Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco contro l’Iran. Il ministro della difesa di Tel Aviv Israel Katz ha affermato che si tratta di un’offensiva “preventiva” “per rimuovere le minacce allo Stato di Israele” e ha dichiarato lo Stato di emergenza in tutto il Paese. L’operazione militare denominata “Ruggito del Leone” ha colpito diverse aree della Repubblica islamica tra cui la capitale Teheran, Isfahan e Shiraz. Il governo iraniano ha replicato con un’altra offensiva promettendo una “risposta schiacciante”. Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani “non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni”.
ISRAELE, IRAN E USA: TENSIONI E OSTILITA’ DAL 1970 A OGGI
Una persona è morta in un “incidente” presso l’Aeroporto Internazionale di Zayed ad Abu Dhabi. Lo riferisce Al Jazeera. L’agenzia aeroportuale ha dichiarato che l’incidente “ha causato una vittima, un cittadino asiatico, e sette feriti”. Non sono stati forniti ulteriori dettagli. Inoltre, l’agenzia ha chiesto al pubblico “di non diffondere voci e informazioni false”.
E’ salito a 108 morti il bilancio delle vittime dell’attacco israelo-statunitense che ha colpito una scuola femminile a Minab, nella provincia iraniana di Hormozgan, nel sud del Paese. Lo riporta l’agenzia di stampa Mizan, citando l’ufficio del procuratore di Minab.
Centinaia di civili sono stati uccisi o feriti nel primo giorno dell’aggressione “premeditata e immotivata” degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Lo ha detto Amir Saeid Iravani, ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, durante la sessione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza.
“L’aggressione e i crimini atroci dei regimi degli Stati Uniti e di Israele e il loro mirato e persistente attacco alle infrastrutture civili, sono in corso”, ha detto. “Questo non è solo un atto di aggressione, è un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità”, ha aggiunto.
L’ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, Michael Waltz, si è rivolto oggi al Consiglio di Sicurezza e ha elogiato il presidente Trump per la sua decisione di attaccare l’Iran. “Questo è un momento storico che richiede chiarezza morale, e il presidente Trump ha colto l’occasione”, ha affermato Waltz. “Il dovere più fondamentale di qualsiasi governo sovrano è la protezione del suo popolo. L’operazione Epic Fury è mirata a obiettivi specifici e strategici: smantellare le capacità missilistiche che minacciano gli alleati, degradare le risorse navali utilizzate per destabilizzare le acque internazionali e smantellare i meccanismi che armano le milizie per procura, e garantire che il regime iraniano non possa mai e poi mai minacciare il mondo con un’arma nucleare”, ha affermato il diplomatico, sostenendo che l’attacco all’Iran è una questione “di sicurezza globale e, a tal fine, gli Stati Uniti stanno adottando misure legittime”. Waltz ha affermato che la diplomazia non ha funzionato con l’Iran perché “la diplomazia non può avere successo dove non c’è una reale volontà di cessare l’aggressione”.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno distrutto 132 missili e intercettato 195 droni lanciati dall’Iran. Lo riferisce il ministero della Difesa di Dubai, citato da Al Jazeera.
“Ali Khamenei, il despota assetato di sangue del nostro tempo, l’assassino di decine di migliaia dei figli e delle figlie più coraggiosi dell’Iran, è stato cancellato dalla faccia della storia. Con la sua morte, la Repubblica Islamica ha di fatto raggiunto la sua fine e presto sarà destinata alla spazzatura della storia”. Lo scrive su X Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià iraniano. “Ogni tentativo da parte dei resti del regime di nominare un successore a Khamenei è destinato a fallire sin dall’inizio. Chiunque mettano al suo posto non avrà né legittimità né longevità e sarà senza dubbio complice dei crimini di questo regime”, spiega. “Alle forze militari, alle forze dell’ordine e alle forze di sicurezza: ogni sforzo per preservare un regime in via di collasso fallirà. Questa è la vostra ultima opportunità per unirvi alla nazione, per contribuire a garantire una transizione stabile dell’Iran verso un futuro libero e prospero, e per partecipare alla costruzione di quel futuro”, aggiunge.
Il ministero degli Esteri, l’ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi e in particolare il console a Dubai Edoardo Napoli sono in costante contatto con i tutor, con gli accompagnatori e con gli studenti del World Student Connection bloccati in queste ore a Dubai dalla chiusura dello spazio aereo nell’emirato. Lo riferisce in una nota la Farnesina. Da Roma, si legge, l’Unità di crisi sta verificando le possibilità di trasferimento del gruppo di circa 200 studenti che al momento sono ospitati in condizioni di sicurezza in albergo e seguiti dai loro tutor e dagli organizzatori del Wsc. Fonti della Farnesina confermano che “anche agli studenti del Wsc è stato chiesto di rimanere al sicuro in albergo e attendere che vengano trovate soluzioni di trasporto alternative a quelle previste dal loro programma e bloccate dagli attacchi militari in corso in queste ore”.
L’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon, parlando ai giornalisti prima dell’incontro ha definito “ipocrita” condannare gli attacchi aerei condotti oggi da Washington e Tel Aviv sull’Iran. Danon ha affermato che l’Iran è responsabile delle azioni dei suoi alleati in Medio Oriente e dei suoi programmi nucleari e missilistici, e che Israele e gli Stati Uniti hanno agito “per prevenire una minaccia irreversibile e immediata”.
Una donna sulla quarantina è morta a Tel Aviv dopo le gravi ferite riportate nell’impatto del missile balistico lanciato dall’Iran. Lo riporta Times of Israel citando i servizi di soccorso, aggiungendo che sono stati trasportati in ospedale un uomo sulla quarantina in gravi condizioni, un uomo sulla trentina in condizioni moderate, una donna sulla novantina in condizioni moderate e altre 17 persone ferite in modo lieve.
“I bombardamenti pesanti e mirati” contro l’Iran , “continueranno ininterrottamente per tutta la settimana o, per tutto il tempo necessario, a raggiungere il nostro obiettivo di pace in tutto il Medio Oriente e, in verità, nel mondo!”. Lo scrive in un post su Truth il presidente Donald Trump.
“Da questa mattina ho condannato i massicci attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, e ho anche condannato i successivi attacchi dell’Iran che violano la sovranità e l’integrità territoriale di Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Stiamo assistendo a una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. L’azione militare implica il rischio di scatenare una catena di eventi che nessuno può controllare, nella regione più instabile del mondo”. Così il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, aprendo la riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite convocata dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran e la risposta di Teheran.
“Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi del mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali”. Lo scrive su Truth Donald Trump, affermando che l’ayatollah “non è stato in grado di evitare i nostri sistemi di intelligence e di tracciamento altamente sofisticati e, lavorando a stretto contatto con Israele, non c’era nulla che lui, o gli altri leader che sono stati uccisi insieme a lui, potessero fare”.
Una persona sarebbe rimasta gravemente ferita in seguito all’impatto dei missili balistici lanciati da Teheran sulla città israeliana di Tel Aviv. Lo riporta il Times of Israel citando il Megen David Adom israeliano. L’uomo, sulla quarantina, è stato trasportato in ospedale. L’Mda, sottolinea il Times of Israel, è presente sul territorio per individuare e soccorrere altri possibili feriti sul territorio.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio informerà oggi in una telefonata i suoi partner del G7 in merito all’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran. Lo riferisce un funzionario del Dipartimento di Stato.
Da oggi in Medioriente nulla sarà come prima? Assolutamente sì, la situazione sta cambiando rapidamente, se sarà confermata la morte di Khamanei certamente ci saranno delle conseguenze, vedremo quali”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo allo Speciale Zona Bianca su Rete4. “Vedremo se continueranno a attaccare ancora i paesi del Golfo, cosa che ha provocato la riunificazione di tutti i paesi del Golfo. C’erano divisioni tra Arabia Saudita e Emirati Arabi fino a qualche giorno fa, oggi sono tutti quanti concordi nel denunciare l’attacco”, ha spiegato. “A loro va la nostra solidarietà perché non c’entravano niente con l’attacco. Nessuno” dei Paesi arabi “ha risposto perché stanno valutando il modo di di reagire”, ha aggiunto.
Decine di esplosioni sono state udite nei cieli di Doha. Lo afferma al-Jazeera, i cui reporter sul territorio ne hanno segnalate tra le 15 e le 20. Esplosioni sono state udite per tutto il giorno nei cieli della capitale del Qatar, ma secondo al-Jazeera l’ondata attuale è la più forte ad essere registrata nella giornata di oggi.
Le Forze di difesa israeliane hanno confermato l’uccisione, nei raid odierni contro l’Iran, di diversi membri della leadership della sicurezza di Teheran. Tra questi, l’alto funzionario della Difesa Ali Shamkhani, consigliere di Khamenei per le questioni di sicurezza, e il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Mohammad Pakpour. Lo riporta Times of Israel.
“Un gran numero di leader” sono stati uccisi in Iran negli attacchi di oggi. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista telefonica a Nbc News. “Non intendo due persone”, ha aggiunto il presidente senza specificare un numero.
Alla domanda su chi sostituirà la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, Trump ha risposto: “Non lo so, ma a un certo punto mi chiameranno per chiedermi chi vorrei”. Il presidente ha poi aggiunto: “Sono solo un po’ sarcastico quando lo dico”.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, continua a seguire da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e ha presieduto questa sera a Palazzo Chigi una nuova riunione, cui hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Sottosegretario Alfredo Mantovano; in collegamento telefonico il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Presenti i vertici dell’Intelligence. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi, sottolineando che la riunione ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione che è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio ed assistenza da parte dell’Unità di Crisi e su cui ha riferito il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Il Presidente del Consiglio, prosegue la nota, ha inoltre condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal Cancelliere Merz e dal Primo Ministro Starmer oltre che con il Re del Bahrein, l’Emiro del Kuwait, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro del Qatar e il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita. Sono in corso ulteriori contatti con il Sultano dell’Oman e il Re di Giordania. In serata e domani si terranno ulteriori contatti con i nostri partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione Europea.
