Otto medaglie da assegnare nella giornata di oggi, mercoledì 18 febbraio, ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Riflettori puntati sugli Azzurri, protagonisti in diverse discipline. Si parte con lo sci di fondo, dove Federico Pellegrino ed Elia Barp saranno impegnati nella sprint a squadre in tecnica libera, una prova che promette spettacolo e ritmi altissimi.
Attesa anche per Lara Della Mea, chiamata a lasciare il segno nello slalom speciale, ultima gara del programma femminile di sci alpino. Nel pomeriggio spazio al biathlon con la staffetta femminile: a guidare il quartetto azzurro ci saranno Lisa Vittozzi, già medaglia d’oro e prima italiana di sempre a conquistare il titolo olimpico nella disciplina, e Dorothea Wierer, autentica beniamina di casa ad Antholz-Anterselva.
Gran finale in serata con lo short track: Pietro Sighel andrà a caccia di un risultato di prestigio nei 500 metri maschili, distanza esplosiva e imprevedibile. Una giornata intensa, dunque, che potrebbe regalare nuove emozioni e, chissà, altre soddisfazioni al medagliere italiano.
QUI IL PROGRAMMA DI OGGI, 18 FEBBRAIO
THE ICE IS READY. ARE YOU?🔥
— Milano Cortina 2026 (@milanocortina26) February 18, 2026
Day 12 of the Olympic Games!
🥇🥈🥉 Here are the medal events scheduled for today:
11:45 | Cross-Country Skiing | Women's Team Sprint Free
12:15 | Cross-Country Skiing | Men's Team Sprint Free
11:30 | Freestyle Skiing | Women's Aerials
12:30 |… pic.twitter.com/vLPfOklsuP
“Io credo che ci siano tutti i requisiti per preparare una candidatura. È chiaro che il Coni è uno degli stakeholder, dev’essere condivisa assolutamente con il ministro Abodi e con il governo”. Così il presidente del Coni Luciano Buofiglio, al termine della staffetta azzurra dei 3000metri femminili di short track al Forum di Assago. A chi gli chiede se la location giusta fosse ancora la Lombardia o la Toscana, il numero uno del Coni ha detto: “Roma. Lì c’è una percentuale di impianti già realizzata, credo che il nostro Paese meriti un’altra Olimpiade estiva, perché una volta c’è stata scippata”.
“Grande delusione e amarezza per il trattamento del giudice nei confronti di Pietro Sighel. In seguito agli episodi che hanno coinvolto Pietro Sighel nelle tre gare individuali di short track ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, il Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, Andrea Gios, esprime profonda delusione e amarezza per quanto accaduto”. Lo si legge in una nota della federazione dopo che l’azzurro Pietro Signel è caduto, toccato dal pattinatore canadese, a pochi metri dal traguardo quando era nelle primissime posizioni. “Abbiamo assistito a decisioni incoerenti e contraddittorie – sottolinea Gios- da parte dello stesso giudice nel trattamento riservato a Pietro Sighel nel corso di questa Olimpiade. La nostra opinione è stata confermata ed è condivisa anche da tecnici e dirigenti di altre nazioni presenti ai Giochi, che hanno espresso perplessità analoghe rispetto a quanto visto sul ghiaccio. Questo rende il quadro ancora più grave e preoccupante”. La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ribadisce – continua la nota – la propria totale vicinanza a Pietro Sighel, riconoscendo il valore di un atleta che è un patrimonio del pattinaggio italiano e internazionale.
“Sono emozionata per questa serata e sono contenta di essere riuscita ad arrivare in tempo nonostante la giornata molto complessa. E sono molto felice per questa emozione, per queste ragazze straordinarie, per un record storico di sempre di Arianna Fontana, un’italiana. Mi ha dato una grande carica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lasciando il Forum di Assago dove ha visto la finale olimpica della staffetta dei 3000 metri di short track femminile dove le azzurre hanno vinto l’argento e Arianna Fontana è diventata l’atleta azzurra con più medaglie olimpiche vinte nella storia italiana.
“Le Olimpiadi estive? Vediamo vediamo, una cosa per volta”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lasciando il Forum di Assago dove ha visto la finale olimpica della staffetta dei 3000 metri di short track femminile dove le azzurre hanno vinto l’oro.
Altra sconfitta per l’Italia nel torneo di curling femminile ai Giochi di Milano Cortina. Il quartetto azzurro composto da Stefania Constantini, Elena Mathis, Giulia Zardini Lacedelli e Rebecca Mariani ha perso contro il Canada con il punteggio di 8-7 all’extra end. L’Italia, già eliminata, tornerà sul ghiaccio domani per l’ultima partita del girone contro la Gran Bretagna.
L’azzurro Pietro Sighel non si è presentato alla linea di partenza della finale b (dal sesto al decimo posto) per la distanza dei 500metri di short track. Il pattinatore trentino in semifinale è caduto a causa di un contatto con l’atleta canadese Laoun a pochi metri dal traguardo, quando si trovava nelle primissime posizioni.
“Molto emozionata, è stata una gran bella emozione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine della gara dove azzurre dello short Track hanno conquistato l’argento alle Olimpiadi di Milano Cortina.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è alzata in piedi per applaudire il quartetto azzurro composto da Arianna Fontana, Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel che si è aggiudicato l’argento nella staffetta sulla distanza dei 3000 metri dello short track. La premier, seduta accanto al presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò e a Kim Jae-youl, presidente della International Skating Union, ha scattato video e foto alla presentazione del quartetto prima della partenza.
L’Italia conquista l’argento nella staffetta femminile dei 3000 metri dello short track con Arianna Fontana, Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel. Arianna Fontana entra nella storia diventando l’atleta azzurra più medagliata di sempre. Le azzurre in quarta posizione per buon parte della gara hanno recuperato nel finale, rimanendo dietro solo alla Corea del Sud e precedendo il quartetto canadese che si è aggiudicato il bronzo.
Un contatto con il canadese Laoun è costato una caduta al pattinatore azzurro Pietro Sighel nel corso della semifinale dei 500 metri di short track. Sighel, che fino pochi metri dall’arrivo era secondo, è stato toccato dal pattinatore canadese che ha provocato la caduta di entrambi.
