Olimpiadi 2026, Buonfiglio: “L’Italia ha fatto bella figura. Roma 2040? Si può fare”

Olimpiadi 2026, Buonfiglio: “L’Italia ha fatto bella figura. Roma 2040? Si può fare”
Il Presidente del Coni Luciano Buonfiglio (foto Claudio Furlan/ LaPresse) Visit by President Mattarella to the Milan Cortina 2026 Olympic Village – Milan, 5 February 2026 (photo by Claudio Furlan/LaPresse)

Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio traccia un bilancio finale delle Olimpiadi 2026 di Milano Cortina, ai microfoni di Radio Anch’io su Rai Radio1. “L’Italia ha fatto una bella figura, ha valorizzato il nostro territorio grazie a questi Giochi diffusi. C’è stato l’impegno di tutti: territorio, comuni, regioni, tedofori e volontari. Hanno funzionato i trasporti, la sicurezza, un plauso anche a tutti i servizi militari, di polizia, con una sicurezza presente ma non visibile, al contrario di tante altre manifestazioni olimpiche. E poi i villaggi olimpici, il cibo: abbiamo ricevuto complimenti da tutti”. Cosa ci voleva per enfatizzare questa ottima organizzazione? “I risultati. Ecco perché ieri ho esordito con il 30 e lode. Con i risultati abbiamo reso grande l’Italia. Bravissimi i due presidenti federali, Andrea Gios e Flavio Roda, come i gruppi sportivi militari dai quali provengono i nostri atleti. E davvero eccezionale il supporto della preparazione olimpica del Coni, dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, come il supporto sanitario a tutte le nostre squadre e atleti. Con tutti questi ingredienti e con un supporto economico del governo, siamo riusciti a fare qualcosa che rimarrà nella storia. Non abbiamo lavorato per battere i record, ma per fare bella figura e arrivare puntuali all’appuntamento”, ha aggiunto.

“Abbiamo messo al centro l’atleta”

Cosa è cambiato da Vancouver 2010, il momento più critico per l’Italia degli sport invernali. “Sta venendo fuori il metodo di lavoro: non abbiamo lasciato nulla al caso e abbiamo messo al centro l’atleta con le sue esigenze, evidenziando le caratteristiche sulle quali lavorare. Abbiamo costruito un’armonia, con passi indietro, avanti e di lato. Ma quando c’è un obiettivo comune chiaro, allora diventa tutto più facile. L’impegno che ci deve essere è quello di rendere partecipi tutti per l’obiettivo da raggiungere. Non bisogna appropriarsi del successo, ma verificare dove ancora possiamo migliorare. Ed è quello che tra pochi giorni cominceremo a fare sia le Olimpiadi invernali ed è quello che già stiamo facendo per Los Angeles 2028“. L’unica nota negativa è che durante Milano-Cortina non è stata rispettata la tregua olimpica: “È una vergogna, mi dispiace molto a livello umano e personale. Mi dispiace per gli atleti che non possono partecipare, non ne hanno nessuna colpa. Dobbiamo continuare a impegnarci, sperando che prima o poi prevalga il buonsenso”, ha detto.

“Roma 2040? Si può fare”

Quanto è concreta la possibilità di una candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2040. “Ricordiamoci come non abbiamo avuto le Olimpiadi di Roma e ricordiamoci il successo che abbiamo avuti qui a Milano-Cortina. Se tutte le parti in causa condividono e si confrontano per un percorso che deve partire da subito, allora l’Italia non ha paura di candidare nessuno. Abbiamo territorio, innovazione, impianti: avremmo il tempo. Costruire una candidatura forte in un momento in cui abbiamo una credibilità internazionale, penso che si possa fare. Ma deve essere un discorso chiaro, trasparente, condiviso con i numeri e non solo con la passione. Dobbiamo aggiungere competenza, determinazione e guai ad essere superficiali. Abbiamo le carte in regola per poter immaginare altro percorso da protagonisti”, ha spiegato.

