Iran, Axios: Usa e Teheran vicini al memorandum per porre fine alla guerra – La diretta

Iran, Axios: Usa e Teheran vicini al memorandum per porre fine alla guerra – La diretta
(AP Photo/Vahid Salemi)

Trump: “Accettino o riprendiamo a bombardare. Accordo possibile prima di mio viaggio in Cina”

Donald Trump ha deciso di sospendere il Project Freedom ovvero un’iniziativa per sbloccare lo Stretto di Hormuz. L’obiettivo è “verificare se un accordo possa essere finalizzato e firmato” con l’Iran, ha fatto sapere il presidente degli Stati Uniti su Truth, precisando che il blocco navale Usa nell’area rimane in vigore. L’annuncio è arrivato all’indomani di un nuovo attacco del tycoon contro Papa Leone XIV: “Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”, “immagino che, se dipendesse dal Papa, per lui andrebbe benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”, ha detto Trump in polemica con Prevost già da diverse settimane.

Guerra in Medio Oriente – La diretta di oggi mercoledì 6 maggio
Inizio diretta: 06/05/26 07:00
Fine diretta: 06/05/26 23:00
Trump ribadisce: "Teheran vuole fare un accordo, abbiamo vinto"

Donald Trump ribadisce che gli iraniani “vogliono fare un accordo”, ma “non possono avere un’arma nucleare”. I leader iraniani, ha detto il presidente parlando nello Studio Ovale, “sono morti” e “credo che abbiamo vinto”.

Dipartimento Stato Usa: "Su accordo Trump non si farà mettere fretta"

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Tommy Pigott, ha dichiarato ad Al Jazeera che il presidente Donald Trump ha chiarito di preferire la via diplomatica per la risoluzione del conflitto con l’Iran, ma di non avere intenzione di “accettare in fretta un cattivo accordo”. “Trump concluderà un buon affare per il popolo americano”, ha detto Pigott.

Meloni sente Emiro Kuwait: "Solidarietà per attacchi ingiustificati"

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con l’Emiro del Kuwait, Sheikh Misha’al Al-Ahmad Al-Sabah. È quanto si legge in una nota.
La presidente Meloni “ha ribadito la solidarietà italiana al Kuwait per gli attacchi ingiustificati da parte dell’Iran, ricevendo il sincero ringraziamento dell’Emiro per i sistemi di difesa forniti dall’Italia – prosegue la nota -. I due leader hanno poi discusso della situazione nella regione con particolare riferimento alle prospettive per una soluzione della crisi nel Golfo, concordando sulla necessità di affermare la libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz, in linea con il diritto internazionale.
La conversazione ha infine permesso di approfondire i principali temi della cooperazione bilaterale, confermando il comune impegno a rafforzare ulteriormente il partenariato economico tra Roma e Kuwait City, a partire dalla promozione degli investimenti reciproci in settori dí comune interesse”.

Axios: "Accordo Usa-Iran includerebbe anche cessate il fuoco a Beirut"

Il possibile accordo quadro di una sola pagina tra Stati Uniti e Iran includerebbe anche un cessate il fuoco in Libano, distinto dalla tregua già esistente tra Israele e Beirut, secondo quanto riportato dal giornalista di Axios Barak Ravid. L’intesa, ancora in fase di definizione, “porrebbe fine alla guerra in tutta la regione, Libano compreso”, ha riferito Ravid, sottolineando che si tratterebbe di un cambiamento significativo rispetto all’attuale assetto dei negoziati. Secondo il giornalista, il cessate il fuoco con l’Iran non si è finora esteso al fronte libanese, dove Israele è impegnato contro Hezbollah. Non è chiaro se un eventuale accordo includerebbe il ritiro delle truppe israeliane dal Libano o un ritorno ai termini della tregua precedente.

