L’entrata in vigore di un “cessate il fuoco energetico” con effetto “immediato” e concordato tanto dalla Russia quanto dall’Ucraina. È l’annuncio a sorpresa effettuato da Donald Trump poche ore dopo l’attacco frontale a Volodymyr Zelensky.
Le parole del tycoon non sembrano però essere frutto di un’intesa. Il leader di Kiev lo definisce una “novità” di cui non era a conoscenza. “Se il presidente Trump ha raggiunto un accordo con Putin, per favore fateci sapere quando inizierà il cessate il fuoco. Siamo pronti e lo rispetteremo”, afferma. Successivamente lo stesso leader di Kiev rende noto che le forze armate di Mosca avrebbero effettuato un raid su una centrale elettrica nella regione di Kharkiv “dopo” la dichiarazione rilasciata dal presidente americano. Zelensky poi si toglie qualche sassolino rispondendo per le rime all’invito da parte del tycoon di farsi da parte e indire nuove elezioni. “Con tutto il rispetto per il presidente Trump, spetta alla nostra società, al nostro popolo, scegliere un leader piuttosto che un’altro“, argomenta ribadendo di essere disposto a effettuare le elezioni, ma a condizione che la Russia accetti “una tregua di 60 giorni” per organizzarle.
Zelensky incassa il sostegno dei leader europei, a partire dalla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen e del presidente francese Emmanuel Macron, ma potrebbe trovarsi di fronte a un nuovo fronte nel suo complesso rapporto con gli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dal Financial Times, infatti, Trump avrebbe minacciato di bloccare le forniture di armi all’Ucraina qualora Kiev non smettesse di attaccare le raffinerie russe.
Lo scherno di Mosca a Zelensky e le preoccupazioni europee
Forte dell’accordo sul diesel con gli Stati Uniti, il Cremlino definisce Zelensky un leader che si trova in uno “stato di isteria” e pertanto “incapace di compiere azioni ben ponderate”, altrimenti “dimostrerebbe di essere predisposto ai negoziati di pace”. Dall’Europa giunge poi un nuovo allarme su quelli che potrebbero essere i piani di Mosca. Secondo alcune fonti di intelligence, la Russia starebbe “intensificando” i suoi piani per tentare di uccidere dirigenti al vertice delle principali aziende europee nel settore della Difesa. Alcune di esse – viene spiegato – starebbero incrementando le misure di sicurezza interne dei propri top manager. Un’altra accusa a Mosca arriva infine da Andy Burnham. Il premier britannico dichiara di aver chiesto una volta giunto la scorsa estate a Downing Street se la Russia avesse giocato un ruolo nel voto sulla Brexit ricevendo una risposta “chiara e affermativa”.
Kallas: “Bene la tregua energetica, sia rispettata anche da Mosca”
“Accogliamo con favore la tregua energetica, purché sia rispettata. Non abbiamo ancora visto se anche la Russia vi si atterrà. Naturalmente, a titolo personale, apprezzerei che la tregua includesse la cessazione delle uccisioni di persone, non limitandosi al solo settore energetico; tuttavia, anche quest’ultimo è di estrema importanza, dato che l’inverno sarà rigido”, ha affermatoe l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. “È fondamentale che l’accordo non riguardi soltanto le raffinerie – considerando che l’Ucraina ne possiede una sola, mentre la Russia ne ha molte –, il che avvantaggerebbe chiaramente i russi”, ha aggiunto Kallas, ricordando che alla riunione si terrà anche un confronto con il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha.
“Quasi tutte le costituzioni prevedono che, in caso di guerra, non si possano tenere elezioni. So che anche il presidente Zelensky ha dichiarato di essere disposto a indire elezioni qualora si giungesse a un cessate il fuoco il prima possibile. Ma le elezioni comportano inevitabilmente scontri tra diverse fazioni interne al Paese proprio mentre si subiscono attacchi dall’esterno; ecco perché è fondamentale mantenere l’unità della popolazione durante il conflitto. Se si eserciterà la giusta pressione sulla Russia affinché ponga fine alla guerra, sono certa che l’Ucraina terrà le elezioni”, ha concluso Kallas.
Axios: “Trump è molto arrabbiato con Zelensky”
Il presidente Usa Donald Trump “è davvero arrabbiato. Ritiene che Zelensky stia dando per scontati gli Stati Uniti“, ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca ad Axios. Lo stesso funzionario ha avvertito che gli attacchi dell’Ucraina alle raffinerie russe stanno danneggiando il rapporto del presidente ucraino con Trump “più di quanto danneggiano la Russia”. Il tycoon ritiene che questi attacchi stiano facendo salire i prezzi della benzina negli Stati Uniti.
Il Cremlino: “Zelensky non vuole fermare il conflitto”
Volodymyr Zelensky “non mostra la volontà di fermare il conflitto, motivo per cui il capo della Casa Bianca, Donald Trump, afferma che l’Ucraina ha bisogno di un nuovo leader”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov all’agenzia russa Ria Novosti. “Trump ha affermato di ritenere che sia giunto il momento di avere un nuovo presidente. Perché? Perché il presidente dell’Ucraina deve prendere decisioni molto importanti e molto complesse per porre fine a questa guerra. O Zelensky si assume tale responsabilità, dimostrando la necessaria volontà politica, oppure no”, ha sottolineato Peskov.

