Groenlandia, Macron ironizza su Trump: “Record di guerre”. Von der Leyen: “Dazi sono un errore” – La diretta

Groenlandia, Macron ironizza su Trump: “Record di guerre”. Von der Leyen: “Dazi sono un errore” – La diretta

Stati Uniti e Ue sempre più distanti. Il leader repubblicano non vuole rinunciare all’isola artica danese: “Fondamentale per la sicurezza nazionale”

Stati Uniti e Unione europea sempre più distanti in merito alla Groenlandia, isola artica che fa parte del Regno di Danimarca e su cui Donald Trump vuole mettere le mani. Il presidente Usa continua a criticare Ue e Nato: ha annunciato dazi del 10% nei confronti dei Paesi che hanno portato le proprie truppe in Groenlandia e ha minacciato tariffe del “200% su vini e champagne”. Ad alimentare le tensioni è stata anche una sua lettera, inviata al primo ministro della Norvegia Jonas Gahr Støre, in cui mette in dubbio che la Danimarca abbia davvero il diritto di governare l’isola. Inoltre ha affermato di non sentirsi “più in dovere di pensare esclusivamente alla pace” dato non gli è stato assegnato il Nobel per la Pace.

Groenlandia, tensione tra Usa e Ue – La diretta di oggi 20 gennaio
Inizio diretta: 20/01/26 07:00
Fine diretta: 20/01/26 23:00
Trump: "Non andrò a Parigi da Macron, lui non resterà ancora a lungo"

“Non andrò”. Lo ha detto Donald Trump riguardo all’invito ricevuto da Emmanuel Macron di recarsi a Parigi, dopo il vertice di Davos, per una riunione informale del G7 per discutere anche della Groenlandia. Macron “non resterà ancora molto” al potere, ha detto Trump, aggiungendo però che il presidente francese “è un mio amico”.

Trump: "Rottura con la Nato? Accadrà qualcosa di buono per tutti"

“Qualcosa accadrà e sarà molto buona per tutti”. Lo ha detto Donald Trump riguardo al confronto con l’Europa sulla Groenlandia e alla possibilità di una rottura della Nato. “Nessuno ha fatto per la Nato più di me”, ha ribadito Trump, “troveremo una soluzione e la Nato sarà molto felice e noi saremo molto felici”.

Trump: "Se Corte boccia dazi dovrò pensare ad altro"

Se la Corte Suprema boccerà i dazi, “dovrò usare qualcos’altro”. Lo ha detto Donald Trump riguardo ad altri eventuali strumenti di pressione contro i Paesi europei riguardo alla questione della Groenlandia.

Trump, fino a che punto mi spingerò? Lo scoprirete

“Lo scoprirete”. Così Donald Trump ha risposto a un giornalista che gli ha chiesto “fino a che punto si spingerà” per acquisire la Groenlandia.

Trump: "Potremmo perdere giudizio Corte Suprema sui dazi"

“Non so quello che farà la Corte Suprema” sui dazi, ma “se perdiamo, ed è possibile, dovremo fare del nostro meglio” per ripagare “centinaia di miliardi di dollari”. Lo ha detto Donald Trump, ammettendo che la sua amministrazione potrebbe perdere il caso attualmente all’attenzione della Corte Suprema sulla legalità dei dazi imposti ai partner commerciali degli Stati Uniti.

Lange (S&D): "Ci sono le condizioni per avviare l'iter per il 'bazooka'"