Centcom, colpita petroliera Teheran che voleva violare blocco Hormuz

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato che le forze americane hanno “messo fuori uso” una petroliera battente bandiera iraniana nel Golfo dell’Oman, dopo che l’imbarcazione avrebbe ignorato “ripetuti avvertimenti”. Secondo quanto riferito, la petroliera M/T Hasna, diretta verso un porto iraniano, è stata monitorata durante il transito in acque internazionali e invitata più volte a non violare un blocco navale statunitense. “Dopo che l’equipaggio della Hasna non ha rispettato i ripetuti avvertimenti, le forze statunitensi hanno disabilitato il timone della petroliera sparando diversi colpi con il cannone da 20 mm di un caccia F/A-18 Super Hornet della Marina statunitense decollato dalla USS Abraham Lincoln. La Hasna non è più in rotta verso l’Iran”, conclude il Centcom. Non sono state fornite informazioni su eventuali feriti.

Foto con soldato Idf che mette sigaretta in bocca a statua Maria

Una foto pubblicata sui social media mostra un soldato israeliano che infila una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria, in un villaggio cristiano nel sud del Libano. La foto – pubblicata dal Times of Israel che riporta la notizia – è stata scattata nel villaggio di Debel, dove il mese scorso un soldato ha distrutto una statua di Gesù. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) non hanno al momento rilasciato commenti.

Macron sente Peseshkian su missione a Hormuz: "Parlerò anche con Trump"

Il presidente francese Emmanuel Macron in un post su X ha reso noto di aver avuto una conversazione con l’omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, al quale ha espresso la “profonda preoccupazione” per “l’escalation in corso” e la condanna “agli attacchi ingiustificati contro le infrastrutture civili emiratine e diverse navi”. “Tutte le parti devono revocare il blocco dello Stretto di Hormuz, senza indugio e senza condizioni – ha aggiunto – dobbiamo tornare in modo duraturo al regime di piena libertà di navigazione che prevaleva prima del conflitto”. Secondo Macron “la missione multinazionale istituita da Francia e Regno Unito può contribuire a ripristinare la fiducia tra armatori e assicuratori e “per sua stessa natura, sarà distinta dalle parti in conflitto”. “Il preposizionamento della portaerei Charles de Gaulle si inserisce in questo contesto. Ho invitato il Presidente iraniano a cogliere questa opportunità e intendo discuterne con il Presidente Trump”, ha concluso.

Netanyahu: "Pieno coordinamento con Usa, stasera sentirò Trump"

Aprendo la riunione del Gabinetto di sicurezza il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato di essere “in contatto continuo con i nostri amici negli Stati Uniti”. Lo riporta Ynet. “Parlo con il Presidente Trump quasi quotidianamente e parlerò con lui anche stasera”, ha aggiunto Netanyahu parlando di “pieno coordinamento” con Washington. “Condividiamo obiettivi comuni, e l’obiettivo più importante è rimuovere dall’Iran tutto il materiale arricchito e smantellare le capacità di arricchimento dell’uranio – ha aggiunto – il presidente Trump crede di poter raggiungere questo obiettivo in un modo o nell’altro. Ma noi siamo preparati a qualsiasi scenario”.

Trump: "Stiamo andando bene come in Venezuela, Teheran vuole negoziare"

Donald Trump insiste nel definire una “schermaglia” il conflitto con l’Iran, assicurando che gli Stati Uniti stanno “facendo incredibilmente bene, come abbiamo fatto in Venezuela”. Nel corso di un evento alla Casa Bianca il presidente americano ha affermato che gli iraniani “vogliono fare un accordo, vogliono negoziare”. Rimane da veder, ha aggiunto, se l’accordo sarà “soddisfacente” e se gli iraniani “acconsentiranno” alle richieste americane, “altrimenti lo faranno subito dopo”.

Qatar: "Fiducia in accordo Teheran-Usa nonostante dichiarazioni pubbliche"

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha dichiarato in un’intervista rilasciata ad Al-Araby Al-Jadeed, che esiste “un’alta probabilità” di un accordo diplomatico tra Stati Uniti e Iran, “nonostante le posizioni pubbliche delle due parti restino distanti”. Al Thani ha sottolineato che qualsiasi intesa “dovrà tenere conto degli interessi della regione e della comunità internazionale”e ha inoltre ribadito il rifiuto del Qatar di considerare lo Stretto di Hormuz come “leva di pressione nei conflitti regionali”. Il premier qatariota ha richiamato alla necessità di un quadro di coesistenza basato “su rispetto della sovranità, buon vicinato e non ingerenza”, definendo la sovranità del Qatar una “linea rossa invalicabile”. Al Thani infine ha affermato che le infrastrutture civili non devono essere prese di mira, in quanto “fonte di sostentamento per la nostra popolazione, spina dorsale della nostra economia e parte integrante della sicurezza energetica globale”. 

