Gli Stati Uniti attendono una risposta chiara dall’Iran sulla proposta per raggiungere un accordo e mettere definitivamente fine alla guerra iniziata lo scorso 28 febbraio. Dalla Casa Bianca Donald Trump ha detto di aspettare il riscontro di Teheran entro la serata americana; ieri l’Iran ha fatto sapere di star valutando la proposta. Già il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, nel corso della sua visita a Roma aveva detto di attendere notizie da Teheran.
Malgrado il cessate il fuoco, nello Stretto di Hormuz gli scontri continuano. Il Comando centrale Usa ha fatto sapere di aver colpito colpito due petroliere battenti bandiera di Teheran nel Golfo dell’Oman che stavano “violando il blocco statunitense”. Dura la risposta iraniana: il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha parlato di “avventurismo capriccioso” e “comportamento sconsiderato” da parte degli Stati Uniti: “È evidente al mondo intero”, ha dichiarato.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha reso noto che, dall’inizio del blocco navale imposto ai porti iraniani il 13 aprile, le forze Usa hanno respinto 58 navi mercantili e ne hanno “messo fuori uso” quattro. “Il blocco navale Usa contro l’Iran continua ad essere applicato pienamente. A oggi le forze del Centcom hanno respinto 58 navi mercantili e ne hanno messe fuori uso 4 dal 13 aprile per impedire alle navi di entrare o uscire dai porti iraniani”, ha riferito il Centcom in un post su X.
Il presidente Usa, Donald Trump, in un post pubblicato sul suo social Truth, ha rilanciato un articolo del sito ‘Just the News’ in cui – presentando un sondaggio secondo il quale la maggioranza degli statunitensi ritiene che evitare che l’Iran si procuri l’arma nucleare sia più importante che porre fine alla guerra – viene riportato che il vice presidente Usa JD Vance avvierà negoziati questo fine settimana in Pakistan insieme all’inviato speciale Steve Witkoff e a Jared Kushner, genero di Trump. “Molto importante. Ecco dove si trova la nostra nazione!!!”, ha scritto Trump nel post che accompagna l’articolo.
In una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera sabato mattina il presidente Usa, Donald Trump, non ha voluto commentare sullo spostamento di truppe dalla Germania, potenzialmente verso il fronte orientale della Nato, mentre ha confermato che “sta ancora prendendo in considerazione” di spostare truppe dalle basi italiane. Il Corriere della Sera riporta ancora che, alla domanda sul perché abbia postato nei giorni scorsi su Truth un vecchio articolo di Salvini, il presidente ha replicato: “Perché lo ritenevo appropriato”.
È di almeno 11 morti in Libano il bilancio di tre attacchi israeliani. Lo riporta il quotidiano libanese L’Orient Le-Jour. Sei persone sono morte e 6 sono rimaste ferite nel bombardamento di un edificio in cui vivevano degli sfollati a Saksakiyé (Sidone); una persona è stata uccisa mentre guidava un’auto colpita da un attacco a Saadiyate, a sud di Beirut; e altre 2 persone sono state uccise in un raid aereo a Habbouch (Nabatieh).
Il presidente Usa Donald Trump, in una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera sabato mattina, ha detto di non voler commentare sulla lettera di risposta dell’Iran che era attesa ieri notte.
“L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l’Italia, e così il mio Paese”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, in una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera sabato mattina, a proposito della premier Giorgia Meloni, il giorno dopo il viaggio a Roma del segretario di Stato Usa, Marco Rubio. Quando è stato osservato che l’Italia potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, Trump ha interrotto e ripetuto: “L’Italia non c’era quando ne avevamo bisogno”.
Un funzionario del governo dell’Iran ha dichiarato che la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha riportato ferite al ginocchio e alla schiena nell’attacco che ha ucciso suo padre Ali. È la prima volta che Teheran fornisce dettagli sulla salute di Khamenei. Lo riporta il Wall Street Journal. Il funzionario del governo iraniano ha precisato che Khamenei, che non è più apparso in pubblico da quell’attacco, gode però di buona salute.
