Iran, Teheran invia al Pakistan la risposta alla proposta Usa. Trump: “Assolutamente inaccettabile”

Iran, Teheran invia al Pakistan la risposta alla proposta Usa. Trump: “Assolutamente inaccettabile”
Donald Trump (AP Photo/Jose Luis Magana)

Il presidente Pezeshkian: “Negoziare non significa arrendersi, difendiamo gli interessi nazionali”

L’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha comunicato di aver ricevuto una segnalazione relativa a un incidente avvenuto a circa 23 miglia nautiche a nord-est di Doha, in Qatar, in un tratto di mare considerato strategico per il traffico commerciale internazionale. Secondo quanto riferito nella nota diffusa dall’agenzia, il comandante di una nave mercantile avrebbe segnalato che l’imbarcazione è stata colpita da “un proiettile non identificato”. L’impatto avrebbe provocato un piccolo incendio a bordo, immediatamente gestito dall’equipaggio attraverso i sistemi antincendio della nave. Le fiamme sarebbero state rapidamente domate senza conseguenze gravi per le persone presenti sull’imbarcazione. “Non si registrano vittime”, precisa infatti l’Ukmto, aggiungendo che non è stato segnalato alcun danno ambientale né dispersione di materiale in mare.

L’episodio arriva in un momento di forte tensione nell’area del Golfo Persico e del Medio Oriente, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli allarmi legati alla sicurezza della navigazione commerciale. Le autorità marittime internazionali stanno monitorando con particolare attenzione la situazione nelle rotte energetiche e commerciali considerate sensibili, soprattutto dopo una serie di episodi che hanno coinvolto navi mercantili e petroliere.

Al momento non è stata ancora chiarita la natura del proiettile né la provenienza dell’attacco. Le autorità competenti hanno avviato accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità. L’Ukmto ha inoltre invitato tutte le imbarcazioni in transito nell’area a mantenere alta l’attenzione e a segnalare tempestivamente qualsiasi attività sospetta alle autorità marittime competenti.

Gli Stati Uniti attendono intanto una risposta chiara dall’Iran sulla proposta per raggiungere un accordo e mettere definitivamente fine alla guerra iniziata lo scorso 28 febbraio. Dalla Casa Bianca Donald Trump venerdì ha detto di aspettare il riscontro di Teheran entro la serata americana; l’Iran ha fatto sapere di star valutando la proposta. Già il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, nel corso della sua visita a Roma aveva detto di attendere notizie da Teheran.

Tutti gli aggiornamenti in diretta
Inizio diretta: 10/05/26 08:10
Fine diretta: 10/05/26 23:00
Trump: "Risposta Teheran assolutamente inaccettabile"

“Ho appena letto la risposta dei cosiddetti ‘rappresentanti’ iraniani. Non mi piace per niente, è assolutamente inaccettabile!”. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, commentando la risposta iraniana all’ultima proposta degli Stati Uniti per risolvere il conflitto. 

Cnn: "Telefonata Trump-Netanyahu dopo risposta Teheran a proposta Usa"

Secondo un funzionario israeliano e una fonte israeliana a conoscenza della telefonata, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe parlato con il Presidente Donald Trump questa sera, mentre l’Iran presentava la sua risposta all’ultima proposta di cessate il fuoco statunitense. Lo riporta la Cnn, sottolineando come un video pubblicato sui social media mostri Netanyahu che si scusa per non partecipare a un incontro con i leader delle comunità druse e circasse, affermando di dover parlare al telefono con Trump. 

Trump: "Ci hanno presi in giro per 47 anni, ora non rideranno più"

“L’Iran ha giocato con gli Stati Uniti e il resto del mondo per 47 anni (ritardare, ritardare, ritardare!), per poi finalmente ‘fare il colpo grosso’ quando Barack Hussein Obama è diventato presidente”, “per 47 anni gli iraniani ci hanno ‘tenuto sulle spine’, facendoci aspettare, uccidendo la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, distruggendo le proteste e, recentemente, spazzando via 42mila manifestanti innocenti e disarmati, e ridendo del nostro Paese, che ora è di nuovo grande. Non rideranno più!”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un lungo post sul suo social Truth. Nel post, Trump ha criticato e insultato Barack Obama. Dopo avere scritto che sotto la sua presidenza l’Iran ha “fatto il colpo grosso”, il tycoon ha proseguito: “Non solo è stato benevolo nei loro confronti, ma è stato fantastico, schierandosi effettivamente dalla loro parte, abbandonando Israele e tutti gli altri alleati e offrendo all’Iran una nuova e potentissima prospettiva di futuro. Centinaia di miliardi di dollari e 1,7 miliardi di dollari in contanti, trasportati in aereo a Teheran, sono stati consegnati loro su un piatto d’argento. Tutte le banche di Washington, della Virginia e del Maryland sono state svuotate – Erano così tanti soldi che quando sono arrivati, i teppisti iraniani non avevano idea di cosa farne. Non avevano mai visto soldi del genere, e non li vedranno mai più”. “È stato scaricato dall’aereo in valigie e borse, e gli iraniani non potevano credere alla loro fortuna. Avevano finalmente trovato il più grande fesso di tutti, nelle vesti di un presidente americano debole e stupido. È stato un disastro come nostro ‘leader’, ma non così male come Sleepy Joe Biden!”, ha concluso insultando i due predecessori democratici. 

