Lorenzo Archetti, è uno dei pochissimi pescatori rimasti a praticare la pesca con le reti a Monte Isola, la più grande isola lacustre d’Europa, situata al centro del Lago d’Iseo in provincia di Brescia. Ha 34 anni ed è nato e cresciuto sulla sua isola, abitata da 1500 persone. Venti anni fa a fare il suo lavoro c’erano circa ottanta pescatori, ora sono rimasti una decina. Tutte i giorni, prima del sorgere del sole, Lorenzo si avvia in solitudine con la sua barca a raccogliere i coregoni intrappolati nelle reti calate il giorno prima. Ha iniziato questo lavoro a 16 anni: in quel periodo le acque del lago erano più fredde e le persone che svolgevano questo antico mestiere erano molto più numerose e “ben viste”, a suo dire. “Prima era considerato un orgoglio e una necessità il pescare, adesso ci considerano quasi bracconieri, gente che rovina il lago, ma non è vero: siamo controllati, facciamo ripopolamenti, aiutiamo il lago”, racconta il pescatore. Le reti oggi vengono calate 10 metri più in profondità rispetto a prima come conseguenza del surriscaldamento delle acque.
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