Il Regno Unito invierà una nave da guerra in Medioriente per partecipare a una potenziale missione per proteggere le navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero della Difesa britannico, spiegando che l cacciatorpediniere HMS Dragon si “preposizionerà” nella regione, pronto a partecipare a un piano di sicurezza guidato da Regno Unito e Francia una volta cessate le ostilità. Anche la Francia ha annunciato questa settimana che sta spostando il suo gruppo da battaglia con portaerei nel Mar Rosso in preparazione di una potenziale missione nello Stretto.
“Mi auguro ci sia una tregua e la pace a Hormuz. Mi auguro partano” navi italiane, “perché vorrebbe dire che c’è la pace a Hormuz e che la navigazione può riprendere”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, oggi a Genova dopo la partenza di Nave Vespucci. Per il ministro serve “una coalizione internazionale che lo consenta nel più breve tempo possibile, vorrebbe dire che avremo anche meno problemi, visto l’aumento che c’è stato di tutto. E anche che almeno una parte dei problemi che ci stanno massacrando da anni l’avremmo risolta”
Una bambina, che in precedenza era stata segnalata come ferita, è morta all’ospedale universitario governativo Nabih Berri di Nabatieh, nel sud del Libano, dopo essere stata colpita insieme al padre in un attacco con tre droni. Lo riporta dall’agenzia di stampa nazionale libanese (Nna). Il padre sarebbe morto sul colpo nell’attacco. I due stavano viaggiando in motocicletta vicino alla scuola superiore al-Sabah quando sono state colpite dal primo attacco di droni, seguito da altri due.
“Il nostro obiettivo finale è porre fine a questo conflitto e garantire che l’Iran non sia in grado di produrre armi nucleari. E questo obiettivo è un obiettivo comune tra America ed Europa”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz durante una visita in Svezia.
Il ministero dell’Interno del Bahrein ha dichiarato di aver arrestato 41 persone che, secondo quanto sostiene, fanno parte di un gruppo affiliato alla Guardia Rivoluzionaria iraniana. Ha poi aggiunto che sono in corso indagini per intraprendere ulteriori azioni contro chiunque sia affiliato al gruppo. Il Bahrein è guidato da una monarchia musulmana sunnita ma, come l’Iran, la sua popolazione è in maggioranza sciita. I gruppi per i diritti umani hanno affermato che il regno ha usato la guerra tra l’Iran e gli Stati Uniti come scusa per reprimere il dissenso interno.
“Stiamo attenzionando i prezzi. Questa settimana insieme al collega Urso incontreremo la grande distribuzione organizzata, perché chiediamo di fare operazioni che possano rendere più trasparente anche il sistema dei prezzi, in maniera tale da evitare qualsiasi forma di speculazione e mettere in condizione tutti di dimostrare come ci sia una correlazione tra i costi di produzione e i costi di trasporto e il legittimo guadagno delle imprese con ciò che le persone devono continuare a comprare”. Così il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, a margine di un evento di Confagricoltura a Milano, interpellato su un possibile rialzo dei prezzi legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese Nna, almeno tre persone sono rimaste uccise in un attacco aereo israeliano contro il distretto di Tiro, nel sud del Libano. I tre viaggiavano in auto quando sono state attaccate vicino alla scuola superiore Martyr Mohammed Saad, tra Burj Rahhal e al-Abbassieh. Un uomo è poi stato ucciso in un triplice attacco di droni israeliani nella città di Nabatieh, nel sud del Libano. La vittima stava viaggiando in motocicletta vicino alla scuola superiore Al-Sabah quando è stata colpita dal primo attacco di droni, seguito da altri due. Secondo alcune fonti, la figlia sarebbe rimasta coinvolta nel raid e sottoposta a un intervento chirurgico a Nabatieh.
