I Lefebvriani a Leone XIV: “Sanzioni ingiuste ma non siamo amareggiati”

I Lefebvriani a Leone XIV: “Sanzioni ingiuste ma non siamo amareggiati”
I lefebvriani consacrano 4 nuovi vescovi nel seminario di Econe in Svizzera (Cyril Zingaro/Keystone via AP)

“Un giorno prevarrà il programma di San Pio X”

All’indomani dello scontro con il Vaticano e della scomunica per aver ordinato quattro vescovi contro il parere della Chiesa, i Lefebvriani scrivono a Papa Leone XIV. “La FSSPX Vi promette oggi di non accogliere queste nuove sanzioni – oggettivamente ingiuste e invalide – con amarezza o ribellione. Le condanne recenti, come quelle del passato, ci colpiscono in ciò che abbiamo di più caro: il nostro attaccamento alla nostra Madre, la Chiesa romana”. È un passaggio della lettera che la Fraternità San Pio X ha scritto a Papa Leone XIV dopo la scomunica. “Anche in questa prova – scrive Don Davide Pagliarani – tutto deve concorrere al bene delle anime e della Chiesa stessa. Per questo motivo, queste condanne ci spingono ad amare ancora di più la santa Chiesa e a provvedere ai suoi bisogni con tutte le nostre forze, più che mai. Per la stessa ragione, la Fraternità San Pio X offre volentieri la sofferenza causata da queste nuove sanzioni, per il bene della Chiesa universale e di Vostra Santità”.

“La Chiesa universale versa in un contesto tragico”

Quanto alla scomunica “ci sembra che questa decisione metta una volta di più in luce il contesto estremamente tragico in cui versa la Chiesa universale. Ciò che la FSSPX ha fatto e continuerà a fare non è altro che un’iniziativa estrema di soccorso delle anime, in mezzo alla confusione dottrinale e morale in cui la Chiesa è immersa. Non pretendiamo in alcun modo di sostituirci alla Chiesa e non abbiamo altra ambizione che di esserle fedeli. In coscienza, non abbiamo ritenuto di poter sfuggire al dovere morale che abbiamo verso le anime, come abbiamo già spiegato, sia in privato che pubblicamente, a Vostra Santità”, aggiunge.

Avevamo chiesto del pane, cioè un po’ di comprensione per un caso di coscienza sincero, un gesto di paternità non tanto verso la FSSPX quanto verso le anime, promettendovi di farne veri figli della Chiesa romana; purtroppo, abbiamo ricevuto una pietra. Avevamo chiesto un pesce, cioè la possibilità di ottenere temporaneamente i mezzi necessari per continuare a formare buoni sacerdoti, affinché proseguano la loro missione di far conoscere Nostro Signore alle anime; purtroppo, abbiamo ricevuto un serpente. Avevamo chiesto un uovo, promettendo di restituirlo non appena possibile. Infatti, la santa Tradizione che conserviamo nelle anime appartiene alla Chiesa, nostra Madre e non alla FSSPX ù, e siamo certi che un giorno un Papa vorrà servirsene per il bene della Chiesa universale; purtroppo, abbiamo ricevuto uno scorpione. Avevamo chiesto di essere istruiti e confermati nella fede di sempre; al loro posto, siamo stati dichiarati scismatici una seconda volta. Nonostante le sanzioni che ci colpiscono, la FSSPX rinnova sinceramente la promessa che aveva già formulato a Vostra Santità”, sottolinea.

“Un giorno prevarrà il programma di San Pio X”

“Siamo certi che un giorno Voi stesso o uno dei Vostri successori vorrà fare suo il programma di san Pio X: ‘Ristabilire tutte le cose in Cristo’, Instaurare omnia in Christo. In quel giorno, il Santo Padre scoprirà nella FSSPX, non un ammasso di serpenti e scorpioni, ma un piccolo esercito di figli leali, pronti a tutto per sostenerLo nella restaurazione di tutte le cose in Nostro Signore, e per rivendicare davanti all’intera umanità i diritti imprescrivibili del Cristo-Re su tutte le anime e su tutte le nazioni. In quel giorno – ribadisce – il Santo Padre scoprirà con grande gioia e profonda consolazione anime autenticamente cattoliche, il cui legame con la Chiesa non si è mai fondato sulle sabbie mobili di un dialogo ambiguo, ma sulla roccia della fede di Pietro. Chiediamo alla santissima Vergine Maria di affrettare la venuta di quel giorno, e auguriamo soprattutto a Vostra Santità di conoscerne al più presto questa gioia e questa consolazione. Nel frattempo, se potete, nonostante la Vostra recente decisione, benediteci come Vostri figli. Per noi, nulla è cambiato e nulla cambierà mai. Confidando nella divina Provvidenza, alla quale nulla sfugge e che legge fino in fondo il cuore di ogni uomo, rimango, Santissimo Padre, il Vostro devotissimo figlio nel Signore”, conclude Don Davide Pagliarani.

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