Trump: "Accordo con Teheran possibile prima di mio viaggio in Cina"

Donald Trump ritiene che sia possibile raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran prima del suo viaggio in Cina, previsto per la prossima settimana. “Credo ci siano ottime probabilità che finisca, e se non dovesse finire, dovremo tornare a bombardarli senza tregua”, ha detto il presidente Usa in un’intervista telefonica a Pbs News. Per Trump è quindi “possibile” che l’accordo sia raggiunto prima della sua partenza per Pechino. “Sarebbe l’ideale. Non è indispensabile, ma sarebbe l’ideale”, ha detto il presidente. 

Media, Israele nega di essere stata colta di sorpresa da piano Trump

Un funzionario israeliano ha smentito le precedenti affermazioni secondo cui Israele sarebbe stato colto di sorpresa dall’iniziativa del presidente statunitense Donald Trump per porre fine alla guerra con l’Iran prima di un accordo sul programma nucleare di Teheran. Lo riferisce il Times of Israel. “Gli americani non ci hanno colto di sorpresa”, ha dichiarato il funzionario, sottolineando che il premier Benjamin Netanyahu è in contatto costante con Trump e che vi è una comunicazione diretta tra i rispettivi staff. Secondo la stessa fonte, Trump avrebbe ribadito le sue “linee rosse”, in particolare la richiesta di rimozione del materiale nucleare iraniano. Netanyahu avrebbe inoltre ordinato alle Forze di Difesa israeliane di prepararsi a ogni scenario, incluso un possibile ritorno ai combattimenti.

Cnn, Netanyahu sente funzionari Usa per sviluppi su negoziati

 Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, terrà oggi dei colloqui con alcuni funzionari dell’amministrazione americana al fine di comprendere meglio gli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo scrive la Cnn citando fonti israeliane a conoscenza dei dettagli. Secondo la fonte Israele sarebbe preoccupato per le “possibili concessioni dell’ultimo minuto da parte” degli Stati Uniti, volte a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran. In particolare – viene spiegato – lo Stato ebraico sarebbe particolarmente in apprensione per “la possibile revoca delle sanzioni economiche contro l’Iran” e starebbe “spingendo” affinché vengano imposte “restrizioni alla rete di gruppi paramilitari iraniani e al loro programma missilistico balistico”. Inoltre, Israele vuole “garantire” che qualsiasi accordo “preservi la libertà d’azione delle forze armate israeliane contro le minacce regionali”.

"Teheran": "Memorandum Usa è più una lista dei desideri che realtà"

 Il parlamentare iraniano Ebrahim Rezai ha affermato che il memorandum tra Stati Uniti e Iran, anticipato da Axios questa mattina, è “più una lista dei desideri americana che realtà”. Lo riporta Al Jazeera, che cita un post su X del politico. “Gli americani non otterranno in una guerra fallita ciò che non hanno ottenuto nei negoziati faccia a faccia”, ha detto Rezaei su X. “Se non fanno marcia indietro e non accordano le necessarie concessioni, o se loro o i loro rappresentanti tentano qualche manovra scorretta, daremo una risposta dura che li farà pentire”

Media Teheran alcune clausole della proposta Usa sono inaccettabili

 Alcune clausole dell’ultima proposta presentata dagli Stati Uniti all’Iran tramite i mediatori pakistani per porre fine al conflitto sono “inacettabili”. Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Tasnim citando una fonte informata. “Nonostante le affermazioni dei media americani secondo cui Iran e Stati Uniti sarebbero vicini a un accordo finale di una sola pagina per porre fine alla guerra, l’Iran non ha ancora fornito una risposta ufficiale al testo definitivo degli americani, che contiene alcune clausole inaccettabili”, ha affermato la fonte.

Trump: "Troppo presto per colloqui faccia a faccia con Teheran"

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato al Washington Post che è “troppo presto” per iniziare a pensare a colloqui di pace faccia a faccia tra Stati Uniti e Iran. 