Seul: "Esplosione su nave in Hormuz causato da 2 oggetti non identificati"

La Corea del Sud ha reso noti i primi risultati di un’indagine secondo cui 2 oggetti volanti non identificati hanno colpito la nave sudcoreana HMM Namu a circa un minuto di distanza l’uno dall’altro la scorsa settimana mentre era ancorata nello Stretto di Hormuz, provocando un’esplosione e un incendio. Un portavoce del ministero degli Esteri sudcoreano ha dichiarato che le autorità devono ancora determinare chi sia stato il responsabile.

Macron replica a Teheran: "A Hormuz non dispiegamento ma missione sicurezza"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha replicato all’avvertimento lanciato dal vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, che aveva messo in guardia contro l’iniziativa franco-britannica volta a sostenere la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz una volta cessate le ostilità. Gharibabadi, in un post su X, che il dispiegamento di navi da guerra nell’area di Hormuz affronterà una risposta immediata da parte delle forze armate iraniane. Macron ha risposto affermando che non si tratterà di uno schieramento militare, ma di una missione internazionale volta a garantire la sicurezza della navigazione non appena le condizioni lo consentiranno.

Trump: "Prenderemo uranio arricchito, monitorato da Space Force"

Il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista andata in onda oggi al programma ‘Full Measure with Sharyl Attkisson’, ha promesso che assumerà il controllo dell’uranio arricchito iraniano. “A un certo punto lo otterremo”, ha detto nell’intervista, rilanciata dal New York Post, “lo teniamo sotto sorveglianza. Sapete, ho creato una cosa chiamata Space Force, e loro stanno osservando”. “Se qualcuno entrasse, potrebbero dirvi il suo nome, il suo indirizzo, il numero del suo badge”, ha proseguito, assicurando che “abbiamo tutto sotto stretta sorveglianza” e “se qualcuno si avvicinasse al posto, lo sapremmo, e lo faremmo saltare in aria”. “Non possiamo permettere che l’Iran abbia un’arma nucleare”, ha ribadito Trump. 

Pakistan conferma: "Ricevuta risposta Teheran a Usa"

Il Pakistan ha confermato di avere ricevuto la risposta da parte dell’Iran alla proposta Usa. Il Pakistan ha ospitato il mese scorso dei colloqui fra Usa e Iran e ora continua a fare da mediatore. In una rara dichiarazione pubblica, il capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, ha affermato che Islamabad rimane impegnata a contribuire alla risoluzione del conflitto. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo del Qatar. 

Teheran avverte Francia e GB: "Se navi a Hormuz risposta immediata"

 Il vice ministro degli Esteri iraniano per gli affari giuridici e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha messo in guardia Francia e Regno Unito dal dispiegare navi da guerra nei pressi dello Stretto di Hormuz, affermando che qualsiasi forma di cooperazione con le azioni Usa in quella zona marittima affronterà una risposta immediata da parte delle forze armate iraniane. Lo riporta Iran International. “La presenza di navi da guerra francesi e britanniche, o di qualsiasi altro Paese, per un’eventuale cooperazione con le azioni illegali degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz, contrarie al diritto internazionale, sarà accolta con una risposta decisa e immediata da parte delle forze armate iraniane”, ha dichiarato Kazem Gharibabadi in un post su X. Ha aggiunto che a Parigi e Londra è stato “fortemente consigliato di non complicare ulteriormente la situazione”.

Netanyahu: "Guerra non è finita, uranio va portato via"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un’intervista alla Cbs la cui versione integrale andrà in onda domenica in tarda serata, ha affermato che la guerra non è finita, perché l’uranio arricchito deve essere rimosso dall’Iran.”Trump mi ha detto: ‘voglio intervenire lì’, e penso che sia fattibile dal punto di vista logistico”, ha dichiarato Netanyahu.

