Iran, Teheran non parteciperà ai colloqui. Trump prolunga il cessate il fuoco – La diretta

Iran, Teheran non parteciperà ai colloqui. Trump prolunga il cessate il fuoco – La diretta
Donald Trump in conferenza stampa alla Casa Bianca. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson, File)

Kaja Kallas: “Accordo per sanzioni a chi ostacola libertà navigazione”

Mentre il cessate il fuoco nella guerra in Iran pare tenere, il vicepresidente Usa JD Vance sarebbe in partenza oggi, 21 aprile, per il Pakistan, dove potrebbe avere luogo, a Islamabad, un nuovo round di colloqui Usa-Iran. Un incontro che arriverebbe poco prima della fine del cessate il fuoco. Lo riporta Axios citando tre fonti statunitensi. Vance dovrebbe essere accompagnato dagli inviati del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.

Guerra in Iran e tentativi della diplomazia – Tutte le notizie di oggi 21 aprile
Inizio diretta: 21/04/26 07:25
Fine diretta: 21/04/26 23:30
Trump partecipa a un evento alla Casa Bianca e non cita mai la guerra

Donald Trump ha appena finito di partecipare a un evento alla Casa Bianca, nel quale erano presenti varie rappresentative dello sport universitario Usa. Il presidente non ha fatto alcun cenno alla guerra con l’Iran, al contrario di quanto fatto in queste settimane di conflitto nel corso di precedenti eventi, nei quali aveva fornito un aggiornamento sulle vicende in Medio Oriente. 

Trump: "Attacco sospeso fino a proposta di Teheran. Il blocco di Hormuz rimane"

“Considerato il fatto che il Governo dell’Iran appare gravemente frammentato — circostanza non inattesa — e accogliendo la richiesta del Feldmaresciallo Asim Munir e del Primo Ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato domandato di sospendere il nostro attacco contro l’Iran finché i suoi leader e rappresentanti non saranno in grado di formulare una proposta unitaria”. Lo annuncia Donald Trump su Truth Social. “Ho pertanto impartito istruzioni alle nostre Forze Armate di mantenere il blocco e, sotto ogni altro aspetto, di restare pronte e operative; di conseguenza, prolungherò il cessate il fuoco fino al momento in cui la loro proposta sarà presentata e le discussioni saranno concluse, in un senso o nell’altro”, afferma il presidente americano.

media, Teheran informa gli Usa che non parteciperà ai colloqui di Islamabad

La squadra negoziale iraniana ha comunicato alla parte americana, tramite un mediatore pakistano, che non sarà presente mercoledì a Islamabad e che al momento non esiste alcuna prospettiva di partecipazione ai colloqui. Lo riferisce l’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim. “Negli scambi di messaggi degli ultimi giorni”, si legge, “gli Stati Uniti non avrebbero fatto passi indietro rispetto alle loro richieste considerate eccessive e contrarie ai diritti fondamentali del popolo iraniano, e non si sarebbero registrati progressi significativi nei messaggi scambiati. Per questo motivo, l’Iran ha infine dichiarato oggi che, in tali condizioni, partecipare ai negoziati sarebbe una perdita di tempo, poiché gli Stati Uniti impedirebbero il raggiungimento di qualsiasi accordo adeguato. Di conseguenza, non si terrà alcun incontro con la parte americana”. “Questa posizione è stata comunicata oggi tramite il mediatore pakistano e l’Iran non si recherà domani in Pakistan, al fine di salvaguardare pienamente i diritti della propria nazione”, scrive ancora l’agenzia.

Netanyahu: "Israele più forte che mai, con Usa lottiamo contro le forze del male"

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele è “più forte che mai”, lodando la sua “lotta contro le forze del male” e i risultati militari in un videomessaggio trasmesso durante la cerimonia statale per il Giorno dell’Indipendenza a Gerusalemme. Lo riporta Times of Israel. “Israele è più forte che mai e, insieme agli Stati Uniti, stiamo guidando la lotta contro le forze del male nel mondo”, ha aggiunto Netanyahu. “L’asse del male iraniano, che ha complottato per distruggerci, ora sta lottando per la propria sopravvivenza. Nella ‘Guerra della Rinascita’ abbiamo distrutto parti significative dell’asse iraniano”, ha proseguito. “Abbiamo lanciato due operazioni audaci per rimuovere una minaccia esistenziale sopra di noi”, ha detto Netanyahu, riferendosi al pericolo rappresentato dai programmi nucleari e missilistici balistici dell’Iran.

La magistratura sull'appello di Trump: "Falso che 8 donne rischino l'esecuzione"

La magistratura iraniana ha smentito le affermazioni di Donald Trump secondo cui le otto donne citate dal presidente degli Stati Uniti rischierebbero l’esecuzione. Trump ha chiesto alle autorità di Teheran di liberarle. Lo riferisce la Tv di Stato iraniana, citando l’agenzia di stampa Mizan, secondo cui alcune delle donne sono già state rilasciate, mentre altre affrontano accuse che, se confermate dai tribunali, porterebbero a pene detentive piuttosto che alla condanna a morte. Organizzazioni per i diritti umani hanno riferito che almeno due delle donne affrontavano accuse che prevedono la pena di morte. 

Pasdaran: "Sse ci attaccano, distruggeremo l'industria petrolifera della regione"

Se i Paesi vicini “consentiranno al nemico di usare le loro strutture per attaccare l’Iran, dovranno dire addio alla produzione di petrolio nella regione del Medioriente”. Lo ha dichiarato il generale Majid Mousavi, capo del settore aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, ai media di Teheran.

L'ambasciatore iraniano all'Onu: "Segnali che gli Usa sono pronti alla fine del blocco navale"

Teheran ha “ricevuto qualche segnale” che gli Stati Uniti sono pronti a porre fine al blocco navale. Lo ha dichiarato l’inviato dell’Iran all’Onu, l’ambasciatore Amir Saeid Iravani, spiegando ai giornalisti che, non appena Washington metterà fine al blocco, “penso che il prossimo round di negoziati avrà luogo a Islamabad”. L’ambasciatore ha definito il blocco navale statunitense una violazione del cessate il fuoco e ha ribadito che la sua revoca è una condizione per l’avvio di nuovi negoziati. Gli Stati Uniti hanno iniziato la guerra contro l’Iran, ha detto Iravani, e se vogliono tornare al tavolo dei negoziati “e trovare una soluzione politica, ci troveranno pronti”. “Se vogliono andare in guerra, anche in questo caso l’Iran è pronto”. Alla domanda su quanto sia fiducioso riguardo alla possibilità di nuovi negoziati, l’ambasciatore ha risposto: “Dovremmo dare una possibilità, speriamo”.

Araghchi: "Blocco dei porti è un atto di guerra"

“Il blocco dei porti iraniani è un atto di guerra e quindi una violazione del cessate il fuoco. Colpire una nave mercantile e prendere in ostaggio il suo equipaggio è una violazione ancora più grave”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “L’Iran sa come neutralizzare le restrizioni, come difendere i propri interessi e come resistere alle intimidazioni”, ha aggiunto.

Nuove sanzioni Usa contro il programma armamenti di Teheran

Il dipartimento del Tesoro Usa ha annunciato una nuova serie di sanzioni contro 14 individui, entità e velivoli che, secondo quanto riferito, sarebbero coinvolti negli sforzi del regime iraniano volti ad acquisire ulteriori armamenti. I soggetti colpiti dalle sanzioni — con sede in Iran, Turchia ed Emirati Arabi Uniti — erano tutti coinvolti “nell’approvvigionamento o nel trasporto di armi o componenti bellici per conto del regime iraniano”, ha dichiarato il dipartimento. “Sotto la guida del presidente Trump, e nell’ambito dell’iniziativa ‘Economic Fury’, il Tesoro continuerà a seguire il flusso di denaro e a colpire la mancanza di scrupoli del regime iraniano, nonché coloro che la rendono possibile”, ha affermato il segretario al Tesoro Scott Bessent.

