Il presidente della Corte Costituzionale al convegno "Giustizia al servizio del Paese - Il principio di legalità"

Augusto Barbera, presidente della Corte costituzionale, è intervenuto oggi a Firenze all’ultima giornata di lavori del convegno di studi “Giustizia al servizio del Paese – Il principio di legalità”. “Per quanto riguarda le fonti europee viste dall’ordinamento italiano, voi sapete come è stata tormentata questa vicenda: prima si diceva che in caso di conflitto tra una norma nazionale interna e una norma europea si applicava il criterio cronologico. Non poteva reggere più di tanto. Si passò poi nel 1975 con un’altra sentenza a dire che il contrasto tra norma interna e norma europea determina invalidità. È una tesi che è durata qualche anno, poi fu smentita dalla Corte di giustizia con la sentenza Simmenthal del 1977, per arrivare poi finalmente al regime attuale: nel caso di contrasto tra norma interna ed europea, in caso di antinomia, prevale la norma europea e si disapplica la norma interna. Già qui c’è una novità, la disapplicazione”, ha spiegato il presidente della Consulta. 

“Tutto questo – ha proseguito – ha retto per alcuni anni, perché le fonti europee erano nettamente divise tra regolamentarie e direttive. Ma quando è scoppiato il bubbone? Con la Carta europea dei diritti, che portava a stabilire principi generali che potevano porsi in contrasto con puntuali norme legislative nazionali”, spiega Barbera, perché da allora “se un giudice si trovava in contrasto tra norma interna e norma europea non poteva sollevare la questione ma doveva limitarsi a disapplicare la norma. Con la sentenza 269 del 2017 si è detto che il giudice rimane libero di scegliere una strada o l’altra”, continua il presidente della Consulta, sottolineando che la “Corte di giustizia ha accettato il nuovo indirizzo della Corte costituzionale perché veniva lasciato libero il giudice ordinario di ricorrere alla stessa Corte europea. Una parte della dottrina era contraria” ma “ormai – ha concluso Barbera – questo sembra l’indirizzo prevalente”.

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