Papa Leone XIV: “Non si può considerare normale togliere la vita per compassione”

Papa Leone XIV: “Non si può considerare normale togliere la vita per compassione”
Papa Leone XIV a Lourdes (AP Photo/Thibault Camus)

Da Lourdes il pontefice ribadisce il no della Chiesa a aborto ed eutanasia e difende le cure palliative

Papa Leone XIV torna a parlare di fine vita, aborto ed eutanasia durante l’incontro con malati e operatori sanitari all’Accueil Notre-Dame di Lourdes. Nel corso della tappa francese del suo viaggio apostolico, il Pontefice ha ribadito la posizione della Chiesa cattolica sulla tutela della vita e sulla dignità della persona.

Leone XIV: “Nessuna legge deve far perdere la certezza della dignità”

Rivolgendosi ai malati presenti a Lourdes, il Papa ha sottolineato che la dignità della persona non può dipendere dalle sue condizioni di salute. “Nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”, ha affermato Leone XIV. Il Pontefice ha quindi respinto quella che ha definito la “tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione”. “È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”, ha aggiunto. Le parole sono state pronunciate durante l’incontro con gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre-Dame, struttura che accoglie i pellegrini malati durante il loro soggiorno a Lourdes.

Aborto ed eutanasia, la posizione del Papa

Nel suo intervento, Leone XIV ha affrontato anche il tema della tutela della vita nelle diverse fasi dell’esistenza, richiamando in particolare le questioni dell’aborto e dell’eutanasia. “Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana”, ha detto il Pontefice. E ha aggiunto: “La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata”. Si tratta di una posizione coerente con l’insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della vita umana, che Leone XIV aveva già richiamato nei mesi precedenti.

L’appello agli operatori sanitari

Il Papa ha rivolto un messaggio anche a medici, infermieri, barellieri, cappellani e volontari impegnati nell’assistenza ai malati. “Prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla”, ha indicato Leone XIV, invitando gli operatori sanitari a essere “servitori appassionati della vita”. Il Pontefice ha inoltre chiesto di sviluppare ulteriormente le cure palliative e la ricerca, sottolineando al tempo stesso l’importanza di accompagnare con attenzione e vicinanza le persone malate. “Curando i corpi, voi curate anche le anime”, ha detto rivolgendosi agli operatori presenti a Lourdes.

Il messaggio ai malati: “Non siete un peso”

Nel suo discorso, Leone XIV ha dedicato ampio spazio alle persone malate, rivolgendosi anche a quanti seguivano l’incontro dalle proprie abitazioni o dalle camere d’ospedale. “Non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa”, ha affermato il Papa. Il Pontefice ha sottolineato come la fragilità e la sofferenza non debbano cancellare il valore della persona, ribadendo che la dignità umana, secondo la visione cristiana da lui espressa, non è misurabile né sottoponibile a condizioni.

Lourdes, la tappa dedicata ai malati

L’incontro con gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre-Dame si inserisce nella giornata di Leone XIV a Lourdes, seconda tappa del viaggio in Francia dopo Parigi. Il programma ufficiale della Santa Sede prevedeva l’incontro con i malati e gli operatori alle 15.30, seguito da un incontro privato con le religiose di vita contemplativa e, in serata, dalla preghiera del Rosario e dalla processione aux flambeaux.

La visita a Lourdes ha così posto al centro il tema della sofferenza e dell’assistenza alle persone fragili, intrecciandolo con il dibattito sui temi etici della fine vita e della tutela della vita umana.

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