Ai leader del Golfo il Presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni, sottolinea la nota. Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile, termina la nota.
L’ambasciatyore di Israele negli Stati Uniti ha informato l’Amministrazione Trump dell’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei. Lo riporta Axios, riferendo che l’uccisione del leader supremo è stata confermata alla testata online anche da fonti dell’intelligence israeliana.
Al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe stata mostrata un’immagine del cadavere della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, dopo che le autorità iraniane lo avevano recuperato dal suo complesso a Teheran, colpito oggi dai bombardamenti di Usa e Israele. Lo riporta l’emittente israeliana Channel 12.
Il corpo di Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, ucciso questa mattina in un attacco aereo israeliano, è stato ritrovato. Lo riferisce una fonte israeliana ad Haaretz.
Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, è stata ucciso questa mattina in un attacco aereo israeliano. Lo ha riferito un funzionario israeliano ai media, come riporta Times of Israel.
In un’intervista telefonica a Axios Donald Trump ha affermato di avere diverse “vie d’uscita” dall’Operazione Epic Fury, la campagna militare lanciata contro l’Iran. “Posso andare avanti e prendere il controllo dell’intera operazione, oppure concluderla in due o tre giorni e dire agli iraniani: ‘Ci rivediamo tra qualche anno se iniziate a ricostruire [i vostri programmi nucleari e missilistici, nfr]”, ha detto il presidente parlando da Mar-a-Lago. “In ogni caso, ci vorranno diversi anni per riprendersi da questo attacco”, ha aggiunto.
A Teheran serviranno “diversi anni” per riprendersi dagli attacchi condotti oggi da Usa e Israele sul Paese. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un’intervista telefonica al canale israeliano Channel 12. Trump ha aggiunto di poter scegliere di prolungare la campagna militare quanto desidera, o di concluderla nel giro di pochi giorni.
“Donald Trump sta trascinando gli Stati Uniti in una guerra che il popolo americano non vuole. Voglio essere chiara: sono contrario a una guerra per un cambio di regime in Iran, e le nostre truppe vengono messe a repentaglio a causa della guerra voluta da Trump”. Lo afferma in un post su X l’ex vicepresidente democratica Kamala Harris.
“Stamattina, in un potente attacco a sorpresa, abbiamo distrutto il complesso residenziale di Khamenei. Ci sono numerosi segnali che sia morto”. Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video, citata da Ynet.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una dichiarazione video. “Questa guerra porterà a una vera pace”, ha spiegato Netanyahu, citato da Ynet.
Israele, in coordinamento con gli Stati Uniti, ha sganciato circa 30 bombe sul compound della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei. Lo riferisce l’emittente israeliana Channel 12. Le immagini satellitari hanno mostrato il complesso in gran parte distrutto.
Un membro del Consiglio comunale di Teheran afferma che il genero e la nuora della Guida Suprema, Ali Khamenei, sono stati uccisi negli attacchi. Lo riporta su X il Jerusalem Post.
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha definito gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran una “catastrofica escalation di una guerra di aggressione illegale”. In un post molto critico su X, il sindaco ha affermato: “Gli americani non lo vogliono. Non vogliono un’altra guerra per un cambio di regime”. Mamdani non ha però criticato direttamente il presidente Trump, con il quale aveva avuto un incontro cordiale due giorni fa alla Casa Bianca.
Le forze armate Usa non hanno subito vittime in combattimento dopo che l’Iran ha reagito agli attacchi israelo-americani con centinaia di missili e droni. Lo ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti. “Dopo l’ondata iniziale di attacchi statunitensi e dei partner, le forze del CENTCOM si sono difese con successo da centinaia di attacchi missilistici e droni iraniani. Non sono state segnalate vittime o feriti statunitensi in combattimento. I danni alle installazioni statunitensi sono stati minimi e non hanno avuto ripercussioni sulle operazioni”, ha affermato il Comando in un comunicato.
“Convocherò domenica un Consiglio Affari Esteri straordinario in videoconferenza per affrontare la questione dell’Iran e degli eventi in rapida evoluzione in Medioriente”. Lo annuncia su X l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas. “Sono stato in contatto con i nostri partner nei paesi del Golfo. Gli attacchi indiscriminati del regime iraniano contro i suoi vicini comportano il rischio di trascinare la regione in una guerra più ampia e noi condanniamo questo fenomeno”, spiega. “È essenziale che la guerra non si estenda ulteriormente. Il regime iraniano deve fare delle scelte”, aggiunge.
L’Iran ha il diritto di “difendersi con tutte le forze”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmail Baghaei in un’intervista ad Al Jazeera. “Siamo di fronte a un altro atto di aggressione immotivato, un atto di aggressione eclatante imposto agli iraniani”, ha detto Baghaei. “E abbiamo tutto il diritto, in conformità con il diritto internazionale. di difenderci. Ecco cosa stanno facendo le nostre forze armate in questo momento. Stanno difendendo la sovranità nazionale e l’integrità territoriale dell’Iran da questo barbaro atto di aggressione”, ha aggiunto.
C’è anche un gruppo di 200 ragazzi, che si trovavano nel Paese per motivi di studio, fra gli italiani bloccati a Dubai. A quanto si apprende, il gruppo non si trovava nell’area di Palm Jumeirah dove un albergo è stato colpito e stanno tutti bene. Al momento però non possono rientrare in Italia a causa della chiusura dello spazio aereo.
È in corso a Palazzo Chigi il vertice convocato d’urgenza dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per discutere e valutare la situazione di crisi in Medio Oriente. Alla riunione, secondo quanto si apprende, sono presenti il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano; in collegamento il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari. Presenti anche i vertici dell’Intelligence.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata a Palazzo Chigi. A breve è previsto l’inizio del nuovo vertice di governo in seguito all’attacco all’Iran da parte di Usa e Israele, dopo la call di questa mattina.
Le Forze di difesa israeliane hanno diffuso un “avviso urgente” agli iraniani che si trovano in una zona industriale nella zona di Isfahan, in vista di un attacco aereo dell’Idf. “Nei prossimi minuti, l’esercito israeliano attaccherà le infrastrutture militari in questa zona”, ha affermato in una dichiarazione il portavoce in lingua persiana dell’Idf, il tenente colonnello Kamal Penhasi. “Cittadini, allontanatevi immediatamente da questa zona”, ha detto.
Il ministero della Difesa del Kuwait ha confermato che l’Iran ha colpito la sua base aerea di Ali al-Salem, provocando “lievi ferite” a tre soldati e danni materiali minimi. In una dichiarazione su X il ministero ha sottolineato che “questo non ha influito sulla prontezza operativa o sulla capacità di combattimento”.
Il leader della minoranza democratica alla Camera, Hakeem Jeffries, ha denunciato la scelta dell’Amministrazione Trump di colpire l’Iran senza l’approvazione del Congresso. “L’Iran è un cattivo attore e deve essere affrontato con aggressività per le sue violazioni dei diritti umani, le sue ambizioni nucleari, il suo sostegno al terrorismo e la minaccia che rappresenta per i nostri alleati come Israele e Giordania nella regione”, ha affermato Jeffries in una dichiarazione. Ma, ha aggiunto, al di fuori di “circostanze urgenti”, il presidente “deve chiedere l’autorizzazione per l’uso preventivo della forza militare, che costituisce un atto di guerra”. Trump “non ha chiesto l’autorizzazione del Congresso prima di colpire l’Iran”, ha detto Jeffries, lamentando che l’attacco ha anche “lasciato le truppe americane vulnerabili alle azioni di ritorsione dell’Iran”.
“Qui è il caos, ci sono file infinite per i voucher per pasti e hotel, le informazioni sono pochissime e molte persone hanno avuto crisi di panico”. A raccontare a LaPresse la situazione all’aeroporto di Dubai è Maria Pia De Sanctis, che con altre centinaia di italiani doveva partire stamattina per Roma con un volo Emirates alle 15.05 locali, le 12.05 italiane. “Quando siamo arrivate in aeroporto io e mia madre, che ha 80 anni, nessuno sapeva nulla, apparentemente era tutto normale. A un certo punto mi ha chiamato mio fratello, che era anche lui in viaggio con scalo a Dubai e mi ha avvisato di quanto accaduto in Iran e che il suo volo era stato cancellato. Intanto sui monitor dell’aeroporto il nostro era stato ritardato di due ore”, spiega De Sanctis. Intorno alle 16 “è arrivato un rappresentante del consolato italiano dicendo che lo spazio aereo era chiuso, non dovevamo muoverci da lì e dovevamo seguire le istruzioni della compagnia aerea. Alla fine sui monitor è comparsa la scritta che tutti i voli erano cancellati e ci siamo messi in fila per avere i voucher per hotel e pasto. Molta gente ha avuto crisi di panico, io sono con mia mamma che ha 80 anni, c’è un caos tremendo e file pazzesche da fare in piedi per qualsiasi informazione. Ora pare che dobbiamo riprendere i bagagli e rifare i controlli, ma ancora non è chiaro neanche in quale hotel ci faranno dormire”.
“Nuova riunione con gli ambasciatori d’Italia in Medioriente. Seguiamo minuto per minuto gli italiani militari e civili presenti nella regione. Tutti i nostri connazionali sono in buone condizioni. Al lavoro, senza sosta, l’Unità di crisi della Farnesina. Rimango in contatto con i ministri del G7 e dell’Unione europea”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu rilascerà una dichiarazione tramite video nel corso della serata. Lo ha dichiarato il suo ufficio. Netanyahu ha già rilasciato una dichiarazione questa mattina, poche ore dopo i primi attacchi israelo-statunitensi contro l’Iran.