Il Canada accede alle semifinali del torneo di hockey dei Giochi di Milano Cortina. La nazionale nordamericana ha superato 4-3 la Rep.Ceca al termine di una partita decisa all’overtime con la rete di Mitch Marner. In semifinale anche la Slovacchia che supera la Germania 6-2.
“È quasi irreale. Sento che ora tutto è andato per il meglio. La mia forma è buona e sono ancora motivato a fare bene in gara. Dormo un po’ meglio rispetto alla prima settimana qui, ma è una sensazione fantastica”. Così il norvegese Johannes Hoesflot Klaebo sul quinto oro in cinque eventi a Milano Cortina, sua decima medaglia d’oro olimpica, dopo aver sbaragliato la concorrenza nella gara sprint a squadre maschile presso lo Stadio del Fondo di Tesero, insieme a Einar Hedegart. Con il suo quinto trionfo in altrettante gare a Milano Cortina, Klaebo diventa il secondo olimpionico ad aver vinto dieci medaglie d’oro ai Giochi (il nuotatore statunitense Michael Phelps ne ha vinte 23).
Lo sci di fondo prosegue sabato 21 febbraio alle 11 con la gara maschile di 50 km con partenza in linea, l’ultima gara maschile dei Giochi. Klaebo ha vinto su questa distanza ai Campionati del Mondo di sci nordico dello scorso anno, completando una serie netta di medaglie d’oro, e cercherà di ripetere l’impresa sul palcoscenico olimpico.
“Devo dire una cosa che magari non sarà tanta apprezzata, mi spiace molto per il fatto che in realtà non rimarrà tantissimo alla città di Milano se non le emozioni, perché l’unico palazzo che è stato costruito è stato Santa Giulia, che però non verrà utilizzato per eventi sportivi ma prevalentemente per concerti. Rimarrà il Forum d’Assago, ma anche lì la pista dove abbiamo gareggiato in realtà non rimarrà una pista di pattinaggio. Da quello che ho capito anche i padiglioni a Rho verranno smantellati, quindi non rimarrà neanche l’altra pista di hockey”. Lo racconta amareggiato Marco Fabbri, pattinatore milanese bronzo ai Giochi di Milano Cortina nel pattinaggio di figura a squadre, a margine della visita a Casa Italia. “Un pochino -prosegue l’azzurro- mi è dispiaciuto onestamente sapere che non sarebbe rimasto tanto dopo questa Olimpiadi. Quello che spero è che però le Olimpiadi in casa, a Milano, abbiano portato un po’ una cultura sul fronte degli sport invernali che farà sì che nel futuro vengano magari riaperti impianti chiusi, o che in questi momenti sono lasciati andare, e la voglia della gente di avvicinarsi a questi sport”.
“Ci vuole tanta maturità e penso che l’abbiamo dimostrato, abbiamo avuto sicuramente un anno molto difficile di riassestamento dei nostri equilibri che però ci ha portato a essere ancora più in alto. Abbiamo un bellissimo rapporto adesso, ci sosteniamo molto di più, anche le discussioni sono molte meno. Penso che alla base di tutto ci sia bisogno di una grande maturità e voglia di far andare bene le cose”. Lo ha detto Sara Conti, bronzo nel pattinaggio di figura conquistato con il team italiano ai Giochi di Milano Cortina, a margine della visita a Casa Italia. L’azzurra ha gareggiato, tra gli altri, con il compagno di squadra Nicolò Macii, con cui fino al 2023 ha condiviso anche una relazione. Proprio sul come i due hanno gestito il loro rapporto professionale dopo la rottura è intervenuto anche Macii: “Io credo che ci voglia molta dedizione al lavoro, noi abbiamo molta stima l’uno dell’altro in pista e fuori, ma sappiamo quanto vogliamo e quindi abbiamo deciso di lottare insieme e siamo usciti da questa cosa più forti di prima”.
Doppio podio per la Cina nel freestyle. Nell’aerials femminile Xu Mengtao conferma il titolo di quattro anni fa precedendo l’australiana Danielle Scott, argento, e la connazionale Shaq Qi, bronzo.
La giapponese Mari Fukada conquista nello snowboard l’oro ai Giochi di Milano Cortina. Nella finale di slopestyle disputata a Livigno la nipponica supera la neozelandese Zoi Sadowski Synnott, campionessa uscente, e la connazionale Kokomo Murase.
Primo oro per la Cina ai Giochi di Milano-Cortina. Lo conquista nello snowboard Yiming Su che si aggiudica la finale di slopestyle. Si tratta della sua seconda medaglia a questi giochi dopo il bronzo nel Big Air. Argento al giapponese Taiga Hasegawa, terzo gradino del podio per lo statunitense Jake Canter. “Sono senza parole in questo momento. Il mio sogno si è avverato. È quello che ho cercato di realizzare, quello che ho sognato con tanta passione negli ultimi quattro anni. Mi sento davvero grato e fortunato di essere qui a rappresentare la Cina e a competere con tutti i migliori atleti. Sono davvero orgoglioso che Canter e Hasegawa abbiamo condiviso questo podio con me”, ha dichiarato Su. “Questo è un momento molto importante che il tempo mi ha regalato. Quattro anni fa ero a Pechino e mi trovavo in uno stato d’animo completamente diverso da quello attuale. Avevo 17 anni ed ero ancora un ragazzino. Non avevo grandi aspettative o pressioni. Volevo solo dare il massimo. Questa volta sono arrivato alle Olimpiadi con una grande responsabilità sulle spalle. È un grande onore poter rappresentare la Cina e la squadra cinese alle Olimpiadi”, ha aggiunto.
“Sapevo che dopo la combinata sarebbero circolate della storie che non corrispondevano alla realtà dello sport. Ho sempre cercato di ricordare che il momento più importante è quello tra la partenza e il traguardo ed è un momento che comporta dei rischi, quello di non arrivare o di essere criticata ma alla fine ci siamo riusciti ed è andata bene”. Così in conferenza stampa la statunitense Mikaela Shiffrin, oro nello slalom femminile ai Giochi di Milano Cortina.