Prezzi futures crollano dopo l'ipotesi di intesa Usa-Iran

Crolla il prezzo dei futures del greggio in seguito alle indiscrezioni di Axios per cui Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a un memorandum per la fine delle ostilità e l’inizio di nuovi negoziati. I contratti sul Brent per luglio sono in calo dell’8,8% attestandosi appena oltre i 100 dollari al barile, mentre i contratti sul West Texas Intermediate per giugno si attestano a 92,5 dollari al barile, in calo del 9,54%.

Trump: "Se Teheran accetta accordo Hormuz aperto a tutti"

“Supponendo che l’Iran accetti di concedere quanto concordato, il che è forse un’ipotesi azzardata, la già leggendaria operazione Epic Fury giungerà al termine” e insieme a lei “il blocco altamente efficace” dello stretto di Hormuz che sarà “aperto a tutti compreso l’Iran”. Lo ha affermato su Truth il presidente americano Donald Trump. 

Trump: "Teheran rispetti quanto concordato o bombardamenti riprenderanno"

 Se l’Iran non accetterà di “concedere quanto concordato” gli Usa effettueranno nuovi bombardamenti sull’Iran e “saranno, purtroppo, a un livello e un’intensità molto più elevati rispetto a prima”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump.

Pasdaran: "Con minacce neutralizzate sarà garantito passaggio per Hormuz"

La marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato che il passaggio sicuro e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz sarà garantito dopo quella che ha definito la neutralizzazione delle “minacce aggressive” e l’introduzione di nuovi protocolli marittimi. “Con le minacce dell’aggressore neutralizzate e i nuovi protocolli in vigore, sarà garantito un passaggio sicuro e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz”, si legge in un comunicato pubblicato sul social X, come riporta Iran International. Le Guardie hanno inoltre ringraziato i comandanti e gli armatori delle navi che operano nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman per aver rispettato le normative iraniane relative allo Stretto di Hormuz.

Media: Teheran sta valutando la proposta di memorandum Usa

Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran sta valutando la proposta di memorandum in 14 punti avanzata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Lo riporta l’emittente Cnbc. 

Macron su nave attaccata a Hormuz: "Non è la Francia a essere presa di mira"

Per il presidente francese Emmanuel Macron, “non è stata in alcun modo la Francia a essere presa di mira” nell’attacco contro nave della CMA CGM nello Stretto di Hormuz. Lo ha riportato la portavoce del governo Maud Bregeon, durante il suo intervento al Consiglio dei Ministri, in cui ha precisato che l’imbarcazione “batteva bandiera maltese e aveva un equipaggio filippino, al quale ovviamente esprimiamo la nostra piena solidarietà”. A essere colpita è stata la San Antonio, una nave portacontainer noleggiata dall’armatore francese CMA CGM. Lo riporta l’emittente Bfmtv.

Axios: nel memorandum previsti 30 giorni di negoziati dopo lo stop alla guerra

Secondo le fonti citate da Axios, il memorandum prevederebbe la fine della guerra nella regione e l’inizio di un periodo di 30 giorni di negoziati, che potrebbero svolgersi a Ginevra o a Islamabad. L’accordo includerebbe anche la sospensione dell’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran, che potrebbe durare 12 o 15 anni. La proposta dell’Iran si attestava sui 5 anni, mentre gli Stati Uniti ne richiedevano 20. Teheran, inoltre, accetterebbe di rimuovere l’uranio altamente arricchito dal Paese, dato che rappresenta una priorità per gli Stati Uniti.

Tra le altre disposizioni, il piano vedrebbe l’abolizione da entrambe le parti delle restrizioni sul transito nello Stretto di Hormuz e la revoca delle sanzioni da parte degli Stati Uniti, che sbloccherebbero miliardi di dollari in fondi iraniani congelati. I due funzionari statunitensi hanno affermato che la decisione del presidente Trump di fare marcia indietro sul Project Freedom nello stretto di Hormuz, due giorni dopo averlo annunciato, si è basata sui progressi nei colloqui.