Israele stamattina ha hackerato una popolare app di preghiera iraniana per inviare notifiche a potenzialmente milioni di telefoni, esortando il personale militare a disertare dal regime e unirsi alla lotta per liberare il Paese. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti vicine alla vicenda. L’app, BadeSaba Calendar, ha lo scopo di aiutare i musulmani a tenere traccia degli orari di preghiera e ha un’ampia diffusione in Iran. È stata scaricata oltre 5 milioni di volte solo dall’app store di Google Play. L’ondata di notifiche dell’app di stamattina è stata inviata in persiano e includeva un messaggio che diceva “l’aiuto è arrivato”, secondo vari screenshot pubblicati sui social media.
Oltre 200 persone sono morte e 747 sono rimaste ferite in 24 province dell’Iran in seguito agli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele. Lo riferisce l’agenzia Fars citando la Mezzaluna Rossa.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha intensificato il coordinamento con alleati e partner internazionali dopo la nuova escalation in Medioriente. Lo rende noto il governo tedesco. Merz ha avuto colloqui telefonici nel formato E3 con il presidente francese Emmanuel Macron e con il primo Ministro britannico Keir Starmer. Parallelamente, nell’ambito del costante dialogo con gli Stati Uniti, Merz ha parlato anche con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e con altri partner della regione. Il governo federale chiede con urgenza all’Iran di interrompere immediatamente gli attacchi militari contro Israele e gli altri partner regionali, condannando fermamente tali azioni. Teheran deve porre fine anche alle ulteriori attività destabilizzanti e cessare la violenza contro la propria popolazione. Berlino si dichiara favorevole alla ripresa degli sforzi diplomatici per una soluzione negoziata, ritenuta essenziale per ridurre i rischi per la stabilità regionale. La leadership iraniana è invitata ad aderire a tale percorso. La Germania mantiene uno stretto coordinamento con Stati Uniti, Israele e partner europei e regionali. Il governo federale ribadisce il proprio impegno per la pace e la sicurezza in Medioriente e conferma il sostegno alla sicurezza di Israele. Allo stesso tempo, sottolinea che il popolo iraniano ha il diritto di decidere liberamente del proprio destino.
L’agenzia governativa US Maritime Administration ha consigliato alle navi commerciali americane di tenersi lontane dall’area del Golfo Persico, compreso lo Stretto di Hormuz. “Si raccomanda alle navi di tenersi alla larga da quest’area, se possibile”, ha affermato l’agenzia in una nota.
L’Idf ha rilevato un nuovo lancio di missili balistici dall’Iran. Lo riportano i media israeliani, aggiungendo che nei prossimi minuti le sirene d’allarme suoneranno in tutto il centro del Paese.
Finora Israele ha curato 89 persone leggermente ferite in seguito agli attacchi con missili balistici dall’Iran. Lo riferisce il servizio di emergenza nazionale israeliano. Tra i feriti figurano un ragazzo di 16 anni ferito dalle schegge a Kafr Qassem e un uomo di circa 50 anni ferito dall’impatto dell’esplosione a Ka’abiyye-Tabbash.
“La Francia non è stata né informata né coinvolta” nell’organizzazione dell’operazione israeliana e americana contro l’Iran. Lo afferma il presidente francese Emmanuel Macron, come riportano i media francesi. Secondo Macron, “dobbiamo intensificare i nostri sforzi per risolvere la questione attraverso i canali diplomatici, perché nessuno può credere che la questione del potere nucleare iraniano, dell’attività dei missili balistici e della destabilizzazione regionale possa essere risolta semplicemente con degli attacchi”.
L’Iran ha formalmente richiesto una sessione speciale urgente del Consiglio dei Governatori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), dopo gli attacchi da parte degli Stati Uniti e di Israele contro le sue strutture nucleari. Lo riporta Iran International. In una lettera inviata dalla sua missione a Vienna, l’Iran ha dichiarato che gli attacchi costituiscono una “violazione flagrante” della Carta delle Nazioni Unite, dello statuto dell’Aiea e del diritto internazionale che protegge le strutture nucleari salvaguardate. La missiva afferma che gli attacchi erano seguiti a mesi di minacce da parte di alti funzionari statunitensi e israeliani contro il programma nucleare iraniano. Teheran ha anche accusato i funzionari statunitensi di aver minacciato pubblicamente ulteriori azioni militari e ha esortato il capo dell’Aiea Rafael Grossi a convocare immediatamente una sessione speciale affinché gli stati membri possano affrontare gli attacchi in corso.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito su X di aver parlato con “il mio collega ministro degli Esteri del Kuwait sheik Jarrah al Sabah. Gli ho espresso la solidarietà del Governo italiano per gli attacchi che il Kuwait ha dovuto subire oggi dall’Iran, azioni totalmente ingiustificate e ringraziato per la protezione che stanno dando ai nostri militari”. “L’Italia è vicina al Kuwait e a tutti i paesi del Golfo che in queste ore subiscono attacchi: lavoriamo per una de-escalation rapida, ma è chiaro che il regime iraniano deve rinunciare definitivamente alle sue attività militari e alle capacità nucleari capaci di portare minaccia e destabilizzazione in tutta le regione”, ha aggiunto.
Diversi edifici residenziali nella capitale del Bahrein, Manama, sono stati colpiti. Lo scrive Al Jazeera sul suo sito citando una dichiarazione del ministero degli Interni, secondo la quale la protezione civile “continua con le operazioni di spegnimento incendi e soccorso nei siti colpiti”.
“La Germania chiede all’Iran di cessare gli attacchi militari contro Israele e altri partner nella regione. La leadership di Teheran deve porre fine alla violenza contro il proprio popolo e tornare a una soluzione negoziata”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco Friedrich Merz, aggiungendo che “la Germania sta collaborando strettamente con gli Stati Uniti, Israele e i partner della regione. Rimaniamo impegnati per la pace e la sicurezza nella regione e per la sicurezza di Israele”.
“Gli Stati Uniti – afferma Merz – cercano da tempo una soluzione negoziata. L’Iran non ha accettato un accordo affidabile per porre fine al suo programma nucleare militare, né si è impegnato a ridurre il suo programma missilistico o a cessare le attività destabilizzanti”. “Insieme alla Francia, al Regno Unito e ai partner europei, la Germania ha ripetutamente chiesto alla leadership iraniana di interrompere il suo programma nucleare, di astenersi dagli attacchi militari e di porre fine alla violenza contro la propria popolazione”, afferma ancora il cancelliere.
“Da questa mattina, circa 200 caccia hanno completato un attacco contro i sistemi missilistici e di difesa del regime nell’Iran occidentale e centrale”. Lo ha riferito un portavoce delle Idf, sottolineando come si sia trattato del “più grande attacco nella storia dell’aeronautica militare”. Lo riporta Ynet. “I caccia hanno sganciato centinaia di munizioni su circa 500 obiettivi, tra cui sistemi di difesa e lanciamissili, in diverse aree dell’Iran contemporaneamente”, ha aggiunto.
L’aeronautica militare israeliana sta conducendo una nuova ondata di attacchi aerei contro i lanciatori di missili balistici e i sistemi di difesa aerea di Teheran nell’Iran centrale. Lo riferisce l’Idf.
“Non credo ci saranno militari americani sul terreno”. Lo ha detto alla Cnn il generale David Petraeus, discutendo della possibilità di un’operazione di terra Usa in Iran. “Certamente potremo avere qualche limitata presenza sul terreno o altri asset, ma sarebbe molto limitata e in zone sicure”, ha aggiunto l’ex direttore della Cia.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è bloccato a Dubai per la chiusura dello spazio aereo sugli Emirati Arabi Uniti.
La notizia, anticipata dal Fatto Quotidiano, è stata confermata a LaPresse da fonti qualificate. Il ministro si era recato ieri per motivi personali con un volo di linea a Dubai per riprendere la propria famiglia e far rientro in Italia con loro oggi, rimanendo però bloccato.
Gli iraniani avevano “anticipato” che ci sarebbe stato un attacco militare, “ma non l’ora”, non che l’attacco sarebbe avvenuto “di giorno”. Lo ha detto il generale David Petraeus parlando con la Cnn. “Presumibilmente”, ha spiegato l’ex direttore della Cia, la scelta dell’ora dell’attacco è dovuta al fatto che in quelle condizioni “gli israeliani potevano colpire i leader iraniani”.
Israele sta indagando per verificare se la Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, sia rimasta ferita negli attacchi lanciati contro Teheran dalle forze statunitensi e israeliane. Lo riferisce Haaretz.
Israele ha informato l’Egitto di un piano per colpire l’Iran con circa 48 ore di anticipo. Lo ha riferito una fonte diplomatica ad Haaretz, aggiungendo che tuttavia Tel Aviv non ha indicato che avrebbe preso parte all’attacco.
“Trump dovrebbe sapere che oggi abbiamo lanciato i missili dalle vecchie scorte del nostro arsenale. Presto sveleremo armi che non avete mai visto prima”. Lo ha dichiarato l’alto generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Ebrahim Jabbari, in un discorso ai media statali iraniani.
Le forze di difesa israeliane affermano che l’Iran potrebbe aver lanciato missili balistici dotati di testate di bombe a grappolo contro Israele. La testata di tali missili, che l’Iran ha lanciato contro Israele anche nella guerra del giugno 2025, si apre durante la discesa e diffonde circa 20 munizioni più piccole con circa 2,5 chilogrammi di esplosivo, in un raggio di circa 8 chilometri. Le forze armate ribadiscono che non vi sono modifiche alle linee guida per i civili in materia di attacchi con bombe a grappolo.
