La mobilitazione è promossa da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm. Landini: "Meloni convochi un tavolo con Stellantis e sindacati"

Sono 20mila le persone scese in piazza a Roma per la manifestazione nazionale di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil a Roma sulla situazione del settore automotive. Il numero è stato comunicato dagli organizzatori dal palco in piazza del Popolo, dove è arrivata la manifestazione, partita da piazza Barberini. Dopo la mozione comune sull’automotive sottoscritta la scorsa settimana e l’accerchiamento unitario andato in scena venerdì scorso durante l‘audizione in Parlamento del ceo di Stellantis, Carlos Tavares, anche i leader delle opposizioni si sono ritrovati in piazza oggi. In testa alla mobilitazione i tre segretari nazionali, Michele De Palma, Ferdinando Uliano e Rocco Palombella. Presenti anche i sindaci del Cassinate, con le fasce tricolori, per richiamare l’attenzione sullo stabilimento di Piedimonte San Germano. 

Conte-Schlein insieme a manifestazione, incontro con operai

Un abbraccio e uno scambio di battute con gli operai. Incontro tra la segretaria del Pd Elly Schlein e il leader M5s Giuseppe Conte alla manifestazione in piazza del Popolo dei sindacati metalmeccanici sul settore Auto. Gli operai hanno chiesto il sostegno dei due maggiori sindacato dell’opposizione. “Potete farlo solo voi, potete farlo insieme”, ha chiesto loro un sindacalista della Fiom dello stabilimento di Mirafiori, “siamo pronti a sostenervi”. Conte e Schlein hanno ascoltato le richieste. La segretaria dem ha ricordoyo che le opposizioni stanno lavorando sul settore automotive con una mozione unitaria.

Landini: “Meloni convochi un tavolo con Stellantis e sindacati”

Meloni convochi un tavolo con Stellantis, la componentistica, e organizzazioni sindacali, per un progetto vero industriale. In più, non è sufficiente una discussione italiana, serve un’azione europea”. Lo ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini alla partenza della manifestazione nazionale di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil a Roma del settore automotive, in piazza Barberini.

Landini: “Non è il momento di mance e una tantum”

“Non è il momento delle una tantum, di mance o gentili concessioni ma di aumentare la tassazione sui profitti e le rendite finanziarie, e ridurla sul lavoro dipendente e le pensioni. Questa è la vera manovra che bisogna fare”. Lo ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini alla partenza della manifestazione a Roma dei sindacati metalmeccanici. 

Landini: “Governo taglia lavoro pubblico, domani in piazza”

“Oggi c’è il lavoro privato, domani siamo in piazza con il lavoro pubblico. Il governo sta tagliando, su sanità, scuola, università, invece abbiamo bisogno di fare assunzioni di medici, infermieri e insegnanti. Rimettere al centro il lavoro pubblico significa rimettere al centro la tutela dei diritti fondamentali”. Lo ha detto il segretario della Cgil, Maurizio Landini, alla partenza della manifestazione a Roma dei sindacati metalmeccanici, parlando della manifestazione di domani sulla Pa. “Siamo in piazza per il rinnovo dei contratti e aumento dei salari, perché le risorse non ci sono”, ha concluso.

Bombardieri: “Basta chiacchiere, piazza chiede di fare presto”

“La piazza chiede di fare presto, la richiesta è mantenere gli impegni e di chiarire qual è il piano industriale con il quale si mantengono i posti di lavoro. È una richiesta al governo, alla politica, al ministro Urso”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, alla partenza del corteo dei metalmeccanici del settore auto in piazza Barberini. “Basta con le chiacchiere. Servono fatti concreti – ha aggiunto – . Serve un incontro con la presidente del Consiglio e con Stellantis per definire cosa farà l’azienda e quali saranno le linee di politiche industriali di questo Paese. Non ci possiamo permettere di leggere tutti i giorni di chiusure dei siti produttivi per il costo dell’energia e per la mancanza politiche industriali”.