“Tornerò indietro con la mente e guarderò le mie corse e le mie curve e probabilmente le analizzerò e mi chiederò cosa avrei potuto migliorare, come facciamo in ogni Coppa del Mondo e in ogni giorno di allenamento. Torneremo semplicemente a guardarle e continueremo a lavorarci. Sono così grato di aver potuto mostrare a cosa stiamo lavorando in questo grande momento. Abbiamo potuto dimostrarlo insieme”, ha aggiunto. “Tutta la mia carriera è stata costruita sul tentativo di migliorare le mie curve e concentrarmi sulla sciata, il che probabilmente sembra un po’ noioso, ma è stato proprio questo, un lavoro instancabile. Ciò che amo di più è la ripetizione dello sci. Adoro allenarmi, fare giri, giro dopo giro, e sentire che si può migliorare. Lo adoro. Lo apprezzo tantissimo”, ha aggiunto. “Nelle gare, non si riesce a fare così tante ripetizioni. Si fanno due manche, ed è un po’ più stressante. Ho un rapporto difficile con le gare, ma quando oggi riesco a farlo in questo modo, ovviamente è meraviglioso. Ma gareggiare in quel modo, guadagnarsi la gara, è stato meraviglioso”, ha concluso l’atleta statunitense.
“Io la migliore? Non penso alle etichette che mi vengono affibbiate, quando faccio slalom cerco di fare del mio meglio. Ci siamo preparati fisicamente, mentalmente e psicologicamente. Il lavoro si concentra in 47 secondi, in due manche che mi consentono di fare una cosa che so fare. Non è sempre facile, a volte sembra impossibile. Ho cercato di eliminare il rumore e concentrarmi solo sulla semplicità dello slalom. Sono orgogliosa ma anche molto grata”. Così in conferenza stampa la statunitense Mikaela Shiffrin, oro nello slalom femminile ai Giochi di Milano Cortina. “Ci sono dei momenti in cui c’è un crescendo ma oggi il mio obiettivo era di concentrarmi solo sullo sci, ho immaginato la mia sciata e questo bellissimo momento e mi sono connessa che chi non è qui. Quando si fanno delle esperienze nuove è un po’ come rinascere e ci sono tanti momenti in cui cerco di resistere al pensiero di papà, non voglio vivere senza mio padre e oggi forse per la prima volta sono riuscita ad accettare la sua scomparsa. Anziché pensare ‘affronto questo momento senza di lui’ mi sono presa un momento per stare in silenzio in sua compagnia. È stato un momento spirituale”, ha aggiunto.
La gara olimpica di combinata nordica, in programma domani in val di Fiemme, è confermata nonostante l’annunciata perturbazione che interesserà domani il Trentino. Per fare il punto della situazione, nel pomeriggio, alla presenza dell’assessore provinciale Giulia Zanotelli, si è tenuta un’apposita riunione a Cavalese, presso la Sala operativa della Protezione civile, che coordina gli oltre 1.600 operatori presenti sul campo. Alla riunione, coordinata dal dirigente generale del Dipartimento della Protezione civile, Stefano Fait, hanno partecipato, in collegamento, anche i comuni di Tesero e Predazzo. Secondo le previsioni, la precipitazione nevosa dovrebbe toccare il suo culmine fra le 5 del mattino e mezzogiorno. “Tutti i servizi sono allertati per limitare le criticità che potrebbero presentarsi, secondo i piani prestabiliti”, informa la Protezione civile.
“Sono partita nelle retrovie, non potevo fare il miracolo. L’ho presa come un allenamento, ho provato a tirare come fossi stata tra le prime”. Così in zona mista Lisa Vittozzi dopo l’undicesimo posto della staffetta femminile di biathlon ai Giochi di Milano Cortina. “Ci aspettavamo di più, ma nelle gare di squadra si vince e si perde insieme – ha aggiunto l’azzurra proiettandosi sulla mass start – Penso di avere ancora energie fisiche e mentali”. “Avessimo fatto il nostro saremmo potute essere in lotta per le medaglia, ma le staffette sono così”, ha spiegato invece Auchentaller, che ha aperto la staffetta azzurra. “Ho fatto tutta la gar da sola, cosa che in staffetta non aiuta, poi anche io non ho fatto granché e ho perso parecchio tempo. Mi dispiace aver girato nella serie in piedi perché mi sembrava di esserci”, ha concluso infine Carrara.
“Non è stata una bella esperienza, però questo è il biathlon. Forse ho tirato un po’ troppo il primo giro per recuperare, ma non ho spiegazioni”. Così Dorothea Wierer in zona mista dopo l’undicesimo posto della staffetta femminile di biathlon ai Giochi di Milano Cortina. “Meno male che adesso ci sono due giorni di recupero, sto facendo un po’ di fatica a dormire – ha ammesso l’azzurra proiettandosi sulla mass start di sabato, la sua ultima gara in carriera – Sarà diverso, da un lato ci saranno un po’ di aspettative dall’altro cercherò di godermela. Non so come sarà, magari piango, magari rido. Tutti puntano al massimo, spero semplicemente di divertirmi anche”.
L’Italia perde 8-3 contro il Canada nel torneo di curling maschile ai Giochi di Milano Cortina ma resta ancora in corsa per la semifinale. Decisiva sarà la partita di domani mattina alle 9.05 contro la Svizzera, in testa al girone e già qualificata per la semifinale. Nel match odierno fatale per Retornaz e compagni il 4-0 incassato nel sesto end.
Delude l’Italia del biathlon nella staffetta femminile ai Giochi di Milano Cortina. Il quartetto composto da Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer, Michela Carrara e Lisa Vittozzi non è andato oltre l’undicesimo posto. Gara subito in salita per le azzurre, imprecise al poligono in apertura con Auchentaller – veloce però con gli sci – ma soprattutto con Wierer, costretta a effettuare un giro di penalità al pari poi di Carrara. A gara ormai compromessa spetta a Vittozzi – che ha evitato di spendere energie preziose in vista della mass start di sabato – chiudere la staffetta a 3’54″7 dalla nazione vincitrice, la Francia, che ha trionfato nettamente davanti alla Svezia, argento a 51″3, e alla Norvegia, bronzo a 1’07″6.