Lo strumento anti-coercizione (ACI), il cosiddetto ‘bazooka‘, “è stato creato, tra l’altro ero relatore nel 2018-19, a causa delle pressioni del presidente Trump, che aveva affermato che, se avessimo istituito una tassa digitale, avrebbe imposto dazi del 25% sulle auto europee. Quindi usando i dazi come strumento di pressione politica. All’epoca ci eravamo resi conto di non avere alcuna possibilità di reagire. Non esisteva una legislazione che coprisse questo aspetto, quindi abbiamo creato l’ACI proprio nel caso in cui vi fosse un abuso dello strumento economico della politica commerciale e di investimento come strumento di pressione politica o come strumento coercitivo. E ora abbiamo questa situazione“. Lo dichiara il presidente della commissione per il Commercio internazionale (INTA) del Parlamento europeo, Bernd Lange (S&D), intervistato da LaPresse assieme a un gruppo ristretto di media. “È assolutamente chiaro che il 10% sulle merci e il 25% a giugno, a causa della nostra politica sulla Groenlandia, è assolutamente l’elemento coperto dalla legislazione. Quindi ora abbiamo una procedura. Dovremmo avviare l’indagine, il processo: c’è un momento per analizzare attentamente i fatti, poi c’è un momento per il dialogo, e poi le misure dovrebbero essere decise. Quindi non è con l’avvio della procedura che le misure sono immediatamente sul tavolo. Ci vogliono dai quattro ai sei mesi, e poi possiamo decidere misure specifiche”, precisa Lange, “naturalmente valuteremo con molta attenzione. Abbiamo diverse possibilità. Abbiamo i dazi. C’è la possibilità di escludere le aziende statunitensi dagli appalti pubblici, con danni alle Big Tech. Possiamo non consentire l’uso di brevetti nell’Unione europea. Si possono imporre restrizioni all’esportazione, ad esempio di rottami per l’industria siderurgica negli Stati Uniti o altro. Quindi c’è un enorme paniere di misure diverse, non le tasse“.

Trump: "Nessuno ha fatto più di me per la Nato"

Nessuna singola persona, né alcun Presidente, ha fatto di più per la Nato del Presidente Donald J. Trump. Se non fossi intervenuto io, ora la Nato non esisterebbe più!!! Sarebbe finita nel dimenticatoio della storia. Triste, ma VERO!!!”. Lo scrive su Truth il presidente americano Donald Trump.

Lagarde: "Minaccia di dazi aumenta l'incertezza ed è un danno per tutti"

La presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, ha dichiarato che i dazi minacciati dagli Stati Uniti sulla Groenlandia provocheranno incertezza sia per le imprese europee che per quelle americane. “L’incertezza è tornata e penso che sia davvero molto scomoda sia per le aziende americane, sia per le piccole e medie imprese americane, sia per quelle europee, perché le persone non sanno esattamente come venderanno, come compreranno, chi sopporterà il peso dei dazi”, ha affermato Lagarde in un’intervista alla Cnn a Davos. La presidente della Bce ha anche avvertito che “questo è un campanello d’allarme” affinché l’Unione Europea prenda coscienza della necessità di essere “più indipendente” e di “fare affidamento sul commercio interno che intratteniamo tra di noi” per essere preparata nel caso in cui le relazioni “normali” tra Stati Uniti ed Europa “non vengano ripristinate”.

Frederiksen: "Il peggio potrebbe essere davanti a noi"

La prima ministra della Danimarca Mette Frederiksen ha avvertito a Copenaghen che “il peggio potrebbe ancora essere davanti a noi”. “Ora siamo minacciati dal nostro alleato più stretto”, ha detto ai deputati danesi. Il governo danese è stato invitato al Forum economico mondiale di Davos, ma ieri un portavoce del forum ha reso noto che nessun rappresentante ha intenzione di partecipare.

Macron: "Si scivola verso un mondo senza legge, riemergono ambizioni imperiali"

“Stiamo scivolando verso un mondo senza legge, dove il diritto internazionale viene calpestato”, e “riemergono ambizioni imperiali”. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, nel suo intervento al forum di Davos, in Svizzera, rivendicando invece la necessità del multilateralismo. 

Macron: "Ue non esiti a usare meccanismo anti-coercizione"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, intervenendo al forum di Davos ha respinto le aggressive pressioni commerciali degli Stati Uniti e quello che ha definito “l’infinito accumulo di nuovi dazi”, affermando che l’Unione europea “non dovrebbe esitare” a ricorrere al meccanismo anti-coercizione di fronte alle minacce di dazi Usa in relazione alla Groenlandia. “Il meccanismo anti-coercizione è uno strumento potente e non dovremmo esitare a utilizzarlo nell’attuale difficile contesto”, ha affermato Macron.

