Pride Roma 2026, Margherita Vicario su Ruini: "Chiesa conservatrice non deve stupire"

“Scusate, leggo la lettera ai Galati, capitolo 3, versetto 28: ‘Non c’è più giudeo o greco, non c’è più schiavo né libero, non c’è più uomo o donna, perché tutti voi siete uno’. Basterebbe leggere un po’ le Scritture”. Risponde così Francesca Michielin, durante la conferenza di presentazione della grande parata del Roma Pride, a chi chiedeva un commento a seguito della morte del cardinale Camillo Ruini, noto per le sue posizioni molto conservatrici sui diritti civili. Le fa eco Margherita Vicario, altra ambassador, insieme a Levante, del Pride capitolino: “Ma ancora ci stupiamo che un cardinale faccia così? Il cardinale fa il suo lavoro, incarna un pensiero e una cultura”, risponde la cantante, che sottolinea come “possiamo parlare a lungo della Chiesa, anche di uno spiccato interesse da parte della Chiesa sul ruolo della donna nella società”, insiste. “Cosa può fare la musica? Può portare attraverso la visione del mondo di ogni singolo artista questo tipo di cose. Io lo faccio abbastanza spesso e preferisco fare una canzone con scritto “Troppi preti, troppe suore” (titolo di un singolo di Vicario, ndr), ballarci sopra e ballare su queste rovine, riuscendo a dire tutto quello che penso attraverso una canzone”.