L’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett, uno dei principali rivali del primo ministro Benjamin Netanyahu alle prossime elezioni, ha espresso il suo “pieno sostegno alle IDF, al governo israeliano e al primo ministro per l’operazione Leone ruggente”. “L’intera nazione di Israele vi sostiene fino alla distruzione della minaccia iraniana”, ha scritto Bennett su X affermando che il popolo iraniano ha “un’opportunità storica di liberarsi da un regime terroristico violento, corrotto e fallito”.
Il dipartimento di Polizia di New York ha annunciato un rafforzamento della sicurezza in luoghi sensibili della città in risposta al conflitto in Iran. “Il dipartimento di Polizia di New York sta monitorando attentamente gli eventi in Iran e in Medio Oriente e si sta coordinando con i nostri partner federali e internazionali” e “come da protocollo e per eccesso di cautela, rafforzeremo i pattugliamenti in luoghi sensibili in tutta la città, inclusi siti diplomatici, culturali, religiosi e altri siti rilevanti”, ha scritto il dipartimento sui social media.
Dopo l’escalation in Medio Oriente, l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, e il re di Giordania Abdullah II hanno discusso in una telefonata gli sviluppi regionali e le “loro implicazioni per la pace e la stabilità”. Lo rende noto il Qatar, in una nota citata dal Al Jazeera.
“Entrambe le parti hanno sottolineato la necessità di porre immediatamente fine all’escalation e di aprire canali di dialogo per preservare la sicurezza della regione e prevenire ulteriori tensioni”, si legge nella dichiarazione. I due leader hanno condannato il lancio di missili balistici iraniani contro il Qatar, la Giordania e altri paesi arabi. I due Paesi si coordineranno per adottare “tutte le misure necessarie a salvaguardare la sovranità e migliorare la sicurezza e la stabilità”.
Quindici persone sono morte in un raid di Stati Uniti e Israele che ha preso di colpito una palestra nella città di Lamerd, nel sud-ovest dell’Iran. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale del governo iraniano Fars.
Negli attacchi di oggi sull’Iran lanciati da Stati Uniti e Israele è stato ucciso Ali Shamkhani, funzionario di lunga data della sicurezza e segretario del Consiglio di difesa iraniano. Lo riferisce Iran International. Per l’emittente israeliana Channel 12, Tel Aviv ritiene che sia “alta la probabilità” che nei raid sia morto Shamkhani.
Il ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araqchi ha scritto al segretario Generale e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in seguito agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele che “l’Iran continuerà a esercitare il suo diritto all’autodifesa con decisione e senza indugio finché l’aggressione non sarà cessata completamente e incondizionatamente”. Afferma che l’Iran agisce “in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite” e che le forze armate “utilizzeranno tutte le capacità e le strutture difensive necessarie per contrastare questa aggressione criminale e scoraggiare azioni ostili”. “Tutte le basi, le strutture e le risorse delle forze ostili nella regione saranno considerate obiettivi militari legittimi nell’ambito dell’esercizio del diritto all’autodifesa da parte dell’Iran – afferma – e l’Iran continuerà a esercitare il suo diritto all’autodifesa con decisione e senza indugio finché l’aggressione non sarà cessata completamente e incondizionatamente”.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, secondo quanto si apprende, ha convocato un nuovo vertice di governo per stasera a Palazzo Chigi. Già questa mattina la premier ha presieduto una conferenza telefonica, a cui hanno preso parte il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence.
L’Aiea, Agenzia internazionale per l’energia atomica, “sta monitorando da vicino gli sviluppi in Medioriente e sollecita moderazione per evitare qualsiasi rischio nucleare per la sicurezza delle persone nella regione”. E’ quanto dichiara su X l’agenzia. “L’Aiea è in contatto permanente con i paesi della regione e, finora, non ci sono prove di alcun impatto radiologico. L’Agenzia continuerà a monitorare la situazione e a fornire aggiornamenti”, si legge.
Una riunione di emergenza degli ambasciatori dei 27 paesi dell’Unione europea (Coreper) si terrà domani a Bruxelles, dopo gli attacchi contro l’Iran di Usa e Israele e la risposta di Teheran. Lo ha riferito un portavoce della presidenza di turno cipriota dell’Ue, citato da Politico.
Hezbollah ha condannato l’attacco degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. L’organizzazione libanese ha affermato, riferisce Iran International, che Stati Uniti e Israele stanno cercando di privare la Repubblica Islamica “del suo diritto naturale e legittimo di beneficiare delle capacità nucleari pacifiche e di sviluppare le sue capacità difensive missilistiche”. Hezbollah ha espresso solidarietà con l’Iran e la sua leadership, esortando i Paesi della regione a opporsi al “piano aggressivo” e a “comprendere i suoi pericoli”.
I jet israeliani nella prima ondata degli attacchi hanno preso di mira tre siti dove si stavano radunando alti funzionari iraniani. Lo ha dichiarato un funzionario militare israeliano a Nbc News, riferendo che “diverse figure di alto livello essenziali per la gestione della campagna e per il governo del regime sono state eliminate”. Il funzionario non ha però fornito dettagli sulla presenza della Guida Suprema, l’Ayatollah Khamenei.
Il funzionario militare israeliano ha affermato che Stati Uniti e Israele hanno lavorato congiuntamente “per migliaia di ore” per sviluppare una serie di obiettivi in Iran.
Le sirene d’allarme risuonano nel nord e nel centro di Israele a causa di un attacco missilistico balistico iraniano. Lo riferisce Times of Israel. L’Idf afferma di essere al lavoro per abbattere i missili.
E’ salito a 85 morti il bilancio delle vittime dell’attacco israelo-statunitense che ha colpito una scuola femminile a Minab, nella provincia iraniana di Hormozgan, nel sud del Paese. Lo riporta l’agenzia di stampa statale Irna, citando la magistratura iraniana.
Almeno tre esplosioni sono state sentite a Doha, capitale del Qatar. Lo riporta Al Jazeera. Il ministero degli Interni del Qatar, “alla luce degli attuali sviluppi e degli attacchi iraniani al territorio dello Stato”, ha esortato “cittadini, residenti e visitatori a rimanere in casa, a stare lontani da finestre e spazi aperti e a evitare di uscire di casa, salvo in casi di assoluta necessità, finché la situazione non si stabilizzerà”.
Le autorità di Dubai hanno confermato che è scoppiato un incendio in un edificio a Palm Jumeirah, con l’immediato intervento delle squadre di emergenza sul posto.
Secondo la Dubai Civil Defence, l’incendio è ora sotto controllo. Quattro persone hanno riportato ferite nell’incidente e sono state trasferite in strutture sanitarie per ricevere cure mediche. Le autorità hanno dichiarato che l’area è stata messa in sicurezza e hanno sottolineato che la sicurezza e il benessere di residenti e visitatori restano la massima priorità invitando le persone a mantenere la calma e a fare affidamento “esclusivamente su informazioni verificate provenienti da fonti ufficiali e ad astenersi dal condividere video o immagini non verificati sui social media”.
Un funzionario della missione navale dell’Ue, Aspides, ha dichiarato che le navi stanno ricevendo trasmissioni dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane che dicono che nessuna nave ha l’autorizzazione per passare attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce Iran International.
Il Capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir ha dichiarato in una nota che Israele sta affrontando “una campagna significativa e senza precedenti per distruggere le capacità del regime terroristico iraniano”. “Questa è una campagna che garantirà la nostra esistenza”, ha aggiunto affermando che l’operazione è “più ampia” rispetto a quella effettuata nello scorso giugno.
Un drone ha colpito l’aeroporto internazionale di Kuwait City. Lo scrivono i media locali spiegando che si sono verificati “lievi danni” e alcuni lavoratori dello scalo sono rimasti “lievemente feriti”.
Il Congresso è stato informato prima degli attacchi contro l’Iran, come richiesto dalla legge. Lo ha detto una fonte dell’Associated Press, riferendo che le notifiche menzionavano i missili balistici, ma non indicavano che gli attacchi sarebbero stati così estesi o che gli obiettivi sarebbero stati così ampi. Il segretario di Stato Marco Rubio, ha riferito la fonte, ha contattato personalmente alcuni leader del Congresso per informarli delle intenzioni dell’Amministrazione.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente americano Donald Trump avrebbero avuto un contatto telefonico nelle ultime ore. Lo riporta Ynet.
L’aeronautica militare israeliana sta conducendo una nuova ondata di attacchi aerei contro i lanciatori di missili balistici iraniani. Lo annuncia l’Idf in una nota citata dal Times of Israel: “L’aeronautica militare ha iniziato una sortita e sta attualmente colpendo i lanciamissili in Iran per rimuovere le minacce allo Stato di Israele”.
“A tutto il personale e alle famiglie si ricorda di rimanere vigili. Sebbene al momento non vi siano minacce specifiche e credibili, la vigilanza rimane fondamentale per la vostra sicurezza”. È quanto si legge in un post della base militare statunitense Nas di Sigonella.
“Siate consapevoli dell’ambiente circostante, mantenete un basso profilo e fate attenzione se vi trovate inaspettatamente vicino a grandi assembramenti – si legge – Per aggiornamenti in tempo reale, attivate le notifiche su AtHoc e seguite le pagine ufficiali di NASSIG su Facebook e Instagram. Se vedete qualcosa di sospetto, segnalatelo. State al sicuro, Sigonella”.