Media, Teheran cerca di porre fine anche alla guerra in Libano

A proposito della risposta inviata da Teheran all’ultima proposta Usa, attraverso il Pakistan, la tv di Stato iraniana riferisce che l’Iran cerca di porre fine alla guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e di garantire la sicurezza della navigazione. Teheran inoltre, secondo quanto sottolineano i media di Stato iraniani, desidera che i negoziati si concentrino sulla conclusione definitiva del conflitto. L’ultima proposta di Washington riguardava un accordo per porre fine alla guerra, riaprire lo Stretto di Hormuz e ridimensionare il programma nucleare iraniano, una questione che Teheran preferirebbe discutere in un secondo momento

Waltz: "Trump dà ogni chance alla diplomazia prima di tornare alle ostilità"

Il presidente Usa, Donald Trump, sta dando alla diplomazia “ogni chance che possiamo prima di tornare alle ostilità”. Lo ha dichiarato alla Abc l’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz.

A Gaza raid dell'Idf colpisce veicolo a Khan Younis: 2 morti

Nella Striscia di Gaza un attacco israeliano ha colpito un veicolo, uccidendo almeno 2 persone fra cui un agente di polizia di Hamas nella città meridionale di Khan Younis. Lo riferisce l’ospedale Nasser, che ha accolto i feriti. Secondo quanto riferito dalla protezione civile, agenzia di primo soccorso che opera sotto il ministero dell’Interno gestito da Hamas, il veicolo è stato colpito nella tarda mattinata di domenica nel quartiere di Al-Amal a Khan Younis. Tra i due uccisi figura il colonnello Wessam Abdel-Hadi, a capo del dipartimento investigativo della polizia di Khan Younis, ha riferito l’ospedale. L’esercito israeliano ha dichiarato che sta indagando sull’attacco.

Teheran contro l'Aiea: "Il suo compito è verificare, non dare messaggi politici"

“Il mandato dell’Aiea è la verifica, non l’invio di messaggi politici sullo Stretto di Hormuz, sui missili iraniani o su come Teheran dovrebbe comportarsi. Quando l’imparzialità professionale viene compromessa per motivi di segnalazione politica o ambizione personale, le istituzioni minano la propria credibilità e, col tempo, anche la propria efficacia”. Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri dell’Iran, Esmaeil Baghaei.

Media, Teheran ha inviato al Pakistan risposta a proposta Usa

L’Iran ha inviato oggi al Pakistan, che fa da mediatore, la risposta all’ultima proposta Usa per porre fine alla guerra. Lo riferisce l’agenzia di stampa di Stato iraniana Irna. Secondo quanto riporta un’altra agenzia di stampa iraniana, Isna, “il fulcro della risposta dell’Iran al quadro americano è incentrato sulla ‘cessazione immediata della guerra’ e sul ‘ripristino della sicurezza marittima’ nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz”. “In base all’attuale proposta di tabella di marcia, i negoziati in questa fase rimangono strettamente dedicati ai meccanismi per porre fine alle ostilità e risolvere la crisi regionale”, aggiunge Isna.

Qatar a Teheran: "Uso di Hormuz come strumento di pressione aggrava la crisi"

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, durante il quale “ha affermato il pieno sostegno dello Stato del Qatar agli sforzi di mediazione volti a risolvere la crisi con mezzi pacifici” e “ha sottolineato che la libertà di navigazione è un principio consolidato che non deve essere compromesso e che la chiusura dello Stretto di Hormuz o il suo utilizzo come strumento di pressione porterebbe solo ad aggravare la crisi e a mettere in pericolo gli interessi vitali dei Paesi della regione”. Lo riferisce l’agenzia di stampa di Stato Qna, aggiungendo che Al-Thani ha anche evidenziato “le potenziali ripercussioni negative che ciò potrebbe avere sulle catene di approvvigionamento energetico e alimentare globali”. Al-Thani “ha sottolineato la necessità di rispettare le disposizioni del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, e di dare priorità agli interessi della regione e dei suoi popoli, in modo da contribuire alla sicurezza e alla stabilità e sostenere gli sforzi volti ad allentare le tensioni”, conclude il resoconto.

