Trionfo dell'Italia a Cannes: vincono Rohrwacher e Fonte. La Palma d'oro è giapponesen
A "Shoplifters" il massimo riconoscimento del festival. "Dogman" vince la miglior interpretazione maschile, mentre "Lazzaro felice" la miglior sceneggiatura

Erano stati molto apprezzati durante le proiezioni dei giorni scorsi e la premiazione finale ha confermato l'umore generale respirato a Cannes in questa 71ma edizione. I film italiani ne escono vincitori: niente Palma d'oro, ma entrambi i titoli in concorso tornano a casa con dei premi importanti.

Dogman di Matteo Garrone regala a Marcello Fonte il premio come miglior attore protagonista, mentre Alice Rohrwacher viene premiata per la sceneggiatura di Lazzaro felice. Ad annunciare la vittoria di Fonte è un celebre italiano, Roberto Benigni, che sul palco di Cannes si diverte, parla in francese e deve convincere il connazionale che quel premio è proprio vero. Trentanove anni, per il calabrese Fonte questo è il primo ruolo importante di una lunga carriera e nel ricevere il riconoscimento non può fare a meno di ringraziare il suo regista per "avere avuto il coraggio di affidarsi" a lui per portare sul grande schermo il personaggio del 'canaro' della Magliana.

Il premio della Rohrwacher, che Lazzaro felice lo ha scritto e diretto, è un ex aequo con Se Rokh dell'iraniano Jafar Panahi. "Grazie a questa incredibile giuria - ha detto sul palco, dopo aver ricevuto il riconoscimento dalle mani di Chiara Mastroianni - e a tutti quelli che hanno reso possibile questo film e che hanno creduto in questa sceneggiatura un po' bislacca". Tra il pubblico applaude e sorride sua sorella Alba, protagonista della favola su un giovane innocente sfruttato in una fattoria lontana dal mondo.

La Palma d'oro, il premio più importante della kermesse, è andata invece al giapponese Kore-Eda Hirokazu per a Shoplifters, la storia di una famiglia di taccheggiatori che adottano un orfano. Spike Lee porta a casa il Grand Prix speciale della Giuria per Blackkklansman, ispirato alla storia vera di un poliziotto afro-americano e del suo compagno, infiltrato nel Ku Klux Klan nel 1978. Il miglior regista di questa edzione è il polacco  Pawel Pawlikowski per Cold war, film sull'amore tormentato tra un musicista e una ballerina ambientato durante la Guerra fredda.

Non è mancato, nel corso della premiazione, anche un momento per ricordare lo scandalo delle molestie sessuali che ha invaso Hollywood nell'ultimo anno. Ci ha pensato Asia Argento, che, chiamata a consegnare il premio per la migliore attrice, ha detto: "Nel 1997 sono stata violentata da Harvey Weinstein, qui a Cannes dove il festival lo ha sempre accolto. Avevo 21 anni. Voglio fare una previsione che non sia mai più benvenuto qui, e penso anche che quelli che non lo hanno mai denunciato dovrebbero vergognarsi. Non vi permetteremo più di vivere nell'impunità". 

 

I PREMIATI

PALMA D'ORO
"Shoplifters", di Kore-Eda Hirokazu

GRAND PRIX SPECIALE DELLA GIURIA
"Blackkklansman", di Spike Lee

PALMA D'ORO SPECIALE
"Le livre d'image" di ​Jean-Luc Godard

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
"Capharnaum" di Nadine Labaki

MIGLIOR REGIA
"Zimna wojna" ("Cold war") di Pawel Pawlikowski

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Marcello Fonte per "Dogman" di Matteo Garrone

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Samal Yeslyamova per 'Ayka' di Sergey Dvortsevoy

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Ex aequo "Lazzaro felice" di Alice Rohrwacher e "Se Rokh" di Jafar Panahi

CAMERA D'OR
"Girl" di Lukas Dhont

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
"All these creatures" di Charles Williams

MENZIONE SPECIALE PER UN CORTOMETRAGGIO
"On the border" di Wei Shujun

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