Un ragazzo di 17 anni è rimasto leggermente ferito dalle schegge di un missile balistico iraniano nel centro di Israele. Lo riferisce Times of Israel, citando i servizi di soccorso, secondo cui da questa mattina due persone sono rimaste ferite direttamente a causa dei raid di Teheran.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per oggi alle 18 il Consiglio nazionale di difesa e sicurezza per discutere della situazione in Iran e in Medioriente. Lo ha riferito l’Eliseo a Bfmtv.
I jet britannici “sono nel cielo” in Medioriente “come parte di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri alleati”. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer parlando da Downing Street. “Il Regno Unito non ha avuto alcun ruolo in questi attacchi, ma siamo stati da sempre chiari sul fatto che il regime in Iran è assolutamente inaccettabile”, ha detto il premier, come riportano i media britannici. “Le nostre forze sono attive e gli aerei britannici sono nel cielo oggi come parte di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri alleati. Come il Regno Unito ha fatto in passato, in linea con il diritto internazionale, abbiamo aumentato la protezione delle basi e del personale britannico al loro massimo livello. Stiamo anche cercando di entrare in contatto con i cittadini britannici nella regione e facciamo tutto il possibile per supportarli”, ha aggiunto.
I Democratici chiedono al presidente Trump di fornire ulteriori informazioni al Congresso sull’attacco militare contro l’Iran ed esprimono preoccupazione per il rischio di una guerra ampia e prolungata in Medio Oriente. Il senatore Mark Warner, capogruppo democratico della commissione Intelligence del Senato, in una dichiarazione ha messo in dubbio la necessità dell’attacco e ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero ripetere “errori del passato”. “La leadership iraniana ha a lungo sostenuto il terrorismo in tutta la regione, minato la stabilità regionale, continuato a promuovere le sue ambizioni nucleari e represso brutalmente il suo stesso popolo”, ha scritto Warner. “Ma riconoscere queste realtà non esonera alcun presidente dalla responsabilità di agire nel rispetto della legge, con una strategia chiara e in accordo con il Congresso”, ha aggiunto. “Il popolo americano ha già visto questo copione: affermazioni di urgenza, informazioni di intelligence distorte e azioni militari che spingono gli Stati Uniti verso un cambio di regime e una costruzione nazionale prolungata e costosa”, ha scritto ancora Warner in riferimento alla guerra condotta dagli Stati Uniti in Iraq.
Stamattina si è tenuta una riunione straordinaria del Casa, il Comitato analisi strategica antiterrorismo per fare il punto sulla situazione, dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran.
Il Casa è interforze e vi hanno preso parte anche le agenzie di intelligence.
La guida suprema dell’Iran Ali Khamenei, parlerà tra pochi minuti. Lo ha riferito l’emittente iraniana Al-Alam, citata da Al Jazeera.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha indetto una riunione di emergenza alle 16 (le 22 in Italia) sugli attacchi congiunti Usa-Israele contro l’Iran. La riunione è stata richiesta da Francia, Bahrein e Iran.
Mio padre “sta bene e per quanto ne so, questa volta i tentativi di ucciderlo non hanno avuto successo. Anche gli altri funzionari stanno bene”. Lo ha dichiarato Yousef Pezeshkian, figlio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato dai media iraniani. “Probabilmente avremo uno scontro più lungo e la guerra sarà di logoramento. Pertanto, la fermezza e la pazienza sono necessarie per superare questi giorni”, ha spiegato.
Il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha condannato “l’attuale escalation militare in Medioriente. L’uso della forza da parte degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, e la successiva rappresaglia dell’Iran in tutta la regione, compromettono la pace e la sicurezza internazionale”. “Tutti gli Stati membri devono rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale, inclusa la Carta dei Diritti Umani”, ha affermato. Guterres ha ribadito che la Carta “proibisce chiaramente la minaccia dell’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, o in qualsiasi altro modo incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite”. Guterres chiede “l’immediata cessazione delle ostilità e la de-escalation”. “In caso contrario, si rischia un conflitto regionale più ampio con gravi conseguenze per i civili e la stabilità regionale”, conclude Guterres incoraggiando “vivamente tutte le parti a tornare immediatamente al tavolo dei negoziati”.
Il premier canadese Mark Carney ha espresso il suo sostegno all’azione militare degli Stati Uniti per impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare. “La Repubblica Islamica dell’Iran è la principale fonte di instabilità e terrore in tutto il Medio Oriente”, ha dichiarato Carney esortando i canadesi in Iran a trovare rifugio durante i bombardamenti.
“Tanti giovani iraniani oggi in strada, davanti alle scuole e nelle piazze. Festeggiano, ma soprattutto sfidano apertamente il regime islamico di Teheran, senza paura. Secondo stime provenienti da fonti di intelligence, la brutale repressione della dittatura degli Ayatollah avrebbe causato decine di migliaia di morti negli ultimi mesi, nel disperato tentativo di spegnere la voce di un popolo che chiede di essere libero. Non potranno fermare un’intera generazione. Siamo e saremo sempre al fianco dei giovani, delle donne e di tutti i cittadini iraniani che hanno il coraggio di ribellarsi, di resistere e di lottare per la libertà”. Lo scrive su Facebook il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.
L’Arabia Saudita in una nota ha espresso “la sua più ferma condanna per i palesi e codardi attacchi iraniani contro le regioni di Riad e della provincia orientale, che sono stati respinti”. Lo ha affermato il ministero degli Esteri saudita in una nota. “Alla luce di questa aggressione ingiustificata, il Regno afferma che adotterà tutte le misure necessarie per difendere la propria sicurezza e proteggere il proprio territorio, i propri cittadini e residenti, anche con la possibilità di rispondere all’aggressione”, si legge ancora.
“A forza di valere fino a un certo punto, il diritto internazionale poi non vale più. A forza di essere ‘osservatori’ col cappello in mano poi diventiamo meri spettatori, e finiamo per perdere la voce. L’Italia e l’Europa si schierino contro azioni di attacco unilaterali come quelle di Usa e Israele che stanno scatenando la reazione dell’Iran e gettano in un caos imprevedibile il Medioriente”. Lo scrive su Facebook il presidente del M5S, Giuseppe Conte. “Nessuno può simpatizzare per il regime di Teheran e per il modo in cui soffoca i diritti, ma non può essere questo il modo di agire: un totale disordine internazionale in mano alle mire e agli interessi di pochi. Oltre la metà della popolazione mondiale vive in regimi autocratici e illiberali: che facciamo, esportiamo la democrazia con le bombe in tutti questi Paesi? O lo facciamo solo in quelli che come l’Iran hanno le seconde maggiori riserve di gas naturale al mondo, le quarte di petrolio? L’Europa non faccia la bella statuina e ritrovi una voce per restituire forza alla ‘politica’, per far contare la ‘diplomazia’”, conclude Conte.
“Il cambio di regime? Non sto dicendo che non c’è la guerra. Ovviamente c’è la guerra, c’è il panico, dozzine di studenti sono stati uccisi. Ma noi siamo una grande civiltà. Siamo in grado di difenderci”. Così il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi parlando a Nbc News. Araghchi ha anche aggiunto che “continueremo il nostro programma nucleare”.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Ha detto che al momento non sono in corso negoziati segreti con Stati Uniti e Israele per porre fine alla guerra. “Se gli americani vogliono parlare con noi, sanno come contattarmi”, ha dichiarato Araghchi in un’intervista a Nbc News.
“Per quanto ne so la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, è ancora viva”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista alla Nbc. Araghchi ha confermato che “due comandanti” sono morti, ma che alti funzionari del regime sono sopravvissuti tra cui il capo della magistratura e il presidente del parlamento. “Ognuno è ora al suo posto, stiamo gestendo la situazione e tutto va bene”, ha concluso.
La Cina è “fortemente preoccupata” per gli attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. “La sovranità nazionale, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran devono essere rispettate”. E’ quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri cinese. Pechino chiede “l’immediata cessazione delle operazioni militari, per evitare un’ulteriore escalation delle tensioni, per riprendere il dialogo e i negoziati e per mantenere la pace e la stabilità in Medioriente”.
“Sebbene gli ucraini non abbiano mai minacciato l’Iran, il regime iraniano ha scelto di diventare complice di Putin e gli ha fornito droni “shahed”, e tecnologie per produrli. Anche altre nazioni hanno subito il terrorismo sostenuto dall’Iran. Pertanto, è giusto dare al popolo iraniano la possibilità di liberarsi di un regime terroristico e di garantire la sicurezza di tutte le nazioni che hanno subito il terrorismo proveniente dall’Iran”. Lo ha affermato sui social il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
“La nostra posizione è ben nota e l’Ucraina l’ha ribadita ripetutamente, anche di recente”, ha aggiunto. “È importante preservare quante più vite possibile e impedire l’espansione della guerra. È importante che gli Stati Uniti agiscano con decisione. Ogni volta che c’è determinazione americana, i criminali globali si indeboliscono. Questa comprensione deve giungere anche ai russi”, ha detto ancora.
“Ci aspettiamo che, alla fine, la regione del Medioriente diventi più sicura e stabile. Molto è già cambiato verso questo obiettivo. L’Ucraina è pronta ad aiutare ogni nazione affinché la sicurezza e la giustizia aumentino e i regimi terroristici diminuiscano”, ha concluso.
Le forze armate israeliane affermano di aver completato una vasta ondata di attacchi aerei contro i sistemi di difesa aerea “strategici” iraniani. Secondo l’esercito, uno degli obiettivi era un “sistema avanzato di difesa aerea SA-65” schierato nella zona di Kermanshah. L’Idf continua “a colpire le infrastrutture del regime terroristico iraniano per infliggere un duro colpo al regime e sventare le minacce al fronte interno israeliano”, viene spiegato ancora.