Axios: Usa e Teheran vicini al memorandum per porre fine alla guerra

La Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum di intesa di 14 punti, lungo una pagina, per porre fine alla guerra e definire un quadro di riferimento per negoziati nucleari più approfonditi. Lo riporta Axios, che cita due funzionari statunitensi e altre due fonti informate sul tema. Gli Stati Uniti si aspettano risposte dall’Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. Non è stato ancora concordato nulla, ma le fonti hanno affermato che è il momento in cui le parti sono state più vicine a un accordo dall’inizio della guerra.

La Casa Bianca ritiene che la leadership iraniana sia divisa e che potrebbe essere difficile raggiungere un consenso tra le diverse fazioni. Alcuni funzionari statunitensi rimangono scettici sul fatto che si possa arrivare anche solo a un accordo iniziale. Il memorandum di intesa sarebbe in fase di negoziazione tra gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, e diversi funzionari iraniani, sia direttamente che tramite mediatori. 

Media: Israele invia cherosene in Germania per la crisi di Hormuz

Israele ha avviato forniture di cherosene verso la Germania su richiesta del ministero dell’Energia tedesco, nel contesto della crisi nello Stretto di Hormuz. Lo hanno reso noto il ministero degli Esteri e quello dell’Energia israeliani, spiegando che la decisione è legata alle tensioni nella regione e alle ripercussioni sul mercato energetico globale. Lo riporta Der Spiegel. Secondo quanto riferito, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha informato dell’iniziativa la ministra tedesca dell’Economia ed Energia tedesca, Katherina Reiche, durante una visita a Berlino.

Dalla Germania, tuttavia, non è arrivata per ora alcuna conferma ufficiale. Nei giorni scorsi il ministro dei Trasporti Patrick Schnieder aveva dichiarato che una carenza di cherosene “non è un tema per la Germania”, sottolineando la presenza di raffinerie sufficienti a coprire il fabbisogno. Anche il Consiglio di sicurezza nazionale, riunitosi ad aprile per valutare gli effetti della crisi energetica legata al conflitto con l’Iran, aveva indicato le scorte come “adeguate per un periodo prevedibile”, pur riconoscendo una “situazione tesa” e la necessità di monitorare gli sviluppi.

Papa: "Siamo chiamati a pronunciare parole chiare contro la guerra"

La Chiesa “è anche investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono, nel corpo e nello spirito”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro. Prevost incentra la sua catechesi sulla Costituzione dogmatica ‘Lumen gentium’.

“Segno e sacramento del Regno, la Chiesa è il popolo di Dio pellegrinante sulla terra che, proprio a partire dalla promessa finale, legge e interpreta a partire dal Vangelo i dinamismi della storia, denunciando il male in tutte le sue forme e annunciando, con le parole e con le opere, la salvezza che Cristo vuole realizzare per tutta l’umanità e il suo Regno di giustizia, di amore e di pace. La Chiesa, dunque, non annuncia sé stessa; al contrario, in essa tutto deve rimandare alla salvezza in Cristo”, ha aggiunto il Papa.

Iran, incendio in centro commerciale: almeno 11 morti

Un incendio divampato in un centro commerciale nei pressi di Teheran ha causato la morte di almeno undici persone e il ferimento di 41, secondo quanto riferito dal dipartimento dei servizi di emergenza della capitale iraniana. L’incendio è scoppiato nel centro commerciale Arghavan, nella città di Andisheh, nella provincia di Teheran. Non sono ancora chiare le cause. La televisione di Stato iraniana Irib ha riferito che le autorità stanno indagando. Le immagini televisive hanno mostrato i vigili del fuoco alle prese con le fiamme mentre grandi pennacchi di fumo nero si levavano dall’edificio a più piani. 

Wang Yi ad Araghchi: "Necessario un cessate il fuoco totale"

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha comunicato al suo omologo iraniano Abbas Araghchi che la Cina è “profondamente addolorata” per la guerra che dura ormai da più di due mesi e ha affermato che è necessario un “cessate il fuoco totale”. Il capo della diplomazia cinese ha incontrato Araghchi a Pechino: si tratta della prima visita del ministro degli Esteri iraniano in Cina dall’inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio. “Riteniamo che sia urgentemente necessario un cessate il fuoco completo, che una ripresa delle ostilità sia inaccettabile e che sia particolarmente importante mantenere l’impegno verso il dialogo e i negoziati”, ha aggiunto Wang. 

