Madre e figlia uccise dalla ricina a Pietracatella, la Procura dispone perquisizione all’Agrario di Riccia

Madre e figlia uccise dalla ricina a Pietracatella, la Procura dispone perquisizione all’Agrario di Riccia
Antonella Di Ielsi (Foto Facebook)

Secondo gli accertamenti, la pista dell’avvelenamento accidentale resta la meno probabile di tutte

La Procura di Larino ha disposto una perquisizione informatica all’Istituto Agrario di Riccia, in provincia di Campobasso, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita. Le operazioni saranno eseguite martedì 13 ottobre, a partire dalle ore 10, dalla Squadra Mobile di Campobasso e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

Gli investigatori dovranno verificare se dai computer presenti e utilizzati nell’istituto siano state effettuate ricerche online relative alla ricina, al veleno e a sostanze o procedimenti collegati alla tossina e, qualora emergessero tracce di interesse, tentare di ricostruire quando siano state effettuate e chi utilizzasse in quel momento i dispositivi. L’Agrario di Riccia è già entrato nel perimetro degli approfondimenti investigativi anche per i rapporti personali di alcune persone che vi lavorano con l’ambiente familiare delle vittime. All’epoca dei fatti nell’istituto lavorava come docente di matematica la donna di Pietracatella già sentita tre volte in Questura, una delle quali in un confronto diretto con lo stesso Gianni Di Vita. È ritenuta particolarmente vicina proprio all’ex sindaco del paese, marito di Antonella e padre di Sara. La donna è stata ascoltata più volte dagli investigatori nell’ambito degli approfondimenti sulle relazioni personali della famiglia. Nello stesso istituto lavora come tecnico di laboratorio anche il marito della docente, anch’egli residente a Pietracatella.

Gli accertamenti disposti dalla Procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che mercoledì ha ribadito come la pista dell’avvelenamento accidentale sia la meno probabile di tutte, sono finalizzati proprio a verificare se i dispositivi della scuola siano stati utilizzati per navigazioni di interesse investigativo e, eventualmente, da chi. Nel corso dell’inchiesta sono infatti emerse ricerche e interrogazioni su piattaforme web relative alle parole “veleno”, “ricina” e termini analoghi, effettuate da persone allo stato non identificate. La Squadra Mobile aveva inoltre già acquisito dati da dispositivi informatici presenti in istituti scolastici frequentati da persone che avevano avuto rapporti con le vittime. Il provvedimento che dispone l’accertamento all’Agrario è stato firmato dalla procuratrice della Repubblica di Larino Elvira Antonelli il 28 settembre. La decisione precede le indiscrezioni circolate nei primi giorni di ottobre sulla presunta individuazione negli Stati Uniti di un indirizzo Ip o di un computer dal quale sarebbero partite ricerche sulla ricina, indiscrezioni smentite poi dagli inquirenti. Il filone informatico e gli accertamenti sull’Agrario erano dunque già concretamente in corso prima che quelle notizie diventassero pubbliche. 

Madre e figlia uccise dalla ricina a Pietracatella, la Procura dispone perquisizione all’Agrario di Riccia
Pietracatella (Foto archivio LaPresse)

Controlli estesi a laboratori di chimica e serra dell’Agrario

Gli accertamenti informatici si estenderanno anche ai computer presenti nei laboratori della scuola, in modo particolare il laboratorio di chimica, e ai dispositivi collocati nel laboratorio adiacente alla serra. Particolare attenzione riguarda gli ambienti scientifici dell’istituto e l’area adiacente alla serra, in relazione alla natura vegetale della ricina, tossina tra le più letali presenti in natura che è contenuta nei semi della pianta del ricino, che cresce spontaneamente anche nell’area di Riccia e Pietracatella. Secondo diverse testimonianze e anche secondo la letteratura di romanzi gialli, la pianta del ricino viene utilizzata nei giardini e negli orti per tenere lontane le talpe. 

Possibile sequestro Pc in scuola agraria dopo i controlli

Dark web, sistemi di navigazione anonima, file cancellati e tentativo di individuare chi abbia utilizzato i computer. È particolarmente ampio l’accertamento informatico disposto dalla Procura di Larino. Tra le parole chiave indicate per gli accertamenti figurano “ricina”, “veleno”, “ricino”, “semi di ricino”, “olio di ricino”, “solfato di ammonio”, “solfato di sodio”, “esano”, “deep web” e “dark web”, oltre a varianti e termini tecnicamente correlati alla sostanza. Gli investigatori della Mobile diretta da Marco Graziano sperano di riuscire ad attribuire l’eventuale attività informatica a chi utilizzava concretamente il dispositivo. Gli accertamenti potranno dovranno incrociare account, profili browser, credenziali, sessioni di accesso, login e logout, registri di sistema e dati relativi alle connessioni, per ricostruire la sequenza temporale delle attività. 

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