“Abbiamo sempre pensato di potercela fare. Eravamo tra i più forti e i più adatti a questa gara. Per me è stata la migliore giornata sugli sci. Sono riuscito a fare quello che volevo, dando sempre il cambio a Pellegrino in modo tranquillo e lontano dai contatti. Avere un punto di riferimento come Federico è stato fondamentale in questi anni. Era un idolo, è diventato un compagno di camera e di stanza. Credo che in questi giorni abbiamo dimostrato di esserci, in staffetta anche con Davide Graz e Martino Carollo. Siamo giovani e il futuro è ancora da scrivere, ma di certo abbiamo capito di potercela fare. Nel frattempo abbiamo queste due medaglie da godere e credo che meglio di così non potesse andare”. Lo ha detto Elia Barp nel corso della conferenza stampa convocata dopo la finale della sprint team di sci di fondo in cui l’Italia ha conquistato il bronzo.
“E’ stato un piacere gareggiare con Federico Pellegrino tutti questi anni. Ci sono stati momenti in cui le nostre gare sono state dei testa a testa. Non ci sono dubbi, Federico ha fatto una carriera veramente fantastica. Gareggiare contro di lui per così tanti anni è stato un privilegio”. Lo ha detto Johannes Klaebo, il norvegese con già 5 ori al collo in altrettante gare, nel corso della conferenza stampa convocata dopo la finale della sprint team di sci di fondo in cui l’Italia ha conquistato il bronzo.
“Fino a Pechino ero concentrato sulla mia prestazione ma questi Giochi in casa erano un’ottima opportunità per il team di conquistare nuovi tifosi e fare vedere a tutti quanto siamo bravi. Torneremo a casa con due medaglie e ne sono veramente orgoglioso. Ho investito tanta energia per alzare il livello medio della squadra. Oggi tutti possono vedere che il miglioramento è stato palese. Ho fatto quello che dovevo fare e questi giovani diventeranno ancora più forti”. Lo ha detto Federico Pellegrino nel corso della conferenza stampa per commentare il bronzo conquistato nella sprint team con Elia Barp sul circuito olimpico del lago di Tesero.
Tanti applausi per Federica Brignone al suo arrivo al J-Medical, dove l’olimpionica degli sci è stata curata dopo l’infortunio del 3 aprile scorso che rischiava di metterla fuori gioco per le Olimpiadi invernali di Milano Cortina. L’azzurra invece ha vinto due ori e ora si prende il giusto tributo dai tanti suoi fan, che hanno letteralmente imbrattato le parti sporche della sua auto griffata ‘F. Brignone’ con scritte per la loro beniamina: “Vai Fede”, “La tigre”.
Prima di lei, a precederla, la compagna di nazionale Marta Bassino.
“Fare squadra con Federico è stato fantastico. Ora sono due medaglie con lui, una nella staffetta e una nella team sprint. Era il mio idolo e ora sono felice di gareggiare con lui e di vincere medaglie insieme a lui. È semplicemente incredibile”. Così Elia Barp con il bronzo al collo, il secondo dopo la staffetta a squadre, conquistato oggi nella team sprint di sci di fondo sul circuito olimpico del lago di Tesero in coppia con il veterano Federico Pellegrino.
Chi ha visto una gara di salto con gli sci dal trampolino olimpico di Predazzo ha senz’altro notato la presenza, tra una manche e l’altra, di un nutrito gruppo di ‘sciatori’ che risale la pista d’atterraggio, prima di ridiscendere verso valle dopo una ventina di minuti. Si tratta del gruppo dei battitori che svolge una tra le attività più curiose e affascinanti: preparare la pista di atterraggio per gli atleti. Una mansione che coinvolge nel complesso una novantina di volontari. Il loro compito è quello di sistemare con gli sci passo dopo passo tutta la pista d’atterraggio del trampolino in posizione trasversale dal dente di stacco fino al parterre d’arrivo e preparare la neve per i saltatori. Le pendenze, intorno ai 35 gradi, rendono l’operato una prova da veri equilibristi. “Noi entriamo in gioco immediatamente dopo il gatto delle nevi – hanno detto i responsabili Alberto Dellantonio e Cristian Zanier -. Dobbiamo ‘rompere’ la neve con gli sci in maniera che non sia troppo compatta e renderla idonea per l’atterraggio degli atleti. Non è una cosa da tutti, infatti diversi hanno rinunciato dopo aver provato un paio di volte. Per riuscire nel nostro lavoro servono capacità particolari per mantenere un ottimo equilibrio sugli sci e non farsi spaventare dalle pendenze. Proprio per questo il nostro gruppo è composto in gran parte da sciatori esperti, mentre circa il 30% è fatto da maestri di sci. Una caratteristica importante è quella di essere leggeri, altrimenti si rischia di danneggiare la neve e compromettere gli sforzi fatti”. La durata media del loro intervento si aggira tra i 45 e i 60 minuti, che si riducono a 20 quando si deve sistemare la pista di atterraggio tra una manche e l’altra. Il compito diventa più arduo quando la neve è particolarmente compatta. “Quando la neve è molto ghiacciata è tutto più impegnativo – hanno aggiunto -. Atterrare sul ghiaccio per gli atleti sarebbe molto pericoloso a causa delle sollecitazioni eccessive che dovrebbero sopportare i loro sci. In quel caso dobbiamo letteralmente rompere lo strato di ghiaccio e rendere la superficie il più possibile sicura utilizzando anche il rastrello. Bisogna avere una discreta esperienza perché le condizioni della neve possono cambiare scendendo verso il parterre”. Sulle nevi opera un gruppo di trenta unità che si dà il cambio di volta in volta. I battitori sono però molti di più: “Il primo gruppo si è formato in occasione dei mondiali di sci nordico del 2003 – hanno concluso Dellantonio e Zanier -. In seguito si è cementato e da allora si è attestato attorno alle 50 unità anche se per le Olimpiadi l’entusiasmo è aumentato e siamo arrivati a 90 volontari. Il ricambio è continuo: ogni anno registriamo nuovi arrivi perché chi fa parte dei battitori coinvolge parenti e amici in questa particolare attività. All’interno del gruppo ci sono quattro generazioni di sciatori e addetti dai 18 ai 70 anni e da quest’anno per la prima volta sono presenti anche alcune ragazze”.
