Iran, Crosetto: “Nessuna missione di guerra, su Hormuz serve un’iniziativa Onu” – La diretta

Iran, Crosetto: “Nessuna missione di guerra, su Hormuz serve un’iniziativa Onu” – La diretta
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ospite di Bruno Vespa nella trasmissione Porta a Porta, Roma, 18 marzo 2026 (foto Mauro Scrobogna/LaPresse)

Trump: “Alleati più disponibili ma è troppo tardi”. Anche l’Italia tra i Paesi promotori di un piano sicurezza per lo Stretto di Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Israele non avrebbe più attaccato il principale giacimento di gas iraniano di South Pars, aggiungendo tuttavia che se l’Iran avesse attaccato di nuovo il Qatar, e in particolare l’impianto di produzione di gnl di Ras Laffan, gli Stati Uniti avrebbero a lavoro volta reagito “distruggendo completamente” l’intero giacimento iraniano. Intanto, secondo quanto riferito dal Washington Post, citando un alto funzionario dell’amministrazione Usa, il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di approvare una richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra in Iran.

Intanto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi ha detto che gli alleati degli Stati Uniti che dovessero sostenere Washington in un’eventuale operazione volta a riaprire lo Stretto di Hormuz potrebbero essere considerati “complici” di crimini di guerra.

Guerra in Iran
Inizio diretta: 19/03/26 07:05
Fine diretta: 19/03/26 23:30
Qatar: "Aattacchi hanno ridotto del 17% le capacità di export Gnl"

Il Qatar ha fornito maggiori dettagli sui danni ingenti causati dai missili che hanno colpito l’impianto di gas naturale liquefatto di Ras Laffan. L’azienda Qatar Energy ha dichiarato su X che gli attacchi hanno ridotto le esportazioni di Gnl di circa il 17% e comporteranno una perdita di entrate di circa 20 miliardi di dollari all’anno. La riparazione dei danni, ha spiegato, richiederà fino a cinque anni, nonostante la produzione nello stabilimento fosse già stata interrotta in seguito ad attacchi precedenti.

Leader Ue chiedono moratoria su attacchi a infrastrutture energia

“Gli sviluppi in Iran e nella regione in generale minacciano la sicurezza regionale e globale. Il Consiglio europeo chiede una de-escalation e la massima moderazione, la protezione dei civili e delle infrastrutture civili e il pieno rispetto del diritto internazionale da parte di tutte le parti, compresi i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale umanitario. A tale riguardo, chiede una moratoria sugli attacchi contro le infrastrutture energetiche e idriche. Il Consiglio europeo deplora la perdita di vite civili e sta monitorando attentamente le conseguenze di vasta portata delle ostilità, anche sulla stabilità economica”. E’ quanto si legge nelle conclusioni sul Medioriente appena adottate dal Consiglio europeo.

Vertice Ue: "Entra riferimento a crisi migranti del 2015"

Nelle conclusioni sul Medioriente appena adottate dal Consiglio europeo si ampli il capitolo dedicato agli effetti sulla migrazione della crisi iraniana, con la citazione della crisi del 2015 evocata dalla premier Giorgia Meloni. “Sebbene il conflitto non si sia tradotto in flussi migratori immediati verso l’Unione europea, il Consiglio europeo sottolinea l’importanza di mantenere un elevato livello di vigilanza e di garantire il necessario livello di preparazione, sulla base degli strumenti e delle politiche che l’UE ha sviluppato negli ultimi anni – si legge nel testo approvato -. Sulla base degli insegnamenti tratti dalla crisi migratoria del 2015 e per evitare una situazione simile, l’UE è pronta a mobilitare pienamente i propri strumenti diplomatici, giuridici, operativi e finanziari per prevenire movimenti migratori incontrollati verso l’UE e preservare la sicurezza in Europa. La sicurezza e il controllo delle frontiere esterne dell’Unione europea continueranno a essere rafforzati. Il Consiglio europeo sottolinea l’importanza di collaborare con i partner della regione per garantire loro l’assistenza e il sostegno necessari”.Nella versione precedente della bozza si faceva solo un riferimento all’”impatto dei recenti sviluppi per l’UE in termini di sicurezza energetica e prezzi dell’energia, catene di approvvigionamento e migrazione, e a proporre misure appropriate” e al “coordinamento a livello UE, anche per quanto riguarda il possibile impatto sulla sicurezza interna”.

Crosetto: "L'Iran vuole seminare il caos, cellule dormienti in giro per il mondo"

“L’Iran vuole scatenare il caos e l’ha fatto attaccando tutti i Paesi, anche quelli che non c’entravano nulla con questa guerra. L’Iran da tempo, da anni, da decenni ha seminato in giro per il mondo, non in Italia, centinaia di cellule dormienti, pronti a svegliarsi, i cosiddetti lupi solitari, non organizzati, ma sull’ordine pronti a fare qualcosa. Per cui questo può essere un pericolo che noi in qualche modo in Italia siamo in grado di circoscrivere”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto a Dritto e Rovescio su Rete4. “Non è ancora stata attivata da parte dell’Iran, ma fa parte di questa strategia del caos che l’Iran sta mettendo in piedi”, ha spiegato

Vertice Ue: "Sforzi per navigazione Hormuz quando ci saranno le condizioni"

“Il Consiglio europeo accoglie con favore anche i maggiori sforzi annunciati dagli Stati membri, anche attraverso un coordinamento rafforzato con i partner nella regione, per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, una volta che le condizioni saranno soddisfatte”. E’ quanto si legge nelle conclusioni sul Medioriente appena adottate dal Consiglio europeo. “L’Unione europea continuerà a proteggere la propria sicurezza e i propri interessi, collaborando con i partner regionali e globali per contrastare l’impatto delle ostilità in corso. L’Unione europea e i suoi Stati membri stanno adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini dell’UE nella regione, anche fornendo le condizioni per la loro partenza in sicurezza”, si legge ancora nel testo.

Barrot domani in visita in Israele

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot si recherà domani in Israele, per una visita non programmata, dopo aver visitato oggi Beirut. Il ministero degli Esteri, come riportano i media francesi, afferma che Barrot discuterà con le autorità israeliane di questioni relative alla sicurezza regionale e agli aiuti umanitari, nonché dei tentativi di allentare le tensioni nei conflitti in Medioriente.

La Francia aumenterà gli aiuti al Libano fino a quasi 20 milioni di dollari

Durante una visita a Beirut, il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha dichiarato che il suo Paese aumenterà gli aiuti umanitari al Libano fino a quasi 20 milioni di dollari. Secondo il governo libanese, gli attacchi israeliani contro Hezbollah, sostenuto dall’Iran, hanno causato lo sfollamento di oltre un milione di persone, circa il 20% della popolazione, e la morte di oltre 1.000 persone. Molte famiglie dormono in auto, per strada o in scuole sovraffollate trasformate in rifugi.

Usa: "Distrutto stabilimento missili a Karaj"

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato di avere distrutto lo stabilimento di missili superficie-superficie iraniano a Karaj. Lo stabilimento, ha riferito il Centocm, veniva utilizzato per “assemblare missili balistici che minacciavano gli americani, i paesi vicini e il traffico marittimo commerciale”

Netanyahu: "Fondamentale avere percorsi alternativi a Hormuz per il petrolio"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che è fondamentale avere “percorsi alternativi invece di passare attraverso i punti critici dello Stretto di Hormuz e dello Stretto di Bab el-Mandeb per garantire il flusso di petrolio”. Quello che serve, ha spiegato in una conferenza stampa, sono oleodotti e gasdotti che attraversino la penisola arabica verso ovest, fino a Israele e ai nostri porti del Mediterraneo, eliminando così per sempre i punti critici. Questa visione “è decisamente possibile”, ha spiegato. “La vedo come un vero cambiamento che seguirà questa guerra, ma credo anche che la guerra finirà molto più velocemente di quanto la gente pensi”.