Nave francese attaccata nello Stretto di Hormuz, equipaggio ferito

La compagnia di navigazione francese CMA CGM ha confermato in un comunicato che una delle sue navi, la San Antonio, è stata oggetto di un attacco ieri mentre transitava nello Stretto di Hormuz. La CMA CGM ha aggiunto che la nave ha subito danni e che alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. Sono stati evacuati e stanno attualmente ricevendo cure mediche, afferma la compagnia di navigazione. Lo riporta l’emittente francese Bfmtv.

Lufthansa: "Caro carburante pesa per 1,7 miliardi per la crisi in Medio Oriente"
Germania - Sciopero compagnia aerea Lufthansa

Il gruppo Lufthansa stima un aggravio di circa 1,7 miliardi di euro sui costi del carburante nel 2026 a causa dell’aumento dei prezzi del cherosene, legato alla crisi in Medioriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. La compagnia evidenzia che, pur avendo coperto circa l’80% del fabbisogno annuale tramite operazioni di hedging, “l’attuale livello dei prezzi del carburante comporta comunque un impatto significativo sui conti”.

Il gruppo prevede di compensare l’incremento dei costi attraverso “maggiori ricavi da biglietti, ottimizzazione della rete e ulteriori misure di efficienza”. Allo stesso tempo, Lufthansa sottolinea che “al momento non si prevedono restrizioni nelle forniture di cherosene nei nostri hub”, pur avvertendo che “una possibile riduzione della disponibilità nella seconda parte dell’anno rappresenta un ulteriore fattore di rischio”. Il contesto resta incerto, con il profilo rischio-opportunità che “si è spostato verso i rischi”, anche se la compagnia confida nella solidità della domanda per mitigare l’impatto. 

Carfagna: "Incontro tra Meloni e Rubio sarà utile a chiarire"

Dall’incontro tra la premier Giorgia Meloni e il segretario di Stato Marco Rubio “mi aspetto un franco confronto sulla posizione italiana. Il nostro Paese non si è mai sottratto ai suoi impegni internazionali, è stato sempre leale con la Nato e con l’America, è sbagliato rappresentarlo come un alleato renitente. Un faccia a faccia diretto sarà utile a chiarire le cose più di uno scambio di dichiarazioni da un lato all’altro dell’Atlantico”. È quanto afferma in un’intervista al quotidiano La Repubblica Mara Carfagna, deputata e segretaria di Noi moderati.

Donald Trump “sbaglia a tirare il Papa nei conflitti geopolitici. Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio sarà rimasto spiazzato”, ha aggiunto, “vedo una grande confusione tra ruoli politici e religiosi. È giusto rappresentare ai capi di Stato e di governo la minaccia costituita dall’Iran, uno stato canaglia che aspira alla distruzione di Israele e minaccia gli equilibri del mondo. È sbagliato tirare in questa partita il Papa, un’autorità spirituale e un riferimento morale per milioni di cattolici, che nulla ha a che vedere con i conflitti geopolitici”. 

Araghchi ha incontrato il ministro degli Esteri della Cina Wang Yi a Pechino

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha incontrato oggi a Pechino il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua. È stata la prima volta di Araghchi in Cina dall’inizio della guerra in Iran. Da Washington, il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva espresso la speranza che, durante la visita di Araghchi, Pechino ribadisse a Teheran la necessità di allentare la morsa sullo Stretto di Hormuz. 

Trump annuncia la sospensione del Project Freedom per lo Stretto di Hormuz
Iran

“Il Project Freedom (il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo di tempo per verificare se un accordo possa essere finalizzato e firmato” con l’Iran. Lo ha annunciato in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La decisione, ha precisato Trump, è stata presa “di comune accordo” e “alla luce della richiesta avanzata dal Pakistan e da altri Paesi, dell’enorme successo militare ottenuto durante la campagna contro l’Iran e, inoltre, dei notevoli progressi compiuti verso il raggiungimento di un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani”. Nel post viene infine precisato che il blocco navale Usa nell’area rimane in vigore.

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