Mikaela Shiffrin ha vinto lo slalom speciale femminile ai Giochi di Milano Cortina. Dopo aver dominato la prima manche la campionessa statunitense ha realizzato il secondo miglior tempo anche nella seconda discesa, chiudendo in 1’39″10 e infliggendo distacchi siderali a tutte le rivali. La svizzera Camille Rast, medaglia d’argento, incassa un ritardo di un secondo e mezzo. Bronzo alla svedese Anna Swenn Larsson a 1″71. Fuori sia la tedesca Lena Duerr, che inforca alla prima porta dopo un paio di secondi, che la svedese Cornelia Oehlund, che avevano chiuso la prima manche rispettivamente al secondo e al terzo posto. Italiane fuori dalla top ten: Martina Peterlini si è piazzata tredicesima, stesso tempo per Lara Della Mea. Non aveva completato la prima run la 17enne Anna Trocker.
“Sono partita bene nella seconda manche – ha detto Della Mea – Poi mi sono un po’ addormentata. E’ un tracciato che mischierà un po’ le carte e comunque il recupero stato buono. Finisco con lo stesso tempo di Lara ed è bello. Sono comunque soddisfatta della mia seconda parte”. “C’è stata una crescita nella mia stagione, positivo per quello che mi è capitato ad inizio stagione – ha detto Peterlini – Ho avuto una reazione nella seconda manche, ma dobbiamo continuare a crederci, perché siamo forti e dobbiamo prendere ispirazione da Federica e Sofia, che sono in cima al mondo. Lo slalom è una disciplina molto infida, basta un attimo e si finisce fuori. Lo sci è uno sport di fiducia, e con i risultati arrivano. Quest’anno siamo comunque cresciute di rendimento e dobbiamo proseguire”.
“Cerco di farla stare un po’ più tranquilla o comunque di stemperare un po’ la tensione anche se oggi in allenamento era un po’ complicato. Ma fa parte un po’ del gioco e ci sta. Essendo qui in una vetrina del genere succede. Però siamo qui per fare le gare, per cercare di sopportare e di reggere la tensione e di trasformarla poi in energia positiva per scaricarla sulle gambe e sul campo sugli sci”. Così Michele Boscacci, azzurri di sci alpinismo, in gara domani nella gara sprint in attesa di quella a coppie in programma sabato che disputerà insieme a sua moglie Alba De Silvestro. “Sono sempre quello che cerca di mediare un po’ più le cose. Lei è abbastanza metodica e fiscale su quello che decide di fare, io cerco sempre di dare un colpo il cerchio un colpo alla botte Cerchiamo di convivere e aiutarci ‘uno nell’altro. Qualche volta sono io che devo frenarla e qualche volta e lei invece che mi aiuta e mi stimola. Se non ci fosse stata lei in famiglia io per la mia età perché ho 36 anni, non sarei sicuramente qui alle Olimpiadi. Perché alla fine è lei che mi ha sempre stimolato per qualsiasi cosa, dai cambi di assetto alle gare così veloci così nervose. Io ormai ho vinto l’ultima coppa del mondo nel 2022. Può essere che mi sono anche un attimino adagiato, ma lei in casa mi ha sempre stimolato e aiutato soprattutto su questo format”, ha aggiunto Boscacci che predilige le gara di lunga durata. “Ci sono dei compromessi in tutte le cose da dover accogliere e questo è un compromesso per poter portare il nostro sport e la nostra disciplina in un palcoscenico come i Giochi. Sarebbe stato bello avere la Mezza Lama, una gara a 4.000 metri, ma sono consapevole che è impossibile per un’Olimpiade, quindi è giusto così. Io spero che adesso questi due format vengano confermati per le prossime Olimpiadi nel 2030 e magari venga aggiunta anche un’altra medaglia nella prova individuale magari di 45’ o un’ora”, ha concluso.
“La storia continua, adesso abbiamo giovani forti che possono portare avanti il progetto del fondo in Italia. Elia Barp in futuro sarà quello che esulterà per i risultati. Aver vinto due medaglie qui nelle mie ultime Olimpiadi è qualcosa di speciale”. Così Federico Pellegrino che con Elia Barp oggi sul circuito olimpico dello sci di fondo del lago di Tesero ha conquistato la seconda medaglia di bronzo dopo quella storica nella staffetta maschile. “L’obiettivo era vincere due medaglie in questa Olimpiadi nelle prove a squadre – ha aggiunto il veterano delle Fiamme Oro -. Ho avuto una grande spinta dal pubblico, tutto questo mi ha dato energie da mettere sugli sci. Sono grato a tutti quelli che sono giunti in val di Fiemme per sostenerci”.
“Generoso il lago di Tesero, scenografia meravigliosa dello sci di fondo che arricchisce il medagliere del Team Italia: siamo a 25…e non finisce qui! Spettacolare bronzo di Elia Barp e Federico Pellegrino in una giornata incorniciata dall’azzurro, anche del cielo della Val di Fiemme. Una fantastica pista olimpica che trasuda valori, fatica e gloria, nella quale anche oggi ci siamo confermati tra i migliori al mondo. Elia il presente-futuro e Federico il passato-presente, in squadra anche per passarsi il testimone che farà proseguire il percorso dell’Italia lungo i ‘binari’ della nostra gloriosa tradizione negli sci stretti”. Lo scrive in un post su X il ministro dello sport e i giovani Andrea Abodi.
