Sanzioni Usa alla Cpi, Kallas: “Revocarle rapidamente, l’Ue è pronta ad agire”

Sanzioni Usa alla Cpi, Kallas: “Revocarle rapidamente, l’Ue è pronta ad agire”
La Corte penale internazionale all’Aia, nei Paesi Bassi (Foto AP/Peter Dejong, File)

La decisione di Washington è arrivata dopo l’assegnazione del Nobel per la Pace a Navi Pillay

L’Alta rappresentate dell’Ue Kaja Kallas, in una nota diramata a nome dell’Unione europea, ha criticato le sanzioni varate dagli Stati Uniti contro la Corte penale internazionale (Cpi) dopo l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla giurista sudafricana Navi Pillay, chiedendo a Washington di ritirarle e ha avvertito che “l’Ue è pronta ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che la Corte continui a operare efficacemente e ad assolvere il suo mandato indispensabile”.

“Attacchi o minacce contro la Corte, i suoi funzionari eletti, il personale e coloro che collaborano con essa, compresi i rappresentanti della società civile e i fornitori di servizi, sono inaccettabili“, ha affermato Kallas accogliendo poi con favore la disponibilità degli Usa di “discutere le proprie preoccupazioni con gli Stati parte dello Statuto di Roma”. “Prendiamo atto della decisione statunitense di posticipare l’entrata in vigore di tali misure. Ciò offre uno spazio alla diplomazia, nell’ottica di ottenerne la rapida revoca e di prevenire ulteriori misure volte a minare l’indipendenza e l’integrità della Cpi”, ha proseguito Kallas sottolineando che la Corte “deve poter operare in modo indipendente, libera da pressioni o interferenze esterne”. L’Ue “continuerà a fornire pieno sostegno e a contribuire a garantire la tutela della Corte, del suo personale e di coloro che collaborano con essa”, ha aggiunto. 

Sanzioni Usa alla Cpi, Kallas: “Revocarle rapidamente, l’Ue è pronta ad agire”
L’Alta rappresentate dell’Unione Europea Kaja Kallas (AP Photo/Bilal Hussein)

Kallas: “La Cpi è parte fondamentale dell’ordine internazionale”

L’Ue “riafferma il proprio impegno incrollabile a favore dell’ordine internazionale basato su regole, di cui la Cpi è parte fondamentale, fondato sul rispetto del diritto internazionale. La giustizia penale internazionale svolge un ruolo cruciale nel chiamare a rispondere del proprio operato coloro che violano il diritto internazionale commettendo i crimini più gravi di rilevanza internazionale”, ha sottolineato Kallas nella nota, precisando che la Cpi “non prende di mira gli Stati sovrani“.

“In virtù del principio fondamentale di complementarità, la Cpi interviene solo qualora uno Stato non voglia o non sia in grado di indagare o perseguire efficacemente i responsabili dei crimini più gravi, quali il genocidio, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e il crimine di aggressione. Gli Stati Uniti vantano una storia e una tradizione di cui andare fieri nel perseguire la giustizia e l’assunzione di responsabilità. Le disposizioni della Cpi in materia di complementarità sono concepite per riconoscere e rispettare il primato dei sistemi e dei procedimenti giudiziari nazionali competenti, come quello statunitense”, ha rimarcato l’Alta rappresentante Ue. 

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