Quattro scuole in quattro giorni e un filo che le unisce: sono istituti frequentati o nei quali lavorano persone già entrate, a diverso titolo, nel perimetro degli accertamenti sul giallo di Pietracatella. Da domani, 13 ottobre, la Squadra Mobile di Campobasso e gli specialisti dello Sco avvieranno una serie di perquisizioni informatiche disposte dalla Procura di Larino nell’inchiesta sulla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita.
Quali sono le scuole nel mirino degli investigatori
Non si tratta di quattro istituti individuati casualmente. Martedì 13 ottobre si comincerà dall’Agrario di Riccia, dove lavora come tecnico di laboratorio il marito di Monia, amica di lunga data di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime. La donna, che lo scorso anno lavorava lì come docente, è stata ascoltata più volte dagli investigatori e ad agosto, in occasione della terza audizione, è stata sottoposta anche a un confronto all’americana negli uffici di via Tiberio.
Il giorno successivo, mercoledì 14 ottobre gli accertamenti si sposteranno al Liceo scientifico di Riccia, dove quest’anno insegna matematica la stessa Monia. Giovedì 15 toccherà invece al liceo classico Mario Pagano di Campobasso, frequentato da Sara e, fino allo scorso anno, anche dalla sorella Alice Di Vita, che dopo la maturità si è iscritta in un’università di Torino. Venerdì 16 ottobre, infine, gli investigatori entreranno nel Liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, dove insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni, anche lei ascoltata diverse volte nel corso dell’inchiesta. Laura ha ospitato Gianni e Alice per alcuni mesi dopo la tragedia ed è da sempre particolarmente vicina al cugino.
Al vaglio degli inquirenti le ricerche web effettuate sulla ricina
La nuova fase dell’indagine nasce dall’importanza assunta dalle tracce digitali. Nel corso degli accertamenti sono infatti emerse ricerche sul web relative alla ricina e ai veleni, comprese interrogazioni che mettono in relazione la sostanza con i segni che può lasciare in sede autoptica. Alcune di queste ricerche sarebbero state effettuate dopo la morte di Antonella e Sara e ancora prima che la ricina emergesse pubblicamente come causa dell’avvelenamento, una collocazione temporale che ha attirato l’attenzione degli investigatori. Nei computer delle quattro scuole si cercheranno quindi eventuali navigazioni sulla ricina, sui semi di ricino, sulla preparazione e sull’utilizzo della sostanza, ma anche dati cancellati, file, download ed eventuali accessi al dark web. Se verranno trovate tracce di interesse, l’obiettivo sarà soprattutto stabilire quando siano state effettuate e tentare di risalire a chi utilizzava il computer in quel momento.
Il fascicolo per il duplice omicidio resta formalmente a carico di ignoti. Le quattro perquisizioni segnano però un passaggio preciso dell’inchiesta: dopo mesi dedicati a testimonianze, rapporti personali e accertamenti scientifici, per quattro giorni consecutivi l’attenzione si concentrerà sui luoghi digitali collegati alle persone sulle quali gli investigatori stanno svolgendo approfondimenti mirati.
Fonti: “Scuole delle perquisizioni informatiche scelte non a caso”
Il cerchio dell’inchiesta si starebbe stringendo attorno ad alcune persone che ruotano attorno alla famiglia Di Vita e le perquisizioni informatiche disposte dal 13 al 16 ottobre sono funzionali ad accertare collegamenti tra sospetti e ricerche sul web sulla ricina. Nel corso delle ultime settimane sarebbero inoltre emersi ulteriori elementi ritenuti di interesse investigativo sul fronte dei rapporti personali, che starebbero dando maggiore consistenza alla cosiddetta pista passionale. Una linea sulla quale gli investigatori lavorano da mesi attraverso audizioni, verifiche sui rapporti tra le persone coinvolte e, adesso, anche attraverso l’analisi delle tracce informatiche.
In questo quadro viene verificata anche un’ipotesi particolarmente delicata: che il bersaglio originario dell’avvelenamento potesse essere lo stesso Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, sopravvissuto all’intossicazione. Si tratta di una possibilità investigativa ancora al vaglio e sulla quale non risultano conclusioni definitive. Proprio gli accertamenti informatici che inizieranno domani in quattro istituti scolastici della provincia di Campobasso potrebbero servire a cercare nuovi riscontri.