“Questa guerra in Iran, che il popolo americano non vuole, che non è stata autorizzata dal Congresso, anche se lo fosse stata, non avrebbe dovuto essere iniziata. Ha parlato di annientare… Sono tutte stronzate”. Lo ha detto l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, durante un evento del Partito democratico a Las Vegas, scatenando gli applausi della sala. Lo riporta la Cnn.
Secondo quanto riportato da Al Jazeera Arabic, i raid aerei israeliani hanno colpito la periferia di Nabatieh, nel sud del Libano. Nel frattempo, droni israeliani hanno colpito le città di al-Mansouri, Burj Rahhal e Nabatieh al-Fawqa.
Fawad Moradzadeh, governatore di Bandar Lengeh, afferma che sei persone risultano disperse in seguito all’attacco statunitense contro navi iraniane vicino al porto di Khasab, in Oman. L’attacco è avvenuto giovedì 7 maggio e, secondo il governatore di Bandar Lengeh, “navi mercantili e da pesca iraniane” sono state attaccate vicino al porto di Khasab, in Oman. “In questo incidente, sono state prese di mira sei imbarcazioni appartenenti agli abitanti di Bandar-e-Moalem, un distretto nella parte centrale di Bandar-e-Lengeh, con un totale di 20 persone a bordo”, ha affermato Moradzadeh, come riporta Bbc Persian.
Un parlamentare iraniano ha respinto le accuse secondo cui Teheran avrebbe scaricato petrolio in mare vicino all’isola di Kharg, dopo che le immagini satellitari hanno mostrato grandi chiazze di petrolio intorno a questo importante snodo per l’esportazione. Jafar Pourkabgani, membro del parlamento in rappresentanza della provincia di Bushehr, ha affermato in un post sul social X che le chiazze di petrolio sono state causate da “residui di petrolio e acque di zavorra di scarto provenienti da petroliere europee” scaricate in mare. Riferendosi poi alle accuse riportate da Fox News secondo cui l’Iran avrebbe rilasciato petrolio perché i serbatoi di stoccaggio erano pieni, ha aggiunto: “Questa affermazione è falsa e fa parte dell’operazione psicologica del nemico”.
Secondo quanto riportato dalla Cnn, che cita fonti a conoscenza delle valutazioni, l’intelligence degli Stati Uniti ritiene che la nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, continui a essere coinvolta nella definizione della strategia di guerra e negoziale di Teheran, nonostante non appaia in pubblico da quando è rimasto ferito negli attacchi che hanno ucciso suo padre Ali. Secondo il rapporto, Khamenei si sta riprendendo da ustioni e altre ferite, rimanendo in gran parte isolato e comunicando tramite corrieri anziché con dispositivi elettronici. L’intelligence statunitense ritiene che la leadership iraniana rimanga frammentata, con alti comandanti delle Guardie Rivoluzionarie e il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf che gestiscono gran parte del processo decisionale quotidiano, mentre il governo di Teheran valuta le proposte statunitensi per porre fine al conflitto.