Netanyahu: "La guerra potrebbe finire più velocemente di quanto si pensi"

La guerra con l’Iran potrebbe finire “più velocemente di quanto si pensi”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando ai giornalisti stranieri.

Tajani: "Ovvio dire attenti a droni? Anche non filmare discoteca se c'è incendio"

“Qualcuno ha ironizzato sui messaggi che noi davamo alle persone” durante gli attacchi iraniani e sul fare attenzione ai droni e non riprenderli, “perchè è una cosa ovvia, ma sarebbe una cosa ovvia anche dire che se c’è un incendio in una discoteca di uscire subito e non mettersi a filmare. Purtroppo 40 ragazzi per filmare l’incendio in discoteca hanno perso la vita”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tagadà su La7, riferendosi alla strage di capodanno nel bar Le Costellation di Crans-Montana, in Svizzera. “Hanno perso la vita perché qualcuno non aveva fatto tutti i lavori che doveva fare dentro quella discoteca, e poi perché magari si sono attardati”, ha replicato la conduttrice Tiziana Panella. “Se c’è un incendio in una discoteca bisogna uscire subito, non attardarsi a filmare, ma non ho detto che hanno appiccato loro l’incendio”, ha precisato Tajani.

Aie: "Sul mercato iniziato rilascio delle riserve di petrolio d'emergenza"

“A seguito dell’accordo annunciato l’11 marzo per rendere disponibili 400 milioni di barili di petrolio sul mercato da parte dei Paesi membri dell’Aie (Agenzia internazionale dell’energia), i primi volumi di petrolio provenienti dalle riserve di emergenza hanno già iniziato a essere immessi sul mercato”. E’ quanto si legge in una nota. “Il Consiglio direttivo dell’Aie si è riunito ieri per esaminare la situazione dei mercati energetici e l’attuazione dell’azione collettiva. Il rilascio complessivo delle scorte di emergenza consisterà in gran parte in petrolio greggio, mentre in Europa i contributi assumeranno principalmente la forma di prodotti petroliferi raffinati. Ciò è integrato da un aumento della produzione da parte dei Paesi delle Americhe”. “La ripartizione dettagliata tra petrolio greggio e prodotti raffinati, così come i volumi provenienti da scorte pubbliche o dalla riduzione degli obblighi imposti all’industria, rimane soggetta a modifiche man mano che i Paesi definiscono più precisamente i dettagli del proprio contributo nazionale”, sottolinea la nota. Per l’Italia, come evidenzia il comunicato dell’agenzia, la quota è pari a 10 milioni di barili.

Netanyahu: "Non sono sicuro di chi stia governando l'Iran al momento"

“Non sono sicuro di chi stia governando l’Iran in questo momento. Mojtaba Khamenei non si è ancora fatto vedere”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando ai giornalisti stranieri, citato dai media israeliani. C’è “molta tensione” tra i funzionari ai vertici del regime, ha spiegato.

Allarme missili verso Israele durante la conferenza stampa di Netanyahu

Mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu sta parlando in conferenza stampa, l’esercito israeliano ha diramato un ulteriore allarme, segnalando il lancio di missili da parte dell’Iran verso il Paese. Le sirene hanno suonato in tutto il nord, da Haifa, sulla costa mediterranea, fino al Mar di Galilea.

Netanyahu: "Israele e Usa stanno proteggendo Medioriente e mondo intero"

Israele e Stati Uniti stanno “proteggendo l’intero Medioriente, e oserei dire il mondo intero”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando ai giornalisti stranieri, citato dai media israeliani.

Netanyahu: "Ci sono molte opzioni via terra"

“È troppo presto per dire se gli iraniani scenderanno in piazza. Non si può fare una rivoluzione dall’aria; ci deve essere anche una componente di terra. Ci sono molte opzioni per una componente di terra, non le rivelerò”. Lo ha detto il premier d’Israele Benjamin Netanyahu parlando ai giornalisti stranieri. Lo riporta Al Jazeera

Netanyahu: "Usa trascinati in guerra? Nessuno può dire a Trump cosa fare"

Il primo ministro d’Israele Benjamin Netanyahu ha risposto, in una dichiarazione ai media stranieri, alle affermazioni dell’estrema destra statunitense secondo cui sarebbe stato Israele a trascinare gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. “Qualcuno pensa davvero che qualcuno possa dire a Trump cosa fare? Ma dai”, ha detto, “Trump prende sempre le sue decisioni basandosi su ciò che ritiene sia bene per l’America e, se posso aggiungere, anche per le generazioni future. E in questo caso, questi interessi sono assolutamente chiari, così come lo sono i nostri successi”. Lo riporta Ynet.

L'Arabia Saudita distrugge dei droni intercettati nell'est del Paese

Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha affermato di aver intercettato e distrutto tre droni nella parte orientale del Paese. Lo riporta Al Jazeera.

Netanyahu: "L'Iran non può più arricchire l'uranio e costruire missili balistici"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato i successi ottenuti nella guerra contro l’Iran. Teheran “non è più in grado di arricchire l’uranio” e non è più in grado di produrre missili balistici, ha detto in conferenza stampa. Dopo 20 giorni di combattimenti, “stiamo vincendo e l’Iran viene decimato”, ha spiegato. Gli arsenali missilistici e di droni iraniani sono in fase di “grave indebolimento”, ha aggiunto Netanyahu, promettendo che “saranno distrutti”.

Netanyahu ai giornalisti: "Sono vivo e voi ne siete testimoni"

“Prima di tutto, sono vivo, voi ne siete testimoni”. Lo ha detto il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, parlando ai giornalisti stranieri in conferenza stampa, smentendo le speculazioni che da giorni circolavano sulla sua morte. Lo riporta Ynet.

Libano: "Centrale elettrica di Sultaniyé chiusa dopo attacchi"

L’azienda elettrica pubblica libanese Électricité du Liban (EDL) ha annunciato che durante la giornata ha subito attacchi israeliani che hanno colpito la sua principale rete di trasmissione elettrica, provocando l’interruzione di corrente nella principale sottostazione di trasformazione di Sultaniyé, nel distretto di Bint Jbeil. Secondo quanto riportato nel comunicato, i bombardamenti israeliani hanno causato “la distruzione di tutte le celle di distribuzione, danni a un trasformatore di potenza e danni alla sala di controllo e protezione”. La centrale è quindi “completamente fuori servizio”, nonostante fornisca elettricità alla città di Bint Jbeil, ai villaggi circostanti, nonché a Jouaya e ad alcune località del distretto di Tiro. Lo riporta L’Orient Le Jour.

Si lavora a missione difensiva per Hormuz ma solo dopo conflitto

A quanto si apprende a Bruxelles, i Paesi interessati continuano a lavorare per una missione difensiva per Hormuz, quando le condizioni saranno favorevoli, ovvero quando si allenteranno le tensioni con l’Iran. Ma per ora le condizioni non ci sono.La missione – viene riferito – sarebbe una posizione puramente difensiva e vedrà la partecipazione dei partner che desiderano aderire. Nei prossimi giorni ci sono festività religiose locali e questi eventi potrebbero anche rappresentare un’opportunità per cercare di promuovere una moratoria immediata.

Zamir (Idf): "Israele non è nemmeno a metà di campagna militare"

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha dichiarato in una discussione interna che Israele “non ha nemmeno percorso la metà” della sua campagna contro l’Iran. Lo riporta Channel 12. Stando alle valutazioni emerse durante recenti consultazioni di alto livello, la leadership delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) è unanime nell’opporsi a un’interruzione delle operazioni in questa fase. I funzionari della sicurezza temono che porre fine alla campagna ora potrebbe portare a una ripresa dei combattimenti entro pochi mesi, nonostante i recenti attacchi che hanno significativamente ridotto le capacità missilistiche balistiche dell’Iran.

Crosetto: "Nessuna missione di guerra, su Hormuz serve iniziativa Onu"

“Siamo consapevoli dell’importanza per tutti di lavorare per la riapertura in sicurezza di Hormuz e riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un’iniziativa pacifica e multilaterale per raggiungere questo obiettivo”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota.