Wsj, Trump valuta cancellazione viaggio Vance a Islamabad

Il vicepresidente JD Vance ha per il momento sospeso i piani per recarsi in Pakistan oggi, per il secondo round dei negoziati con l’Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, facendo seguito a quanto già riferito dal New York Times, secondo quanto riferiscono diverse fonti, a seguito di una fitta serie di riunioni all’interno della Casa Bianca. Sebbene Vance possa ancora partire nel corso della settimana – forse già stasera – il presidente Trump sta valutando in via riservata la possibilità di annullare del tutto il viaggio, ha affermato una fonte del Wsj, citando la riluttanza di Teheran ad accogliere le sue richieste in merito all’arricchimento dell’uranio. Un’altra fonte ha riferito che la decisione è stata presa poiché l’Iran non ha voluto impegnarsi a tenere l’incontro di Islamabad.

Anche Witkoff, Kushner, Hegseth e Rubio alla Casa Bianca

Oltre al vicepresidente JD Vance, anche gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth sono alla Casa Bianca in riunione col presidente Trump. Lo riporta Cnn.

Macron: "Non lasciare che la guerra riprenda, dare tempo a negoziati"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha esortato “a non lasciare che la guerra riprenda il sopravvento” mentre il cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran sta per giungere al termine. “Crediamo nel diritto internazionale”, ha affermato durante una conferenza stampa con il primo ministro libanese, Nawaf Salam, all’Eliseo, come riporta Bfmtv. Macron ha evidenziato la necessità di “dare tempo” ai negoziati. È “indispensabile” che la tregua, che resta “molto fragile, possa durare perché queste questioni non si risolveranno in poche ore o pochi giorni”, ha aggiunto.

La tv iraniana: "Il cessate il fuoco termina stanotte alle 2"

Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, in vigore dall’8 aprile, scadrà alle 3:30 di mercoledì, ora di Teheran (le 2 di questa notte in Italia). Lo riferisce la televisione di Stato iraniana. La tempistica coincide con l’entrata in vigore della tregua di 14 giorni, anche se Donald Trump l’ha recentemente estesa fino a mercoledì sera, ora di Washington. Nel frattempo, il mediatore Pakistan ha dichiarato che il cessate il fuoco terminerà oggi alle 23:50 (1:50 in Italia).

Teheran non risponde a richieste Usa, sospesa partenza Vance

La partenza del vicepresidente JD Vance per Islamabad per un secondo round di negoziati con l’Iran è stata sospesa, dopo che Teheran non ha risposto alle posizioni negoziali americane. Lo ha riferito al New York Times un funzionario statunitense a diretta conoscenza della situazione. L’Iran, da parte sua, ha dichiarato di non aver ancora deciso se riprendere i colloqui con gli Stati Uniti. La scadenza del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è prevista per domani sera. Il presidente Trump ha lasciato intendere di non volere prolungare la tregua in assenza di un accordo a più lungo termine.

Media, Israele dubita su accordo e si prepara a ripresa guerra

Israele dubita che si raggiungerà un accordo tra Iran e Stati Uniti nei colloqui previsti tra le due parti e si sta preparando insieme a Washington alla ripresa del conflitto. Lo ha affermato un alto funzionario della sicurezza all’emittente pubblica israeliana Kan. “Gli iraniani stanno cercando di guadagnare tempo e parlano con più voci. Noi e gli americani siamo coordinati e pronti a riprendere immediatamente la guerra”, ha dichiarato il funzionario, mentre l’Iran non ha ancora deciso se partecipare al secondo round di colloqui a Islamabad prima della fine dell’attuale cessate il fuoco. Secondo fonti vicine alla questione, Israele e gli Stati Uniti si stanno preparando alla ripresa delle ostilità sin dall’inizio del cessate il fuoco, conducendo esercitazioni con aerei da combattimento e operazioni di rifornimento in volo in tutto il Medioriente. 

Wsj, per nuovi colloqui Teheran vuole prima revoca blocco Usa

L’Iran ha sollevato dubbi su un secondo round di colloqui di pace con gli Stati Uniti a Islamabad, dopo essersi rifiutato di impegnarsi pubblicamente a partecipare ai negoziati previsti per questa settimana. Secondo il Wall Street Journal, che cita alcuni funzionari, Teheran aveva inizialmente comunicato ai mediatori che avrebbe inviato una delegazione in Pakistan martedì per i colloqui, ma successivamente li ha informati che gli Stati Uniti avrebbero dovuto revocare il blocco sui porti iraniani. 

Vance alla Casa Bianca per incontro con Trump
Il vicepresidente JD Vance alla Conservative Political Action Conference, CPAC

Il vicepresidente JD Vance è arrivato alla Casa Bianca. La partenza di Vance per Islamabad, prevista per oggi, è stata posticipata per ulteriori “incontri strategici” col presidente Trump. Secondo quanto riporta Axios, anche gli altri membri della delegazione Usa, Steve Witkoff e Jared Kusgner, si troverebbero ancora negli Stati Uniti.

Teheran: "Non abbiamo ancora deciso su partecipazione a colloqui"

 L’Iran non ha ancora deciso se partecipare ai negoziati in Pakistan per il cessate il fuoco e le sue esitazioni non sono dovute a indecisione, ma alla “presenza di messaggi contraddittori, comportamenti contraddittori e azioni inaccettabili da parte americana”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, come riportano i media ufficiali di Teheran. Baghaei ha aggiunto che l’Iran deciderà se partecipare ai negoziati “ogni volta che questi saranno orientati ai risultati” e ha inoltre condannato gli attacchi statunitensi contro navi iraniane, definendoli “una grave violazione del diritto internazionale”, oltre che “pirateria marittima e terrorismo di Stato”.

Posticipata partenza delegazione Usa per Islamabad

La partenza della delegazione statunitense per Islamabad, prevista per oggi, è stata posticipata per “ulteriori riunioni strategiche” che hanno coinvolto il vicepresidente JD Vance. Lo ha riferito un funzionario della Casa Bianca, secondo quanto riporta il Washington Post. Il cessate il fuoco con l’Iran è destinato a scadere domani.

Libano: Madrid punta a coinvolgimento Ue in missione dopo Unifil

Il governo spagnolo ritiene necessario che, quando l’Unifil concluderà la sua missione in Libano alla fine di quest’anno, subentri un’altra missione, sempre con mandato Onu, che veda il coinvolgimento dell’Ue. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares, parlando con i cornisti da Lussemburgo, ha sottolineato l’importanza di istituire una forza militare sostitutiva dell’Unifil che rimanga sul territorio, preferibilmente sotto la guida dell’Ue, riferiscono i media spagnoli. “Anche se i negoziati” tra Libano e Israele “avranno successo, se il cessate il fuoco verrà consolidato, sarà comunque necessaria una missione che subentri all’Unifil per un certo periodo”, ha sostenuto Albares, mettendo in guardia dal pericolo che il Libano venga lasciato in balia del governo di Benjamin Netanyahu. Il ministro spagnolo ha detto di aver già discusso la questione “informalmente con alcuni Paesi”.

