del mondo molto vicine ai nostri occhi e ai nostri cuori. In Medio Oriente, in Sudan e in molte altre terre, la violenza sta mettendo a dura prova ogni regola, comprese quelle del Diritto Internazionale Umanitario, ma soprattutto sembra voler mettere in discussione il valore della vita e, con esso, il diritto stesso alla vita. Laddove intere popolazioni soffrono gli strazi e le conseguenze dei conflitti, il Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa c’è, a ribadire l’importanza di rispettare la Dignità umana, a contrapporre l’Umanità alla logica della violenza sregolata, a promuovere il dialogo; a ricordare al mondo che, laddove esistono guerre, c’è sofferenza e che l’unica scelta giusta da fare non è schierarsi, ma dare aiuto incondizionato a chi si trova in difficoltà. Sono trascorsi 81 anni dal 25 aprile 1945 e, anche in virtù di chi nella storia ha lottato per proteggere valori tanto importanti, rinnoviamo il nostro impegno a non voltarci dall’altra parte davanti alla sofferenza”. Così Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, oggi 25 aprile, in occasione dell’anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

L'assessore di Roma, Battaglia: "Senza 25 Aprile, l'Italia non sarebbe una democrazia"

“Il 25 aprile è una data fondativa della nostra storia repubblicana: il giorno in cui il popolo italiano, attraverso la Resistenza, ha posto fine al nazifascismo. Un esito per nulla scontato, frutto di una scelta politica e popolare, costruita nel protagonismo di tutte le forze antifasciste. Da questa storia sono nati i valori su cui si basa la nostra Costituzione: lavoro, libertà, giustizia e pace”. Così, in una nota, l’assessore alle Periferie del comune di Roma Pino Battaglia. “Il lavoro come fondamento della Repubblica espresso nell’articolo 1. La libertà, nei diritti fondamentali riconosciuti dall’articolo 2. La giustizia, nell’uguaglianza affermata dall’articolo 3. E la pace, con il ripudio della guerra sancito dall’articolo 11. Principi che impegnano la vita democratica. Oggi siamo chiamati ad una responsabilità civile decisiva: difendere la verità dei fatti, contrastare l’indifferenza, non lasciare che la storia venga piegata o dimenticata, continuando a custodire e rafforzare i valori della pace e della democrazia”, conclude Battaglia.

Crosetto: "Libertà va difesa ogni giorno"

“Nel tempo che ci è dato vivere, difendere la libertà, la Repubblica, la Democrazia, scaturite e originate proprio dalla lotta di Liberazione al nazi-fascismo, significa difendere il nostro modo di vivere, i diritti delle persone, la dignità del lavoro e, soprattutto, il futuro delle nuove generazioni. Significa proteggere il territorio e i suoi cittadini, la solidità delle istituzioni democratiche e delle infrastrutture critiche, la sicurezza energetica, la componente tecnologica e la sfera cognitiva”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione. “È protezione della coesione sociale, della memoria, del patrimonio storico e culturale. Perché è anche nella continuità tra passato e futuro che si misura la forza di una Nazione, la sua volontà e la capacità di restare fedele ai propri valori”, ha aggiunto Crosetto sottolineando come “le donne e gli uomini della Difesa” sono “strumento concreto di sicurezza, di stabilità e di pace” e come “in un mondo che è cambiato e che continua a mutare rapidamente, portano avanti un impegno che richiede sempre maggior responsabilità, credibilità, capacità di dialogare e di operare, a livello nazionale e con i nostri Alleati, nell’ambito dell’Alleanza Atlantica e dell’Unione Europea. Desidero rivolgere, in modo particolare, un deferente pensiero ai nostri Caduti e ai nostri feriti in servizio. A loro dobbiamo gratitudine e rispetto. Perché in un mondo sempre più complesso, difendere i valori e le istituzioni, proteggere i cittadini significa spesso esporsi in prima persona, assumendosi responsabilità e rischi che possono portare a sacrificare la propria vita. In occasione dell’Anniversario della Liberazione, desidero quindi rivolgere a ciascuno di voi un sincero ringraziamento per la professionalità e la dedizione con cui servite quotidianamente il Paese. Con il vostro impegno rendete vivo, ogni giorno, il significato più autentico di questa ricorrenza: custodire e rinnovare la libertà, la Democrazia, la Repubblica. Perché ‘La libertà va difesa ogni giorno. Buona Festa della Liberazione a tutti”, si legge nel messaggio.