Crosetto: "Niente ingresso a Hormuz senza una tregua"
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto. (AP Photo/Alessandra Tarantino)

“Ho letto interpretazioni totalmente errate sul documento approvato oggi da alcune nazioni europee e non, tra cui l’Italia. Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota.

Teheran: "La Germania chiarisca il ruolo della base aerea di Ramstein"

Teheran ha chiesto a Berlino di chiarire il ruolo della base aerea di Ramstein nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Lo ha dichiarato l’ambasciatore israeliano in Germania, Majid Nili, citato da Al Jazeera. “Abbiamo chiesto loro di chiarire o spiegare il ruolo di Ramstein”, ha dichiarato Nili. “Il ruolo di Ramstein non ci è ufficialmente chiaro. Finora non abbiamo avuto alcuna risposta”, ha aggiunto.

Pasdaran: "Attaccato e danneggiato F-35 Usa"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha affermato di aver attaccato e “danneggiato” un aereo da caccia F-35 statunitense. Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato alla Cnn che un aereo stava “svolgendo una missione di combattimento sull’Iran” quando è stato costretto a effettuare un atterraggio di emergenza. “L’aereo è atterrato in sicurezza e il pilota è in condizioni stabili”, ha aggiunto Hawkins.

Kuwait: "Droni hanno preso di mira compagnia petrolifera nazionale"

Il ministero della Difesa del Kuwait afferma che due droni hanno preso di mira “unità operative affiliate alla Compagnia Petrolifera Nazionale, provocando lo scoppio di alcuni incendi”. Non si sono registrate vittime, ha aggiunto il portavoce, il colonnello Saud Abdulaziz al-Otaibi. Lo riporta Al Jazeera. Nelle ultime 24 ore, i sistemi di difesa aerea del Kuwait hanno rilevato 18 droni ostili nel suo spazio aereo e ne hanno distrutti 13.

Israele, due feriti in attacco nel nord del Paese

Secondo i servizi di emergenza israeliani, due persone sono rimaste ferite in seguito a un attacco missilistico nel nord del Paese. I soccorritori stanno estraendo i feriti dalle macerie dopo che un’esplosione ha colpito in pieno un edificio nella città di Kiryat Shmona, nel nord di Israele. Lo ha riferito il servizio medico di emergenza Magen David Adom. I feriti sono un uomo di circa 60 anni in gravi condizioni a causa di una lesione addominale e una donna di 70 anni in condizioni moderate. Durante la guerra, la città, situata vicino al confine con il Libano, è stata ripetutamente bersaglio di attacchi sia da parte di Hezbollah che dell’Iran.

Gaffe di Trump, evoca Pearl Harbor davanti alla premier Takaichi

Doveva essere una battuta, ma dall’espressione dell’ospite giapponese è suonata più come una gaffe. Donald Trump, rispondendo nello Studio Ovale alla domanda di un giornalista giapponese sul perché gli Stati Uniti non avessero informato gli alleati prima dell’attacco contro l’Iran, ha replicato sorridendo: “Non ne abbiamo parlato con nessuno. Chi ne sa più del Giappone in fatto di sorprese? Perché non ci avete detto di Pearl Harbor, eh?”. Dalla sua espressione, la premier Sanae Takaichi non è però apparsa divertita dalla battuta del presidente americano.

Trump: "Alleati stanno diventando più disponibili ma è troppo tardi"

Gli alleati della Nato stanno diventando più disponibili riguardo all’impegno nello Stretto di Hormuz, “ma ormai è troppo tardi”. Lo ha detto Il presidente Donald Trump parlando nello Studio Ovale.

Trump: "Non impiegherò truppe di terra"

“Non impiegherò truppe” di terra in Iran. Lo ha detto il presidente Donald Trump parlando nello Studio Ovale.

Israele: "Detriti missile hanno colpito raffineria ad Haifa"

Secondo le Forze di Difesa Israeliane (Idf), gli impatti sulla raffinera di petrolio di Haifa, in Israele, sono stati causati dalla caduta di frammenti in seguito all’intercettazione di un missile balistico iraniano. Lo riporta il Times of Israel. L’esercito ha sottolineato che non ci sono stati impatti diretti di missili contro le strutture nella città costiera settentrionale. Il ministro dell’Energia israeliano Eli Cohen ha dichiarato che l’attacco non ha causato “danni significativi alle infrastrutture”.

Guterres coi leader Ue: "Possibili azioni su Iran e rilancio multilateralismo"

I leader dell’Ue hanno discusso con il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres gli ultimi sviluppi in Medioriente, in particolare esplorando possibili percorsi per migliorare la drammatica situazione nella regione, soprattutto per quanto riguarda Libano, Gaza e Iran. E’ questo il messaggio trasmesso dal Segretario generale dell’Onu nel pranzo di lavoro con i leader Ue al Consiglio europeo, secondo quanto riferisce una funzionaria Ue.Per il Segretario generale delle Nazioni Unite, l’Ue ha un ruolo chiave da svolgere nella costruzione di un mondo multipolare, rafforzando la cooperazione e gli scambi commerciali con partner che condividono gli stessi valori, consolidando al contempo il multilateralismo e l’ordine internazionale basato sulle regole, aggiunge la funzionaria. Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha ringraziato i leader dell’Ue per il forte sostegno al multilateralismo e al diritto internazionale, nonché per la stretta collaborazione tra l’UE e le Nazioni Unite. L’incontro ha inoltre offerto l’opportunità di discutere l’attuale processo di riforma delle diverse istituzioni ed enti delle Nazioni Unite, che l’Ue sostiene, si riferisce.

Turchia, in contatto con Usa e Teheran per fine guerra

La Turchia afferma di essere in contatto sia con gli Stati Uniti che con l’Iran per porre fine alla guerra. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha detto che Ankara sta cercando di capire la posizione dei due avversari e sta valutando come impedire che il conflitto si “diffonda e peggiori”. In una conferenza stampa congiunta con il suo omologo qatariota a Doha, Fidan ha anche accusato Israele di essere il “principale istigatore” della guerra, ma ha sottolineato che anche l’Iran ha una grave responsabilità. “Qualunque sia la giustificazione, gli attacchi dell’Iran contro i paesi della regione minano le fondamenta della stabilità regionale e sono inaccettabili”, ha sottolineato Fidan.

Atterraggio di emergenza per un F-35 Usa

Un caccia F-35 statunitense ha effettuato un atterraggio di emergenza presso una base aerea americana in Medio Oriente, dopo essere stato colpito da quello che si ritiene essere fuoco iraniano. Lo riporta la Cnn citando due fonti a conoscenza dei fatti. Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato che velivolo stava “svolgendo una missione di combattimento sull’Iran” quando è stato costretto a effettuare un atterraggio di emergenza. Hawkins ha riferito che il velivolo è atterrato in sicurezza e che l’incidente è oggetto di indagine.

Gabbard: "Usa e Israele hanno obiettivi diversi"

Stati Uniti e Israele hanno obiettivi diversi nella guerra contro l’Iran. Lo ha detto la direttrice della National Intelligence, Tulsi Gabbard, in un’audizione davanti alla commissione Intelligence della Camera.
“Gli obiettivi delineati dal Presidente differiscono da quelli stabiliti dal governo israeliano”, ha dichiarato la Gabbard. “Dalle operazioni condotte, si evince che il governo israeliano si è concentrato sulla neutralizzazione della leadership iraniana. Il presidente, dal canto suo, ha dichiarato che i suoi obiettivi consistono nel distruggere la capacità di lancio dei missili balistici dell’Iran, la sua capacità di produzione di tali ordigni e la sua marina militare”, ha affermato.

Beirut: "Oltre 1000 morti in Libano da inizio guerra"

Il ministero della Salute del Libano afferma che oltre 1.000 persone sono state uccise nella guerra tra Israele e Hezbollah. Tra le 1001 vittime ci sono 118 bambini e 79 donne, mentre 2584 persone sono rimaste ferite. Oltre un milione di persone in Libano sono state sfollate a causa degli intensi combattimenti, mentre Israele continua i suoi attacchi quotidiani su ampie zone nel sud del Paese e sui sobborghi meridionali di Beirut.