Houthi: "Ci saranno altri combattimenti nella regione"

 “Non c’è dubbio che ci saranno ulteriori ondate di combattimenti, poiché si tratta semplicemente di una tregua all’interno di un conflitto continuo con il nemico”. Lo ha affermato il leader del gruppo ribelle yemenita degli Houthi, Abdul Malik al-Houthi, in un discorso televisivo. Il leader degli Houthi ha avvertito che l’escalation nella regione è “probabilmente elevata”, poiché la “fragile” tregua sta volgendo al termine. Un attacco missilistico degli Houthi contro Israele il mese scorso ha sollevato preoccupazioni sul fatto che l’alleato dell’Iran nello Yemen possa tentare nuovamente di bloccare le rotte marittime del Mar Rosso, come ha fatto durante la guerra a Gaza.

Ong: almeno 3646 arrestati da regime da inizio guerra

Dall’inizio della guerra in Iran sono almeno 3646 gli iraniani arrestati dal regime degli ayatollah. Di questi, almeno 767 sono stati fermati dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco l’8 aprile scorso. Lo riporta l’ong Iran Human Rights. Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, tra le persone arrestate figurano almeno 111 difensori dei diritti umani, tra attivisti politici e cittadini comuni. Considerati i blackout di Internet e le statistiche vaghe fornite dalle autorità della Repubblica Islamica, riferisce l’agenzia, il numero effettivo di arresti è probabilmente molto più alto. Le accuse mosse contro i detenuti includono prevalentemente spionaggio, comunicazione con servizi di intelligence stranieri, trasmissione di immagini o coordinate di luoghi sensibili a media con sede all’estero e tentativo di costituire cellule operative o condurre attività armate. 

Kallas: "Per sospensione accordo Ue-Israele manca unanimità"

“Riguardo alle relazioni con Israele, alcuni Stati membri hanno proposto oggi una sospensione totale o parziale dell’accordo di associazione dell’Ue con Israele, nonché restrizioni commerciali con gli insediamenti, mentre altri hanno espresso la loro opposizione a tali proposte. Dato che la sospensione dell’accordo di associazione richiede l’unanimità, non c’era il sostegno necessario in aula. E le misure che abbiamo già sul tavolo, che richiedono una maggioranza qualificata, richiederanno agli Stati di modificare la propria posizione. Oggi, non c’è stata, ma le discussioni continueranno”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio Affari esteri Ue a Lussemburgo.  Kallas riferisce di non avere notato “cambiamenti di posizione” tra i ministri degli Esteri Ue “riguardo alla sospensione dell’accordo” con Israele. “Ci sono state nuove proposte per quanto riguarda il commercio, quindi le sottoporremo al commissario europeo per il Commercio, perché, per potere discutere della questione, se si considerano le disposizioni giuridiche, è necessario che venga presentata una proposta della Commissione”.

Kallas: "Accordo per sanzioni a chi ostacola libertà navigazione"

 “L’Ue ha già in vigore sanzioni di vasta portata contro l’Iran, ma oggi abbiamo anche raggiunto un accordo politico per estendere il nostro regime di sanzioni in modo da colpire anche i responsabili delle violazioni della libertà di navigazione” nello stretto di Hormuz. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio Affari esteri Ue a Lussemburgo. Per quanto riguarda le sanzioni contro l’Iran, “abbiamo già sanzioni di vasta portata contro” Teheran, sottolinea Kallas. “Ora – precisa – la nuova proposta è di colpire anche coloro che limitano la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz. Il lavoro è in corso. C’è un accordo politico, ma è necessaria anche una preparazione legale. Quindi puntiamo al Consiglio Affari esteri di maggio”. 

Kallas: "Dietrofront quotidiani su Hormuz sono sconsiderati"

 “Le inversioni a U quotidiane, sull’apertura o sulla chiusura dello stretto di Hormuz, sono sconsiderate. Il transito attraverso lo stretto deve rimanere senza pedaggi. L’Europa farà la sua parte per ripristinare il libero flusso di energia e commercio non appena le condizioni lo consentiranno”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio Affari esteri Ue a Lussemburgo. “La nostra missione navale Aspides è il modo più rapido per proteggere la navigazione nella regione e ho chiesto ai ministri di mettere a disposizione ulteriori risorse”, aggiunge.

Media: Berlino pronta a inviare cacciamine nello Stretto di Hormuz

La Germania accelera i preparativi per una possibile missione navale nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato da Der Spiegel, il governo guidato da Friedrich Merz ha deciso, in seno al Consiglio nazionale di sicurezza, di preposizionare rapidamente nel Mediterraneo un’unità cacciamine della Marina. L’obiettivo è garantire un intervento rapido nel caso venga avviata un’operazione multinazionale per la sicurezza della strategica via marittima. La nave, specializzata nell’individuazione e neutralizzazione di mine, sarebbe così pronta a entrare in azione in tempi brevi. La partecipazione tedesca resta però subordinata a condizioni precise: un cessate il fuoco credibile tra le parti in conflitto e un mandato internazionale per una missione robusta, che potrebbe arrivare tramite l’Onu o attraverso un’estensione della missione europea Aspides, attualmente limitata alla sicurezza nel Mar Rosso. Secondo le stesse fonti, Berlino si è detta pronta a contribuire con due cacciamine e una nave di supporto logistico nell’ambito della cosiddetta ‘coalizione dei volenterosi’. È prevista anche assistenza aerea per la ricognizione, con l’impiego di un velivolo dotato di sensori avanzati già utilizzato nella missione Aspides. 

Pakistan: "Ancora in attesa di risposta Teheran su colloqui"

 La risposta ufficiale dell’Iran sulla sua partecipazione al prossimo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad è “ancora attesa”. Lo ha dichiarato il ministro pakistano dell’Informazione, Attaullah Tarar, come riporta Al Jazeera. Il Pakistan, ha aggiunto Tarar, sta ancora perseguendo “la via della diplomazia e del dialogo”, ma ha sottolineato che la decisione dell’Iran è “cruciale” poiché la tregua di due settimane è destinata a scadere a breve. 

30 giorni di carcere a 2 soldati Idf che hanno distrutto statua Gesù

 L’esercito israeliano ha condannato due soldati a 30 giorni di carcere e li ha rimossi dal servizio in combattimento per aver distrutto una statua di Gesù nel sud del Libano. Uno dei soldati ha abbattuto la statua a colpi di mazza. L’altro ha filmato la distruzione. L’esercito ha annunciato di aver convocato, per dei colloqui con i superiori, altri sei soldati che erano presenti senza intervenire. L’incidente ha attirato l’attenzione mondiale e condanne da parte dei leader religiosi cristiani. “L’inchiesta ha stabilito che la condotta dei soldati si è completamente discostata dagli ordini e dai valori delle Forze di Difesa Israeliane”, ha dichiarato l’esercito. “Le procedure relative al comportamento da tenere nei confronti delle istituzioni e dei simboli religiosi sono state ribadite alle truppe prima del loro ingresso nelle aree interessate e saranno ribadite nuovamente a tutte le truppe presenti nella zona in seguito all’incidente”, ha aggiunto l’Idf. L’esercito ha affermato di “esprimere profondo rammarico per l’incidente e sottolineano che le loro operazioni in Libano sono dirette esclusivamente contro l’organizzazione terroristica Hezbollah e altri gruppi terroristici, e non contro i civili libanesi”. Il Comando Nord, ha comunicato ancora l’esercito, si è inoltre adoperato per assistere la comunità cristiana nella sostituzione della statua. 

Pakistan: "Estendere cessate il fuoco, diplomazia è unica via"

 Il ministro degli Esteri del Pakistan Ishaq Dar ha incontrato l’incaricata d’Affari degli Stati Uniti a Islamabad, Natalie Baker, esortando Washington e Teheran a estendere il cessate il fuoco e a perseguire la via diplomatica. Lo ha riferito il ministero pakistano, affermando che “ha sottolineato la costante enfasi del Pakistan sul dialogo e sulla diplomazia come unico mezzo praticabile per affrontare le sfide e raggiungere una pace e una stabilità regionali durature”. Baker, in risposta, ha trasmesso l’apprezzamento di Washington “per il ruolo costruttivo del Pakistan nel sostenere la pace regionale e nel facilitare il dialogo”. 

