Bimba morta a Bordighera, l’autopsia parla di morte per emorragia cerebrale

Bimba morta a Bordighera, l’autopsia parla di morte per emorragia cerebrale
La casa dove presumibilmente è morta la bimba di due anni a Perinaldo, vicino a Bordighera. (Foto: Valentina Carosini/LaPresse)

Sul corpo della piccola, evidenti segni di malnutrizione

Un colpo violento alla testa, poi 48 ore di agonia in cui un tempestivo soccorso medico avrebbe potuto evitarne la morte. Sono i dettagli che emergono dall’autopsia eseguita sul corpo della piccola Beatrice, la bambina di tre anni trovata senza vita lo scorso febbraio a Bordighera, in provincia di Imperia. I risultati completi della perizia medica non sono ancora stati depositati, ma emergono elementi attorno alle indagini in corso per fare luce sull’accaduto e su quello che ha portato alla morte della piccola.

A provocare il decesso della bambina sarebbe stata un’emorragia cerebrale acuta, lesione causata da un forte trauma cranico ricevuto fino a due giorni prima della morte, quando la piccola si trovava nell’abitazione di Perinaldo, nella disponibilità del compagno della madre, Emanuel Iannuzzi, e dove la piccola avrebbe iniziato a manifestare i primi sintomi del malessere fatale, come testimoniato anche dalle due sorelline in audizione protetta. Beatrice sarebbe rimasta in vita per 48 ore dopo il trauma, progressivamente debilitata ma non assistita né tantomeno accompagnata in una struttura ospedaliera, dove i medici avrebbero potuto intervenire salvandola.

Dal quadro emergono anche altri dati precedenti al trauma: oltre ai lividi e alle ecchimosi riscontrate sul corpo di Beatrice, sono stati evidenziati segni di malnutrizione cronica e una profonda incuria. Per la morte della bambina si trovano attualmente in carcere la madre, Emanuela Aiello, e il compagno della donna, accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola. Gli inquirenti sono ora in attesa degli esiti definitivi degli esami tossicologici compiuti in sede autoptica.

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