Il premier del Qatar sente Sharif: "Sostegno a sforzi di mediazione del Pakistan"

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro del Pakistan Muhammad Shehbaz Sharif, nel corso del quale “ha affermato il pieno sostegno dello Stato del Qatar agli sforzi di mediazione del Pakistan volti a porre fine alla crisi” iraniana “con mezzi pacifici”. Lo riferisce l’agenzia di stampa di Stato Qatar News Agency (Qna). Al-Thani ha sottolineato “la necessità che tutte le parti rispondano a questi sforzi al fine di creare le condizioni appropriate per il progresso dei negoziati, che portino a un accordo globale che garantisca una pace sostenibile nella regione”.

Parlamentare di Teheran avverte gli Usa: "La nostra moderazione è finita"

“Da oggi, la nostra moderazione è finita. Qualsiasi aggressione contro le nostre navi sarà seguita da una risposta iraniana dura e decisiva contro le navi e le basi Usa”. Lo ha scritto in un post su X il parlamentare iraniano Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera. “Il tempo stringe per gli interessi americani; è nel loro interesse non agire in modo avventato e non sprofondare ancora di più nel pantano in cui sono caduti”, prosegue Rezaei, aggiungendo che “la strada migliore è arrendersi e fare delle concessioni”. “Dovete abituarvi al nuovo ordine regionale”, conclude.

Emirati: "Intercettati 2 droni iraniani, no vittime"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di avere intercettato 2 droni iraniani nel proprio spazio aereo. Nel suo annuncio, il ministero della Difesa emiratino riferisce che non sono state segnalate vittime. La notizia arriva lo stesso giorno in cui un attacco con droni ha provocato un piccolo incendio a bordo di una nave mercantile al largo delle coste del Qatar e il Kuwait ha dichiarato di aver respinto un attacco con droni.

Pezeshkian: "Il nemico cerca di trasferire la guerra sul piano economico"

“Dopo la sconfitta sul campo di battaglia, il nemico sta cercando di trasferire la guerra sul piano economico”. Così il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, citato dai media locali. Riferendosi ai recenti attacchi israelo-americani contro le infrastrutture iraniane, Pezeshkian ha evidenziato che il nemico ha cercato di distruggere l’economia del Paese prendendo di mira le principali industrie durante la guerra, ma il popolo e la pianificazione del governo hanno sventato questi complotti. 

Media, Khamenei impartisce nuove direttive militari: "Contrastare nemici con forza"

Il comandante del quartier generale iraniano Khatam al-Anbiya ha presentato alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei un rapporto sulla prontezza delle forze armate, assicurando alla Guida Suprema che le forze iraniane sono altamente preparate. La televisione iraniana, citata da Al Jazeera, ha riferito che la Guida Suprema ha impartito nuove direttive al comandante affinché continui a “contrastare i nemici con forza e determinazione”. Il comandante del quartier generale Khatam al-Anbiya ha confermato che qualsiasi errore o attacco “sarà contrastato con fermezza e rapidità” e ha confermato l’esistenza di piani per contrastare “atti ostili da parte di americani e sionisti”.

Media iraniani, esplosione a Chabahar nel sud-est per munizioni inesplose

Una forte esplosione è stata udita nella città di Chabahar, nella provincia del Sistan e Baluchistan, nel sud-est dell’Iran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, affermando che l’esplosione è stata causata da munizioni belliche residue.

Pezeshkian: "Negoziare non significa arrendersi, difendiamo gli interessi nazionali"
Iran, Masoud Pezeshkian parla in un\'intervista televisiva in diretta dalla TV di stato

“Il nostro popolo non si sottometterà mai al nemico, e parlare di negoziati non significa arrendersi o ritirarsi, ma piuttosto l’obiettivo è realizzare i diritti della nazione iraniana e difendere con autorità gli interessi nazionali”.Così il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato dai media locali.

Teheran: "Smantellata cellula terroristica affiliata al Mossad"

L’account informativo ufficiale su X del Governo della Repubblica islamica dell’Iran ha pubblicato un post in cui si legge che “il ministero dell’Informazione iraniano ha annunciato che una cellula operativa di quattro persone affiliata al Mossad nella provincia dell’Azerbaijan occidentale, che stava preparando operazioni terroristiche nelle province dell’Azerbaijan occidentale e di Teheran, è stata identificata e smantellata prima di qualsiasi azione”. “Questa squadra – viene sottolineato – intendeva condurre operazioni contro alcuni centri sensibili e luoghi governativi e assassinare una persona a Teheran”.