Tajani: "Accantonata sospensione accordo commerciale Ue-Israele"

“E’ stata definitivamente accantonata la proposta di sospendere l’accordo commerciale” Ue-Israele “perché non ci sono né le condizioni numeriche né quelle politiche, quindi si parlerà di altre iniziative che si possono fare e vedremo”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a margine del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo. “Noi siamo favorevoli a incrementare le sanzioni ai coloni violenti, siamo contro qualsiasi acquisizione territoriale del Libano e della Cisgiordania e vedremo poi”, aggiunge. “Come sapete – sottolinea Tajani -, abbiamo sospeso il rinnovo automatico dell’accordo sulla difesa, ma su questo non siamo d’accordo perché si fa un danno alla popolazione civile che non può essere assimilata alle scelte del governo”.

Consiglio sicurezza Germania conferma impegno a Hormuz con giuste condizioni

Nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale tedesco è stato ribadito il sostegno all’offerta del cancelliere, Friedrich Merz, di impiegare cacciamine e aerei da ricognizione per garantire la sicurezza del traffico mercantile attraverso lo Stretto di Hormuz, qualora si raggiungesse un cessate il fuoco duraturo nella guerra in Iran. Sono state inoltre confermate le condizioni necessarie: un solido quadro giuridico internazionale, un mandato del Bundestag e un piano operativo ben definito. 

Trump a Teheran: "Rilasciate otto giovani donne condannate a morte"

“Ai leader iraniani, che presto saranno ai negoziati e con i miei rappresentanti: apprezzerei molto il rilascio di queste donne. Sono certo che rispetteranno il fatto che lo abbiate fatto. Vi prego di non fare loro alcun male! Sarebbe un ottimo inizio per i nostri negoziati””. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, allegando un post con le immagini di otto donne iraniane prossime a essere giustiziate per impiccagione.

Trump: "Possibile accordo per Anthropic, sono persone intelligenti"

 Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che “è possibile” che si giunga a un accordo per consentire l’utilizzo dei modelli di intelligenza artificiale di Anthropic all’interno del Dipartimento della Difesa. “Sono venuti alla Casa Bianca qualche giorno fa e abbiamo avuto dei colloqui molto positivi con loro, penso che stiano prendendo forma”, ha detto Trump durante un’intervista alla Cnbc. “Sono molto intelligenti e penso che possano essere di grande utilità”. Le dichiarazioni di Trump arrivano dopo lo scontro tra il Pentagono e Anthropic. A marzo il Dipartimento della Difesa aveva dichiarato Anthropic un rischio per la catena di approvvigionamento. Secondo la dichiarazione, l’uso della tecnologia dell’azienda minaccerebbe la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Questa classificazione impone agli appaltatori della difesa di certificare che non utilizzano i modelli di IA Claude di Anthropic nel loro lavoro con le forze armate. Trump aveva inoltre ordinato a tutte le agenzie federali di “cessare immediatamente ogni utilizzo della tecnologia di Anthropic” in un post su Truth, aggiungendo che la sua amministrazione “non farà più affari con loro”. In risposta, Anthropic aveva citato in giudizio l’amministrazione Trump, per cercare di revocare l’inserimento nella lista nera, e la direttiva di Trump sui social era stata temporaneamente bloccata da un giudice federale. Ma le tensioni tra i due schieramenti sembrano attenuarsi, soprattutto dopo che venerdì scorso il Ceo di Anthropic, Dario Amodei, ha incontrato alti funzionari dell’amministrazione per discutere del nuovo potente modello Mythos dell’azienda. Il capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles e il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent erano presenti alla discussione, che un portavoce della Casa Bianca ha descritto come “produttiva e costruttiva”.

Sanchez insiste: "Serve tassa su extraprofitti società energetiche"

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, intervenendo all’evento ‘WindEurope 2026’, davanti al commissario Ue all’Energia, Dan Jorgensen, ha ribadito la richiesta di Madrid di introdurre una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche. “Abbiamo chiesto alla Commissione europea di creare una tassa speciale sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere e del gas. Siamo in un momento difficile e sono sicuro che risponderanno a questa sfida per poter aiutare i consumatori in un momento tanto difficile”, ha detto il leader socialista. 

Sanchez: "Italia consuma doppio del gas rispetto a Spagna"

“L’Italia consuma il doppio del gas rispetto alla Spagna. E qual è il risultato? Ebbene, durante il primo mese di guerra, a differenza del prezzo dell’elettricità tra i nostri due Paesi è stata superiore ai 100 euro”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez intervenendo all’evento ‘WindEurope 2026’, parlando della crisi energetica scatenata dalla guerra in Medioriente e della scelta dell’esecutivo iberico di puntare sulle rinnovabili. 

Trump: "Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz"

 “Il blocco è un successo straordinario. Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz, giusto per chiarire per tutte le fake news in circolazione”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a ‘Squawk Box’ di Cnbc.

Sanchez: "Pragmatismo verde batte dogmatismo combustibili fossili"

“La Spagna ha dimostrato che il pragmatismo verde trionfa sul dogmatismo dei combustibili fossili. Il nostro Paese dimostra che è possibile basare il modello energetico della quarta economia dell’Eurozona sulle energie rinnovabili. Non solo è possibile, ma è l’unica strada da percorrere. L’unica via per la prosperità e la migliore protezione contro qualsiasi crisi energetica”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez intervenendo all’evento ‘WindEurope 2026’, parlando della crisi energetica scatenata dalla guerra in Medioriente e della scelta dell’esecutivo iberico di puntare sulle rinnovabili. 

Salvini: "Su Hormuz governo d'accordo, non si parte in ordine sparso"

Quella in Iran “non è una guerra che abbiamo voluto noi, che abbiamo cominciato noi e non è una guerra a cui parteciperemo. Se ci fosse una missione dell’Onu è un altro paio di maniche, come ci siamo in Libano, come c’eravamo in Kosovo”. Così il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, a margine della sua visita al Salone del mobile di Milano, a Rho Fiera, rispondendo a una domanda sulla missione nello Stretto di Hormuz. “Un conto è una missione internazionale che coinvolge tutti, allora lì ovviamente ci siamo, un conto è qualcuno che va in ordine sparso. Nessuno al governo pensa di partire in ordine sparso. Quindi, io, Crosetto e la Meloni la pensiamo assolutamente nella stessa maniera. O c’è una missione internazionale con tutte le protezioni e le tutele delle missioni internazionali, oppure noi non andiamo in guerra da nessuna parte”, ha aggiunto.

Trump: "Non voglio prolungare il cessate il fuoco"

Il presidente Donald Trump non ha espresso interesse a prolungare la tregua degli Stati Uniti con l’Iran oltre la nuova scadenza fissata per domani sera. “Non voglio farlo”, ha dichiarato Trump a ‘Squawk Box’ di Cnbc. “Non abbiamo molto tempo, perché quando entrambe le parti arriveranno lì, come sapete, hanno appena ricevuto il via libera per andare avanti – cosa che sapevo avrebbero fatto comunque – non credo avessero scelta. Devono negoziare”, ha spiegato. Alla domanda sull’impatto della sua minaccia di bombardare ponti e centrali elettriche in Iran, il tycoon ha sottolineato che ciò danneggerebbe gli iraniani dal punto di vista militare. “Non è la mia scelta, ma li danneggerà. Li colpirà militarmente. Usano i ponti per le loro armi, per il movimento dei missili”, ha detto Trump, aggiungendo che entrambe le parti hanno utilizzato la tregua per “rifornirsi”. Trump ha affermato che l’Iran ha un buon incentivo a raggiungere un accordo con gli Stati Uniti, definendo il popolo “incredibile”, ma la leadership “assetata di sangue” e “dura”. “Se l’Iran raggiunge un accordo, può tornare a essere una nazione forte, una nazione meravigliosa”, ha dichiarato.

