Ucraina, Rutte: “Il peso degli aiuti a Kiev ricade su 6-7 Paesi”. Rubio: “Trump deluso dagli alleati”

Ucraina, Rutte: “Il peso degli aiuti a Kiev ricade su 6-7 Paesi”. Rubio: “Trump deluso dagli alleati”
Mark Rutte, Helsingborg, Svezia, 22 maggio 2026 (Johan Nilsson/TT News Agency via AP)

Il segretario generale della Nato: “Alleati accelerano verso l’obiettivo del 5% di spesa per la difesa”

Il segretario generale della Nato Mark Rutte chiede agli alleati maggiore equità nella distribuzione degli oneri in merito al sostegno all’Ucraina. “Quello che voglio ottenere è che il peso sia distribuito in modo più equo, che ci sia una maggiore condivisione degli oneri, perché al momento sono solo sei o sette gli Alleati a sobbarcarsi il lavoro più gravoso“, ha detto Rutte arrivando alla ministeriale Esteri in Svezia. “La buona notizia è che quello che fanno è sufficiente a garantire che l’Ucraina continui ad avere accesso a cruciali attrezzature statunitensi. Ma ovviamente, sarebbe più equo se all’interno della Nato, e in particolare nella componente europea, anche altri alleati si facessero avanti”, ha precisato.

Rutte: “Alleati accelerano verso l’obiettivo del 5% di spesa per la difesa”

“La buona notizia è che i fondi stanno davvero arrivando. Molti alleati si stanno impegnando sempre di più, accelerando il percorso verso l’obiettivo del 5% di spesa per la difesa sancito all’Aja. E questo significa letteralmente decine, centinaia di miliardi di dollari in più di spesa per la difesa nel corso degli anni”, ha aggiunto il numero uno della Nato. “Le risorse sono un’ottima cosa, ma dobbiamo anche spenderle. E questo significa investire negli uomini e nelle donne in uniforme, ma anche assicurarsi che abbiano ciò di cui hanno bisogno per scoraggiare e difendersi. Quindi, investire nella produzione dell’industria della difesa. È in corso un dibattito per garantire che la produzione sia incrementata nel settore della difesa”.

Rutte: “Bene l’annuncio di Trump sulle truppe Polonia”

Il leader dell’alleanza militare, inoltre, ha accolto con favore l’annuncio di Donald Trump di inviare 5mila soldati in Polonia. “I nostri comandanti militari stanno esaminando tutti i dettagli”, ha affermato ricordando che “la traiettoria che stiamo seguendo” è quella di “un’Europa e una Nato più forti, assicurandoci che nel tempo, passo dopo passo, saremo meno dipendenti da un unico alleato, come lo siamo stati per così tanto tempo, ovvero gli Stati Uniti, in modo che anche loro abbiano la possibilità di orientarsi maggiormente verso altre priorità che sono anche nel nostro interesse”. 

Rubio: “Riposizionamento delle truppe Usa non è punitivo e continuerà”

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha commentato le politiche di dispiegamento e ricollocamento delle truppe da parte dell’amministrazione Trump.

“Gli Stati Uniti continuano ad avere impegni globali da rispettare in termini di dispiegamento delle forze, e questo ci impone di riesaminare costantemente dove collochiamo le truppe. Non si tratta di una punizione, ma di un processo in corso, preesistente a tutte le recenti notizie, tensioni e così via. Quindi è un processo che continuerà e che credo si svolgerà in modo molto positivo e produttivo, in collaborazione con i nostri alleati”, ha detto in un punto stampa congiunto con Mark Rutte in Svezia ricordando l’annuncio del tycoon sulle truppe in Polonia.

“Come per ogni alleanza, deve essere vantaggiosa per tutti i soggetti coinvolti. Deve esserci una chiara comprensione delle aspettative. E quindi certamente cercheremo di gettare le basi in tal senso. Uno dei settori in cui credo che possiamo sicuramente cooperare è la base industriale della difesa”, ha aggiunto.

Rubio: “Trump deluso dagli alleati”

Il braccio destro del leader di Washington, tuttavia, ha ribadito la delusione di Trump nei confronti degli alleati della Nato. “Siamo qui per gettare le basi per quello che credo sarà probabilmente uno dei vertici dei leader più importanti nella storia della Nato”, quello di Ankara del 7 e 8 luglio”, ha dichiarato Rubio. “Le opinioni del presidente, la delusione nei confronti di alcuni dei nostri alleati della Nato e della loro reazione alle nostre operazioni in Medio Oriente sono ben documentate. Si tratta di questioni che dovranno essere affrontate. Non saranno risolte né affrontate oggi. È un argomento che dovranno discutere i leader”.

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