È morto all’età di 69 anni Evaristo Beccalossi, ex giocatore dell’Inter e del Brescia. Lo conferma il club nerazzurro. Nel gennaio 2025 lo aveva colto un malore che lo aveva portato a un lungo periodo di coma. Centrocampista offensiva di grande talento, ha vinto lo scudetto con l’Inter nel 1980.
Il cordoglio dell’Inter
L’Inter, il club con cui ha giocato sei stagioni, registrato 216 presenze e realizzato 37 gol, ha pubblicato una lettera di cordoglio. “Ci sembra impossibile. Nelle pieghe dei ricordi e nella vita di tutti i giorni, Evaristo era sempre uno di noi. Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone”, si legge nella nota del club nerazzurro.
“Il talento non si impara. È un dono, al massimo lo si alleva, con la testardaggine di chi è destro di piede e fin da bambino allena il sinistro nel garage di casa fino a diventare mancino, ambidestro, praticamente onnipotente con entrambi i piedi. Quello di Evaristo Beccalossi era limpido, abbagliante, in contrasto con una continuità di rendimento che a volte veniva meno nel corso delle partite ma che, sempre, gli veniva perdonata, dai compagni e dai tifosi”.
“Fantasista: precisamente, Beccalossi. Gianni Brera lo aveva ribattezzato ‘Driblossi‘. L’arte di dribblare, di saltare gli avversari: azzardi sfrontati, quasi sempre riusciti, con leggerezza. Il bello del calcio, il modo più romantico per far innamorare i tifosi. Coi riccioli che ciondolavano sulle spalle, con la sua cadenza inconfondibile in mezzo al campo, dava carezze al pallone“.
Carriera e numeri di Beccalossi
Cresciuto nelle giovanili del Brescia, Beccalossi ha fatto il suo esordio in prima squadra nel 1972. Qualche anno dopo, nel 1978, si trasferito a Milano, sponda Inter, club di cui è diventato un’icona. Ha indossato la maglia nerazzurra per sei stagioni, dal 1978 al 1984, collezionando 37 reti in 216 presenze tra campionato, coppe nazionali ed europee. Nei suoi anni all’Inter ha vinto uno Scudetto (1979/1980) e una Coppa Italia (1981/1982). Fantasista della squadra, è rimasto nei cuori dei tifosi e della società, entrando anche a far parte della Hall of fame nerazzurra. Dopo gli anni trascorsi a Milano è passato alla Sampdoria e poi a Monza, Brescia, Barletta, Pordenone e Breno.