Le immagini satellitari scattate ieri mostrano un’apparente fuoriuscita di petrolio che copre circa 71 chilometri quadrati al largo dell’isola di Kharg, il principale terminale di esportazione di greggio dell’Iran. Lo ha affermato Ami Daniel, amministratore delegato della società di intelligence marittima Windward AI. La chiazza è stata avvistata per la prima volta nelle immagini satellitari martedì. La fuoriuscita è avvenuta prima dell’ultima serie di attacchi statunitensi nella regione. L’isola di Kharg si trova all’altra estremità del Golfo rispetto allo Stretto di Hormuz, a centinaia di miglia di distanza. Ieri il Pentagono ha rifiutato di commentare se ci fossero stati recenti attacchi sull’isola di Kharg. Sebbene l’origine della fuoriuscita sia sconosciuta, probabilmente non verranno avviate operazioni di bonifica nelle acque dove Stati Uniti e Iran si sono scontrati, ha affermato Daniel. Nina Noelle, esperta di operazioni di crisi internazionali presso Greenpeace Germania, ha precisato che sembra improbabile che la fuoriuscita abbia un impatto sulla terraferma, sebbene possa comunque influenzare alcuni habitat marini sensibili.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha dichiarato che il suo indice dei prezzi alimentari è aumentato del 2% ad aprile rispetto all’anno precedente, raggiungendo il livello più alto dal 2023. L’indice rileva i prezzi internazionali di materie prime come cereali, riso e zucchero. La FAO ha affermato che l’olio vegetale ha registrato l’aumento maggiore. L’aumento dei prezzi del petrolio greggio sta incrementando la domanda di oli di semi da parte dell’industria dei biocarburanti. Anche i timori di una minore produzione nel Sud-Est asiatico stanno facendo salire i prezzi. I prezzi del grano sono aumentati dello 0,8% a causa dei timori per la siccità negli Stati Uniti e in Australia, nonché dei prezzi elevati dei fertilizzanti legati alla guerra. La FAO ha aggiunto che quest’anno gli agricoltori potrebbero passare dal grano a colture che richiedono un uso meno intensivo di fertilizzanti, il che ridurrebbe l’offerta di grano e ne farebbe aumentare i prezzi.
Il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres ha espresso preoccupazione per il presunto scontro a fuoco tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. “Sottolinea che questo è un momento critico per allentare la tensione ed esorta tutte le parti a esercitare la massima moderazione per evitare un’ulteriore escalation”, ha detto il suo portavoce Stephane Dujarric. Guterres invita tutte le parti ad astenersi da azioni “che potrebbero portare a una nuova escalation o minare gli sforzi diplomatici in corso”, ha aggiunto Dujarric.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha fatto osservazioni in merito alla escalation navale degli Stati Uniti nel Golfo parlando al telefono con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, Araghchi avrebbe detto che le recenti azioni “provocatorie” degli Stati Uniti nel Golfo Persico e la “retorica offensiva” da parte di alti funzionari americani avevano aumentato i sospetti iraniani sull’impegno di Washington per la diplomazia. Avrebbe anche accusato gli Stati Uniti di violare ripetutamente il cessate il fuoco, dicendo che l’approccio di Washington sta minando gli sforzi diplomatici e approfondendo la diffidenza tra gli iraniani nei confronti delle intenzioni degli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri ha affermato che, per portare avanti il processo diplomatico, è necessario porre fine agli attacchi illegali e agli “approcci irragionevoli ed eccessivi” da parte della controparte.
Il rappresentante permanente iraniano delle Nazioni Unite Amir Saeed Iravani ha detto venerdì che le recenti misure statunitensi sono “ostili e provocatorie”, avvertendo di “conseguenze catastrofiche” nello stretto di Hormuz. Parlando con i giornalisti, Iravani ha affermato che le recenti azioni degli Stati Uniti costituiscono “comportamenti ostili e provocatori”, osservando che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva pubblicamente riconosciuto queste misure. Ha sottolineato che l’Iran mantiene il suo pieno diritto all’autodifesa ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e prenderà “tutte le misure necessarie” per proteggere la sua sovranità e i suoi interessi nazionali. L’inviato iraniano ha avvertito che la continua attività degli Stati Uniti nello stretto di Hormuz potrebbe portare a “conseguenze catastrofiche” non solo per la regione, ma anche con ripercussioni internazionali più ampie.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato venerdì ai giornalisti che si aspetta di ricevere una risposta dall’Iran “stasera” in merito a una proposta volta a porre fine alle ostilità nella regione. “Dovrei ricevere una lettera, presumibilmente stasera. Quindi vedremo come andrà”, ha detto Trump mentre si preparava a lasciare la Casa Bianca per recarsi a una cena nel suo campo da golf nel nord della Virginia.