Macron: "Europa deve difendere multilateralismo, serve ai nostri interessi"

“L’Europa deve difendere il multilateralismo, che serve i nostri interessi e quelli di tutti coloro che rifiutano di sottomettersi alla forza bruta”. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, nel suo intervento al forum di Davos, in Svizzera. Servono “più sovranità, più autonomia per gli europei e, dall’altra parte, un multilateralismo efficace per ottenere risultati attraverso la cooperazione”, ha aggiunto Macron. 

Macron: "Con dazi Usa vogliono indebolire Ue"

Le politiche di dazi degli Stati Uniti “mirano apertamente a indebolire e subordinare” l’Europa. È l’accusa del presidente francese, Emmanuel Macron, nel suo discorso al forum di Davos, in Svizzera. 

Macron ironizza su Trump: "Record di guerre anche se alcune sono già state risolte"

Il presidente francese Emmanuel Macron – con indosso degli occhiali alla Top Gun – ha ironizzato su Donald Trump all’inizio nel suo intervento al forum di Davos, in Svizzera. L’inquilino dell’Eliseo ha messo in guardia su instabilità e squilibri e ha sottolineato che “nel 2024 ci sono state più di 60 guerre, un record assoluto”. “Anche se capisco che alcune sono già state risolte”, ha aggiunto sembrando alludere alle ripetute volte in cui il presidente Usa si è ventato di avere risolto tante guerre. Le parole di Macron sono state accolte da una risata da parte del pubblico. 

Kallas: "La Groenlandia è del suo popolo, la sua sovranità non è in vendita"

“La Groenlandia è strategicamente importante. Non è questo il segreto. Nelle vicinanze si trovano importanti rotte sottomarine e sotto di essa si trovano materie prime critiche cruciali per l’economia globale. Ma sia chiaro: la Groenlandia appartiene al suo popolo. Nessuna minaccia o tariffa potrà cambiare questo. La sua sovranità non è in vendita”. Lo afferma l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, nel suo intervento al dibattito sulla Groenlandia in plenaria.

“L’Unione Europea è senza dubbio al fianco della Groenlandia e del Regno di Danimarca nella difesa della loro integrità territoriale e sovranità; le dichiarazioni di sabato del Presidente Trump creano una situazione che non abbiamo mai sperimentato prima. La nostra risposta deve essere quella di mantenere la calma, mantenere la posizione e agire in unità”, rimarca.

“L’UE è un partner stretto e affidabile per la Groenlandia. La nostra cooperazione sta producendo risultati concreti, soprattutto in termini di istruzione, competenze e sviluppo sostenibile. La Commissione Europea ha anche proposto di raddoppiare il nostro sostegno finanziario alla Groenlandia nel prossimo bilancio pluriennale dell’UE”.

“I leader della Groenlandia e della Danimarca sono stati assolutamente chiari: il futuro della Groenlandia spetta solo al suo popolo, che deve decidere solo gli Stati Uniti. Danimarca e Groenlandia hanno avviato colloqui diretti, questo è ciò che dicono da alleati responsabili. Ma il tono di questi colloqui è importante e le minacce fatte al di fuori di essi, voglio essere molto chiaro, non saranno minacce dirette a spingere la Danimarca a cedere la Groenlandia”, sottolinea.

Dombrovskis: "La priorità è il dialogo ma ogni opzione è sul tavolo"

“Ovviamente siamo pienamente solidali con Danimarca e Groenlandia e consideriamo inaccettabile qualsiasi messa in discussione della sovranità e dell’integrità territoriale dei nostri Stati membri per quanto riguarda le possibili risposte alle minacce tariffarie da parte dell’amministrazione Trump. Stiamo tenendo tutte le opzioni sul tavolo. Non ne elimineremo nessuna. E oltre a quelle menzionate”, lo Strumento anti-coercizione e le imposte digitali, “c’è anche la possibilità di ricorrere a controdazi, e c’è già stato un ampio lavoro preparatorio da tempo, quindi siamo in grado di implementare queste misure abbastanza rapidamente”. Lo afferma il commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin.

