Nessun ritiro in vista per Sofia Goggia, testa alle prossime gare, e per le Olimpiadi ‘c’è ancora tempo’. “Le Olimpiadi? Tutti me lo chiedono ma voglio pensarci soltanto a febbraio. Prima ci sono gare di Coppa del mondo per affinare il mio stato di forma ma, soprattutto, per vincere”. Così la discesista azzurra Sofia è Goggia in una intervista a ‘Libero’. “Le rivali del 2026? Le solite, Shiffrin e Gut in testa. Federica (Brignone, ndr) purtroppo sarà ancora impegnata per rimettersi a posto dopo il tremendo infortunio che ha subito. La sono andata a trovare a Torino, ora si è sottoposta a una seconda operazione, per lei il difficile viene adesso. Ma sono sicura che si riprenderà al cento per cento”. ha aggiunto.
Quanto alle sue condizioni fisiche “io sto bene anche se mi sto chiedendo in questi giorni cosa sarebbero le mie ginocchia, le mie caviglie, le mie articolazioni se non avessero subìto tutti quei traumi. Se farò tutte e tre le discipline? Certo. Discesa, superG e gigante”.
Alla domanda se Milano-Cortina sarà il suo ultimo atto ha risposto: “No, al ritiro non ci penso affatto“.
Il racconto shock dell’infortunio di Sofia Goggia del 2024
“So che ce ne sono ben peggiori ma per un atleta non c’è nulla di più difficile che dover affrontare un infortunio. Ho reagito pensando che al mondo c’erano drammi più gravi del mio. Non sono sotto le bombe di Gaz e ho cercato di buttare lo sguardo oltre dove ci sono contesti di sofferenza ben più gravi che la rottura di una gamba dalla quale di guarisce”. Scriveva così Sofia Goggia nel 2024.
“I tempi per il ritorno in pista sono di sei mesi, quelli standard. Una volta saldato l’osso e se ho un fisico idoneo per sciare posso anche andare prima, accorciando i tempi, cosa che non voglio fare ora ma non è detto che debba aspettare i canonici sei mesi. Credo che il recupero non sarà tanto difficile a livello fisico. Una volta che si salda l’osso ti senti in grado di poter progredire con i carichi. Non è facile però sono disposta a farlo. Voglio guarire e tornare sugli sci”, diceva ancora Goggia.
Per dare un senso a questi giorni di dolore e di rinascita, Goggia si era gettata a capofitto sui libri, accelerando il suo percorso di studi universitario. “Ho già dato due esami e ne ho altri 4-5 nella prossima sessione, cerco tra le sedute di fisioterapia e le varie terapie di sfruttare il tempo che ho a disposizione per portarmi avanti e fare più esami possibili”, ha confessato che sta preparando statistica e storia dei partiti politici. Il tempo non va dunque sprecato. Neanche così, con una tibia da saldare e un morale scalfito da rimarginare in fretta: “La cosa che mi ha fatto più male, rispetto ai tanti infortuni del passato, è essermi infortunata nel corso di un allenamento tranquillo. Questo è stato più difficile da accettare, proprio perché non è un infortunio banale. Se ti fai male in gara a 140 km/h e sei al limite lo accetti di più. Il fatto di ritrovarmi ancora lì in ospedale nonostante i miei sforzi affinché tutto andasse nel mio verso desiderato, mi ha fatto dire ‘più di così cosa potevo fare?’”. Rialzarsi e riprendere in mano una carriera dorata: come ha effettivamente fatto.

