Atp Shanghai 2026, Bolelli e Vavassori eliminati al primo turno. Poi l’annuncio a sorpresa

Atp Shanghai 2026, Bolelli e Vavassori eliminati al primo turno. Poi l’annuncio a sorpresa
Simone Bolelli e Andrea Vavassori, Melbourne, Australia, 25 gennaio 2025 (AP Photo/Asanka Brendon Ratnayake)

La coppia azzurra ha perso al match tie-break contro Krajicek e Mektic

Simone Bolelli e Andrea Vavassori progettavano la loro rivincita contro Austin Krajicek e Nikola Mektic, ma il loro cammino si è fermato beffardamente al primo turno dell’Atp Shanghai 2026. Lo statunitense e il croato, vittoriosi anche nell’ultimo scontro diretto in semifinale all’Atp 500 di Tokyo, hanno chiuso col punteggio finale di 6-7 7-6 10-7 al match tie-break.

Il racconto del match

Il dominio dei servizi di qualche giorno fa in Giappone è solamente un lontano ricordo, sin da subito. Nel terzo gioco, al servizio di Bolelli, arrivano subito due palle break per gli avversari, tre se si contano il deciding point. Sono due passanti (uno per parte) a raddrizzare il game degli azzurri, che poi escono vivi dalla parità grazie ad un colpo di Vavassori nei piedi di Mektic.

Poco dopo, sul 3-2, una grande occasione arriva sulla racchetta di Bolelli, che però manda lunga la volée sul deciding point nel turno di servizio di Krajicek, inattaccabile a Tokyo. L’americano, dal canto suo, tira forte contro il lombardo per procurarsi due palle break sul 4-4, questa volta sul servizio di Vavassori. Il piemontese, però, difende ancora la battuta con un altro deciding point vinto.

Non sono finite le difficoltà, da una parte e dall’altra. Prima di arrivare al tie-break, che a posteriori sembra l’epilogo più giusto, Bolelli è costretto a salvare la sesta e la settima palla break concessa dagli italiani nel parziale. Sul 6-5, “Bole e Wave” si regalano anche due set point contro il servizio di Mektic, aiutato però da Krajicek sul primo, e poi autore lui stesso di un servizio vincente. Dopo tutte le chance salvate, il tie-break è una boccata d’ossigeno e una possibilità per liberare la frustrazione con una conclusione estremamente positiva.

Il punto chiave è il sesto, quando Vavassori si difende con un pallonetto ingestibile per lo smash di Krajicek, che concede così il minibreak. Raddoppiato, poco dopo, con Bolelli vincitore di uno scambio da fondo campo su Mektic, fuori misura sull’ultimo colpo. Dal 5-2, Vavassori va in battuta e non batte ciglio, chiudendo un parziale durato circa un’ora.

Il secondo set comincia con un altro game faticoso e questa volta Vavassori non riesce a salvare la battuta. Annulla due palle break, ma capitola sul deciding point con un dritto fermatosi a rete. Per fortuna, la reazione è ancora ottima, tanto che gli azzurri riescono a dominare il turno di risposta per l’immediato contro-break, impattando poco dopo sul 2-2.

Così il set riprende ritmi simili a quelli di Tokyo, ed al 6-6 ci si arriva con un solo brivido sul 5-6, quando Bolelli rimonta da 0-30 nel proprio turno. Non basta, però, per fare partita pari nel tie-break, condizionato da un doppio fallo di Vavassori (1-2) per il primo minibreak, e poi da altri due che ripropongo il 7-2 del primo set, ma questa volta ad appannaggio di Krajicek e Mektic.

A loro, malgrado il grande equilibrio, va anche il set decisivo, nella maniera più crudele. Dopo 15 punti vinti consecutivamente dalla coppia al servizio, Vavassori va al servizio sotto 7-8, ma due volée di Bolelli si fermano sulla rete e danno e lasciano l’amaro in bocca agli italiani dopo una prestazione comunque positiva in termini di livello di gioco.

Bolelli e Vavassori si separano

Al termine dell’incontro i due tennisti, ai microfoni di Spazio Tennis, hanno annunciato che a fine anno si separeranno. “Lo Slam insieme a Vavassori non so se arriverà. Abbiamo preso delle decisioni, credo che ci separeremo a fine anno”, ha detto Bolelli al fianco di Vavassori, sorprendendo tutti. “Il fuoco ce l’ho ancora, ma lo Slam non è un’ossessione per me. Se arriverà bene, ma a prescindere cercherò di dare il massimo”, ha aggiunto il 41enne di Budrio facendo intendere di non voler appendere la racchetta al chiodo. Insieme, Simone e Andrea, hanno conquistato ben 10 titoli Atp, tra cui due Masters 1000, e hanno raggiunto tre finali Slam.

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