(LaPresse) – Accesso alle cure, prevenzione, innovazione e sostenibilità sono i temi al centro della Giornata Mondiale della Vista 2026. ‘Guardiamo lontano, occhi aperti sul futuro’, è il titolo dell’evento celebrato oggi a Roma presso il Centro Congressi dell’Ara Pacis. “Oggi siamo così numerosi perché siamo consapevoli che il benessere visivo rappresenta un problema di sanità pubblica”, sottolinea Vincenza Bonfiglio, Professore ordianario di Oftalmologia a margine dell’incontro. “Per tutelare il benessere visivo e i nostri pazienti in sanità pubblica abbiamo ancora tanti problemi da affrontare. Dobbiamo cercare di ridurre le liste d’attesa. Le liste d’attesa in oftalmologia sono tra le liste con tempi più lunghi e il tempo in oftalmologia conta. Conta – prosegue Bonfiglio – nella degenerazione maculare legata all’età, conta nella retinopatia diabetica, conta in tante altre malattie nei termini in cui la mancanza di tempo preclude la possibilità di preservare la vista”. La sanità, purtroppo, spiega ancora Bonfiglio “non ha soltanto bisogno dell’oftalmologia, la sanità e l’oculistica, ha bisogno dell’integrazione delle forze. Bisogna parlare una voce unica e parlare una voce unica significa avere gli oftalmologi uniti in una sola società, avere un’associazione di pazienti forti, avere il conforto delle istituzioni e riuscire a lavorare insieme. In sanità non è sufficiente avere ragione, bisogna saper spiegare, bisogna essere continuativi nel tempo, bisogna insistere, bisogna proporre modelli organizzativi, bisogna saper continuare ad essere forti”. Giunta alla seconda edizione, su iniziativa dell’Associazione Pazienti e Malattie Oculari ETS, la giornata ha messo nello stesso luogo pazienti e caregiver, specialisti e società scientifiche rappresentanti delle istituzioni e organismi regolatori, affinché il confronto sui problemi si trasformi in proposte concrete. “Questo evento è importante”, ha sottolineato il professore Francesco Brandello, direttore della Clinica Oculistica, Ospedale San Raffaele, “perché siamo riusciti a mettere insieme l’associazione dei pazienti, quindi i pazienti con malattie oculari, insieme alle autorità e ai decisori, cioè il mondo politico e le ditte che concorrono alla gestione dei problemi dei pazienti oculistici”. “L’occhio è una propagine del cervello, quindi come il cervello è delicatissimo”, ha sottolineato invece Teresio Avitabile, professore ordinario Oculistica dell’Università di Catania. “I danni, spesso, sono permanenti e il fattore tempo è fondamentale, quindi oggi abbiamo portato in questa giornata mondiale della vista incontri con le istituzioni, il primo fra tutti l’onorevole Gemmato sottosegretario alla Salute. Stiamo gettando le basi per migliorare diagnosi precoce e prevenzione”. “Dalle istituzioni serve la sensibilità ai problemi dell’oculistica – aggiunge ancora il professor Brandello – un paziente che vive e che poi non vede è un paziente che ha una qualità di vita pessima, è un paziente che spesso è depresso, è un paziente che se non vede cade e si frattura il femore, è un paziente che ha mille altre difficoltà che vanno tenute in adeguata considerazione se si vuole fare del bene reale poi ai nostri pazienti”. “Perdere la vista significa perdere dignità sociale – avverte Bonfiglio – ma perdere attività produttiva ed è per questo che noi stiamo lavorando tutti insieme”.
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