Israele: "Colpiti per prima volta obiettivi Teheran nel Mar Caspio"

Israele ha colpito per la prima volta obiettivi iraniani nel Mar Caspio. Lo ha annunciato il tenente colonnello Nadav Shoshani, portavoce dell’esercito israeliano. Shoshani ha affermato che gli attacchi hanno colpito decine di obiettivi, tra cui navi lanciamissili, un cantiere navale e un centro di comando e controllo.

Barrot in visita in Libano incontra il presidente Aoun

In visita in Libano, il ministro degli Esteri della Francia Jean-Noël Barrot ha incontrato il presidente libanese Joseph Aoun. “Il presidente Joseph Aoun incontra il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot al Palazzo Baabda” a Beirut, ha scritto la presidenza libanese in un post sul social X. Jean-Noël Barrot si consulterà oggi con “le principali autorità del Paese sulla situazione in Libano e sulle modalità di de-escalation, dando seguito ai colloqui avuti con il Presidente della Repubblica”, aveva reso noto ieri il Quai d’Orsay.

Caine: "Teheran mantiene ancora capacità di attaccare obiettivi Usa"

Rispondendo alla domanda di un giornalista sulle capacità missilistiche dell’Iran, il generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, ha affermato che Teheran conserva ancora “una certa capacità” di attaccare obiettivi americani. “Sono entrati in questa battaglia con un arsenale di armi”, ha detto in un punto stampa al Pentagono, aggiungendo che gli Stati Uniti continuano a essere “aggressivi e decisi” nel colpire l’Iran. Caine ha aggiunto che le forze statunitensi continuano ad attaccare penetrando sempre più in profondità nel territorio iraniano, con aerei d’attacco A-10 Warthog che danno la caccia alle imbarcazioni iraniane nello Stretto di Hormuz ed elicotteri Apache che colpiscono i droni iraniani. Caine ha affermato che l’esercito americano ha anche sganciato missili perforanti da circa 2.270 kg su depositi sotterranei di armi.

Araghchi: "Paesi che agiranno per Hormuz saranno considerati complici aggressione"

Gli alleati degli Stati Uniti che aiuteranno Washington a riaprire lo Stretto di Hormuz rischiano di essere “complici” di crimini di guerra. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Secondo lui la partecipazione di qualsiasi Paese al tentativo di rompere il blocco iraniano costituirebbe “complicità nell’aggressione e negli efferati crimini commessi dagli aggressori”, ha detto durante una telefonata con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi, come riporta il ministero degli Esteri iraniano in un post su Telegram.

Lagarde: "Da guerra rischi al rialzo per inflazione e al ribasso per crescita"

“La guerra in Medioriente ha reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, in conferenza stampa a Francoforte. Lagarde ha sottolineato che “il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici”. A medio termine, le implicazioni “dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra nonché dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia”, ha spiegato ancora Lagarde.

Pentagono ha chiesto altri 200 mld dollari per la guerra

Il Pentagono sta cercando di ottenere 200 miliardi di dollari in fondi aggiuntivi per la guerra contro l’Iran, secondo quanto affermato da un alto funzionario dell’amministrazione all’Associated Press. Il dipartimento ha inviato la richiesta alla Casa Bianca. Si tratta di una cifra straordinariamente elevata, che si aggiunge ai finanziamenti extra che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha già ricevuto lo scorso anno con il grande piano di tagli fiscali di Trump.

Sei Paesi disponibili a piano per sicurezza Hormuz, anche Italia

Il leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone in una dichiarazione congiunta sullo Stretto di Hormuz diffusa da Downing Street esprimono la “disponibilità” a “contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto” accogliendo “con favore l’impegno delle nazioni che si stanno impegnando nella pianificazione preparatoria”. Nella nota inoltre i firmatari condannano “con la massima fermezza i recenti attacchi dell’Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane” ed esprimono “profonda preoccupazione” per l’escalation del conflitto. “Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, si legge nella nota. “Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire sulle persone in tutto il mondo, soprattutto sui più vulnerabili”, dichiarano ancora i leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone. “In linea con la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene globali di approvvigionamento energetico costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali”. “A questo proposito – affermano ancora – chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas”.

Bce: "Seguiamo attentamente situazione e definiremo politiche appropriate"

La Banca centrale europea comunica che “il Consiglio direttivo si trova in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza” legata al conflitto in Medioriente. “L’inflazione si è collocata intorno all’obiettivo del 2%, le aspettative di inflazione a più lungo termine risultano saldamente ancorate e l’economia ha evidenziato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri”, rende noto la Bce, sottolineando che “le informazioni che il Consiglio direttivo acquisirà nel prossimo periodo consentiranno di valutare l’impatto del conflitto sulle prospettive di inflazione e sui rischi a esse associati”. Il Consiglio direttivo “segue attentamente la situazione e definirà in modo appropriato la politica monetaria grazie al suo approccio fondato sui dati”.

Starmer, ferma condanna attacco Teheran su impianto gas in Qatar

“Condanno con la massima fermezza l’attacco iraniano notturno contro un impianto del gas del Qatar. Stiamo lavorando per una rapida risoluzione della situazione in Medio Oriente, nell’interesse del popolo britannico, perché non c’è dubbio che porre fine alla guerra sia il modo più veloce per ridurre il costo della vita”. Lo ha scritto sui social il primo ministro britannico, Keir Starmer.

Bessent: "Possibile stop sanzioni a petrolio Teheran in transito"

Gli Stati Uniti potrebbero “revocare” in maniera temporanea “le sanzioni sul petrolio iraniano trasportato via mare” e potrebbero effettuare un’ulteriore liberazione di petrolio dalla Riserva Strategica nel tentativo di abbassare i prezzi del greggio. Lo ha dichiarato il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent in un’intervista a Fox Business.

Bce: "Da guerra impatto rilevante su inflazione"

 La Banca centrale europea (Bce), ritiene che “la guerra in Medioriente ha reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”. “Il conflitto – comunica la Bce – avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra nonché dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia”. 

Guterres a Teheran: "Basta attaccare Paesi vicini"

“Ho un secondo messaggio per l’Iran: smettete di attaccare i vostri vicini. Non sono mai stati parte del conflitto. Il Consiglio di Sicurezza ha condannato questi attacchi e ne ha ordinato la cessazione, così come ha ordinato l’apertura dello Stretto di Hormuz. La prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz causa enormi sofferenze a tantissimi popoli in tutto il mondo e non ha nulla a che vedere con questo conflitto. È tempo che la legge prevalga sulla forza. È tempo che la diplomazia prevalga sulla guerra”. Lo dice il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in un punto stampa con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa a margine del vertice dei leader Ue a Bruxelles. “L’Unione europea e le Nazioni Unite hanno una cooperazione esemplare e l’Unione Europea è stata un sostegno fondamentale per l’Onu e per il multilateralismo. E sono certo che l’Unione europea sarà assolutamente centrale negli sforzi per creare un ordine internazionale basato sullo stato di diritto, un ordine internazionale in cui ci sarà più giustizia, in cui ci sarà più azione per il clima” e “in cui prevarrà il diritto internazionale”, aggiunge.

Guterres a Usa e Israele: "E' tempo di finire questa guerra"

“Ho un primo messaggio per Usa e Israele: è giunto il momento di porre fine a questa guerra che rischia di sfuggire completamente al controllo, causando immense sofferenze ai civili e con ripercussioni drammatiche sull’economia globale, con potenziali conseguenze tragiche, soprattutto per i Paesi meno sviluppati”. Lo dice il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in un punto stampa con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa a margine del vertice dei leader Ue a Bruxelles. 

Hegseth: "No a data fine guerra, stiamo procedendo secondo i piani"

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha affermato oggi durante un punto stampa al Pentagono che gli Stati Uniti restano “in linea con il piano” per quanto riguarda i loro obiettivi nella guerra contro l’Iran. “Non vorremmo stabilire una data precisa per la fine della guerra”, ha detto Hegseth, “come abbiamo già detto, stiamo seguendo il piano”.