Gualtieri: “Pronti a fare la nostra parte”

 “Una candidatura di Roma per le Olimpiadi? Io ho detto che naturalmente saremmo pienamente disponibili a collaborare e a sostenere questo progetto che ovviamente richiede l’unità di tutti i diversi attori istituzionali, del Cio, del Coni e del governo. Quindi, piena disponibilità a una valutazione delle condizioni e se ci sarà una valutazione positiva pieno sostegno, perché sarebbe una grande opportunità per la città di proseguire e dare continuità nel tempo anche a un lavoro di riqualificazione e trasformazione. Oltre al fatto che naturalmente è un grande evento sportivo che in sé è una cosa molto bella”. Lo dice il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, parlando dell’ipotesi di una candidatura della Capitale per ospitare i Giochi estivi. La prospettiva circolata durante le Olimpiadi invernali di Milano Cortina sarebbe quella di una candidatura per il 2036 o 2040. “Tutti ricordiamo quelle del ’60 e la loro importanza. C’è un atteggiamento ovviamente positivo, noi abbiamo sempre detto che è stato un peccato non avere le Olimpiadi del 2024. Mi è stato chiesto se sarei stato a favore o contro e sicuramente a favore, poi la scelta di una candidatura non è solo del sindaco, ma dipende da tutti. Il mio è anche un atteggiamento rispettoso dei vari ruoli: se si decide di farlo noi ci saremo, poi è giusto che queste cose vengano valutate con grande attenzione e che ci sia dialogo tra le istituzioni. Noi saremmo pronti a fare la nostra parte”, conclude Gualtieri a margine dell’inaugurazione del belvedere dei Fori Imperiali.

Malagò: “Organizzare grandi Paralimpiadi è nostro dovere

“Uno può organizzare le migliori olimpiadi possibili e immaginabili e così sembra che viene riconosciuto il nostro lavoro. Però ci sono due elementi che sono altrettanto imprescindibili per completare non solo il percorso, non solo il giudizio, ma quello che è ovviamente la legacy anche immateriale, cioè il ricordo, l’eredità che lasciamo a noi stessi e soprattutto alle nuove generazioni, che arriverà magari tra tanti anni. La prima è che la squadra italiana doveva fare dei risultati importanti. Poi non possiamo permetterci di organizzare delle grandi Olimpiadi senza organizzare delle grandi Paralimpiadi perché è nostro dovere e la nostra missione”. Così Giovanni Malagò, presidente della Fondazione MilanoCortina 2026 nel corso della conferenza stampa per presentare le Paralimpiadi invernali che partiranno il 6 marzo. 

Malagò: “Due italiani su tre hanno seguito i Giochi”

“Mi ha stupito un dato che è pazzesco: due italiani su tre hanno seguito le Olimpiadi e di quelli quasi due terzi a cominciare dalla cerimonia di apertura hanno tra i 15 e i 24 anni, che voi sapete che in genere non sono proprio dei grandissimi appassionati di televisione”. Così Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, a margine della conferenza stampa per presentare le Paralimpiadi invernali che partiranno il 6 marzo. “Quindi numeri record di visualizzazioni sul digitale, poi questi complimenti incredibili che ci ha fatto il Cio che dice avete aperto una nuova strada, anche per avere un futuro certo per le edizioni invernali”, ha aggiunto. “Abbiamo segnato un percorso che secondo me non deve essere necessariamente uguale, però similare, che dà molte prospettive e io penso anche, da conoscitore di questo mondo e da membro del Cio, che può anche in qualche modo essere per certi versi adattato alle edizioni estive, per cui questa emozione poi è diventata anche un’eredità se vuoi morale e anche concreta e materiale”, ha detto Malagò.

Zaia: “Giochi sono stati un sogno”

“Queste Olimpiadi sono la realizzazione di un sogno. Dare alla mia regione e al Paese una grande opportunità. Se penso alle prossime, va coinvolta l’Italia intera”. Lo dice in una intervista a Repubblica, Luca Zaia, ex presidente della Regione Veneto. “Dovremmo fare un monumento a Virginia Raggi, che non ha voluto candidare Roma al Giochi olimpici del 2024. Dunque, ricostruendo i fatti, nel 2016 viene depositato un dossier del Coni ‘Milano ’20-’26’. Nel frattempo la sindaca Chiara Appendino presenta la candidatura per Torino. A questo punto per me, nel 2018, c’è un liberi tutti e costruisco ‘Cortina ’20-’26’ inventando l’Olimpiade diffusa e coinvolgendo Cortina, Trento, Bolzano e l’Arena di Verona”, afferma. “Abbiamo trovato l’ostilità del M5s che era al governo con noi della Lega, partito da cui invece abbiamo avuto un grandissimo aiuto. C’erano già sette Stati candidati e la nostra è stata l’unica candidatura nella storia dei Giochi presentata da due regioni, il mio Veneto e la Lombardia di Attilio Fontana“, sottolinea, evidenziando che le Regioni “si sono prese il rischio principale che è quello delle garanzie pari a 90 milioni di euro”.

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