Sabato migliaia di persone sono scese nelle strade di Beirut per protestare contro i negoziati previsti dal primo ministro libanese Nawaf Salam con Israele. I manifestanti hanno bruciato dei ritratti del premier nel centro della capitale, definendolo un “sionista” mentre sventolavano bandiere di Hezbollah.
Prima dell’annuncio di Salam, un consigliere del leader supremo iraniano per gli affari internazionali ha messo in guardia dal mettere da parte Hezbollah, affermando in un post sui social media: “Il signor Nawaf Salam deve sapere che ignorare il ruolo senza pari della Resistenza e dell’eroico Hezbollah esporrà il Libano a rischi di sicurezza irreparabili”.
Venerdì, il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che martedì si terrà un primo incontro presso il Dipartimento di Stato americano per discutere di un cessate il fuoco e avviare i negoziati tra Libano e Israele mediati dagli Stati Uniti, a seguito di una telefonata tra gli ambasciatori dei due paesi a Washington con la partecipazione dell’ambasciatore americano a Beirut.