“Ovviamente, la nostra priorità è cercare un dialogo costruttivo con noi su questo e raggiungere una soluzione amichevole, ma dobbiamo essere pronti ad agire se ciò non dovesse avvenire, e infatti, più avanti questa settimana, giovedì, i leader discuteranno tutte queste opzioni e la migliore via da seguire”, precisa. 

Von der Leyen: "Nuovi dazi verso gli alleati sono un errore, c'era un accordo"

“Quando si tratta della sicurezza della regione artica, l’Europa è pienamente impegnata. E condividiamo gli obiettivi degli Stati Uniti in questo senso. Ad esempio, la Finlandia, uno dei più recenti membri della NATO, sta vendendo i suoi primi rompighiaccio agli Stati Uniti. Questo dimostra che abbiamo le capacità necessarie proprio qui, tra i ghiacci. Che i nostri membri settentrionali della NATO dispongono già di forze pronte per l’Artico. E soprattutto che la sicurezza artica può essere raggiunta solo insieme. Ecco perché i dazi aggiuntivi proposti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Forum economico mondiale di Davos.

“L’UE e gli Stati Uniti hanno concordato un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica come negli affari, un accordo è un accordo. E quando gli amici si stringono la mano, deve pur significare qualcosa”, rimarca. 

Von der Leyen: "Pericolosa spirale, risposta sarà unita"

“Consideriamo il popolo degli Stati Uniti non solo nostri alleati, ma nostri amici. E farci precipitare in una pericolosa spirale discendente non farebbe altro che favorire proprio quegli avversari che entrambi siamo così determinati a tenere fuori dal nostro panorama strategico. Pertanto, la nostra risposta sarà risoluta, unita e proporzionata”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Forum economico mondiale di Davos. 

Von der Leyen: "A un passo da mega accordo con India, messaggio anti-dazi"

“Questa nuova Europa sta già emergendo. Sabato ero ad Asunción per firmare l’accordo commerciale Ue-Mercosur. È stata una svolta dopo 25 anni di negoziati. E con esso, l’Ue e l’America Latina hanno creato la più grande zona di libero scambio al mondo. Un mercato che vale oltre il 20% del PIL globale. 31 paesi con oltre 700 milioni di consumatori. In linea con l’accordo di Parigi. Questo accordo invia un messaggio forte al mondo: che stiamo scegliendo il commercio equo rispetto ai dazi. La partnership rispetto all’isolamento”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Forum economico mondiale di Davos.

“Non ci fermeremo all’America Latina. L’anno scorso abbiamo raggiunto nuovi accordi con Messico, Indonesia e Svizzera. Stiamo lavorando a un accordo con l’Australia. Stiamo anche procedendo con Filippine, Thailandia, Malesia, Emirati Arabi Uniti e altro ancora. E subito dopo Davos, andrò in India. C’è ancora del lavoro da fare. Ma siamo alla vigilia di un accordo commerciale storico. Alcuni lo chiamano la madre di tutti gli accordi”, sottolinea.

“Un accordo che creerebbe un mercato di 2 miliardi di persone, pari a quasi un quarto del PIL globale. E, soprattutto, ciò garantirebbe all’Europa il vantaggio di essere la prima a entrare in una delle economie più dinamiche e in più rapida crescita al mondo. Stiamo anche procedendo con Filippine, Thailandia, Malesia, Emirati Arabi Uniti. L’Europa vuole fare affari con i centri di crescita di oggi e con le potenze economiche di questo secolo. Dall’America Latina all’Indo-Pacifico e ben oltre, l’Europa sceglierà sempre il mondo. E il mondo è pronto a scegliere l’Europa”, rimarca.