Crosetto: "Grati a generazione che ci ha restituito la libertà"

“Il 25 aprile ricordiamo con profonda gratitudine quella generazione di italiani, civili e militari, che ci ha restituito la libertà con grande valore e sacrificio, e che ci ricorda ciò che siamo oggi come Nazione e come comunità”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione. “Quello che rende straordinaria la Festa della Liberazione è proprio questo: il fatto che sia nata da scelte difficili, pericolose, compiute in contesti diversi ma unite da uno stesso senso di responsabilità. Fu un impegno diffuso e silenzioso, fatto di volti, storie, gesti concreti; un percorso corale di lotta al nazi-fascismo che allora opprimeva la nostra Patria e molte Patrie dell’Europa, che ha reso possibile la rinascita dell’Italia come Paese libero e democratico, da cui è poi scaturita la Costituzione repubblicana. Un Paese, il nostro, che oggi è parte fondante dell’Unione Europea e attore di primo piano nella scena internazionale”, ha aggiunto Crosetto sottolineando come “ricordare tutto questo significa anche comprendere che la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte. Vale lo stesso per la pace, che non nasce dal suo semplice desiderio né può essere considerata definitiva. La pace si costruisce ogni giorno, con responsabilità, equilibrio, forza e determinazione. È una verità che oggi avvertiamo con ancora maggiore chiarezza e convinzione. Le trasformazioni del contesto globale ci ricordano che libertà e sicurezza sono inscindibili. Le minacce assumono forme nuove, si sommano a quelle tradizionali, e si estendono a più dimensioni: militare, economica, tecnologica, energetica, informativa, cibernetica, spaziale e cognitiva. In gioco ci sono pertanto anche risorse, catene produttive, conoscenza, fiducia che tiene insieme le comunità”.

Fontana: "Libertà bene da custodire ogni giorno"

“Nel giorno dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, rendiamo omaggio a donne e uomini che, spesso a costo della vita, hanno contribuito a restituire all’Italia la libertà. Da culture differenti, hanno saputo unirsi per il bene comune. Le loro storie ci richiamano oggi alla responsabilità di difendere e custodire ogni giorno la democrazia, nel rifiuto di ogni forma di totalitarismo e nella promozione della diplomazia e della pace”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Richetti: "Custodire sempre il valore della libertà"

“Se oggi viviamo in uno Stato democratico lo dobbiamo al sacrificio di coloro che hanno combattuto per liberare l’Italia dal nazifascismo e hanno creduto nei valori che poi sono confluiti nella Costituzione. Donne e uomini, tantissimi giovani di diverse idee politiche che non si sono mai arresi e hanno lottato per gli ideali di libertà e pace in cui credevano. Nel giorno della festa della Liberazione dobbiamo affermare la necessità di difendere quei principi che garantiscono il nostro vivere civile perché democrazia, pace e libertà non sono scontate”. Lo dichiara il capogruppo di Azione alla Camera Matteo Richetti, in occasione della festa della Liberazione.

Mattarella e Meloni all'Altare della Patria per la deposizione della corona d'alloro

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato all’Altare della Patria per la deposizione di una corona di alloro in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione. Presenti anche la premier Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore Luciano Portolano, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Dopo l’esecuzione degli onori e dell’inno nazionale e la deposizione della corona ci sarà il sorvolo delle Frecce Tricolori.

Salvini: "Contro ogni dittatura nazifascista, comunista o islamista"

“Contro ogni dittatura e ogni regime, nazifascista, comunista o islamista, ora e sempre. Per la libertà, ora e sempre. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite”. Lo scrive sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.

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