Usa: "Colpiti più di 90 obiettivi sull'isola di Kharg"

Il generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, ha affermato in un punto stampa al Pentagono che le forze americane hanno colpito più di 90 obiettivi sull’isola di Kharg, vitale per la rete petrolifera iraniana. Caine ha precisato che gli obiettivi statunitensi includevano tutte le infrastrutture militari dell’isola, come le difese aeree, una base navale e i depositi di mine.

Iran: "Donna incinta tra morti in attacco in Cisgiordania"

Il ministero della Salute palestinese ha affermato che una donna incinta di 32 anni è morta nell’attacco avvenuto in Cisgiordania durante la notte. In precedenza, le autorità locali avevano affermato che tre donne erano state uccise e altre tre persone, tra cui un bambino, erano rimaste ferite. Si tratta delle prime vittime registrate nella Cisgiordania occupata da quando è iniziata la guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele.

Hegseth: "Tutti i sottomarini Teheran sono spariti"

Affermando che la flotta di superficie iraniana “non è più un fattore determinante”, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha affermato in un punto stampa al Pentagono sulla guerra in Iran che “i loro sottomarini, che un tempo erano 11, sono spariti”. I mezzi a cui si riferisce sono sottomarini “miniaturizzati” progettati per operare nelle acque poco profonde del Golfo Persico e del suo stretto passaggio, lo Stretto di Hormuz. Le piccole imbarcazioni sono progettate per eludere il sonar mentre posano mine e lanciano siluri.

Hegseth: "Alleati europei ingrati, dovrebbero dire solo grazie a Trump"

“Il mondo, il Medio Oriente, i nostri ingrati alleati in Europa e persino parte della nostra stampa dovrebbero dire una sola cosa al presidente Trump: ‘grazie’”. Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth in un punto stampa al Pentagono sulla guerra in Iran.

Hegseth: "Stampa anti-Trump minimizza progressi ma stiamo vincendo"

“Una stampa disonesta e anti-Trump non si fermerà davanti a nulla pur di minimizzare i progressi” della guerra in Iran. Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth in un punto stampa al Pentagono. “Niente potrebbe essere più lontano dalla verità, stiamo vincendo in modo decisivo e alle nostre condizioni”, ha assicurato.

Meloni: "Più pericolosa guerra per stop nucleare o attacco Teheran domani?"

“Il punto di vista di chi sta al governo rispetto alle semplificazioni che io leggo su questi temi è: è più pericolosa una guerra oggi per impedire all’Iran di avere una bomba nucleare o è più pericoloso che il regime degli ayatollah possa attaccarmi domani con una bomba nucleare. Quindi, lo scenario diventa un po’ più complesso”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai microfoni di ‘Pulp Podcast’ di Fedez e Mr. Marra. “Se la domanda è che cosa si pensa dell’attacco americano e israeliano nei confronti dell’Iran, la questione è abbastanza complessa, perché chiaramente io sono molto preoccupata da una evidentissima crisi del diritto internazionale che ormai è sotto gli occhi di tutti, che viene da un lungo percorso e che però ha dei fatti che sono stati particolarmente determinanti e che produce un mondo nel quale si continuano a moltiplicare le decisioni unilaterali, le iniziative unilaterali, quello che accade fuori dai vincoli e dai perimetri del diritto internazionale”, ha sottolineato Meloni. “Il punto è che – ha detto ancora – noi stiamo vivendo in un mondo nel quale ti trovi a scegliere tra posizioni, tra scenari che sono tutti poco rassicuranti. Nel caso specifico dell’Iran, quello che dicono gli americani è che non è stato possibile chiudere un accordo con l’Iran sul nucleare iraniano. Ci sono diversi esperti indipendenti che dicono che l’Iran è arrivato a una capacità di arricchimento dell’uranio che viaggia intorno al 60%”, che “è molto superiore a quello che serve per l’uranio a scopi civili e molto vicino a quello che serve per produrre una bomba nucleare. Quindi, diventa uno scenario che devi calcolare sia per quello che ovviamente fronteggi con la guerra sia per la possibile alternativa. Il punto è che chiaramente la guerra non piace a nessuno però qual è il possibile scenario alternativo? Chiaramente, penso che nessuno di noi si può permettere di avere un regime degli ayatollah che si dota ad una bomba nucleare, atteso che ha anche missili a lungo raggio, perché sarebbe ovviamente molto pericoloso per noi”.

Hegseth: "Abbiamo colpito oltre 7.000 obiettivi"

“A oggi, abbiamo colpito oltre 7.000 obiettivi. Si tratta di una forza schiacciante applicata con precisione”. Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth in un punto stampa al Pentagono sulla guerra in Iran. “La base industriale della difesa iraniana viene distrutta in modo massiccio”, ha aggiunto, precisando che una nuova ondata di attacchi rappresenterebbe “l’ondata di attacchi più consistente finora”.

Meloni: "Non ho elementi certi su tesi Usa, tentare chiudere accordo con Teheran"

“Il punto è che io, non essendo stata al tavolo delle negoziazioni, elementi certi né per confermare né per confutare quello che dicono gli americani sulla impossibilità di chiudere un accordo con l’Iran. Quindi, continuo a perseguire” la “strada che, secondo me, è l’unica tra questi scenari ragionevole, cioè tentare di chiudere un accordo per cui l’Iran accetta di utilizzare l’uranio solamente a scopi civili e non a scopi militari. Non so dire se ad oggi ci siano ancora queste condizioni, ma chiaramente è quello che con i partner stiamo chiaramente perseguendo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai microfoni di ‘Pulp Podcast’ di Fedez e Mr. Marra.

Hegseth: "Porteremo a termine questa guerra"

Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha aperto una conferenza stampa sulla guerra in Iran affermando di aver parlato con le famiglie dei sei militari americani morti la scorsa settimana nello schianto di un aereo cisterna militare in Iraq. “Hanno detto: ‘Portate a termine quest’opera. Onorate il loro sacrificio. Non vacillate. Non fermatevi finché il lavoro non sarà finito’. La mia risposta, così come quella del presidente, è stata semplice: “Certo che la porteremo a termine. Onoreremo il loro sacrificio”, ha affermato Hegseth.

Starmer: "Condanno con massima fermezza attacco contro impianto gas Qatar"

“Condanno con la massima fermezza l’attacco sferrato dall’Iran durante la notte contro un impianto di gas del Qatar”. Lo ha scritto il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer in un post sul social X. “Stiamo lavorando per giungere a una rapida risoluzione della situazione in Medio Oriente, nell’interesse del popolo britannico, perché è indubbio che porre fine alla guerra sia il modo più rapido per ridurre il costo della vita”, ha aggiunto.

Meloni: "A lavoro su de-escalation e per minimizzare conseguenze economiche"

Sul discorso Medio Oriente-Trump “la posizione ufficiale dell’Italia è quella che abbiamo già portato in Parlamento: è che l’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran, che non intende partecipare. Quello che noi cerchiamo di fare, chiaramente date le condizioni, è lavorare a una de-escalation. Stiamo aiutando a difendersi i Paesi del Golfo che sono nostri partner strategici, ma soprattutto perché nell’area ci sono decine di migliaia di italiani oltre a 2.000 soldati di stanza. Dopodiché ovviamente lavoriamo per cercare di rispondere alle conseguenze del conflitto, che sono soprattutto per noi delle conseguenze che possono essere legate alla sicurezza e sono le conseguenze di carattere economico che bisogna cercare il più possibile di affrontare e minimizzare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai microfoni di ‘Pulp Podcast’ di Fedez e Mr. Marra.