Israele “ritiene” che la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, sia stata probabilmente uccisa in un attacco israeliano avvenuto oggi. Lo afferma Channel 12, citando fonti israeliane anonime. L’emittente sottolinea che ci sono “crescenti indicazioni” in tal senso, anche se non c’è conferma ufficiale. Secondo il canale N12, che cita un alto funzionario israeliano, Khamenei “non è più con noi”. Lo stesso funzionario ha aggiunto che sarebbe “stupito” qualora la Guida Suprema dovesse presentarsi per rilasciare delle dichiarazioni.
Khamenei – secondo quanto si legge – sarebbe stato ucciso “in un attacco alla sua residenza a Teheran” dove diversi edifici all’interno del complesso sarebbero “completamente crollati” a causa di attacchi mirati che puntavano in maniera esplicita a colpire la Guida Suprema.
Da Israele all’Iran passando per la Siria, la Giordania, l’Iraq, il Kuwait e i Paesi dell’area del Golfo. In questo momento, come si può vedere in tempo reale sul portale ‘flightradar’ che monitora il traffico aereo i cieli di tutto il Medioriente sono sgombri di voli civili in seguiti all’attacco di Israele e Usa verso l’Iran e alla successiva risposta di Teheran.
“Il popolo iraniano chiede una repubblica democratica. Lo slogan del popolo iraniano è ‘Morte all’oppressore, che sia lo Scià o la Guida’, oppure ‘né monarchia né Guida, democrazia ed eguaglianza’. Come la Resistenza iraniana ha dichiarato più volte, il rovesciamento del regime avverrà per mano del popolo e della Resistenza iraniana, grazie alla forza presente sul terreno”. Così a LaPresse Davood Karimi, presidente dell’Associazione rifugiati politici iraniani In Italia.
L’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e il principe dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, in una nota congiunta al termine di un colloquio telefonico hanno sollecitato “un’immediata cessazione dell’escalation” fra Iran, Israele e Usa.
“L’intera rete della Resistenza iraniana sul territorio è pronta per intervenire militarmente”. Lo apprende LaPresse da fonti della Resistenza iraniana.
L’Iran considera “l’origine e la fonte delle operazioni aggressive degli Stati Uniti e del regime sionista, nonché qualsiasi azione volta a contrastare le operazioni difensive dell’Iran, come obiettivi legittimi”. Così il ministro degli Esteri iraniano, Seyyed Abbas Araghchi.
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, nella quale, si legge in una nota del ministero degli Esteri russo, “ha condannato l’attacco armato immotivato degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, in violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale, con totale disprezzo per le gravi conseguenze per la stabilità e la sicurezza regionale e globale”.
Lavrov ha sottolineato “la necessità di cessare immediatamente gli attacchi contro la Repubblica islamica e di riportare la situazione a una risoluzione politica e diplomatica”, dando “la disponibilità della Russia, anche in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a facilitare la ricerca di soluzioni pacifiche basate sul diritto internazionale, sul rispetto reciproco e sull’equilibrio degli interessi”.
Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato al Washington Post questa mattina che la sua principale preoccupazione è la “libertà” del popolo iraniano. “Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo”, ha detto, in una breve intervista telefonica poco dopo le 4 del mattino, quando gli è stato chiesto quale sperava che fosse il risultato dell’azione militare. “Voglio una nazione sicura, ed è ciò che avremo”, ha aggiunto.
L’agenzia di stampa nazionale del Kuwait afferma che le difese aeree del Paese del Golfo hanno respinto con successo un “orribile attacco iraniano” in mattinata. Il ministero degli Affari Esteri ha riferito che il Kuwait mantiene il suo diritto di difendersi. Nel frattempo, Kuwait Airways ha annunciato la sospensione temporanea dei voli da e per il Paese.
“La Francia chiede una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron aggiungendo di essere “in stretto contatto con i nostri partner e amici europei in Medio Oriente”.
“Lo scoppio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran comporta gravi conseguenze per la pace e la sicurezza internazionale. In questo momento decisivo, vengono prese tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del nostro territorio nazionale, dei nostri cittadini e dei nostri interessi in Medio Oriente”, aggiunge.
“La Francia è inoltre pronta a impiegare le risorse necessarie per proteggere i suoi partner più stretti, qualora lo richiedessero. L’escalation in corso è pericolosa per tutti. Deve cessare. Il regime iraniano deve comprendere che ora non ha altra scelta che impegnarsi in buona fede nei negoziati per porre fine ai suoi programmi nucleari e balistici, nonché alle sue attività di destabilizzazione regionale. Ciò è assolutamente necessario per la sicurezza di tutti in Medio Oriente. Il popolo iraniano deve anche poter costruire liberamente il proprio futuro. I massacri commessi dal regime islamico lo squalificano e richiedono che la voce venga restituita al popolo. Prima sarà, meglio sarà”, conclude.
L’obiettivo dell’attacco israeliano supportato dagli Usa contro l’Iran “è creare tutte le condizioni per la caduta del regime iraniano”. Lo afferma un funzionario israeliano ad Axios aggiungendo che “gli sviluppi dipenderanno anche dalla misura in cui il popolo iraniano si solleverà”. Funzionari israeliani hanno affermato che Israele sta prendendo di mira l’intera leadership iraniana e che la residenza e il complesso governativo di Khamenei sono stati colpiti.
Tra i bersagli, hanno affermato i funzionari, ci sono il presidente Masoud Pezeshkian, il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica Ahmad Vahidi, il principale consigliere per la sicurezza di Khamenei, Ali Shamkhani, e l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. Un alto funzionario statunitense ha dichiarato ad Axios che gli attacchi americani sono concentrati sul programma missilistico e sui lanciamissili iraniani, mentre gli attacchi israeliani mirano sia a eliminare alti funzionari iraniani sia a colpire il programma missilistico.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, secondo quanto apprende LaPresse, ha dato indicazioni al capo della Polizia, Vittorio Pisani, di diramare una circolare per rafforzare le misure di sicurezza per gli obiettivi sensibili di Usa e Israele in tutta Italia.
La premier Giorgia Meloni “ha tutti i contatti che in queste occasioni deve avere. Per noi come governo italiano dialogo e diplomazia” sono la “via preferibile. È chiaro che quando un regime come quello islamico iraniano lavora alla bomba atomica, se qualcuno ritiene di intervenire ha le sue motivazioni per farlo. La nostra preoccupazione è tutelare la popolazione civile. Siamo vicini alle persone e ai giovani, alla popolazione civile che è stata massacrata durante le proteste dal regime e alle centinaia di italiani residenti che stiamo provvedendo a sostenere e proteggere”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, parlando con i cronisti a Milano, rispondendo a una domanda sull’attacco di Israele e Usa contro l’Iran.
Funzionari israeliani ritengono che il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano (Irgc), il generale Mohammad Pakpour, sia stato ucciso negli attacchi di questa mattina in Iran. Pakpour è diventato capo dell’Irgc dopo che Israele ha ucciso il suo predecessore, Hossein Salami, all’inizio della guerra del giugno 2025.
Stando a quanto riferito dai funzionari, anche il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh e il capo dell’intelligence iraniani sarebbero stati uccisi. Le notizie devono ancora essere confermate dall’Iran o dalle Idf. Diversi alti ufficiali del regime e dell’esercito iraniano sono stati presi di mira negli attacchi di questa mattina, tra cui la Guida Suprema Ali Khamenei e il Presidente Masoud Pezeshkian. Tuttavia, i risultati degli attacchi rimangono al momento poco chiari.
Sale a 40 morti il bilancio delle vittime dell’attacco israelo-statunitense che ha colpito una scuola femminile a Minab, nella provincia iraniana di Hormozgan, nel sud del Paese, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna. Almeno 45 persone sono rimaste ferite. La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha una base nella città. Né gli Stati Uniti né Israele hanno finora fornito dettagli sull’attacco.
“Non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni. l’obiettivo è quello di smantellare lo strumento bellico iraniano più pericoloso per Israele e per le basi americane dell’area”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran e la risposta di Teheran.
“Noi abbiamo sempre lavorato fino all’ultimo giorno per sostenere il dialogo che era in corso, avevamo però sempre detto che l’Iran, con l’arma atomica e con missili a lunga gittata che potevano colpire anche l’Europa e altre parti del mondo, rappresentava un pericolo e questa è anche la posizione dell’Unione europea”, ha aggiunto Tajani, sottolineando che occorrerà vedere la reazione “da parte dei proxy dell’Iran: Hezbollah, Siria e Houthi. Vedremo quello che accadrà, ci auguriamo che non ci sia un’escalation nella situazione, però è una situazione critica”.
“In Iran ci sono poco meno di 500 italiani, quasi tutti sono residenti. Siamo pronti a evacuarli qualora ci fossero richieste”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran e la risposta di Teheran.
“I collegamenti sono molto difficili, però l’ambasciatrice Amadei già è organizzata insieme al numero ridotto di dipendenti, di funzionari che sono a Teheran, perché abbiamo già nei giorni scorsi ridotto al minimo la presenza diplomatica in Iran. Sono già pronti eventualmente a ripetere quello che abbiamo fatto in occasione dell’ultima guerra che c’è stata, ovvero evacuare in Azerbaigian”, ha aggiunto, “un italiano sta passando adesso la frontiera, ma è andato per conto suo, tra Iran e Azerbaigian, dove verrà accolto. Anche lì la nostra ambasciata è a disposizione”.
Secondo i media statali iraniani, gli attacchi di sabato hanno preso di mira un numero crescente di città e siti in tutto l’Iran. Gli attacchi diretti sulla capitale, Teheran, avevano precedentemente provocato colonne di fumo sopra il suo skyline, con segnalazioni di esplosioni nelle principali città di Isfahan, Shiraz e Tabriz o nelle loro vicinanze.