Von der Leyen di nuovo a Davos domani, si punta all'incontro con Trump

Domani la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo un passaggio a Strasburgo, tornerà a Davos. Lo riferisce a LaPresse la sua portavoce Paula Pinho. A breve la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, terrà il suo discorso al Forum economico mondiale di Davos, poi si recherà a Strasburgo per presiedere il Collegio dei commissari e intervenire domani alle 9 al dibattito alla plenaria del Parlamento europeo sulle conclusioni del Consiglio europeo del 18 dicembre. Dopo il discorso in plenaria, la leader Ue tornerà dunque nella località svizzera.

La Commissione non ha escluso che si possa arrivare a un incontro con il presidente Usa Donald Trump, presente a Davos domani e giovedì. Giovedi pomeriggio il presidente francese, Emmanuel Macron, ha anche proposto al leader Usa l’idea di convocare a Parigi un vertice G7, prima del Consiglio europeo straordinario coi leader Ue, che si aprirà alle 19 dello stesso giorno a Bruxelles. Visti i toni delle dichiarazioni di Trump verso Macron delle ultime ore, sembra difficile che il presidente Usa possa accettare l’invito.

Tensioni sui dazi: la Borsa di Milano allarga le perdite, Ftse Mib -1,39%

Piazza Affari allarga le perdite e cede l’1,39% a 44.569 punti, con le tensioni sui dazi fra Usa e Ue legati alla questione della Groenlandia dopo le minacce di Trump. Fra i titoli in rialzo Amplifon (+2,07%), Campari (+0,73%), Mps viaggia piatta a +0,09%. Fra i cali Prysmian (-3,58%). Fincantieri cede il 2,95%. Leonardo cede il 2,17%. Intesa Sanpaolo è in calo del 2,05%. 

Dazi, Lavrov: "Problemi fra Usa ed Europa non si risolveranno a breve"

I problemi fra Stati Uniti e Unione europea in materia di dazi doganali non saranno risolti a breve. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in una conferenza stampa per riassumere le attività diplomatiche russe nel 2025. Lo riportano le agenzie di stampa russe. 

Lavrov: "Inimmaginabile che avrebbe messo in discussione l'unità della Nato"

In precedenza era difficile immaginare che le discussioni sulla Groenlandia avrebbero portato a mettere in discussione l’unità della Nato. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Ria Novosti. “All’interno della stessa società occidentale si stanno sviluppando tendenze di crisi. La Groenlandia è un chiaro esempio, sulla bocca di tutti, attorno al quale si stanno sviluppando discussioni che prima sarebbero state difficili da immaginare”, ha affermato Lavrov in una conferenza stampa che riassume le attività diplomatiche russe nel 2025. 

Bessent: "Relazioni Usa-Europa restano forti, mai così strette"
Scott Bessent, segretario al Tesoro Usa, che ha detto che in caso di mancato accordo sui dazi le tariffe torneranno intorno al 20% a partire dal primo agosto

Le relazioni fra Stati Uniti ed Europa “non sono mai state così strette”. Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, nonostante la crisi legata alla Groenlandia. Parlando a margine del forum di Davos, Bessent ha detto che le relazioni fra Usa ed Europa restano forti e ha esortato i partner commerciali a “fare un respiro profondo” e lasciare che le tensioni causate dalle nuove minacce tariffarie dell’amministrazione Trump sulla Groenlandia “si esauriscano”. “Penso che le nostre relazioni non siano mai state così strette”, ha affermato a margine del World Economic Forum.

Sabato Trump ha annunciato l’introduzione, a partire da febbraio, di una tassa del 10% sulle importazioni di merci provenienti da otto Paesi europei che si sono schierati con la Danimarca in seguito alle sue crescenti richieste affinché gli Stati Uniti assumano il controllo del territorio semi-autonomo della Groenlandia. Trump continua a insistere dicendo che gli Stati Uniti hanno bisogno del territorio per motivi di sicurezza contro possibili minacce da parte di Cina e Russia.