Cipro: "Preoccupa situazione, serve iniziativa Ue per stop guerra"

“L’Ue è sinceramente preoccupata per la situazione in Medio Oriente. Non concordo con alcune affermazioni che suggeriscono che questa non sia una questione di competenza dell’Ue. Il primo punto fondamentale è il nostro interesse per la situazione in Medioriente. Il secondo punto è che i Paesi della regione con cui siamo in contatto si aspettano un’iniziativa per porre fine a questa guerra. Un’iniziativa che credo noi, come Ue, dovremmo discutere oggi, per avere un ruolo in tale iniziativa, perché se non si intraprende alcuna iniziativa, il protrarsi di questa situazione avrà conseguenze negative per tutti noi”. Lo dice il presidente cipriota, Nikos Christodoulides, al suo arrivo al Consiglio europeo. Sul sostegno al Libano, “c’è una proposta ufficiale e pubblica del Presidente del Libano per colloqui con Israele, a seguito di una nostra iniziativa. Un riferimento specifico a questo è stato incluso nelle Conclusioni. È stata una richiesta dello stesso Presidente del Libano. Inoltre, se ci sarà una risposta positiva dall’altra parte, siamo pronti, nel quadro delle eccellenti relazioni che abbiamo con tutti, a fornire assistenza in tal senso come Repubblica di Cipro”, aggiunge. “Concludo con l’articolo 42.7. Dalla risposta degli Stati membri europei a Cipro, abbiamo visto in pratica cosa significa attivare l’articolo 42.7. Non abbiamo attivato l’articolo, ma ne abbiamo visto l’attuazione concreta attraverso la risposta di singoli Stati. E, cogliendo questa opportunità, noi come Unione europea dobbiamo mettere in atto i meccanismi per garantire l’attivazione operativa di questo specifico articolo”, conclude.

Shell: "Danni a impianto gas in Qatar in fase di valutazione"

La società energetica Shell PLC ha dichiarato di star valutando i danni a seguito degli attacchi iraniani contro il Qatar. Shell ha dichiarato di star esaminando i danni subiti dall’impianto di liquefazione del gas Pearl, situato presso il giacimento di gas naturale liquefatto di Ras Laffan, colpito da missili iraniani. L’azienda ha inoltre affermato che tutto il personale presente sul posto è al sicuro dopo l’attacco. “Stiamo attualmente valutando eventuali danni a Pearl GTL e collaborando con Qatar Energy e le autorità competenti per comprendere i danni subiti dalle più ampie strutture della città industriale di Ras Laffan”, si legge nella nota.

Modi: "Navigazione attraverso Hormuz sia libera e sicura"

“India e Oman sostengono la navigazione sicura e libera attraverso lo Stretto di Hormuz”. Lo ha scritto su X il premier indiano, Narendra Modi, dopo una colloquio con il Sultano dell’Oman Haitham bin Tariq. “Abbiamo concordato sulla necessità di dare priorità al dialogo e alla diplomazia per la de-escalation e il successivo ripristino della pace e della stabilità”, ha scritto. “Ho ribadito la condanna dell’India per la violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Oman e ho apprezzato gli sforzi compiuti dall’Oman per facilitare il ritorno in sicurezza di migliaia di persone, tra cui cittadini indiani”, ha concluso Modi.

Emirati: "Intercettati 7 missili balistici e 15 droni"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato oggi 7 missili balistici e 15 droni lanciati dall’Iran. Lo ha riferito il ministero della Difesa emiratino. Dall’inizio della campagna congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il 28 febbraio, gli Emirati Arabi Uniti sono stati il Paese più colpito da Teheran con 334 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.714 droni.

12 ministri Esteri paesi arabi, stop ad attacchi ingiustificati

Al termine di una riunione tenutasi a Riad i ministri degli Esteri di Azerbaigian, Bahrein, Egitto, Giordania, Kuwait, Libano, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Turchia ed Emirati Arabi Uniti hanno rilasciato una nota congiunta dove hanno condannato quelli che ha definito “attacchi deliberati” da parte dell’Iran, che “non possono essere giustificati in nessuna circostanza”.

Teheran sollecita coordinamento anti Israele con Turchia, Egitto e Pakistan

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiesto “vigilanza e coordinamento” tra i Paesi della regione per contrastare quelle che ha definito “azioni destabilizzanti e di escalation” da parte di Stati Uniti e Israele. Lo riportano i media iraniani. Araghchi ne ha parlato in conversazioni telefoniche separate con i suoi omologhi in Turchia, Egitto e Pakistan affermando che i recenti attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture iraniane miravano “ad acuire le tensioni” e aggiungendo che l’Iran non avrebbe risparmiato “alcuno sforzo” per difendere la propria sovranità e sicurezza.

Media Israele: "Guerra durerà per diverse settimane"

La guerra di Israele contro l’Iran e Hezbollah in Libano durerà ancora “per diverse settimane”. Lo scrive Ynet citando fonti che hanno preso parte alla riunione del Gabinetto di sicurezza israeliano che si è tenuta ieri notte. Le stesse fonti hanno detto che che il piano di guerra sta procedendo come previsto e che l’Idf e il Mossad “stanno raggiungendo i loro obiettivi”.

Teheran valuta pagamento pedaggio per attraversare Stretto di Hormuz

Il parlamento iraniano sta discutendo una proposta per imporre pedaggi alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia iraniana Isna spiegando che, secondo il piano, i paesi le cui navi transitano attraverso Hormuz sarebbero obbligati a pagare dazi all’Iran per il suo utilizzo come rotta sicura.

Oman: "Usa hanno perso controllo loro politica estera"

Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Al Busaidi, in un editoriale pubblicato su The Economist, avverte che “l’America ha perso il controllo della propria politica estera”, affermando che gli alleati di Washington dovrebbero aiutarla a liberarsi “da questo indesiderato coinvolgimento”. “Per ben due volte in nove mesi gli Stati Uniti e l’Iran sono stati sul punto di raggiungere un accordo concreto – ha aggiunto – è stato uno shock, ma non una sorpresa, quando il 28 febbraio, poche ore dopo gli ultimi e più sostanziali colloqui, Israele e gli Stati Uniti hanno nuovamente lanciato un attacco militare illegale contro la pace che per un breve periodo era sembrata davvero possibile”. Secondo il diplomatico omanita la rappresaglia dell’Iran contro quelli che definisce obiettivi americani nei paesi vicini è stata una “conseguenza inevitabile, seppur profondamente deplorevole e del tutto inaccettabile”. “Il più grande errore di valutazione dell’amministrazione americana, ovviamente, è stato quello di lasciarsi trascinare in questa guerra. Questa non è la guerra dell’America, e non esiste uno scenario plausibile in cui sia Israele che l’America ne ottengano ciò che desiderano”, ha concluso.

Israir cancella i voli di linea fino al 31 marzo

La compagnia aerea israeliana Israir ha cancellato i voli di linea previsti fino alla fine di marzo, a causa delle restrizioni dello spazio aereo imposte dalla guerra e delle limitate operazioni presso l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Lo riporta il Times of Israel.

Metsola: "Servono misure a breve termine contro caro energia"
Belgium EU Summit

“Con i prezzi dell’energia alle stelle, dobbiamo innanzitutto riconoscere che gli sforzi compiuti per accelerare la nostra interconnessione tra le reti, per garantire la prevedibilità in termini di stoccaggio e riserve, ci hanno permesso di tenere in considerazione i continui shock che stiamo vivendo, soprattutto con la chiusura dello Stretto di Hormuz”. Lo afferma la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, al suo arrivo al Consiglio europeo. “Sottolineeremo inoltre che, se vogliamo essere indipendenti, dobbiamo anche affrontare le preoccupazioni a breve termine dei nostri cittadini. L’aumento dei prezzi avrà un impatto diretto sulle loro bollette e le decisioni che prenderemo oggi in seno al Consiglio europeo invieranno un messaggio politico molto forte: la nostra forza economica attuale si tradurrà anche nelle decisioni coraggiose che prenderemo, affinché i cittadini sentano che i loro leader tengono conto delle loro preoccupazioni quotidiane, necessarie e concrete”, aggiunge. “Ribadisco inoltre che la velocità non può andare a scapito della democrazia o della legittimità. Il Parlamento non sarà mai un mero organo di ratifica, e pertanto prendiamo il nostro ruolo di co-legislatori estremamente sul serio, come abbiamo sempre fatto, ma soprattutto ora, in questa fase legislativa ad alta intensità, più che mai”, sottolinea.

