Il libro realizzato per il 50esimo compleanno di Jeffrey Epstein nel 2003, conteneva anche un messaggio dell’ex presidente Bill Clinton, oltre che di Donald Trump. Lo scrive il Wall Street Journal, riferendo che tra gli altri il libro donato al finanziere tre anni prima della sua prima incriminazione includeva anche annotazioni del miliardario Leon Black e di altre figure di spicco.
Sia Clinton che Trump, riferisce il Journal, erano elencati nel volume nella categoria “amici“. Trump ha negato di aver scritto la lettera e ha fatto causa al quotidiano. “È rassicurante, non è vero? Essere durati così a lungo, in tutti questi anni di apprendimento e conoscenza, avventure e [parola illeggibile], e avere anche la curiosità infantile, la spinta a fare la differenza e il conforto degli amici”, si leggeva nella nota di Clinton.
Seconda giornata di interrogatorio per Ghislaine Maxwell
Intanto funzionari del dipartimento di Giustizia e gli avvocati di Ghislaine Maxwell hanno passato la giornata nella sede del tribunale federale di Tallahasse, in Florida. Ad interrogare l’ex fidanzata e complice di Jeffrey Epstein per il secondo giorno consecutivo è il vice procuratore generale degli Stati Uniti Todd Blanche, dopo le polemiche suscitate dalla decisione del dipartimento di Giustizia di chiudere le indagini sul finanziere pedofilo. Maxwell è stata condannata nel 2021 per aver facilitato gli abusi sessuali di Epstein su vittime minorenni ed è stata condannata a 20 anni di carcere.
Avvocato Maxwell: “Ha fatto i nomi di 100 persone”
Dopo il secondo interrogatorio, secondo quanto riporta il New York Post, il legale di Ghislaine Maxwell ha detto che la donna ha fatto i nomi di circa “100 diverse persone” legate a Epstein.
Trump: “Potrei graziare Maxwell ma non ci ho pensato”
“Ho il potere per farlo”, ma “non ci ho pensato”. Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva se avesse intenzione di graziare Ghislaine Maxwell, l’ex fidanzata e complice di Jeffrey Epstein che sta scontando una condanna a 20 anni. Nei giorni scorsi lo stesso Trump, rispondendo ai giornalisti nello studio ovale, aveva sottolineato di ritenere “appropriato” un nuovo interrogatorio nei confronti della donna coinvolta nel caso che continua a far discutere gli Stati Uniti.
Trump: “Non è il momento di parlare di perdoni”
Successivamente, Trump, al suo arrivo in Scozia dove trascorrerà il weekend, ha ribadito ai giornalisti che “non è il momento di parlare di perdoni” per Ghislaine Maxwell.
Trump: “Mai informato del mio nome nei file di Epstein”
Il leader della Casa Bianca ha anche smentito nuovamente la notizia secondo cui la ministra della Giustizia, Pam Bondi, in un incontro a maggio, lo avrebbe informato della presenza del suo nome nei file legati al finanziere. Ha ribadito di non essere mai stato “informato” e ha detto di “non sapere nulla” degli interrogatori di Maxwell. Poche settimane dopo il presunto incontro con Trump a maggio (rivelato dal Wall Street Journal), Bondi ha archiviato ogni ulteriore indagine su Epstein, suscitando la rivolta di una parte dell’elettorato ‘Maga’ di Trump.

