Cisgiordania, Israele demolisce casa di sospetto attentatore palestinese

Le forze di sicurezza israeliane hanno demolito la casa in Cisgiordania di un 49enne palestinese sospettato di aver compiuto un attentato mortale all’inizio dell’anno. L’esercito di Israele ha dichiarato che le sue forze sono entrate nel campo profughi di Askar, nella città di Nablus, e hanno raso al suolo con dell’esplosivo l’edificio dove risiedeva di Abdul Fattah Kharushah, presunto membro del movimento estremista islamico di Hamas.

L’uomo, ucciso durante un raid israeliano a marzo, sempre a Nablus, è sospettato di aver ucciso due fratelli israeliani nella città di Hawara il 26 febbraio scorso. La sparatoria in autostrada che provocò la morte dei due residenti nell’insediamento ebraico di Har Bracha, ha scatenato la reazione dei militari israeliani, autori di un sanguinoso raid a Nablus, ma anche la peggiore ondata di violenza dei coloni degli ultimi decenni. Kharushah è stato poi ucciso durante un raid militare israeliano nel campo profughi di Jenin, a marzo.