Prima della partita del Messico ai Mondiali 2026, vinta contro la Corea del Sud, alcuni manifestanti hanno indossato la maglia della nazionale, esponendo cartelli con le foto dei propri parenti scomparsi nel centro di Guadalajara. Un’emergenza, quella delle sparizioni forzate, che nel Paese conta fino a 130.000 casi. Questo reato è riconosciuto come tale dall’ONU, che lo distingue dai casi di omicidio o di persone scomparse. I responsabili uccidono le loro vittime per nascondere i propri crimini, e queste ultime potrebbero essere anche vittime di lavoro forzato, tratta di esseri umani, schiavitù sessuale, oppure essere reclutate come membri di bande rivali, nella polizia o nell’esercito. Il comitato dell’ONU ha affermato che, secondo le testimonianze delle vittime, i responsabili delle sparizioni sono funzionari statali, organizzazioni criminali e strutture di tipo paramilitare. Il governo messicano ha respinto il rapporto dell’ONU, sostenendo che esso ignorasse gli sforzi compiuti durante i mandati di Andrés Manuel López Obrador e Claudia Sheinbaum. I parenti delle persone scomparse hanno ripetutamente affermato che Sheinbaum abbia ignorato tutto ciò per ospitare e organizzare i Mondiali.
Seguici su
