Flotilla, attivisti italiani rientrati a Roma. Carotenuto e Mantovani: “Legati e picchiati”

Flotilla, attivisti italiani rientrati a Roma. Carotenuto e Mantovani: “Legati e picchiati”
L’arrivo degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla all’aeroporto di Fiumicino, Roma, 21 maggio 2026 (foto di Cecilia Fabiano/LaPresse)

I membri della missione umanitaria sono atterrati a Fiumicino, molti di loro con lividi ed escoriazioni e con indosso ancora le tute per la detenzione

Una parte degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla è atterrata all’aeroporto di Roma Fiumicino dopo il rilascio da parte delle autorità di Israele. I membri della missione umanitaria – molti dei quali con lividi ed escoriazioni, e con indosso ancora le tute per la detenzione – sono arrivati da Istanbul, dove erano stati trasferiti prima di essere imbarcati verso l’Italia su voli Turkish Airlines. Ad attenderli in aeroporto numerose persone, molte con bandiere palestinesi. 

Il racconto di Carotenuto e Mantovani: “Ci picchiavano selvaggiamente”

Legati e malmenati al grido di “Welcome to Israel”. E’ la sintesi del racconto fatto dal deputato del Movimento Cinque Stelle Dario Carotenuto e dal giornalista Alessandro Mantovani al loro arrivo a Fiumicino. I due sono i primi italiani che erano a bordo della Global Sumud Flotilla rientrati nel Paese. Le imbarcazioni dove si trovavano sono state abbordate in acque internazionali dalla marina di Tel Aviv e tutti i loro occupanti sono poi stati trasferiti in territorio israeliano.

Mantovani ha spiegato che gli attivisti sono stati portati in alcuni container dove sono stati brutalmente percossi. “A me hanno preso a calci sulle gambe e cazzotti in faccia. A qualcuno hanno rotto braccia e costole. Questa è la situazione. Poi con i palestinesi fanno anche peggio“, ha affermato. Anche nel trasferimento all’aeroporto la situazione non è cambiata. “Ci hanno portato con le manette e le catene alle caviglie”, ha dichiarato. Secondo Mantovani tutto questo accade perché “Israele è protetto dai governi di mezza Europa, compreso il nostro”.

Il deputato Carotenuto ha parlato di una vera e propria “panic room” dove gli attivisti venivano condotti. “Ci davano le scarpe in mano così non potevamo neanche difenderci e c’erano tre energumeni che ci picchiavano selvaggiamente“. “Io ho preso un pugno in un occhio, dei calci, mi hanno strappato una catenina e ammanettato, ma a me è andata bene”, ha detto ancora spiegando che nel pronto soccorso improvvisato, dove “la sorella della presidente irlandese” – imbarcata come attivista sulla Flotilla – cercava di “coordinare” le attività, “hanno curato persone messe malissimo”.

Carotenuto ha parlato di “20-30 persone con probabili fratture”, “traumi cranici” e di “abusi” di carattere sessuale. “C’erano anche ragazze e anziani di 60-70 anni che penso siano stati torturati“, ha affermato.

Polemiche per il comportamento di Ben-Gvir

Intanto non si spengono le polemiche per il comportamento del ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir. La procura di Roma ha fatto sapere che acquisirà il video in cui l’esponente dell’estrema destra israeliana passeggia in mezzo agli attivisti della Flotilla con le mani legate dietro la schiena e inginocchiati.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha reso noto che l’Italia ha chiesto formalmente all’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas di discutere nella prossima riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione l’adozione di sanzioni contro lo stesso Ben-Gvir. L’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, che nella giornata di mercoledì era stato convocato alla Farnesina, ha dichiarato dal canto suo che “come rimarcato dal primo ministro e dal ministro degli Esteri israeliani, i fatti di ieri non rappresentano i principi e i valori d’Israele”.

Tutti gli attivisti della Flotilla hanno lasciato Israele

Nelle ultime ore tutti gli attivisti della Flotilla, compresi gli italiani, hanno lasciato Israele destinazione Turchia con dei voli charter messi a disposizione dalla Turkish Airlines per fare poi rientro nei paesi d’origine. La loro “espulsione” è stata confermata dal ministero degli Esteri israeliano che ha poi lanciato un monito: “Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza”.

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