Trump: "Mi aspetto ottimo accordo, Teheran non ha altra scelta"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di credere che gli Stati Uniti “giungeranno a un ottimo accordo” con l’Iran per porre fine alla guerra. “Penso che non abbiano scelta”, ha detto durante un’intervista a Cnbc. “Abbiamo distrutto la loro Marina, abbiamo distrutto la loro Aeronautica, abbiamo eliminato i loro leader”, ha aggiunto il presidente Usa. “Abbiamo eliminato i loro leader, il che complica le cose da un certo punto di vista, ma questi leader sono molto più razionali”, ha proseguito Trump. “È un cambio di regime, non importa come lo si voglia chiamare, cosa che non avevo promesso di fare, ma che ho fatto indirettamente”, ha aggiunto.

Pentagono: "Abbordata petroliera senza bandiera soggetta a sanzioni"

Il Pentagono ha annunciato che durante la notte le forze statunitensi hanno abbordato una petroliera soggetta a sanzioni per contrabbando di greggio iraniano. Secondo quanto riferito dal Dipartimento della Difesa, le forze Usa hanno “effettuato un’operazione di interdizione marittima in virtù del diritto di visita” e hanno abbordato la petroliera M/T Tifani “senza incidenti”. I dati di tracciamento hanno mostrato che la nave si trovava nell’Oceano Indiano, tra lo Sri Lanka e l’Indonesia. La dichiarazione aggiunge che “le acque internazionali non sono un rifugio per le navi soggette a sanzioni” e che la nave era “senza bandiera soggetta a sanzioni”. Secondo l’Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro americano, la petroliera è soggetta a sanzioni per il trasporto di petrolio iraniano. “Come abbiamo chiarito, porteremo avanti iniziative di controllo marittimo a livello globale per smantellare le reti illecite e intercettare le navi soggette a sanzioni che forniscono supporto materiale all’Iran, ovunque operino”, ha dichiarato il Dipartimento della Difesa. L’incidente avvenuto durante la notte segue l’azione della Marina degli Stati Uniti che domenica ha aperto il fuoco e sequestrato una nave battente bandiera iraniana nel Golfo di Oman, mentre continua il blocco statunitense dei porti iraniani.

Tajani: "Accelerare su accordo e libertà circolazione a Hormuz"

“Noi siamo fortemente impegnati perché si possa garantire la libera circolazione a Hormuz. Abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare a una iniziativa per garantire la libera circolazione marittima, un’iniziativa internazionale che dovrà poi essere autorizzata dal Parlamento, dalle Nazioni Unite, insomma un’iniziativa non individuale. In questo siamo pronti a fare la nostra parte, siamo pronti a esserci”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo al Consiglio Ue Affari esteri a Lussemburgo.

“Allo stesso tempo, lavoriamo perché si possa raggiungere un accordo definitivo dopo il cessate il fuoco, sia tra Iran e Stati Uniti a Islamabad, sia tra Libano e Israele a Washington. Questa è la nostra priorità, fare in modo anche che possa riprendere la libera circolazione delle navi, perché ci sono problemi che riguardano sia il costo dei fertilizzanti che del petrolio, del gas. Quindi da questo punto di vista per la nostra economia è importante che si accelerino i tempi per trovare un accordo”, aggiunge.

Vance e Ghalibaf hanno confermato presenza a mediatori Pakistan

I mediatori guidati dal Pakistan hanno avuto conferma che i principali negoziatori di Stati Uniti e Iran, rispettivamente il vicepresidente americano JD Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, arriveranno a Islamabad nelle prime ore di mercoledì. Lo hanno riferito funzionari all’Associated Press. Né gli Stati Uniti né l’Iran hanno confermato pubblicamente la tempistica dei colloqui. La televisione di stato di Teheran ha negato che alcun funzionario sia già nella capitale pakistana.

Crosetto: "Per Hormuz missione Onu, no a veto di pochi paesi"

“Io vorrei una risoluzione delle Nazioni Unite per una missione di pace a garanzia della libera navigazione a Hormuz. Penso che la stragrande maggioranza delle nazioni del mondo la voglia e che l’ONU stessa sarebbe felicissima di costruirla.
Ipotizziamo però che non si riesca per il veto di una o due o tre nazioni. Cosa facciamo? Rinunciamo all’apertura? Lasciamo chiuso il transito? Diamo a queste due o tre nazioni il potere di fermare una missione di pace che tutto il mondo auspica? Chi dice che senza ONU non si può far nulla, non fa un favore alle Nazioni Unite, che tutti vorremmo protagoniste, ma a chi ne blocca il lavoro ogni giorno, dando a poche nazioni il potere di bloccare tutte le altre”. Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una nota.

Pasdaran: "Disinnescate 3 bombe Usa inesplose nel Lorestan"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran ha affermato di aver disinnescato tre bombe inesplose MK-84 statunitensi nella provincia del Lorestan. Lo riporta l’emittente statale iraniana Irib. La bomba da 900 kg può provocare crateri profondi fino a 11 metri.

Trump: "Teheran ha violato cessate il fuoco numerose volte"

“L’Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump.

Qatar: "In contatto con tutte le parti, sostegno a negoziati"

Il portavoce del ministro degli Esteri del Qatar ha dichiarato di essere in contatto quotidiano con tutte le parti coinvolte nella guerra in Iran e che la responsabilità di risolvere la crisi è di tutti i Paesi. “Non vogliamo parlare del fallimento dei negoziati. Il mondo intero sostiene questi negoziati, noi compresi. E sosteniamo i nostri fratelli in Pakistan”. Lo ha affermato in conferenza stampa il portavoce del ministro degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, a proposito dei colloqui Iran-Usa. Il Qatar, ha aggiunto al-Ansari, citato da Al Jazeera, considera la mediazione un mezzo efficace per raggiungere una soluzione politica. Tutti i Paesi del Golfo sono in contatto quotidiano con le diverse parti, perché “La crisi è nostra, ed è la crisi della nostra regione. Ecco perché abbiamo contatti diretti”. Riguardo alla chiusura dello stretto di Hormuz, il portavoce ha dichiarato che la risoluzione della crisi è responsabilità di tutti i Paesi e che una chiusura prolungata trasforma la crisi da regionale a internazionale. Al-Ansari ha poi riferito che il Qatar sostiene l’unità del Libano e la sua sovranità, e condanna le violazioni israeliane della sovranità del Paese e gli attacchi contro la sua popolazione. Il Qatar, ha concluso Al-Ansari, ha sempre chiesto la fine della guerra, che ha messo a rischio tutti nella regione e ha portato i mercati energetici in una situazione pericolosa, e chiede il proseguimento del cessate il fuoco.

Meloni: "A Hormuz senza Onu? Italia deve esserci ma si esprima Parlamento"

La missione delle navi italiane nello Stretto di Hormuz anche senza l’Onu? “Noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su un’eventuale missione. Voi sapete anche che questo non è stato possibile per un veto che c’è nel Consiglio di Sicurezza attualmente da parte di Russia e Cina. Vedremo nelle prossime settimane se quel veto può essere superato. In ogni caso penso che se non dovesse essere superato, a condizioni date che abbiamo già chiarito – ci deve essere una cessazione delle ostilità, ci deve essere un’ampissima adesione internazionale e la postura della missione deve essere esclusivamente difensiva – io penso che l’Italia dovrebbe esserci, ma deve essere il Parlamento su questo a esprimersi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa a margine della visita al Salone internazionale del Mobile a Milano.