“Gareggiare con il marito sicuramente non capita tutti. Per tante cose è meglio per tante peggio tipo oggi che siamo magari un po’ preoccupati tutti e due, quindi potrebbe essere una combo letale. Però sicuramente è una bellissima esperienza da fare assieme. Siamo sempre assieme, Stare qui ad aspettare che arrivi il giorno della gara possiamo passarlo assieme ed è meno noioso essere in stanza da soli a fissare il muro. Ci siamo conosciuti facendo alpinismo”. Così Alba De Silvestro, azzurra di sci alpinismo in gara domani della sprint in attesa della gara a coppie in programma sabato che disputerà insieme a suo marito Michele Boscacci. “Non dico che siamo tra i favoriti ma siamo una buona coppia, con magari anche tanta esperienza alle spalle non essendo giovanissimi nessuno dei due. Quindi soprattutto nella staffetta siamo lì per giocarcela”, ha aggiunto. “Io facevo sci alpino all’inizio e poi però l’estate facevo la preparazione atletica coi fondisti. Quindi diciamo che era una combo ideale per fare scialpinismo e mi hanno detto di provare. Ho provato così per gioco e ora sono qui . Siamo pochissimi atleti, nessuno di noi è stato mai alle Olimpiadi, quindi è una cosa un po’ nuova per tutti. Non vedo l’ora. Siamo qui da una settimana, abbiamo fatto più cerimonie che gare alla fine. Quindi diciamo che è arrivato anche il momento di gareggiare”, ha sottolineato l’azzurra originaria di Belluno trasferitasi in Valtellina, ad Albosaggia, vicino Sondrio.
“Se è pesante avere il padre coach? E’ da sempre che abbiamo questo rapporto e lo trovo perfetto perché c’è un sacco di trasparenza e di dialogo. Riusciamo a capirci anche molto bene, lui comunque in questi anni ha imparato solo vedendomi sciare a capire se sono in forma o meno e come adattare gli allenamenti. E non abbiamo problemi anche a discutere a litigare quando necessario se non siamo convinti su quello che stiamo facendo, quindi c’è veramente un bel rapporto. Poi so che lui ci tiene, forse più di me. Posso fidarmi al 100% di quello che mi propone e di quello che mi fa fare”. Così Giulia Murada, azzurra di scialpinismo, figlia di Ivan Murada celebre campione di sci alpinismo attivo nei primi anni Duemila e uno dei pionieri della disciplina che farà domani il suo debutto ai Giochi. “Sono fortunata perché intorno a me ho un sacco di persone oltre a mio papà che mi stanno aiutando in questo progetto. Io mi vedo con un pezzo del puzzle e stiamo tutti lavorando in quella direzione. Gli allenatori, il mio preparatore tutti quelli che mi seguono hanno fatto un ottimo lavoro. Adesso tocca a me. Completare questo disegno e provare a fare il mio meglio”, ha aggiunto.
“Sono super fiera di essere qua a rappresentare lo scialpinismo perché è uno sport che amo e che si merita tanto e spero veramente che alla gente piaccia. Ho iniziato grazie a mio papà che è stato campione del mondo nel 2002 ed è il mio attuale allenatore. Avevo 14 anni e inizialmente non mi piaceva neanche tanto sciare. Poi da quando ho cominciato andare in salita ho capito che mi piaceva far fatica. Preferisco guadagnarmi le discese facendo una bella fatica prima”. Così Giulia Murada, azzurra di sci alpinismo, disciplina che domani farà il suo debutto olimpico. “Non mi voglio nascondere. Il mio inizio di Coppa del Mondo è stato molto positivo, non ho mai vinto quest’anno come neanche gli anni scorsi in Coppa del Mondo, però tanti podi. E voglio tagliarmi le porte aperte per questa gara. Alla fine è una giornata, è una gara diversa dalle altre. E voglio sognare in grande. So che è difficile, non è assolutamente scontato e le mie avversari sono decisamente forti e arriveranno qui tutte al top della condizione. Però io voglio crederci. Voglio provarci, se no, non sarei qua”, ha aggiunto.
“Siamo fortunati che in Italia è uno dei Paesi in cui lo sci alpinismo è più popolare, quindi magari non c’è bisogno della nostra medaglia per renderlo tale forse sarebbe più all’estero, però le medaglie le vogliamo noi quindi. Ovviamente con una medaglia si fa parlare di più, sia di sé che dello sport”, ha proseguito.
“Per me oggi era l’ultima gara, le sensazioni non erano male, ci abbiamo provato. Credo si sia accumulata un po’ di stanchezza, siamo agli sgoccioli e le gambe cominciano a farsi sentire. Bisogna essere realisti, lo stress si accumula e pesa, se devo fare un bilancio sono soddisfatta, la strada è quella giusta. Non è arrivato il grande risultato, ma non sono arrivata qui in cerca di quello, bensì per prendere fiducia e consapevolezza in me stessa e ci sono riuscita. Mi sono presa le mie soddisfazioni, anche in staffetta siamo andate forti. Abbiamo dimostrati di essere una squadra, con il passare del tempo sono sicura che il risultato arriverà”. Lo ha detto Iris De Martin Pinter al termine della team sprint di sci di fondo sul circuito olimpico del lago di Tesero. L’Italia si è piazzata in ottava posizione in una gara dominata dalla Svezia, davanti a Svizzera e Germania. “Oggi non stavo bene, non ero quella di pochi giorni fa, probabilmente sto accumulando anch’io un po’ di tossine, non credo di disputare la 50 km, devo guardare anche l’ultimo mese di Coppa del mondo, dove sono mesa bene in classifica generale – ha aggiunto Caterina Ganz -. Nella team sprint ci credevamo, eravamo fiduciose di un buon piazzamento. Siamo state protagoniste di una bella Olimpiade, sappiamo che ci vuole tempo per cambiare le cose, è stato bello essere lì per giocarcela. L’anno prossimo ai Mondiali di Falun potremo essere ancora più competitive”.
“Ci sono tante gare ancora a cui potenzialmente possiamo andare a medaglia, ma siamo felicissimi. Le medaglie ottenute da quelle ragazze che fino a poche ore prima non sapevano se sarebbero riuscite a gareggiare ovviamente hanno un sapore diverso. Al Cio ci fanno un diluvio di complimenti, ma restano ancora 5 giorni, la cerimonia di chiusura per cui restiamo con i piedi per terra”. Così il presidente di Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, a margine della sua visita a Casa Italia a Milano. A chi gli chiedeva se il modello di Giochi diffusi fosse vincente, Malagò ha risposto: “finora meglio di ogni più rosea aspettativa”.