Kuwait: "Risposto a droni ostili nel nostro spazio aereo"

L’esercito del Kuwait afferma di aver risposto a un attacco con droni, mentre resta fragile il cessate il fuoco nella guerra con l’Iran. Il portavoce del ministero della Difesa del Kuwait, generale di brigata Saud Abdulaziz Al Otaibi, ha dichiarato che droni ostili sono entrati nello spazio aereo del Kuwait nelle prime ore di domenica e che le forze hanno risposto “in conformità con le procedure stabilite”. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime.

Pakistan: "Proseguono gli sforzi di mediazione imparziale per una pace duratura"

Il capo di Stato maggiore dell’esercito pakistano Asim Munir ha affermato che Islamabad sta svolgendo un ruolo di mediazione neutrale in Medioriente con l’obiettivo di raggiungere una pace duratura, sottolineando che il Pakistan sta facendo ogni sforzo per garantire il successo della mediazione tra Usa e Iran e continuerà a farlo. Lo riporta Al Jazeera. Il generale Munir ha affermato che gli sforzi pakistani per portare avanti l’azione diplomatica proseguono senza sosta, in un momento in cui crescono le aspettative riguardo alla risposta di Teheran alla proposta americana di porre fine alla guerra

Media, nave con Gnl del Qatar attraversa Hormuz per prima volta da inizio guerra
Una petroliera solca le acque dello Stretto di Hormuz. (Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP)

Secondo i dati di tracciamento navale riportati dal sito MarineTraffic, la nave qatariana Al Kharaitiyat carica di gas naturale liquefatto (Gnl) ha attraversato lo Stretto di Hormuz diretta in Pakistan. È la prima nave cisterna di proprietà e gestita dal Qatar ad aver attraversato lo stretto dall’inizio del conflitto tra Iran e Stati Uniti il 28febbraio, secondo gli analisti del settore marittimo citati dalla Cnn. Alle 4 di domenica ora locale Al Kharaitiyat si trovava nel Golfo dell’Oman. La sua rotta mostra che ha attraversato lo Stretto di Hormuz utilizzando la rotta settentrionale approvata dall’Iran, vicino all’isola di Qeshm. La Al Kharaitiyat, che può trasportare oltre 200.000 metri cubi di gas liquefatto, ha preso il suo carico presso l’hub di esportazione di Ras Laffan in Qatar all’inizio del mese. Il Qatar fornisce normalmente quasi il 20% del Gnl mondiale, ma la sua produzione è stata interrotta e il suo impianto principale danneggiato durante il conflitto. 

La Marina iraniana schiera sottomarini leggeri a Hormuz per intercettare navi nemiche

La Marina iraniana ha schierato sottomarini leggeri di produzione nazionale, noti come ‘delfini del Golfo Persico’, nello Stretto di Hormuz per contrastare le navi nemiche. Lo ha dichiarato il comandante, il contrammiraglio Shahram Irani, citato dall’agenzia Tasnim, sottolineando che la flotta di sottomarini leggeri viene ampliata e posizionata sul fondale marino nelle acque dello Stretto di Hormuz in base alle minacce esistenti, alle capacità e alle esigenze operative. Irani ha aggiunto che i sottomarini sono in grado di rimanere sul fondale per lunghi periodi nelle acque strategiche dello Stretto di Hormuz, intercettare e distruggendo le navi nemiche. 

Idf: "In Libano uccisi 10 miliziani e colpiti 40 siti di Hezbollah nel weekend"

Nel fine settimana le Forze di difesa israeliane hanno attaccato più di 40 siti e ucciso più di 10 membri di Hezbollah che operavano vicino all’esercito israeliano nel Libano meridionale. Lo ha reso noto l’Idf su X.

Pasdaran: "Se navi attaccate colpiremo siti Usa"

Il Comando della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha emesso un nuovo avvertimento contro qualsiasi atto di aggressione nei confronti delle petroliere iraniane e delle navi commerciali. E’ quanto riferisce l’agenzia Irna. Il Comando della Marina dell’Irgc, si legge, ha sottolineato in un messaggio che “qualsiasi aggressione contro le petroliere iraniane e le navi commerciali comporterà un pesante attacco contro uno dei centri americani nella regione e contro le navi nemiche”.

Tajani: "Dragamine italiani a Hormuz per garantire libertà navigazione"

“I dragamine italiani potrebbero essere inviati a Hormuz per contribuire a garantire la libertà di movimento alle navi di tutto il mondo. È necessaria una tregua consolidata e un quadro di intese internazionali. Non vogliamo certo entrare in guerra, ma faremo tutto il necessario per garantire il rispetto del diritto internazionale dei mari. Ne va anche della nostra sicurezza nazionale, e del benessere di cittadini e imprese italiane”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera.

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