Riaprono voli nazionali dopo 50 giorni di stop

Iran Air ha annunciato la ripresa dei voli nazionali a partire da mercoledì, ponendo fine a una sospensione di 50 giorni causata dalla guerra, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna. La prima tratta a riaprire sarà Teheran-Mashhad, con il primo volo in partenza dall’aeroporto internazionale Mehrabad di Teheran domani alle 10, e il ritorno, da Mashhad, alle 12,30. A dare l’ok per la ripresa sono stati l’Organizzazione dell’aviazione civile e il ministero delle Strade e dello Sviluppo urbano.

Tajani: "Missione per Hormuz meglio se sotto egida Onu o Ue"

A proposito di Hormuz “serve una missione internazionale, meglio se c’è l’egida dell’Onu o dell’Unione europea.
Deve però finire la fase di conflitto, sarà post conflitto, siamo pronti a fare la nostra parte come abbiamo sempre fatto, come facciamo in Libano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, a margine della cerimonia di inaugurazione della 64esima edizione del Salone internazionale del mobile di Milano, a Rho Fiera, rispondendo a chi chiedeva cosa farà l’Italia nell’ambito della missione per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
“Portatori di pace, l’obiettivo è sempre quello”, ha aggiunto Tajani.

Ue: "Non prevediamo grandi cancellazioni voli nelle prossime settimane"

“Per quanto riguarda le cancellazioni dei voli, devo chiarire un punto: le linee o i voli cancellati non sono stati cancellati per mancanza di carburante per aerei. Sono stati cancellati a causa degli alti prezzi del carburante e, ad oggi, non abbiamo alcuna indicazione che ci saranno cancellazioni diffuse nel settore aereo nelle prossime settimane o nei prossimi mesi”. Lo dice il commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa al termine della riunione in videoconferenza informale dei ministri dei Trasporti Ue.

“Dall’inizio della crisi in Medio Oriente, i prezzi del carburante per aerei sono più che raddoppiati, e questo ha spinto molte compagnie a ridurre, o addirittura a tagliare, alcune linee, che non avevano alcun senso dal punto di vista finanziario. Le linee che erano sul punto di diventare redditizie non lo sono più, quindi la cancellazione di linee o voli non ha nulla a che vedere con la presunta mancanza di carburante per aerei”, precisa.

Tajani: "Auspicio che cessate il fuoco diventi fine guerra"

“Questo Salone si apre in un momento molto complicato a livello internazionale, con due guerre se non tre, complicazioni a livello commerciale e con oggi un’auspicabile ripresa del dialogo fra israeliani e libanesi a Washington e a Islamabad fra americani e iraniani, perché si possano trasformare i cessate il fuoco in una fine delle guerre”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, alla cerimonia di inaugurazione della 64esima edizione del Salone internazionale del mobile di Milano, a Rho Fiera.

In Spagna 'garantita fornitura di cherosene per aerei'

Il presidente dell’Associazione spagnola delle compagnie aeree, Javier Gandara, ha affermato che “in Spagna la fornitura di cherosene per gli aerei è garantita”. Tuttavia, ha avvertito, “se altri Paesi dovessero riscontrare problemi, ciò potrebbe avere ripercussioni sul mercato” iberico. Lo riporta El Paìs. Gandara ha spiegato che le raffinerie spagnole forniscono tra l’80% e l’85% del cherosene per aviazione consumato negli aeroporti della rete spagnola Aena, mentre altri Paesi importano fino al 90% del loro carburante. In questo contesto, le raffinerie stanno già valutando la possibilità di aumentare la produzione oltre il consumo previsto della Spagna, destinando la quota rimanente all’esportazione. Le compagnie aeree hanno previsto per questa stagione estiva un aumento della domanda di voli e hanno messo a disposizione 258,8 milioni di posti da e per la Spagna, pari a un incremento del 5,7% rispetto alla stagione estiva del 2025.

Presidenza Ue: da crisi possibili effetti duraturi

“Gli sviluppi nello Stretto di Hormuz e nella più ampia regione del Golfo sono estremamente volatili. Stanno già avendo ripercussioni sul settore dei trasporti europeo, attraverso l’aumento dei prezzi del carburante, la crescente volatilità e la pressione sempre maggiore sulle catene di approvvigionamento. Sebbene sia ancora difficile prevedere l’impatto complessivo di questa crisi in continua evoluzione, è chiaro che le conseguenze potrebbero persistere”. Lo dice il ministro dei Trasporti cipriota, Alexis Vafeades, della presidenza di turno Ue, nella conferenza stampa al termine della riunione in videoconferenza informale dei ministri dei Trasporti Ue.

“L’interruzione delle principali rotte energetiche, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz, che rappresenta circa il 7% delle importazioni di petrolio greggio dell’UE, il 40% delle importazioni di prodotti petroliferi e il 9% delle importazioni di GNL, continua a esercitare pressione sui mercati energetici globali – prosegue -. Ciò ha conseguenze dirette sui trasporti in tutte le modalità, con il carburante per aerei e il diesel maggiormente colpiti, il che comporta costi più elevati, interruzioni dello spazio aereo, problemi logistici e ripercussioni sia per gli operatori che per i cittadini”.

Ue: "Tornare a navigazione Hormuz o conseguenze catastrofiche"

“L’unica via d’uscita da questa situazione di turbolenza è la diplomazia, senza un ritorno permanente alla libertà di navigazione. Le conseguenze saranno catastrofiche, non solo per l’Europa, ma per il mondo intero. Fin dal primo giorno, questa crisi ha colpito duramente i trasporti: il blocco dello Stretto di Hormuz ha fatto lievitare i costi e creato pressioni sulla catena di approvvigionamento. Entrambi questi fattori stanno ora avendo ripercussioni su imprese, cittadini e operatori”. Lo dice il commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa al termine della riunione in videoconferenza informale dei ministri dei Trasporti Ue.

“L’evacuazione in sicurezza delle 110 navi battenti bandiera UE e presenti nello Stretto rimane, ad oggi, la nostra principale preoccupazione, ma dobbiamo anche valutare cosa possiamo fare per affrontare l’impatto del raddoppio del prezzo dei carburanti per aerei e navi, o l’enorme pressione esercitata dall’aumento dei prezzi di benzina e diesel”, aggiunge.

Netanyahu: "Teheran minaccia esistenziale, pianificava altro olocausto"

“Il regime degli ayatollah in Iran aveva pianificato un altro Olocausto. Ha cercato di distruggerci con armi nucleari e migliaia di missili balistici. Se non avessimo agito con decisione, i nomi di Natanz, Fordo e Isfahan avrebbero potuto aggiungersi a quelli di Auschwitz, Majdanek e Treblinka”. Lo ha dichiarato il primo ministro israreliano Benjamin Netanyahu durante la cerimonia ufficiale della Giornata della Memoria sul monte Herzl, a Gerusalemme. Lo riporta Times of Israel. Netanyahu ha aggiunto che “l’Olocausto” non è accaduto “perché, insieme al nostro grande alleato, gli Stati Uniti, abbiamo smantellato in anticipo quella macchina di distruzione. Abbiamo eliminato una minaccia esistenziale immediata”. “Questa è l’essenza di questa campagna – ha proseguito – garantire che la linea di vita del popolo ebraico non venga mai recisa”. Il primo ministro israeliano ha celebrato un sottufficiale druso morto nel sud del Libano il mese scorso: “Ebrei e drusi, fianco a fianco ù insieme a cristiani, musulmani, beduini, circassi ù tutti uniti in una missione vitale”.