Conte: “Operai sempre più in povertà, colpa governo e Stellantis”

“Oggi il governo qui non c’è. Meloni è stata in Parlamento l’altro giorno, non ha parlato specificamente di Stellantis. Eppure io non vedo gli operai contenti. Perché l’Istat ha appena detto che le famiglie con gli operai in povertà assoluta sono aumentate, e quando adesso andremo a leggere le detrazioni fiscali, il taglio che viene fatto alle detrazioni fiscali, sarà ancora peggio. Questa legge di bilancio non aiuta gli operai, e non aiuta la politica la disattenzione del governo che non ha ancora trovato una soluzione”. Lo ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, arrivando in piazza del Popolo a Roma per la manifestazione dei metalmeccanici. “Ma sicuramente – ha aggiunto – la responsabilità maggiore è di Stellantis, che non non è riuscita finora a offrire una strategia imprenditoriale seria, che mantenesse fede agli impegni presi, anche con lo Stato italiano. Ricordo ancora quando in pieno covid hanno ottenuto con la garanzia di Stato un finanziamento di sei miliardi e trecento milioni. Un attimo dopo si sono divisi i dividendi ai soci e che cosa hanno fatto? Hanno estinto il mutuo per sottrarsi, ed eludere gli impegni presi con questo mutuo”.

Fratoianni: “Stellantis mangiato fondi e governo fermo su transizione”

“Noi possiamo solo trarre un po’ di forza da questa presenza straordinaria. Sono loro, i lavoratori, le lavoratrici italiane unite che danno forza a chi pensa che serva cambiare rotta. Innanzitutto i sindacati ma anche le opposizioni. Cambiare rotta di fronte ad un’azienda che in questi anni ha fatto una cosa semplice. Ha mangiato un’enorme qualità di soldi pubblici e ha portato fuori le produzioni, quelle a più alto volume produttivo, ha progressivamente condannato l’automobile italiana, perché non ha investito in innovazione e in ricerca, perché è in ritardo drammaticamente sulla transizione che è il futuro di questo settore come ormai tutti hanno capito”. Lo ha detto Nicola Fratoianni, di Avs, in piazza a Roma al fianco dei metalmeccanici.

Bonelli: “Cinismo Stellantis e governo sa dire solo no a transizione”

“È molto importante essere qui perché oggi lavoratori e lavoratrici non scendono in piazza solo per salvaguardare i livelli occupazionali propri, ma per il Paese, perché questo avrà un riflesso importante nell’economia del nostro Paese. Perché diciamolo chiaramente, c’è un cinismo di Stellantis che ha applicato la strategia del ‘mordi e fuggi’. Si è intascata nei decenni precedenti 7 miliardi di euro di fondi pubblici ed è andata via, delocalizzando stabilimenti in altre parti in assenza di innovazione tecnologica legata alla transizione. Cosa che hanno fatto altri Paesi nel mondo. Allora bisogna cambiare rotta, investire nell’innovazione, garantire i livelli occupazionali, e questo per noi è un elemento importante, il motivo per cui siamo in piazza”. Lo ha detto Angelo Bonelli, di Avs, in piazza al fianco dei metalmeccanici a Roma.

Calenda: “Servono misure, governo fermo sembra fregarsene”

“Alla premier lo abbiamo detto abbastanza dettagliatamente, serve mettere un pacchetto non solo per Stellantis, ma per tutte le imprese dell’indotto, che valgono 220mila posti di lavoro, 2.200 aziende, e convocare, perché è assurdo che non sia successo, che sia successo solo in Parlamento, Tavares ed Elkann a palazzo Chigi, ma farlo subito, perché il prossimo anno noi avremo un disastro industriale annunciato”. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, arrivando a piazza del Popolo dove si sta concludendo il corteo della manifestazione dei metalmeccanici.“Non vorrei citare sempre i numeri – ha aggiunto – perché poi pare stucchevole, ma nel 2017 producevamo un milione di veicoli. Oggi siamo a 400mila. Ma non credo che sia tutto un magna magna, credo anzi che l’automotive ha avuto un periodo con Marchionne in cui ci sono tornati gli investimenti, lo dicono i numeri non io. Quello che è successo è che poi è stata data una garanzia sbagliata, perché non condizionata all’efficienza, a John Elkann per pagarsi un dividendo e vendere l’azienda senza garanzie. Noi è da allora che lo diciamo, più precisamente dalla vendita di Magneti Marelli, oggi è molto importante che lo facciano tutte le opposizioni insieme e tutti i sindacati insieme”. “Tutti insieme – ha ricordato – abbiamo fatto un dettagliatissimo piano industriale per il settore auto, e su quello ci piacerebbe avere un’interlocuzione anche col governo, perché il governo su questo dovrebbe essere unito all’opposizione, non è una controparte, ma invece sembra non importargliene niente. Su questo il governo non si sta muovendo da un sacco di tempo. Urso fino a sei mesi fa magnificava un milione di veicoli promessi da Tavares, non arriveremo alla metà quest’anno”.

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