Sono state segnalate esplosioni anche in diverse città occidentali e nei pressi delle città portuali del Golfo Persico, cruciali per il principale commercio petrolifero iraniano, tra cui Asaluyeh. La Francia, le cui forze armate hanno basi e una presenza regolare in Medio Oriente, ha invitato i cittadini francesi nella regione a esercitare la massima cautela.
“È in corso un’escalation militare… Non è il momento di negoziare. Siamo in una situazione di guerra”, ha dichiarato sabato alla televisione France-2 il sottosegretario alla Difesa Alice Rufo, paragonando la situazione alla guerra di 12 giorni di giugno.”La nostra priorità è la protezione dei nostri cittadini e delle nostre forze nella regione”, ha affermato.
Alla domanda se le forze francesi fossero coinvolte negli attacchi statunitensi e israeliani o fossero state prese di mira in attacchi di rappresaglia, il portavoce militare francese, il colonnello Guillaume Vernet, ha dichiarato: “Le forze armate francesi adattano costantemente il loro atteggiamento alle minacce e attuano misure per garantire la sorveglianza e la protezione delle installazioni militari in cui sono schierati soldati francesi”.
Non ha voluto fornire ulteriori dettagli. “La nostra presenza militare garantisce la valutazione indipendente della situazione da parte della Francia”, ha dichiarato all’Associated Press.
“Con grande rammarico il nostro amato Paese, l’Iran, è stato oggetto questa mattina di un’aggressione da parte degli Stati Uniti e del regime sionista. L’integrità territoriale e la sovranità nazionale dell’Iran sono state palesemente violate e alcuni siti civili in diverse città del nostro Paese sono stati oggetto di attacchi brutali. L’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran è avvenuta mentre Iran e Stati Uniti erano impegnati in negoziati diplomatici”.
“Il popolo e il governo iraniano hanno utilizzato tutte le proprie capacità per prevenire lo scoppio della guerra, ma sono stati gli Stati Uniti e il regime sionista a violare il paragrafo 4 dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, compiendo apertamente attacchi aerei contro la Repubblica islamica dell’Iran”. Lo dice a LaPresse l’ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari.
“È naturale – aggiunge – che, ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, l’Iran abbia il diritto legale e legittimo di rispondere a questa vergognosa aggressione. È evidente che il dovere fondamentale delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza è quello di reagire con fermezza contro la violazione della Carta. Ci si aspetta inoltre che tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite e tutte le organizzazioni e i forum internazionali amanti della pace e della libertà condannino questo atto aggressivo”.
Il ministero degli Esteri russo ha condannato gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran e ha chiesto l’immediato ritorno a una risoluzione politica e diplomatica.
“La mattina del 28 febbraio, le forze armate statunitensi e israeliane hanno lanciato attacchi aerei sul territorio iraniano. La portata e la natura dei preparativi politico-militari e propagandistici che hanno preceduto questa mossa sconsiderata, incluso il dispiegamento di un’ingente forza militare statunitense nella regione, non lasciano dubbi sul fatto che si sia trattato di un atto di aggressione armata pianificato e non provocato contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite, in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale”, ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata sabato sul suo sito web, come riporta Interfax.
Il ministero poi condanna il fatto che “gli attacchi vengano nuovamente perpetrati sotto le mentite spoglie di un rinnovato processo negoziale, presumibilmente concepito per garantire una normalizzazione a lungo termine della situazione intorno alla Repubblica Islamica, e nonostante i segnali trasmessi alla parte russa circa la mancanza di interesse degli israeliani per uno scontro militare con gli iraniani”.
“Il messaggio che diamo a tutti gli italiani” che vivono nell’area del Golfo “è di non uscire da casa e di non abbandonare gli alberghi, quando si tratta di turisti”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran e la risposta di Teheran. “Stiamo cercando di assisterli tutti, anche quelli che sono nei resort o sono in zone più lontane, perché ci sono molti turisti, stiamo cercando di inviare personale per poterli assistere”, ha aggiunto.
L’Iran ha riferito che gli attacchi aerei israeliani e statunitensi nel sud del Paese hanno ucciso cinque studentesse di una scuola femminile, le prime vittime confermate nell’operazione. L’agenzia di stampa statale Irna ha riferito che l’episodio si è verificato a Minab, nella provincia iraniana di Hormozgan. La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha una base in città.Né gli Stati Uniti né Israele hanno finora fornito dettagli sull’operazione.
Raffica di cancellazioni da parte delle compagnie aeree dopo l’attacco di Israele e Usa all’Iran. “A causa dell’attuale situazione in Medioriente”, le compagnie aeree del gruppo Lufthansa sospenderanno i voli per Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran fino al 7 marzo, comunica la compagnia sul suo sito, spiegando che non saranno utilizzati fino al 7 marzo gli spazi aerei di Israele, Libano, Giordania, Iraq e Iran.
Inoltre, le compagnie aeree del gruppo Lufthansa sospenderanno i voli da e per Dubai e Abu Dhabi fino al primo marzo. Il gruppo spiega che i passeggeri interessati possono prenotare un nuovo volo per una data successiva senza costi aggiuntivi o, in alternativa, ricevere un rimborso completo del prezzo del biglietto. Transavia, Qatar Airways e Pegasus hanno cancellato tutti i voli per il Libano. Emirates afferma che diversi suoi voli sono stati interessati dalla chiusura dello spazio aereo negli Emirati Arabi Uniti.
Il palazzo della guida suprema iraniana l’ayatollah Ali Khamenei è stato completamente distrutto. Lo riporta Canale 12, citando fonti israeliane anonime, secondo cui non è chiaro se Khamenei fosse presente. Al momento non si sa dove si trovi Khamenei che non è apparso in pubblico nei giorni scorsi e non è stato visto subito dopo l’attacco. Si ritiene che durante la guerra dei 12 giorni di giugno sia stato portato in un luogo sicuro, lontano dal suo complesso di Teheran. Tutti i principali leader iraniani sono stati presi di mira negli attacchi di oggi.
“Ci preoccupa moltissimo, ci angoscia la drammatica escalation in Medioriente dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran. Trump diceva che avrebbe portato la pace e messo fine ai conflitti invece qui si apre una escalation, al di fuori del diritto internazionale, e delle sedi multilaterali, che può avere risvolti imprevedibili anche sulla fragile tregua a Gaza, che tutti abbiamo colto con favore chiedendo a tutte le parti di rispettarla”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo a Milano ad un evento del partito dedicato alla salute.
L’esercito iraniano ha dichiarato che impartirà una “lezione storica” a Israele e agli Stati Uniti dopo gli attacchi alle città iraniane. “Come abbiamo già affermato, qualsiasi base nella regione che assista Israele sarà un obiettivo della sacra Repubblica Islamica e delle nostre forze armate, e non mostreremo alcuna esitazione”, ha dichiarato il portavoce delle Forze Armate, il Generale di Brigata Abolfazl Shekarchi, secondo quanto riportato dai media affiliati allo Stato iraniano.
I Guardiani della Rivoluzione iraniano hanno riferito di avere lanciato la prima fase dell’operazione di rappresaglia, denominata ‘Truthful promise 4’ (promessa sincera 4, ndr), e di avere colpito il comando della Quinta Flotta statunitense in Bahrein, nonché basi statunitensi in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, e obiettivi militari in Israele. Non ci sono state segnalazioni di danni in queste aree, a parte un morto negli Emirati Arabi Uniti. I pasdaran hanno anche riferito che gli attacchi con missili e droni continuano e che ulteriori informazioni saranno diffuse in seguito.
“Gli sviluppi in Iran sono estremamente preoccupanti. Restiamo in stretto contatto con i nostri partner nella regione”. Lo scrivono in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
“Riaffermiamo il nostro fermo impegno a salvaguardare la sicurezza e la stabilità regionale. Garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non proliferazione è di fondamentale importanza. L’Unione europea ha adottato ampie sanzioni in risposta alle azioni del regime omicida iraniano e delle Guardie Rivoluzionarie e ha costantemente promosso sforzi diplomatici volti ad affrontare i programmi nucleari e balistici attraverso una soluzione negoziata”, proseguono.
“In stretto coordinamento con gli Stati membri dell’Ue, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini dell’Ue nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno. Invitiamo tutte le parti a esercitare la massima moderazione, a proteggere i civili e a rispettare pienamente il diritto internazionale”, concludono von der Leyene e Costa.
Sono stati innalzati i livelli di sicurezza a Roma per il Ghetto ebraico, gli obiettivi sensibili e le ambasciate, dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran. È stata implementata anche l’attività informativa da parte della Digos.
“A quanto mi risulta siamo stati avvertiti ad attacco cominciato”. Così il vicepremier Matteo Salvini sull’attacco all’Iran. “Abbiamo appena fatto una call come governo, è chiaro che la via diplomatica è sempre la preferibile”, aggiunge parlando in occasione della visita a un gazebo della Lega a Milano, “se c’è da parte degli Stati Uniti la certezza che il regime islamista iraniano si stia avvicinando alla bomba atomica, hanno ritenuto di intervenire. Noi seguiamo la vicenda e ci occupiamo e preoccupiamo di tutelare i civili, a partire dagli italiani che sono in Iran”.
Alla Farnesina è in corso una riunione del ministro degli Esteri Antonio Tajani con i funzionari del ministero, gli ambasciatori a Teheran e nelle sedi del Medioriente. Il primo obiettivo della riunione è una verifica della situazione degli italiani nella regione. In queste settimane e da ultimo ieri l’Unitá di crisi ha tenuto riunioni periodiche con l’ambasciata d’Italia a Teheran e le altre sedi per un costante aggiornamento della situazione. Al momento, non si registrano criticità per i nostri connazionali, cui viene raccomandata la massima prudenza.