Teheran, attacchi a infrastrutture energetiche continueranno

Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale Khatam al-Anbiya delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, ha definito l’attacco alle infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica un “grave errore” e ha affermato che la risposta “è in corso e non si è ancora conclusa”. Lo riporta Iran International. Il militare ha aggiunto che se gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane si ripeteranno la risposta della Repubblica islamica sarà molto più severa di prima.

Macron: "Escalation sconsiderata, ci sia tregua per festività"

“Ieri ho avuto l’opportunità di parlare con l’emiro del Qatar”, Paese “che è stato direttamente colpito e la cui capacità di produzione di gas è stata compromessa. Diversi altri paesi del Golfo sono stati colpiti per la prima volta nella loro capacità produttiva, nello stesso modo in cui l’Iran è stato colpito stamattina. Questa escalation è sconsiderata”. Lo dice il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al Consiglio europeo a Bruxelles. “Noi sosteniamo una moratoria sulle infrastrutture civili, sui civili in questo conflitto e una rapida de-escalation. E poiché la regione entra in un periodo di festività religiose, penso che la situazione dovrebbe calmarsi e i combattimenti dovrebbero cessare almeno per qualche giorno per cercare di dare un’altra possibilità ai negoziati”, aggiunge.

Merz: "Pronti a sicurezza rotte ma solo dopo stop guerra"

“Potremo impegnarci concretamente solo quando le armi taceranno”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles – spiegando che un eventuale coinvolgimento europeo nella sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz è subordinato alla fine delle ostilità. “Siamo già in stretto contatto non solo con Israele, ma anche con gli Stati del Golfo, che guardano alla Germania”, ha aggiunto, chiarendo il quadro dei partner coinvolti. “Allora potremo fare molto, fino anche alla riapertura delle rotte marittime e al loro mantenimento in sicurezza”, ha proseguito Merz, sottolineando tuttavia che “non lo faremo mentre i combattimenti sono in corso”. Il cancelliere ha inoltre precisato che “lo faremo solo quando le ostilità saranno terminate” e che sarà necessario “anche un mandato internazionale, che al momento non abbiamo”, evidenziando come restino “ancora molti passi da compiere” prima di arrivare a una simile operazione.

Cremlino: "Anche la Russia subisce impatto destabilizzazione energetica"

La Russia, come il resto del mondo, sta subendo le conseguenze della destabilizzazione dei mercati energetici globali a seguito degli attacchi militari contro l’Iran. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino. Dmitry Peskov. “Stiamo assistendo a una destabilizzazione estrema in tutta la regione, all’espansione geografica delle operazioni militari e alla destabilizzazione dei mercati energetici globali. Queste sono le conseguenze che il mondo intero sta subendo, Federazione Russa compresa”, ha risposto. 

Attacco Teheran su Tel Aviv, colpito un edificio

Un edificio nella zona di Tel Aviv ha subito danni nell’ultimo attacco missilistico proveniente dall’Iran.Secondo quanto riportato da Channel 12 News, gli abitanti della zona hanno riferito di aver udito una forte esplosione. Al momento non si segnalano feriti. 

Kallas: "Serve via d'uscita, contatto diplomatico con Teheran"

“Gli attacchi dell’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar creano ulteriore caos, ed è chiaro che abbiamo bisogno di una via d’uscita da questa guerra, non di un’escalation, ed è per questo che ho anche avviato un dialogo diplomatico con l’Iran per trovare soluzioni alternative. Per essere chiari, ho parlato con il ministro (iraniano, ndr) prima dell’esecuzione dei cittadini svedesi, quindi non ho potuto sollevare la questione, ma nelle mie prossime telefonate lo farò sicuramente, così come solleverò tutte le problematiche che abbiamo”. Lo afferma l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio europeo. 

Sanchez: "Condanniamo guerra illegale, colpisce anche nostri cittadini"

“Il Consiglio si tiene in un momento cruciale per l’Europa. L’Europa si fonda sui principi del multilateralismo, quindi su decisioni condivise, non unilaterali, nel rispetto del diritto internazionale, sulla pace, sul rispetto della coesistenza pacifica tra nazioni e società. Ed è proprio questo che viene messo in discussione ancora una volta in questo caso, nella guerra in Iran, una guerra che il governo spagnolo, e direi l’intera società spagnola, ha condannato fin dall’inizio, che non sosteniamo, che consideriamo illegale e che purtroppo non solo in termini di vite umane di sfollati e rifugiati, ma anche dal punto di vista del benessere economico dei nostri concittadini. Stiamo già iniziando a soffrirne gli effetti”. Lo afferma il premier spagnolo, Pedro Sanchez, al suo arrivo al Consiglio europeo. 

Media, droni sospetti su base dove vivono Rubio e Hegseth

Funzionari statunitensi hanno rilevato droni non identificati sopra la base militare di Washington dove risiedono il Segretario di Stato Marco Rubio e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth. Lo scrive il Washington Post citando tre persone informate sui fatti secondo cui le autorità non avrebbero ancora stabilito la provenienza dei droni. Secondo un alto funzionario dell’amministrazione, che ha parlato a condizione di anonimato per discutere di questioni di sicurezza sensibili, le forze armate stanno monitorando più attentamente le potenziali minacce a causa dell’innalzamento del livello di allerta dovuto agli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il funzionario ha affermato che, negli ultimi 10 giorni, sono stati avvistati diversi droni sopra Fort Lesley J. McNair in una sola notte, il che ha portato a un rafforzamento delle misure di sicurezza e a una riunione alla Casa Bianca per discutere le possibili risposte.

Media: Usa e Regno Unito studiano insieme come riaprire Hormuz

Ufficiali militari britannici sono stati inviati negli Stati Uniti per contribuire alla pianificazione della riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo che il prezzo del petrolio è salito alle stelle. Lo scrive il ‘Times’ citando funzionari della Difesa di Londra. Secondo quanto riportato una piccola squadra di strateghi militari britannici sarebbe stata inviata al Comando Centrale degli Stati Uniti presso la base aerea di MacDill, a Tampa, in Florida per “contribuire a pianificare e sviluppare soluzioni” che consentano il transito delle navi attraverso il braccio di mare.

Arabia Saudita: "Drone ha colpito raffineria sul Mar Rosso"

 L’Arabia Saudita ha dichiarato che un drone ha colpito la raffineria Samref del paese, situata nella città portuale di Yanbu sul Mar Rosso. Il ministero della Difesa saudita ha annunciato la notizia, affermando senza fornire ulteriori dettagli che “la valutazione dei danni è in corso”. Semref è una joint venture tra il colosso petrolifero saudita Saudi Aramco e ExxonMobil che lavora oltre 400mila barili al giorno di petrolio. L’attacco al Mar Rosso quindi ora si estende anche alle infrastrutture dell’Arabia Saudita in quella zona, dove il Paese sta cercando di trasportare il petrolio verso il mercato globale tramite oleodotti, per evitare lo Stretto di Hormuz. E

Teheran critica Onu per silenzio su assassinio suoi leader

L’ambasciatore di Teheran presso le Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani, ha scritto una lettera al Consiglio di Sicurezza, criticandone “il persistente silenzio” sull’assassinio di alti funzionari iraniani. Lo riporta Al Jazeera citando l’agenzia iraniana Mehr. Nella lettera il diplomatico mette in luce come “l’inazione” del Consiglio abbia reso Israele “più audace” nel prendere di mira i funzionari. 

Cina: "Uccisione leader nazionali Teheran è inaccettabile"

La Cina ha definito “inaccettabili” le uccisioni di Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran e di altri leader iraniani. Ad affermato è stato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian.  La Cina esorta le parti interessate a cessare immediatamente le azioni militari e a impedire che la situazione regionale degeneri”, ha detto ancora Lin Jian sottolineando come Pechino si opponga “costantemente” all’uso della forza nelle relazioni internazionali.

