“L’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!). Dicono di volerlo chiudere solo perché io l’ho completamente bloccato (chiuso!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth. “Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendomi: ‘Signore, l’Iran vuole aprire lo Stretto, immediatamente’”, aggiunge Trump, “ma se lo facessimo, non ci sarebbe mai un accordo con l’Iran, a meno che non facessimo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!”. Ieri la rinuncia di Teheran alla partecipazione ai colloqui, il presidente statunitense ha deciso di prolungare il cessate il fuoco in attesa della proposta iraniana.
“Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo round di negoziati si terrà a Islamabad”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, riferendosi al blocco navale imposto dagli Stati Uniti. “Gli Stati Uniti devono cessare la loro ‘violazione del cessate il fuoco’ prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati”, ha aggiunto, precisando che “l’Iran è preparato a qualsiasi scenario”. “Non siamo stati noi a iniziare l’aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l’Iran è pronto anche a quella”, ha concluso.
L’Iran ha impiccato oggi un altro uomo per presunti legami con il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana. L’agenzia di stampa Mizan, legata al sistema giudiziario iraniano, ha annunciato l’esecuzione di Mehdi Farid, descritto come un dipendente di una “organizzazione statale sensibile” che trasmetteva informazioni all’agenzia di spionaggio israeliana. Farid è stato condannato nella provincia iraniana di Qom.
“Siamo al massimo della preparazione per continuare la lotta contro i nemici e, se l’aggressione si ripeterà, infliggeremo colpi devastanti, al di là di ogni immaginazione, alle loro infrastrutture nella regione”. È quanto si legge in una dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, in occasione dell’anniversario della fondazione della forza paramilitare. Lo riporta Iran International.
Nour News, un sito affiliato al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, ha affermato che le Guardie Rivoluzionarie hanno aperto il fuoco sulla nave portacontainer nello Stretto di Hormuz dopo che questa aveva “ignorato gli avvertimenti delle forze armate iraniane”. Nour News ha aggiunto che la nave ha subito “ingenti danni” nell’attacco. Sebbene gli Stati Uniti abbiano concentrato gran parte del loro fuoco durante la guerra sulla marina iraniana, affondando e danneggiando gravemente decine di imbarcazioni, la Guardia di Frontiera gestisce una flotta di piccole motovedette d’attacco, alcune delle quali sembrano essere sopravvissute al conflitto. Queste imbarcazioni sono in genere dotate di mitragliatrici montate a bordo.
“L’Iran sta collassando finanziariamente! Vogliono che lo Stretto di Hormuz venga riaperto immediatamente: hanno un disperato bisogno di denaro! Perdono 500 milioni di dollari al giorno. L’esercito e la polizia si lamentano perché non vengono pagati. Sos!!!”. È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno aperto il fuoco contro una nave portacontainer nello Stretto di Hormuz, danneggiandola. Il centro britannico per le operazioni commerciali marittime (Ukmto) ha riferito che l’attacco è avvenuto intorno alle 7.55 del mattino ora locale nello stretto e ha preso di mira una nave portacontainer. L’Ukmto ha aggiunto che una motovedetta dei pasdaran non ha avvisato la nave prima di aprire il fuoco. Non risultano feriti.
“La Marina degli Stati Uniti proseguirà il blocco dei porti iraniani. Nel giro di pochi giorni, i depositi dell’isola di Kharg saranno pieni e i fragili pozzi petroliferi iraniani saranno chiusi. Limitare il commercio marittimo dell’Iran colpisce direttamente le principali fonti di reddito del regime”. È quanto scrive in un post sul social X il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent. “Il Dipartimento del Tesoro continuerà ad applicare la massima pressione attraverso l’Economic Fury per indebolire sistematicamente la capacità di Teheran di generare, trasferire e rimpatriare fondi”, aggiunge, “qualsiasi persona o imbarcazione che faciliti questi flussi — attraverso il commercio e la finanza occulti — rischia di essere soggetta alle sanzioni statunitensi. Continuiamo a congelare i fondi sottratti dalla leadership corrotta a nome del popolo iraniano”.
“L’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!). Dicono di volerlo chiudere solo perché io l’ho completamente bloccato (chiuso!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth. “Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendomi: ‘Signore, l’Iran vuole aprire lo Stretto, immediatamente’”, aggiunge Trump, “ma se lo facessimo, non ci sarebbe mai un accordo con l’Iran, a meno che non facessimo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!”.
L’ambasciata iraniana presso le Nazioni Unite ha condannato gli Stati Uniti per una condotta che presenta “i tratti distintivi della pirateria” dopo che le forze militari statunitensi hanno attaccato una nave mercantile iraniana nel Mar d’Oman.”Il 19 aprile 2026, nelle vicinanze delle coste iraniane nel Mar d’Oman, le forze militari statunitensi hanno condotto un attacco ostile e illegale contro la nave mercantile iraniana Toska”, si legge in una lettera indirizzata al Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e alla presidenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, come riporta AlJazeera.”Questo attacco contro una nave civile costituisce una grave e manifesta violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale”, si afferma nella nota.”Le deliberate intimidazioni e il terrore psicologico inflitti all’equipaggio e alle loro famiglie aggravano ulteriormente la gravità di questo atto. Tale condotta presenta i tratti distintivi della pirateria e costituisce una pericolosa escalation che mette seriamente a repentaglio la sicurezza delle vitali rotte marittime”.

