Il premier della Thailandia Anutin Charnvirakul ha ricevuto il permesso reale di sciogliere il Parlamento e indire elezioni generali all’inizio del prossimo anno. Le elezioni per la Camera dei Rappresentanti si terranno tra i 45 e i 60 giorni dopo il Decreto Reale, pubblicato oggi, 12 dicembre, un periodo durante il quale Anutin guiderà un governo ad interim con poteri limitati e non potrà approvare un nuovo bilancio. Anutin ha scritto sui social: “Vorrei restituire il potere al popolo“, annunciando la sua decisione.
Il primo ministro
Anutin è primo ministro da soli tre mesi, succedendo a Paetongtarn Shinawatra, che è rimasto in carica solo un anno prima di perdere il posto a causa di uno scandalo scoppiato in seguito a una precedente serie di tensioni al confine con la Cambogia. Anutin ha vinto il voto di settembre in Parlamento con il sostegno del principale partito di opposizione, il Partito Popolare, in cambio della promessa di sciogliere il Parlamento entro quattro mesi e di organizzare un referendum sulla stesura di una nuova costituzione da parte di un’assemblea costituente eletta.
Modifiche costituzionali al centro dei dissidi nel governo
Il partito, che si basa su programmi progressisti, da tempo chiede modifiche alla costituzione, imposta durante un governo militare, affermando di volerla rendere più democratica. La questione della modifica costituzionale sembra aver innescato lo scioglimento del governo, dopo che il Partito Popolare si era preparato a indire un voto di sfiducia. La minaccia è arrivata dopo che i parlamentari del partito Bhumjaithai di Anutin hanno votato a favore di un disegno di legge per modificare la costituzione che il partito di opposizione riteneva contrario allo spirito dell’accordo raggiunto a settembre. Il Partito Popolare detiene il maggior numero di seggi alla Camera dei Rappresentanti ed è considerato il principale sfidante del Bhumjaithai. Quando è circolata la notizia dello scioglimento imminente, i suoi leader hanno dichiarato di sperare che Anutin onorasse comunque l’accordo di indire un referendum costituzionale
Gli scontri al confine tra Thailandia e Cambogia
La decisione arriva in un momento politico difficile, poiché la Thailandia è impegnata in una guerra su larga scala con la Cambogia per le rivendicazioni di confine, da tempo contestate. Circa venti persone sono state uccise nei combattimenti di questa settimana, mentre centinaia di migliaia sono state sfollate da entrambe le parti. Charnvirakul ha confermato che è prevista per oggi una conversazione con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante la quale lo aggiornerà sull’ultima situazione lungo il confine con la Cambogia, dove dall’inizio della settimana sono ricominciati gli sconti. L’esercito thailandese stima che siano stati uccisi 165 soldati cambogiani, anche se Phnom Penh non ha annunciato alcun numero ufficiale. Trump ha promesso nuovamente di ristabilire la pace tra i due paesi dopo aver presenziato alla firma di un accordo di pace.