Volano prezzi futures Ttf con attacchi a impianti: +25,6% a 68,7 euro/MWh

L’attacco all’impianto di produzione di gnl di Ras Laffan in Qatar e al giacimento di gas iraniano di South Pars fanno schizzare i prezzi dei futures del gas all’hub di riferimento europeo di Amsterdam. I futures per aprile sono attualmente in rialzo del 25,6%, a 68,78 euro al megawattora. Si tratta di quotazioni ai massimi dal 2022 a questa parte. 

Presidente Cipro: "Per de-escalation serve un'iniziativa europea"

“Dobbiamo trovare la strada per arrivare alla de-escalation”. Lo ha affermato al Corriere della Sera il presidente di Cipro Nikos Christodoulides che ha la presidenza di turno dell’Ue. “Non sono assolutamente d’accordo con chi dice che questa guerra non riguarda l’Europa. È un’idea ingenua e non è così che funziona il mondo interconnesso in cui viviamo. Questa guerra influenza direttamente l’Ue – ha aggiunto – l’Ue dovrebbe promuovere un’iniziativa di de-escalation con gli altri partner interessati: è l’aspetattiva dei leader della regione”. “Come Stato membro in stretto contatto con tutti i Paesi dell’area, soprattutto quelli del Golfo, posso dire che quei Paesi si aspettano un segnale. Non mi aspetto che oggi annunceremo un’iniziativa concreta, ma il fatto di dimostrare coinvolgimento e interesse è molto importante. Dobbiamo individuare la strada da seguire per arrivare a un allentamento delle tensioni: questo è il messaggio più importante che dovremmo trasmettere”, ha spiegato. Quanto alla situazione sull’isola “Cipro rimane un hub sicuro. Siamo in una condizione di piena normalità. Non siamo in prima linea nel senso che non siamo parte della crisi. Abbiamo avuto un singolo incidente in una base britannica: Cipro non è mai stata attaccata. Per questo la vita sull’isola continua normalmente. Dopo quell’incidente, ho contattato diversi colleghi del Consiglio europeo e sono rimasto molto colpito positivamente dalla loro reazione”, ha concluso. 

Attacco contro raffineria petrolio in Kuwait provoca incendio

Il Kuwait ha dichiarato che un attacco di droni ha provocato un incendio in una raffineria di petrolio. Lo riporta l’agenzia di stampa statale Kuna citando la la Kuwait Petroleum Corp. Secondo quanto riferito, l’attacco ha provocato un incendio nella raffineria di Mina Al-Ahmadi, ma non ha causato feriti. La raffineria è una delle più grandi del Medioriente, con una capacità di produzione di petrolio pari a 730mila barili al giorno. 

Media: droni prendono di mira base Usa vicino aeroporto di Baghdad

Una fonte della sicurezza irachena ha riferito ad Al Jazeera di un attacco condotto da due droni contro un campo statunitense vicino all’aeroporto della capitale irachena Baghdad

Oltre 170 persone ricoverate in ospedale in Israele dopo ultimi raid

Il ministero della Salute israeliano ha riferito che nelle ultime 24 ore 177 persone ferite sono state ricoverate in ospedale a seguito del conflitto con l’Iran. Lo riporta il Times of Israel. Tra i pazienti ricoverati in ospedale, uno è in condizioni critiche, due in condizioni moderate e 167 in buone condizioni

Idf, uccisi 20 militanti Hezbollah in operazione di terra in Libano

 L’esercito israeliano ha riferito che più di 20 militanti di Hezbollah sono stati uccisi ieri nel corso di operazioni di terra nel sud del Libano dalle truppe della 36esima Divisione e in attacchi aerei condotti dall’Aeronautica. Lo riporta il Times of Israel. 

Qatar Energy conferma danni ingenti ad impianto Ras Laffan

Qatar Energy ha confermato in una nota pubblicata in mattinata che l’attacco avvenuto ieri da parte dell’Iran sull’impianto di Ras Laffan “ha causato ingenti danni all’impianto Pearl GTL (Gas-to-Liquids)”. La società ha aggiunto che le squadre di soccorso si sono immediatamente attivare per contenere i danni e non si sono registrate persone coinvolte. 

Dmitriev: "Attacco a impianto gas South Pars è un punto di svolta"

Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per gli investimenti e la cooperazione economica con i paesi stranieri e capo del Fondo russo per gli investimenti diretti , ha definito in un post sui social l’attacco al giacimento di gas iraniano di South Pars “un punto di svolta”.

Teheran: "12 vittime dopo attacco su zona residenziale a Dorud"

Un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele avrebbe colpito una zona residenziale nella contea di Dorud, nell’Iran occidentale, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim, che cita un funzionario della sicurezza locale. Per le autorità l’attacco ha causato almeno 12 morti e 116 feriti

Qatar espelle diplomatici Teheran dopo attacco a impianti gas

 Il Qatar ha annunciato l’espulsione dal suo territorio di alcuni diplomatici iraniani dopo l’attacco agli impianti di gas di Ras Laffan. Fra loro figurano l’addetto militare e l’addetto alla sicurezza. Le persone destinatarie del provvedimento hanno 24 ore di tempo per lasciare il Paese. Lo riporta Al Jazeera. 

Araghchi attacca Macron: "Preoccupato solo da nostra rappresaglia"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito “tristi” le ultime dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron in merito all’attacco di Teheran sul Qatar. “Macron non ha pronunciato una sola parola di condanna per la guerra israelo-americana contro l’Iran. Non ha condannato Israele quando ha fatto saltare in aria i depositi di carburante a Teheran, esponendo milioni di persone a sostanze tossiche. La sua attuale ‘preoccupazione’ non è nata in seguito all’attacco israeliano ai nostri impianti del gas, bensì in seguito alla nostra rappresaglia. Che tristezza!”, ha scritto su X. 

Fbi indaga su Kent per condivisione informazioni classificate
Joe Kent, 45 anni, poche settimane prima delle dimissioni. (AP Photo/Jenny Kane)

L’Fbi sta indagando per verificare se Joe Kent, che questa settimana si è dimesso dal suo incarico di alto funzionario dell’antiterrorismo in segno di protesta contro la guerra in Iran, abbia condiviso impropriamente informazioni classificate. Lo ha riferito una persona a conoscenza dei fatti all’Associated Press, precisando che l’indagine era iniziata prima delle dimissioni di Kent, avvenute martedì dal suo ruolo di direttore del National Counterterrorism Center del governo degli Stati Uniti. Kent ha annunciato la sua uscita dall’amministrazione in una dichiarazione pubblicata su X, in cui ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alle giustificazioni dei raid militari in Iran e ha affermato di non poter “in coscienza” sostenere la guerra contro l’Iran.

Arabia Saudita: "Azioni militari contro Teheran se necessario"

 Il Ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il Principe Faisal bin Farhan, ha sottolineato come Riad si riservi il diritto di intraprendere azioni militari “se necessario” in seguito agli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo. Lo riporta il ‘Times of Israel’. La poca fiducia che c’era prima è stata completamente distrutta”, ha dichiarato il diplomatico saudita, aggiungendo di voler “usare ogni strumento a nostra disposizione – politico, economico, diplomatico e di altro tipo – per far cessare questi attacchi”.

Cathay Pacific sospende voli per Dubai fino al 30 aprile

Cathay Pacific, compagnia aerea di bandiera di Hong Kong, ha deciso, a causa delle tensioni in Medio Oriente, “di sospendere temporaneamente i suoi voli passeggeri e i suoi servizi cargo verso Dubai e Riyadh fino al 30 aprile 2026 compreso”. 

Iran, giustiziate tre persone per uccisione agenti polizia durante proteste gennaio

 L’agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniano, ha riferito che tre persone sono state giustiziate dopo essere state condannate per il loro ruolo nell’omicidio di due agenti delle forze dell’ordine durante le proteste antigovernative di gennaio in Iran. Lo riporta al-Jazeera.

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