Le minacce del leader Usa hanno scatenato indignazione e una frenetica attività diplomatica in tutta Europa, mentre i leader valutano possibili contromisure, tra cui dazi di ritorsione e il primo utilizzo in assoluto dello strumento anti-coercizione dell’Unione Europea. L’Ue dispone di tre importanti strumenti economici che potrebbe utilizzare per esercitare pressioni su Washington: nuovi dazi, sospensione dell’accordo commerciale fra Stati Uniti e Ue e un “bazooka commerciale”, termine non ufficiale che indica lo strumento anti-coercizione del blocco che potrebbe sanzionare individui o istituzioni che esercitano pressioni indebite sull’Ue. 

Eliseo: "Inaccettabili le minacce di Trump su vini e champagne"

L’entourage del presidente francese Emmanuel Macron ha fatto sapere a Bfmtv di avere “preso nota” della dichiarazione del presidente Usa Donald Trump, che ha minacciato di imporre dazi del 200% alla Francia per i suoi vini e champagne per farla aderire al Board di pace per Gaza, dichiarazione che ha definito “inaccettabile e inefficace”. Informato lunedì sera che Macron probabilmente non parteciperà al Board of peace, Trump riferendosi a Macron ha dichiarato: “Applicherò una tariffa del 200% sui suoi vini e champagne e lui parteciperà”. “Nessuno lo vuole perché presto non sarà più in carica”, ha aggiunto.

Trump pubblica messaggio da Macron: 'G7 con russi e cena a Parigi'

Il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth ha pubblicato lo screenshot di un messaggio che gli sarebbe stato inviato da Emmanuel Macron, in cui il presidente francese si propone per organizzare un incontro del G7 a Parigi per giovedì pomeriggio, al quale potrebbe anche invitare a margine ai russi, nonché i danesi, in cui ipotizza di discutere della Groenlandia.  

Trump: "Gli europei non opporranno molta resistenza"
Groenlandia

Sulla Groenlandia gli europei “non penso che opporranno molta resistenza. Dobbiamo averla”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti in Florida. “Non possono proteggerla”, ha proseguito Trump a proposito della Groenlandia, secondo quanto riporta la Cnn, aggiungendo che “i danesi sono persone meravigliose e so che i loro leader sono ottime persone, ma non ci vanno nemmeno”.

“E sapete, il fatto che una nave sia arrivata lì 500 anni fa e poi se ne sia andata non vi dà alcun diritto di proprietà. Quindi ne parleremo con le varie persone coinvolte”, ha aggiunto. Cnn ricorda che, secondo quanto riportato dal sito web del governo della Groenlandia, nel 1721 un missionario luterano arrivò in Groenlandia in barca, segnando l’inizio della colonizzazione dell’isola da parte della Danimarca.

“La Nato avverte la Danimarca ormai da 20 anni, avverte la Danimarca della minaccia russ” ma “non si tratta solo della Russia, ma anche della Cina”, ha detto ancora.”Vedremo cosa succederà”, ha aggiunto. Poi ha concluso: “Mettiamola così: sarà un Davos interessante, ha detto riferendosi al forum. 

Deputato indipendentista della Groenlandia: "Trump vuole sfasciare l'Alleanza"

“Questa è l’occasione per compiere un passo deciso verso l’emancipazione dal Regno di Danimarca. La Groenlandia deve diventare indipendente e a quel punto potrà negoziare più facilmente con gli Stati Uniti e anche con gli europei”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Kuno Fencker, deputato del principale partito indipendentista Naleraq, all’opposizione.

“Penso che Trump sia pronto a sacrificare l’Alleanza atlantica pur di perseguire il suo piano. Ritengo che il leader americano voglia provvedere da solo alla sicurezza degli Stati Uniti e averne il pieno controllo – afferma – Anche a costo di rompere con gli alleati storici. E penso lo voglia fare presto, forse già prima delle elezioni di midterm in novembre”.Fencker “non esclude” che per raggiungere l’obiettivo Trump potrebbe ricorrere anche alla forza: “Ecco perché sarebbe necessario andare direttamente a Washington a trattare con lui, offrendogli la possibilità di costruire le basi di cui ha bisogno, eliminando i vincoli che rimangono”.