Axios, da Khamenei via libera ai negoziati in Pakistan

La guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, avrebbe dato il suo benestare alla delegazione iraniana per raggiungere Islamabad e partecipare ai negoziati con gli Usa. Lo scrive Axios spiegando che il via libera sarebbe giunto “lunedì sera”. Secondo quanto riportato da Axios la Casa Bianca avrebbe trascorso l’intera giornata di lunedì in attesa di un segnale dalla Repubblica islamica riguardo alle sue intenzioni per i negoziati.

Beirut: da inizio guerra colpiti 15 ponti

Il ministro dei lavori pubblici e dei trasporti del Libano, Fayez Rasamny, ha affermato che 15 ponti sono stati danneggiati o distrutti dalla ripresa delle ostilità fra Hezbollah e Israele. Rasamny ha aggiunto all’emittente televisiva locale LBC che il governo non ha ancora una stima definitiva dei danni. Tuttavia, ritiene che le perdite potrebbero aggirarsi tra i 7 e gli 8 miliardi di dollari.

 

Media Beirut, Idf bombarda sud del Paese, colpita una scuola

L’esercito israeliano avrebbe bombardato alcuni edifici nei villaggi di Rab Thalathine e Qantara, nel distretto di Marjayoun, nella parte meridionale del Paese. Lo riporta la testata libanese L’Orient-Le Jour, che parla di bombardamenti simili anche a Beit Lif, comune nel distretto di Bent Jbail e Chamaa, Bayyada e Naqoura, centri abitati nel distretto di Tiro. L’artiglieria israeliana ha preso di mira la periferia di Chebaa, nel distretto di Hasbaya, e ha lanciato granate nei pressi di Kounine e Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil. L’Idf inoltre avrebbe fatto saltare in aria anche una scuola professionale nel distretto di Marjayoun.

Autorità Gaza, cinque vittime dopo raid israeliani

Secondo quanto riferito dalle autorità ospedaliere, attacchi israeliani hanno ucciso almeno cinque persone nella Striscia di Gaza nelle prime ore di martedì. Quattro presunti militanti sono stati uccisi quando un attacco di droni ha colpito un posto di blocco poco dopo la mezzanotte nella città meridionale di Khan Younis, ha riferito l’ospedale Nasser. Un altro uomo è rimasto ferito nell’attacco. Inoltre nella città settentrionale di Beit Lahiya, una donna di 30 anni è stata uccisa martedì mattina quando la marina israeliana ha aperto il fuoco contro le tende che ospitavano gli sfollati, secondo quanto riferito dall’ospedale Shifa. L’esercito israeliano ha dichiarato di non essere a conoscenza di attacchi a Beit Lahiya.

Media Teheran, per ora nessuna delegazione a Islamabad

La televisione di stato iraniana ha affermato che “finora “nessuna delegazione iraniana ha visitato Islamabad. Né la delegazione principale né quella sussidiaria”.

Germania: "Teheran colga mano tesa Usa, spazio per fine guerra"

“Possiamo solo esortare con urgenza l’Iran a mostrarsi ora pronto al dialogo. Sappiamo che il vicepresidente americano è disposto a recarsi a Islamabad e questa mano tesa dovrebbe essere colta da Teheran, nell’interesse della propria popolazione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo. “Abbiamo un interesse comune nel vedere questa guerra finire ora e nello vedere lo Stretto di Hormuz riaperto. Posso solo esortare la parte americana a continuare a mostrare questa apertura e a negoziare con l’Iran. Credo che ci sia ancora una finestra di opportunità per porre fine a questa guerra attraverso i negoziati”, ha detto ancora Wadephul.

Cina: guerra si trova in fase critica di transizione

La Cina ha affermato di augurarsi che tutte le parti possano mantenere lo slancio verso i colloqui di pace, dato che il cessate il fuoco di due settimane nella guerra con l’Iran scadrà mercoledì. “La situazione attuale si trova in una fase critica di transizione tra guerra e pace. In un momento del genere, è ancor più necessario che tutte le parti dimostrino la massima sincerità, rimangano impegnate a favore di una soluzione politica e mantengano lo slancio del cessate il fuoco e dei negoziati”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun. Lunedì il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto la riapertura dello Stretto di Hormuz. Sebbene non sia direttamente coinvolta negli sforzi di mediazione in corso, fonti diplomatiche cinesi hanno affermato che la Cina ha insistito affinché l’Iran partecipasse al primo round di negoziati.

Madrid: Stretto Hormuz deve essere riaperto senza pedaggi

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, arrivando al Consiglio Ue Affari esteri a Lussemburgo, ha affermato che lo Stretto di Hormuz “deve essere riaperto” e che la navigazione deve essere “libera e sicura” e che “non devono essere introdotti pedaggi per nessuno nel futuro”. Albares ha affermato poi che la posizione della Spagna rispetto all’Iran è “chiara”. Teheran “non deve avere l’arma atomica”, ha rimarcato, e “condanniamo ogni violazione dei diritti umani” che avviene nel Paese, “per questo”, ha ricordato, “abbiamo votato a favore delle sanzioni all’Iran”.

Migliaia di agenti di sicurezza dispiegati a Islamabad

Le misure di sicurezza sono state rafforzate a Islamabad dove le autorità hanno dispiegato migliaia di agenti e intensificato i pattugliamenti lungo le vie che conducono all’aeroporto, in vista dell’arrivo previsto delle delegazioni statunitense e iraniana per il secondo round di colloqui. Le misure di sicurezza sembrano più rigide rispetto a quelle adottate durante il primo round di colloqui tenutosi nella capitale l’11 e il 12 aprile, a seguito degli sforzi diplomatici del Pakistan e dei paesi della regione, tra cui la Cina, per allentare le tensioni nell’area.
Il Pakistan non ha ancora annunciato le date definitive per i colloqui.

Secondo gli analisti, l’entità delle misure di sicurezza suggerisce la possibilità di una partecipazione di alto livello qualora i negoziati dovessero fare progressi. “Le disposizioni di questa volta sono nettamente diverse da quelle del primo round”, ha affermato Syed Mohammad Ali, analista della sicurezza con sede a Islamabad. “Il Pakistan sembra prepararsi alla possibilità di visite da parte dei massimi leader statunitensi e iraniani, qualora i colloqui dovessero progredire fino alla firma di un accordo”, ha dichiarato all’Associated Press.

Media, Vance arriverà in Pakistan mercoledì

Il vice presidente americano JD Vance dovrebbe arrivare a Islamabad, capitale del Pakistan, fra la tarda mattina e il primo pomeriggio di mercoledì ora locale per i colloqui con l’Iran. Lo riporta Al Jazeera citando fonti vicine ai mediatori.

Media Teheran: petroliera ha violato blocco navale Usa

Una petroliera iraniana avrebbe violato il blocco navale Usa attraversando lo stretto di Hormuz. Secondo quando riportato dai media iraniani la nave, appartenente alla National Iranian Tanker Company, dovrebbe giungere domani sull’isola di Kharg. La petroliera – spiegano i media di Teheran – era partita a fine marzo destinazione Indonesia dove avrebbe scaricato il suo carico da due milioni di barili di petrolio greggio prima di fare ritorno in Iran aggirando il blocco navale Usa.

Ministro Esteri pakistano parla con omologo egiziano

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha parlato con il suo omologo egiziano, Badr Abdelatty, per discutere degli ultimi sviluppi regionali, nell’ambito dell’iniziativa diplomatica legata a un possibile secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri pakistano ha affermato che entrambi i leader hanno sottolineato l’importanza del dialogo e del confronto per la pace e la stabilità e hanno concordato di rimanere in stretto contatto.

