Insulti a Giorgia Meloni, ambasciata Russia: “Convocazione Farnesina una cantonata, da Mosca nessuna offesa”

Insulti a Giorgia Meloni, ambasciata Russia: “Convocazione Farnesina una cantonata, da Mosca nessuna offesa”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse)

La risposta della premier sui social: “Propagandista di regime non può dare lezioni, noi non abbiamo padroni”

Dopo il caso diplomatico scoppiato per gli insulti rivolti a Giorgia Meloni da Vladimir Solovyev, noto anchorman russo vicino al Cremlino, l’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov ha pubblicato una nota sui canali ufficiali. “Ancora una volta le autorità diplomatiche italiane hanno preso una cantonata, convocandomi al Ministero degli Affari Esteri italiano per avanzare proteste in relazione a presunti attacchi indirizzati da Mosca al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. Innanzitutto, Giorgia Meloni è un capo di governo legittimo, sostenuto dal consenso popolare, guida il potere esecutivo italiano da quasi quattro anni e, per tutto questo tempo, nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell’Italia – prosegue -. A differenza di alcuni membri della leadership italiana che, talvolta, si permettono commenti e paragoni estremamente ostili nei confronti sia dei vertici russi, sia della Federazione Russa in generale”.

“Il pretesto della convocazione al Ministero (le parole di un noto giornalista russo, peraltro assai capace e popolare, pronunciate sul suo canale online privato) difficilmente può rientrare nella prassi diplomatica generalmente condivisa evidenzia . A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d’interpretare valutazioni personali, emotive e private di chicchessia come se fossero dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato. Tanto meno si dovrebbero attribuire alla leadership russa e all’intero popolo russo le opzioni lessicali e di registro utilizzate da un giornalista. Da parte sua, la Russia non ha mai sfruttato le dichiarazioni sulla Russia e la sua leadership, fatte da conduttori televisivi, blogger, giornalisti e artisti italiani, come pretesto per azioni diplomatiche o campagne diffamatorie anti-italiane.A quanto pare, il tentativo di gonfiare quest’episodio fino a trasformarlo in uno scandalo internazionale e politico è il risultato dell’azione, all’interno del cosiddetto “stato profondo” italiano, di forze antirusse legate all’Ucraina. È evidente il tentativo di mettere i popoli della Russia e dell’Italia gli uni contro gli altri, d’indebolire i nostri contatti diplomatici, recando un ulteriore danno d’immagine alla Russia, forse per compensare i fallimenti in politica estera, tra cui la recente, poco riuscita visita di Zelensky a Roma. Infine, ma non di meno, si rileva un ulteriore tentativo di contenere il crescente numero di italiani favorevoli a una rapida normalizzazione delle relazioni bilaterali e al ripristino di una piena cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia”.

Meloni: “Propagandista di regime non può dare lezioni”

Ieri sera, sui sociali, era arrivata anche la risposta di Giorgia Meloni: “Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada. Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia. E continueremo a seguirla con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine”.

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