Trump: "Ottima telefonata con Rutte, ci incontreremo a Davos"
Groenlandia

“Ho avuto un’ottima telefonata con Mark Rutte, il Segretario Generale della Nato, riguardo alla Groenlandia. Ho concordato un incontro tra le varie parti a Davos, in Svizzera”. Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump. “Come ho detto a tutti, molto chiaramente, la Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale – afferma – Non si può tornare indietro – su questo, tutti sono d’accordo. Gli Stati Uniti d’America sono di gran lunga il Paese più potente al mondo”. “Gran parte del motivo è la ricostruzione del nostro esercito durante il mio primo mandato, ricostruzione che continua a un ritmo ancora più accelerato – conclude – Siamo l’unica potenza che può garantire la pace in tutto il mondo – e lo si fa, semplicemente, attraverso la forza”. 

Trump: "Dazi del 200% su vini e champagne, nessuno vuole Macron"

Il presidente Usa Donald Trump ha minacciato dazi del “200% su vini e champagne”. Avvertito lunedì sera che era improbabile che il leader francese Emmanuel Macron rispondesse all’invito del tycoon ai leader mondiali invitati a far parte del Board of Peace per Gaza a firmare lo statuto del Comitato giovedì a Davos, Trump ha risposto: ” Nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto”.

Politologo Kupchan: "Annessione sarebbe distruttiva"

“È il momento in cui davvero tutti – gli europei, ma anche i membri democratici e repubblicani del Congresso – devono far sentire la loro voce: spiegando a Trump che se davvero cercherà di annettere la Groenlandia contro la volontà di chi la abita e contro la volontà degli alleati, compirà una mossa straordinariamente distruttiva”. Lo dice in una intervista a repubblica Charles Kupchan, politologo della Georgetown University di Washington, oggi pilastro del Council on Foreign Relations ed ex consigliere di Barack Obama per la politica estera, A spingere Trump “impulso e istinto, più che strategia”.

“Trump potrebbe ottenere ciò che vuole e placare le presunte preoccupazioni sulla sicurezza degli Stati Uniti con una telefonata – afferma – Basta l’accordo sulla sicurezza stretto con la Danimarca, per avere nuove basi militari, installare radar o sistemi di difesa missilistica. Ben sapendo pure che la Groenlandia è aperta agli affari e potrebbe iniziare a estrarre terre rare e spostare navi americane in zona artica, ora. Invece, è pronto a smantellare la Nato pur di possederla. Questo, credo, dipende dal suo essere un’immobiliarista. Pensa in termini di proprietà terriera, ha trascorso la vita ad acquistare proprietà e costruire palazzi, hotel e casinò”. 

Media: la Nato limita l'accesso ai dati dell'intelligence agli Usa

I funzionari della Nato hanno limitato l’accesso ai dati dell’intelligence agli Stati Uniti a causa delle minacce di Trump. Lo riporta il britannico The i Paper. Fonti da entrambe le sponde dell’Atlantico avvertono che le relazioni di sicurezza tra Stati Uniti e Regno Unito sono al punto più basso dagli anni ’50, mettendo a rischio la sicurezza europea.

Secondo quanto riferito, i funzionari della Nato non “comunicano più apertamente” con le loro controparti americane a causa del timore che le informazioni possano arrivare a Trump e in futuro essere utilizzate per tentare un’acquisizione militare del territorio. Una fonte dell’intelligence britannica ha dichiarato al giornale che la Gran Bretagna intende “raddoppiare” e rafforzare la sua partnership di difesa con i Paesi dell’UE, poiché le relazioni tra Londra e Washington sono al punto più basso dagli anni ’50, in seguito alle minacce di Trump contro la Danimarca.

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