Venezuela, a dieci giorni dal terremoto si continua a scavare tra le macerie

(LaPresse) A dieci giorni dai due violenti terremoti che hanno colpito il Venezuela, proseguono senza sosta le operazioni di ricerca lungo la costa centro-settentrionale, tra macerie e edifici crollati. Nelle aree più colpite, famiglie e volontari continuano a scavare tra le rovine alla ricerca di migliaia di persone ancora disperse. La grave carenza di mezzi pesanti ha costretto molti residenti a organizzarsi in catene umane, utilizzando attrezzi di fortuna e secchi per rimuovere le macerie dai complessi residenziali distrutti. In diverse zone, lo sforzo si è ormai spostato dalle operazioni di soccorso a quelle di recupero dei corpi. Tra le aree più colpite figura il complesso OPP di Caraballeda, dove le squadre continuano a lavorare tra strutture instabili e condizioni estremamente difficili. I due terremoti, avvenuti il 24 giugno 2026 con magnitudo 7,2 e 7,5, hanno devastato numerose città costiere densamente popolate, tra cui Catia La Mar e Caraballeda, nello stato di La Guaira, a nord di Caracas. Secondo le autorità, il bilancio delle vittime ha raggiunto quota 2.954 morti, mentre i feriti sono oltre 16.500. Restano ancora tra 24.000 e 50.000 le persone disperse, secondo stime indipendenti e registri locali. In assenza di mezzi adeguati, le operazioni di ricerca proseguono quasi esclusivamente grazie all’impegno fisico di residenti e volontari, molti dei quali continuano a lavorare tra dolore e incertezza nella speranza di ritrovare i propri cari.