La presidente del Consiglio “si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”. È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi sulla situazione in Iran.
Alla luce degli ultimi sviluppi in Medio Oriente, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto questa mattina una conferenza telefonica, cui hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, i Sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence. È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi che prosegue: “Nel corso della conversazione è stata analizzata la situazione nel suo complesso, a partire dalla sicurezza dei cittadini italiani presenti in Medio Oriente. Il Governo invita tutti i connazionali alla massima prudenza e a seguire con attenzione le indicazioni fornite dalle Ambasciate d’Italia nella regione e dalla Farnesina”.
“Siamo molto vicini alla vittoria finale. Spero di essere con voi il prima possibile, così che insieme possiamo riconquistare l’Iran e ricostruirlo”. Lo afferma su X il figlio dello Scià dell’Iran deposto, Reza Pahlavi.
“L’assistenza che il presidente degli Stati Uniti aveva promesso al coraggioso popolo iraniano è ora arrivata. Si tratta di un intervento umanitario e il suo obiettivo è la Repubblica Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte, non il Paese e la grande nazione iraniana. Tuttavia, nonostante l’arrivo di questi aiuti, la vittoria finale sarà comunque nostra. Siamo noi, il popolo iraniano, che porteremo a termine questo compito in questa battaglia finale. Il momento di tornare in piazza si avvicina”, aggiunge.
“Ora che la Repubblica Islamica sta crollando – sottolinea -, il mio messaggio all’esercito, alle forze dell’ordine e alle forze di sicurezza del Paese è chiaro: Avete giurato di proteggere l’Iran e la nazione iraniana, non la Repubblica Islamica e i suoi leader. Il vostro dovere è difendere il popolo, non difendere un regime che ha preso in ostaggio la nostra patria attraverso la repressione e la criminalità. Unitevi alla nazione e contribuite a garantire una transizione stabile e sicura. Altrimenti, affonderete insieme alla nave di Khamenei e al suo regime in rovina”.
Un alto funzionario israeliano ha affermato che la decisione di attaccare l’Iran è stata presa durante l’ultima visita di Benjamin Netanyahu a Washington. Lo afferma Channel 12. “Agli iraniani è stata data un’ultima possibilità e hanno rovinato anche quella, come avevamo previsto”.
“Israele e Stati Uniti hanno avviato un’operazione per rimuovere la minaccia esistenziale rappresentata dal regime terroristico in Iran. Il regime terroristico omicida non deve essere dotato di armi nucleari che gli consentirebbero di minacciare l’intera umanità”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un discorso effettuato dopo l’attacco all’Iran.
“La nostra azione congiunta creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda in mano il proprio destino. È giunto il momento per tutte le componenti del popolo iraniano – persiani, curdi, azeri, baluci e ahwazi – di liberarsi dal giogo della tirannia e di costruire un Iran libero e amante della pace”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo l’attacco israeliano sull’Iran.
I miliziani Houthi dello Yemen sostenuti dall’Iran riprenderanno gli attacchi contro le navi nel corridoio del Mar Rosso. Lo riferiscono all’Associated Press due funzionari degli Houthi.
“Al momento non c’è stato nessun ferito tra gli italiani, avevamo già ridotto da alcune settimane al minimo la presenza diplomatica”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani a SkyTg24. “Siamo pronti all’evacuazione degli italiani”, aggiunge, “già da qualche giorno avevamo detto agli italiani di abbandonare il paese”, “sono rimasti soltanto gli italiani che vivono là, che sono sposati o sposate con dei cittadini iraniani”.
Le sirene di allarme risuonano a Tel Aviv e in tutto il centro di Israele. L’esercito israeliano afferma che i sistemi di difesa aerea stanno lavorando per intercettare i missili. Lo riportano i media ebraici.
A seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato una riunione telefonica con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, e il ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Lo fanno sapere fonti di Palazzo Chigi.
Le sirene di allarme risuonano nel nord di Israele. Lo riportano i media dello Stato ebraico spiegando che agli abitanti viene intimato di recarsi in stanze sicure. “In questo momento, l’aeronautica militare israeliana sta operando per intercettare e colpire le minacce laddove necessario per rimuoverle”, ha affermato l’esercito.
L’Iran “si sta preparando alla vendetta e a una risposta schiacciante al regime sionista”. Lo ha affermato l’agenzia di stampa Tasnim, legata ai pasdaran.
“Faremo in modo che i terroristi della regione non possano più destabilizzare la regione o il mondo e faremo in modo che l’Iran non ottenga un’arma nucleare”. Lo ha affermato iol presidente americano, Donald Trump, nel video in cui ha confermato l’attacco contro l’Iran.
“Al grande e orgoglioso popolo iraniano, dico che l’ora della vostra libertà è vicina. Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo. Questa sarà probabilmente la vostra unica possibilità per generazioni”. Lo ha affermato Donald Trump in un passaggio del discorso in merito all’attacco all’Iran. L’America vi sostiene con una forza schiacciante. È il momento di agire. Non lasciatevelo sfuggire”, ha concluso.
Nel video pubblicato su Truth dove ha annunciato la partecipazione americana all’attacco sull’Iran il presidente Donald Trump ha detto ai pasdaran che se deporanno le armi saranno trattati “equamente” con “totale immunità”. In caso contrario “andrete incontro a morte certa”.
“Abbiamo cercato ripetutamente di raggiungere un accordo. Ci abbiamo provato”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, in un passaggio del video in cui ha confermato che gli Usa hanno preso parte all’attacco americano nei confronti dell’Iran.
Israele ha chiamato la sua operazione contro l’Iran ‘Ruggito del leone’. Il nome è stato deciso dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Il nome dell’ultima operazione delle Idf contro l’Iran, nel giugno 2025, era “Rising Lion”.
“Il nostro obiettivo è difendere il popolo americano eliminando le minacce imminenti del regime iraniano, un gruppo feroce di persone molto dure e terribili”. Lo ha affermato tramite il social media Truth il presidente americano Donald Trump confermando la partecipazione degli Usa all’attacco nei confronti dell’Iran. “Le sue attività minacciose mettono direttamente in pericolo gli Stati Uniti, le nostre truppe, le nostre basi all’estero e i nostri alleati in tutto il mondo”, ha aggiunto.
La “fase iniziale” dell’attacco congiunto di Israele e Usa all’Iran dovrebbe durare quattro giorni. Lo ha affermato una fonte di sicurezza israeliana a Channel 12.
Una fonte anonima della sicurezza israeliana ha dichiarato a Channel 12 che l’operazione nei confronti dell’Iran era stata pianificata congiuntamente per mesi.
In seguito all’attacco lanciato contro l’Iran il Comando del Fronte Interno israeliano ha ordinato alla popolazione di svolgere solo attività essenziali in tutto il Paese. Lo riportano i media dello Stato ebraico. Le restrizioni appena annunciate vietano gli assembramenti pubblici, i recarsi al lavoro e la scuola. Viene fatta un’eccezione per quelli che Israele chiama “settori eccezionali”.
“Sto seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale, nell’intera area del Medio Oriente. Sono in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il Comandante del COVI, che mi aggiornano continuamente sugli sviluppi in corso. La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali. Desidero rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto. Continueremo a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei nostri connazionali e a sostegno della stabilità dell’area”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto.
Gli Stati Uniti stanno partecipando agli attacchi israeliani contro l’Iran, secondo un funzionario statunitense e una persona informata sull’operazione, che hanno parlato in condizione di anonimato per descrivere operazioni militari sensibili.
I media iraniani riferiscono di colonne di fumo dall’area di Teheran dove solitamente risiede l’Atayollah Ali Khamenei.
Il Mossad, il servizio segreto israeliano, ha scritto un messaggio in lingua persiana sul suo canale Telegram dove invita la popolazione a “riportare l’Iran ai suoi giorni gloriosi”. “Fratelli e sorelle iraniani, non siete soli. Abbiamo lanciato un canale Telegram altamente sicuro e dedicato appositamente per voi. Insieme, restituiremo all’Iran i suoi giorni gloriosi”, si legge nella dichiarazione. Il Mossad ha invitato gli iraniani a “condividere foto e video della vostra giusta lotta contro il regime”.
L’attacco in corso verso l’Iran sarebbe una operazione congiunta tra Stati Uniti e Israele. Lo afferma il canale israeliano Channel 12 citando una fonte della sicurezza israeliana. Secondo quanto riportato da fonti non confermate all’emittente, uno degli obiettivi sarebbe una struttura presidenziale iraniana.
Israele ha chiuso il suo spazio aereo ai voli civili in seguito all’attacco preventivo lanciato nei confronti dell’Iran. “Si prega il pubblico di non recarsi negli aeroporti fino a nuovo avviso”, ha affermato il ministero dei Trasporti in una nota. “I passeggeri attualmente all’estero sono pregati di tenersi aggiornati tramite i media e le loro compagnie aeree sugli orari dei voli una volta riaperto lo spazio aereo”.
“Iran. Seguo gli sviluppi della situazione in costante contatto con le Ambasciate d’Italia a Teheran ed a Tel Aviv. Priorità: la sicurezza dei nostri connazionali. Alla Farnesina al lavoro l’Unità di crisi”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani sui social.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato di aver dichiarato lo stato di emergenza in tutto Israele dopo l’attacco preventivo lanciato nei confronti dell’Iran.
Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran “per rimuovere le minacce allo Stato di Israele”. Lo ha reso noto il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
Almeno tre esplosioni, secondo quanto riporta la tv Aljazeera sono state registrate sulla capitale iraniana. La tv mostra le immagini di alte colonne di fumo su Teheran.

