“Finalmente, era ora, ovviamente tardiva, la sesta archiviazione. Noi l’abbiamo sempre sostenuto, adesso lo dichiara ancora una volta una sentenza. C’è grande gioia da una parte e grande rammarico dall’altra: intanto perché lui non può assistere a questa ennesima archiviazione, dall’altra perché sono stati 30 anni di processi, 30 anni di pregiudizi, 30 anni dove è stato messo alla dura prova non soltanto dei processi ma anche nel fisico”. A dirlo è la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, a margine della cerimonia per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei carabinieri, alla caserma Montebello di Milano, commentando l’archiviazione delle accuse a Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri nell’inchiesta sulle stragi mafiose del 1993. “Quello che è successo ieri ci rende felici, dall’altra parte ci chiediamo chi pagherà mai per questo – ha proseguito Ronzulli – Senza voler tornare sulla responsabilità dei magistrati, anche i soldi dei contribuenti sono stati buttati e nessuno paga mai per questo”. La vicepresidente ha poi sollevato un interrogativo sul referendum: “Siccome questa sentenza è di gennaio, chissà come sarebbe andato il referendum se ci fosse stata prima questa notizia – ha aggiunto – Sarebbe stata l’ennesima prova di sbagli di qualcuno che non paga mai”. “Intanto l’abbiamo scoperto tardi, perché se ci fosse stata una condanna l’avremmo saputo al minuto dopo. Prendiamo questa archiviazione e la portiamo a casa”, ha concluso Ronzulli.
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