Iran, gli Usa lanciano il ‘Project Freedom’ per sbloccare Hormuz ma la tensione resta alta

Iran, gli Usa lanciano il ‘Project Freedom’ per sbloccare Hormuz ma la tensione resta alta

Teheran e Washington rivendicano azioni militari contro navi . Attacchi della Repubblica islamica sugli Emirati

Tensione altissima nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno lanciato un’iniziativa denominata ‘Project Freedom’ per aiutare le navi a lasciare lo Stretto, ma fin dalle prime ore dopo l’annuncio si sono susseguite notizie di attacchi. Prima l’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che Teheran aveva colpito una nave da guerra Usa, notizia smentita da Washington. Successivamente l’esercito Usa ha fatto sapere che degli scontri ci sono stati, riferendo di avere “distrutto” sei piccole imbarcazioni iraniane nello Stretto dopo che l’Iran aveva lanciato “diversi missili da crociera, droni e piccole imbarcazioni” contro navi della US Navy e contro navi commerciali che venivano “protette” dai militari statunitensi.

In tutto questo è giunta la notizia di una nave cargo sudcoreana in fiamme e gli Emirati, alleato chiave degli Usa, hanno denunciato attacchi iraniani con missili e droni, per la prima volta dall’entrata in vigore del fragile cessate il fuoco nell’area all’inizio di aprile. Uno dei droni iraniano ha provocato un incendio in un impianto petrolifero a Fujairah, punto di arrivo di un oleodotto, e ha causato il ferimento di 3 cittadini indiani.

Trump: “Se Iran attacca la missione verrà spazzato via dalla Terra”

L’Iran verrà “spazzato via dalla faccia della Terra” se attaccherà le navi statunitensi impegnate nel ‘Project Freedom’, ha tuonato Donald Trump in un’intervista a Fox News, dicendosi convinto che Teheran sia diventato “molto più malleabile” nei negoziati di pace. Gli attacchi iraniani negli Emirati sembrano essere una risposta agli ultimi sforzi di Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz, via navigabile cruciale per i rifornimenti globali di energia. L’esercito Usa ha dichiarato che due navi mercantili battenti bandiera americana hanno attraversato con successo lo Stretto nell’ambito della iniziativa, cosa che i Pasdaran hanno negato.

“Abbiamo il controllo assoluto dello Stretto”, ha affermato a Fox News il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent. Rompere la morsa dell’Iran su Hormuz allevierebbe le preoccupazioni economiche globali e priverebbe Teheran di un’importante fonte di potere, ma questi sforzi rischiano anche di riaccendere la guerra che era scoppiata il 28 febbraio quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato per la prima volta l’Iran, scatenando la chiusura dello Stretto da parte di Teheran. Dopo gli scambi di colpi c’è incertezza sulla tenuta del cessate il fuoco fra Usa e Iran.

Centcom: “Nessun dettaglio su durata della tregua”

L’ammiraglio Bradley Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, responsabile delle operazioni belliche, ha rifiutato di esprimersi in merito alla possibilità che la tregua, in vigore da quasi un mese, possa proseguire. “Non scenderei nei dettagli per stabilire se il cessate il fuoco sia terminato o meno”, ha dichiarato. Le forze Usa, secondo quanto riferito da Cooper, sono riuscite ad aprire un passaggio attraverso lo Stretto libero dalle mine iraniane. Resta però da capire se le compagnie di navigazione e le loro assicurazioni siano disposte a correre il rischio di tentare la navigazione a Hormuz, dato che l’Iran ha sparato contro navi nel canale e ha promesso che continuerà a farlo.

Il comando militare iraniano ha avvertito che le navi che attraversano lo Stretto devono coordinarsi con loro. Mentre il governo della Corea del Sud sta provando ad accertare se l’incendio sulla nave sudcoreana ancorata nello Stretto sia stato causato o meno da un attacco, Trump ha affermato che “l’Iran ha sferrato attacchi contro nazioni non coinvolte per quanto riguarda il movimento navale del Project Freedom, colpendo tra l’altro una nave mercantile sudcoreana”. Il presidente Usa ha aggiunto che “forse è arrivato il momento che la Corea del Sud si unisca alla missione”. E ha annunciato per martedì una conferenza stampa del capo del Pentagono Pete Hegseth e del capo dello Stato Maggiore Congiunto, Dan Caine.

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