Media, tre vittime palestinesi in raid Idf a Gaza

L’agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che attacchi israeliani nei pressi di Khan Younis hanno causato la morte di tre persone, una delle quali era una neo-sposa. Lo rende noto Al Jazeera.

Presidenza Ue: possibili carenze carburante a breve termine

“Ci troviamo di fronte alla possibilità, e sottolineo la parola possibilità, di una carenza di carburante per i trasporti. L’evolversi della crisi geopolitica in Medio Oriente ha evidenziato che l’Europa potrebbe trovarsi ad affrontare un problema di approvvigionamento di carburante a breve termine, e di questo dobbiamo discutere, dobbiamo esserne consapevoli. Ma abbiamo anche un problema di domanda a medio e lungo termine, e questo deve essere neutralizzato”. Così il ministro dei Trasporti cipriota, Alexis Vafeades, della presidenza di turno Ue, in vista della videoconferenza informale di oggi dei Ministri dei Trasporti Ue.

“Per essere chiari, quello che voglio dire è che dobbiamo essere pronti ad evitare le code ai distributori di benzina qualora ciò dovesse accadere, ma dobbiamo anche eliminare definitivamente la possibilità che si formino code. E questo è parte della discussione che spero avremo oggi. È un tema attuale, e arriva al momento perfetto in vista del prossimo incontro dei nostri leader a Cipro tra un paio di giorni. Ciò alimenterà la discussione, quindi penso che sarà un dibattito positivo e proficuo”, conclude.

Al Jazeera, 'sherpa' di Teheran e Washington si trovano a Islamabad

Gli ‘sherpa’ delle delegazioni di Iran e Stati Uniti si troverebbero già a Islamabad, capitale del Pakistan, per incontri preliminari. Lo scrive Al Jazeera citando una fonte diplomatica pakistana. Secondo il quotidiano arabo la volontà di Islamabad sarebbe quella di tenere il più “segreti” possibili i colloqui fra le parti.

Capo magistratura Iran: "Nuovi attacchi possibili, mantenere prontezza"

Gholamhossein Mohseni Ejei, capo della magistratura iraniana ha affermato che Teheran deve “mantenere una prontezza operativa al 100%” nel caso in cui gli Stati Uniti lancino nuovi attacchi. Secondo Ejei esiste una “forte possibilità” di ulteriori attacchi in quanto gli Stati Uniti non hanno ancora raggiunto i loro obiettivi di guerra. In un video pubblicato dall’agenzia Fars inoltre Ejei ha affermato che l’Iran risponderà al sequestro da parte degli Stati Uniti della nave mercantile battente bandiera iraniana nel Golfo dell’Oman, avvenuto domenica, definendolo una “violazione” del cessate il fuoco. “Il blocco navale di cui parlano gli Stati Uniti è senza dubbio una chiara violazione, e la Repubblica islamica risponderà”, ha dichiarato.

 

Teheran impicca uomo che aveva preso parte a proteste di gennaio

L’Iran ha affermato di aver impiccato un uomo condannato per aver presumibilmente incendiato una moschea nella zona nord di Teheran durante le proteste nazionali di gennaio.
L’agenzia di stampa Mizan, legata al potere giudiziario, ha identificato l’uomo come Amir Ali Mir Jafari. Tra gli attivisti che seguono gli eventi in Iran non si sono diffuse immediatamente informazioni su Jafari. L’Iran è stato accusato di aver ripetutamente celebrato processi a porte chiuse contro sospettati che non possono contestare le prove a loro carico. Teheran ha già impiccato persone coinvolte nelle proteste di gennaio, un atto che il presidente statunitense Donald Trump aveva definito una “linea rossa” prima della recente guerra. L’uomo era accusato di essere a capo di una rete legata al Mossad, il servizio segreto israeliano.

Libano, Katz: "Obiettivo finale è smantellare Hezbollah"

Intervenendo a una cerimonia in occasione del Giorno della Memoria per i soldati caduti in guerra e le vittime del terrorismo il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato che l’obiettivo finale di Israele resta quello di smantellare Hezbollah. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu ed io abbiamo incaricato le Forze di Difesa Israeliane di agire con tutta la forza, anche durante il cessate il fuoco, per proteggere i nostri soldati in Libano da qualsiasi minaccia. Il nostro impegno nei confronti degli abitanti del nord rimane chiaro e inequivocabile: garantire la sicurezza. Agiremo allo stesso modo anche per quanto riguarda gli scontri a fuoco a nord del Litani e in tutto il Libano”, le sue parole riportate da Ynet. Katz ha poi lanciato una minaccia all’attuale leader di Hezbollah, Naim Qassem che “pagherà con la perdita di case e territori, fino a quando non pagherà anche con la perdita della sua testa”.

Pakistan, delegazioni arriveranno oggi contemporaneamente

Una fonte ufficiale pakistana ha affermato ad Al-Arabiya che il secondo round di negoziati fra Usa e Iran si terrà come previsto e che l’arrivo delle due delegazioni a Islamabad avverrà oggi contemporaneamente. “Al momento non abbiamo informazioni su una possibile estensione del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran”, ha aggiunto la stessa fonte.

 

Teheran denuncia all'Onu sequestro 'illegale' sua nave mercantile

Il Ministero degli Esteri iraniano ha presentato una protesta formale al Segretario generale delle Nazioni Unite e all’Organizzazione marittima internazionale in merito al sequestro della nave mercantile iraniana Touska da parte degli Stati Uniti, avvenuto lunedì, condannandolo come un “atto illegale e barbaro” che viola sia il diritto internazionale che l’accordo di cessate il fuoco. “La Repubblica islamica dell’Iran, pur avvertendo delle gravissime conseguenze di questo atto illegale e criminale da parte degli Stati Uniti, sottolinea la necessità dell’immediato rilascio della nave iraniana, dei suoi marinai, dell’equipaggio e delle loro famiglie”, ha dichiarato il ministero degli Esteri in un comunicato, diffuso dall’agenzia di stampa Irna. Il comunicato afferma che il sequestro è stato “accompagnato da intimidazioni nei confronti dei marinai, dell’equipaggio della nave e delle loro famiglie”.

Trump: "Teheran negozierà o avrà problemi mai visti prima"

Donald Trump ha affermato di essere fiducioso che l’Iran negozierà con gli Stati Uniti perché in caso contrario”, si troveranno di fronte a problemi mai visti prima”. Il presidente americano lo ha affermato nel corso di una telefonata al programma radiofonico conservatore The John Fredericks Show.
“Spero che raggiungano un accordo equo e che ricostruiscano il loro Paese, ma quando lo faranno, non avranno armi nucleari – ha aggiunto – non avranno accesso a un’arma nucleare, né alcuna possibilità di averla. Non possiamo permettere che ciò accada. Potrebbe significare la distruzione del mondo, e non lo permetteremo”.

Trump: "Siti nucleari distrutti, sarà difficile riesumarli"

“L’operazione Midnight Hammer ha comportato la completa e totale distruzione dei siti contaminati da polveri nucleari in Iran. Pertanto, riesumarli sarà un processo lungo e difficile”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth. Secondo Trump “la Cnn, con le sue notizie false, e altre reti e piattaforme mediatiche corrotte, non rendono giustizia ai nostri grandi aviatori, cercando sempre di umiliare e sminuire. Perdenti”.

Teheran chiede rilascio immediato nave cargo sequestrata da Usa

Il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato il sequestro della nave mercantile iraniana Touska da parte delle forze statunitensi e ha chiesto in una dichiarazione “l’immediato rilascio della nave iraniana, dei suoi marinai, dell’equipaggio e delle loro famiglie”.

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