“Non sono autorizzato a dire nulla, non mi sostituisco nei ruoli, ma secondo me qualche possibilità c’è, aspettiamo e abbiate fiducia”. Così il presidente di Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, a margine della sua visita a Casa Italia a Milano, a chi gli chiedeva un commento sulle parole di Riccardo Lorello che si era detto amareggiato per la mancata permanenza di un centro per gli sport da ghiaccio a Milano dopo i Giochi. “La pista bob -prosegue l’ex numero uno del Coni- è scommessa vinta e devo dare atto oggettivamente alla politica, visto che nell’iniziale intenzione del Cio non c’era l’obbligatorietà. Il Governo italiano ha voluto dimostrare che l’italia poteva e doveva avere uno sliding center. Se c’è un ministro che si è speso in modo particolare è stato Salvini, bisogna riconoscerlo. Una cosa però è pista che è già realizzata, una cosa è una pista inserita in un impianto fieristico. Gli enti locali e l’ente fiera stanno facendo delle riflessioni sull’onda di questo entusiasmo”.
La coppia Elia Barp-Federico Pellegrino si mette al collo un altro bronzo. Dopo la storica medaglia nella staffetta, gli azzurri salgono per la prima volta sul podio anche della team sprint istituita per la prima volta a Torino 2006. Oro alla Norvegia con Johannes Klaebo, capace in questa prima edizione olimpica diffusa di mettersi al collo cinque ori su cinque gare. Argento per gli Stati Uniti. Da sottolineare la grande prova di Barp che è riuscito a stare sempre nelle primissime posizioni, consegnando al veterano Pellegrino ottimi cambi nelle frazioni della gara. Il resto è opera del portacolori delle Fiamme Oro che con tecnica e gambe sulla salita Zorzi si è incollato alle code di Norvegia e Usa difendendo il bronzo.
Oro alla Svezia nella finale della team sprint di sci di fondo alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Sul circuito olimpico del lago di Tesero, le svedesi hanno fatto il vuoto imprimendo un forcing incredibile fin dalle prime battute. Argento per la Svizzera, protagonista di una impressionante rimonta. Bronzo per la Germania che beffa sul traguardo la Norvegia. Ottava posizione per le azzurre Caterina Ganz e Iris De Martin Pinter con un ritardo di 40 secondi ma comunque autrici di una buona prestazione, in particolare nelle ultime due frazioni.
“Io sono invidiosa perché per far innamorare la gente del mio sport ho dovuto aspettare 35 anni e l’occasione di un’olimpiade in Italia. I valori che i calciatori trasmettono sono i valori che tutti i bambini desiderano, quindi vorrei consigliargli di rispecchiare e incarnare la correttezza, che i bambini li guardano. Hanno questa fortuna che per me è un privilegio”. Lo dice a LaPresse Francesca Lollobrigida, campionessa olimpica nel pattinaggio di velocità ai Giochi di Milano Cortina sui 3000 e 5000 metri, rispondendo su quali valori il mondo del calcio dovrebbe apprendere da quello olimpico, in questi giorni di aspre polemiche in tema di sportività dopo il derby d’Italia.
“Due italiani su tre hanno guardato e stanno guardando i Giochi, una percentuale andata ben oltre Parigi 2024 e superiore alle ultime tre precedenti edizioni messe insieme”. Questi alcuni numeri diffusi da Annie Sophie Voumard, Tms managing director del Cio, durante il quotidiano briefing. “In Europa i nostri dominano il panorama delle trasmissioni televisive: la Francia che ospiterà i prossimi Giochi ha già superato i 50 milioni di telespettatori, superiori rispetto a quelli di Torino 2006, negli Usa su Nbc l’audience lunedì scorso è stata di 24,3 milioni di telespettatori, e Milano Cortina è l’edizione più seguita da Sochi 2014. Anche nei Paesi con meno tradizione si è registrato un seguito notevole. Crescono gli streaming digitali che hanno già superato l’intera edizione di Pechino 2022, per quella di Nbc sono stati 11,2 miliardi di contenuti su Milano Cortina”, ha aggiunto.
mal/pna
Mikaela Shiffrin con una prima manche spaziale ipoteca la vittoria nello slalom speciale femminile ai Giochi di Milano Cortina. La campionessa statunitense ha completato la propria run in 47″13, alle sue spalle la prima inseguitrice è la tedesca Lena Duerr, staccata 82 centesimi. Terza piazza per la svedese Cornelia Oehlund a un secondo esatto. Più attardata ma in lotta per il podio la svizzera Camille Rast, quarta a 1″05. L’italoalbanese Lara Colturi è settima a 1″26. Indietro le italiane: Lara Della Mea è quindicesima a 2″01, mentre è attualmente 23/a Martina Peterlini. La giovane Anna Trocker è uscita nella prima parte della sua prova. Non prende parte alla gara Giada D’Antonio, che si è infortunata nei giorni scorsi.
“È la prima volta che lo scialpinismo partecipa ai Giochi Olimpici Invernali, quindi è fantastico”. Così l’azzurra Alba De Silvestro secondo cui il debutto dello scialpinismo sul palcoscenico dei Giochi segnerà l’inizio di una bellissima avventura per atleti e spettatori. L’azzurra gareggerà nella staffetta mista, in programma sabato 21 febbraio, con suo marito, Michele Boscacci “e questo è qualcosa di è incredibile”. La coppia di sposi gareggerà nelle gare sprint individuali domani, 19 febbraio, prima di unire le forze nella staffetta mista due giorni dopo. Sono una presenza fissa nel circuito della Federazione Internazionale di Sci Alpinismo (Ismf) e si sono classificati quinti ai campionati del mondo del 2025, dietro Austria, Svizzera, Spagna e Francia. Ora sono entusiasti di condividere la loro passione per lo sport di fronte a un pubblico globale. “Siamo pieni di sorpresa ed emozione”, ha detto De Silvestro – Inoltre, si svolgerà vicino alla città, quindi sarà molto bello avere tanta gente ad applaudire la nostra gara. Sarà una bellissima avventura che trascorreremo insieme”. Sebbene parte del fascino di questo sport sia legato all’avventura e all’evasione, le cui radici affondano nei tour di sci alpinismo sulle Alpi della fine del XIX secolo, la versione in mostra ai Giochi spingerà gli atleti oltre i loro limiti. Su un percorso ricavato nel versante dello Stelvio, i concorrenti saliranno sulla montagna con gli sci, passeranno agli scarponi per superare una serie di gradini e poi correranno fino al traguardo sempre sugli sci.
Un superbo Elia Barp ha chiuso la prima frazione al terzo posto mentre il veterano Federico Pellegrino, da tattico qual è, non ha spinto al massimo per tenere tutto per la finale della team sprint a tecnica libera che si disputa sul circuito olimpico del lago di Tesero. Per gli azzurri, dunque, finale centrata con il terzo tempo dietro ai norvegesi di Johannes Klaebo, capace in questa prima edizione olimpica diffusa di mettersi al collo quattro ori, e agli Stati Uniti.
Le immagini di Lindsey Vonn a terra sulla neve, che urlava di dolore e poi veniva trasportata via dalla pista in elicottero dopo il suo incidente alle Olimpiadi sono state un duro richiamo sui pericoli della discesa libera. Gli scarponi della sciatrice statunitense Vonn sono rimasti incastrati negli sci anche dopo la sua caduta a spirale ai Giochi di Milano-Cortina, puntando goffamente in direzioni diverse mentre scivolava. Impossibile sapere se Vonn avrebbe subito un infortunio meno grave – la sua complessa frattura della tibia ha già richiesto diversi interventi chirurgici – se i suoi sci si fossero sganciati. Ma questo infortunio ha messo in luce l’importanza degli attacchi, che tengono gli scarponi attaccati agli sci e rimangono una delle tecnologie più antiche di questo sport. Un sistema di attacchi progettato per sganciare automaticamente gli sci quando un’atleta come Vonn perde il controllo è ancora in fase di progettazione, dopo anni di discussioni in stallo.
Caterina Ganz e Iris De Martin Pinter si sono qualificate per la finale della team sprint di sci di fondo sul circuito olimpico del lago di Tesero. Le azzurre hanno chiuso la qualificazione al nono posto, in ritardo di 21,25 secondi dalle svedesi. In seconda piazza la Finlandia, seguita da Canada, Svizzera e Norvegia. Buon piazzamento per il duo italiano con De Martin Pinter protagonista di una frazione molto efficace in particolare nei tratti in salita dove ha dato prova di buona forma fisica.
“La decisione degli organizzatori delle Paralimpiadi di consentire agli assassini e ai loro complici di partecipare ai Giochi Paralimpici sotto le bandiere nazionali è deludente e scandalosa”. È quanto scrive in un post su X il ministro dello Sport ucraino Matvii Bidnyi. “È deludente che i vertici delle organizzazioni non governative internazionali cerchino di ignorare l’ovvio: la Russia sfrutta le vulnerabilità delle società aperte e delle organizzazioni internazionali per normalizzare i propri crimini”, si legge nel post, “le bandiere della Russia e della Bielorussia non hanno posto in eventi sportivi internazionali che rappresentano equità, integrità e rispetto. Queste sono le bandiere di regimi che hanno trasformato lo sport in uno strumento di guerra, menzogne e disprezzo”. “In Russia, lo sport paralimpico è stato reso un pilastro per coloro che Putin ha mandato in Ucraina per uccidere e che sono tornati dall’Ucraina con ferite e disabilità. Gli atleti e i para-atleti in Russia glorificano la guerra e ricevono onorificenze statali. Ecco perché l’Ucraina ha imposto sanzioni ai propagandisti sportivi, al Comitato Paralimpico Russo e al suo presidente, Pavel Rozhkov”, continua Bidnyi, “dare loro una piattaforma significa dare voce alla propaganda di guerra. Quando la bandiera russa viene issata sulla scena internazionale, diventa parte della macchina propagandistica della Russia. Invia al mondo il messaggio che la guerra è ‘normale’. No, non è normale. È profondamente scandaloso che i funzionari del Comitato Paralimpico Internazionale si rifiutino di capirlo”. “Se c’è la volontà di proteggere la giustizia nello sport paralimpico, non è troppo tardi per rinsavire e vietare i simboli statali degli assassini nelle competizioni internazionali. Mostrate coraggio, non lasciate che i russi vi usino per ‘normalizzare’ la guerra”, conclude il Ministro ucraino, “l’Ucraina continuerà il suo lavoro su tutte le piattaforme internazionali. Continueremo a difendere i valori delle società aperte. E continueremo a lottare contro i tentativi della Russia di politicizzare lo sport”.
“In questi anni ho cercato di lavorare molto con loro sul fronte della mentalità. In tanti anni di carriera ho lavorato con tanti allenatori e tante metodologie diverse: ai miei compagni ho cercato di far capire che è importante svolgere al meglio l’allenamento proposto. Per farlo bisogna saper ascoltare il proprio corpo e saperlo comunicare, oltre a perseverare nel lavoro. Un lavoro che va fatto bene: a volte è più importante come si fa, del cosa si fa”. Così Federico Pellegrino, bronzo nella staffetta maschile di sci di fondo, prima dell’ultima preparazione della sprint a squadre a tecnica libera che si disputa oggi a partire dalle 10.15 sul circuito olimpico del lago di Tesero. “L’approccio è fondamentale, nello sport come nella vita”, ha aggiunto, “e da questo punto di vista la consapevolezza è fondamentale: per ottenere un risultato bisogna credersi capaci di raggiungerlo. Ora che la medaglia è arrivata, tutti sanno di potercela fare: ora si tratta di sapere di essere ancora in grado. L’esperienza aiuta, per visualizzare le possibili dinamiche di gara ed è un aspetto su cui ho insistito molto”.

